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	<title>clima &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>clima &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Brachetto D’Acqui DOP e la sfida del caldo: vendemmia 2026 conferma resilienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:31:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude con un bilancio positivo la vendemmia 2026 del Consorzio Tutela Vini d’Acqui, un’annata caratterizzata da temperature elevate, maturazione anticipata e condizioni di raccolta che hanno richiesto particolare tempestività da parte dei produttori. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude con un bilancio positivo la vendemmia 2026 del <strong>Consorzio Tutela Vini d’Acqui</strong>, un’annata caratterizzata da temperature elevate, maturazione anticipata e condizioni di raccolta che hanno richiesto particolare tempestività da parte dei produttori. Le uve sono arrivate alla vendemmia in <strong>ottimo stato sanitario</strong>, con gradazioni importanti, buona struttura e una dotazione acida capace di preservare la freschezza gustativa, mentre i volumi, escludendo il dato più basso del 2025, si collocano in linea con la media degli ultimi anni.</p>
<p>“<em>A segnare il 2026 è stato soprattutto il <strong>caldo, iniziato già dalla fine di maggio</strong>, che ha accelerato sensibilmente il ciclo vegetativo portando a una vendemmia tra le più anticipate mai registrate nel territorio,</em>” spiega <strong>Antonio Massucco, </strong>enologo di <strong>Banfi</strong> con sede in Piemonte, azienda che ha contribuito a costruire la storia e l&#8217;identità del Brachetto d&#8217;Acqui. “<em>A limitare gli effetti della lunga fase calda e asciutta sono state le <strong>abbondanti precipitazioni di febbraio e marzo</strong>, che hanno permesso ai terreni di accumulare riserve idriche sufficienti ad accompagnare le viti durante l’estate. I casi di stress idrico sono infatti rimasti limitati, concentrandosi soprattutto nei vigneti più esposti e nei terreni più poveri e siccitosi.</em>”</p>
<p>L’andamento climatico ha imposto di intervenire con particolare rapidità nella fase finale della maturazione. <strong>Il 10 agosto ha preso il via la raccolta del Brachetto</strong>, circa dieci giorni prima rispetto al 2025, confermando l’anticipo già previsto nelle valutazioni di luglio. La tempestività della raccolta, accompagnata dal monitoraggio del quadro analitico già dalla fine di luglio, ha permesso di evitare che la maturazione precoce si traducesse in una perdita di equilibrio.</p>
<p>“<em>Dal punto di vista sanitario, il bilancio è particolarmente positivo. La stagione ha infatti mantenuto <strong>una pressione molto contenuta delle principali patologie</strong>, permettendo alle uve di arrivare alla raccolta in condizioni ottimali</em>”, commenta Massucco.</p>
<p>Anche sul piano qualitativo le prime valutazioni sono buone: <strong>gradazioni importanti e ottima struttura</strong> sono tra gli elementi che caratterizzano le uve raccolte. Le eventuali criticità si sono concentrate in situazioni circoscritte, in particolare nei vigneti maggiormente esposti al sole, dove in alcuni casi è stata osservata una minore dotazione aromatica. Sotto il profilo quantitativo, invece, <strong>la produzione 2026 si colloca sostanzialmente nella media degli ultimi anni</strong>, se si esclude il confronto con la vendemmia 2025, particolarmente scarsa.</p>
<p><strong>Il Brachetto, una varietà che mantiene la freschezza</strong></p>
<p>È proprio la capacità di conservare <strong>acidità e freschezza gustativa anche in condizioni di caldo intenso</strong> a rappresentare uno degli elementi più interessanti emersi dalla vendemmia 2026.</p>
<p>“<em>Dopo alcune annate comunque più calde e anticipate rispetto al passato, possiamo dire che il Brachetto è una varietà che, a differenza di altre, anche in una vendemmia come questa riesce a mantenere una buona dotazione acida e quindi una buona freschezza gustativa</em>”, spiega Massucco. “<em>Dalla mia esperienza di enologo posso dire che il Brachetto sia una varietà che si è adattata meglio di altre al cambiamento climatico in corso”</em>.</p>
<p>Un dato che si inserisce nel percorso già evidenziato dal Consorzio Tutela Vini d’Acqui nelle valutazioni di inizio stagione: il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide per la viticoltura del Monferrato, ma la risposta del vigneto passa anche dalla conoscenza delle caratteristiche delle singole varietà, dalla lettura puntuale dell’annata e dalla capacità di intervenire nei tempi corretti.</p>
<p>“<strong><em>La vendemmia 2026 ci consegna un quadro complessivamente positivo</em></strong>”, commenta <strong>Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui</strong>. “<em>Il clima ha imposto una particolare attenzione nella gestione dei vigneti e nella scelta del momento della raccolta, ma le uve hanno dimostrato una buona capacità di affrontare una stagione caratterizzata da temperature elevate. La qualità raggiunta conferma il valore del lavoro dei produttori e la capacità del territorio di adattarsi a condizioni climatiche sempre più complesse</em>”.</p>
<p>La vendemmia 2026 si chiude così con <strong>uve sane, strutturate e dotate di una buona componente acida</strong>, in un’annata che ha messo alla prova la viticoltura dell’Alto Monferrato, ma ha anche ribadito una caratteristica importante del Brachetto d’Acqui: la capacità di conservare <strong>freschezza ed equilibrio anche di fronte a temperature elevate e a una maturazione fortemente anticipata</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d’Acqui</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/CS-fine-vendemmia-2026-Brachetto-3-rev.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica e di sostenibilità”. L’assessore regionale all’Agricoltura Imprudente: “Ricerca ed innovazione per la viticoltura abruzzese del futuro”</em></p>
<p>Dalla vigna al vino per capire se i vitigni resistenti possono rappresentare una risorsa per la viticoltura abruzzese. È terminata, a Scerni, la <strong>prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi</strong>, coltivati presso l’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi”. Si tratta del primo raccolto di un progetto che studia il comportamento di <strong>varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite e verificarne, nel tempo, l’adattamento al territorio, le caratteristiche produttive e il potenziale enologico</strong> e che il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> promuove e finanzia dal 2024.</p>
<p>La vendemmia, iniziata lo scorso <strong>29 luglio</strong>, arriva al terzo anno dall’impianto del vigneto e apre una fase importante della sperimentazione: le uve raccolte a Scerni sono state sottoposte a microvinificazione. I vini ottenuti, insieme ai dati agronomici raccolti in campo, forniranno ulteriori elementi per valutare il potenziale delle singole varietà.</p>
<p>Nel vigneto sono presenti 18 varietà: <strong>Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis</strong>.</p>
<p>Il lavoro di monitoraggio è stato guidato dall’agronomo <strong>Fausto Cimini</strong>, che ha seguito la crescita di dieci piante per ciascuna cultivar, contrassegnate individualmente, effettuando rilievi tecnici settimanali dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione. Sono stati registrati i principali parametri fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilità delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dell’uva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini. Un monitoraggio che non si è limitato alla produttività. L’intero vigneto è stato infatti osservato anche dal punto di vista fitosanitario per verificare la risposta delle varietà a <strong>peronospora e oidio</strong>, le due principali patologie fungine per le quali i Piwi sono stati selezionati. Secondo la relazione tecnica, <strong>tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie</strong>.</p>
<p><strong>“Quella dei vitigni resistenti è una sfida enologica, ma anche una sfida di sostenibilità</strong>, che abbiamo scelto di affrontare mettendo insieme partner importanti e competenze diverse &#8211; <strong>sottolinea</strong> <strong>Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> -. La prima vendemmia è un passaggio fondamentale perché ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le microvinificazioni a dirci qualcosa in più sul potenziale enologico di queste varietà. Ma il progetto non si esaurisce con una vendemmia: servono anni di osservazione, dati e confronti per capire quali genotipi possano essere realmente adatti al nostro territorio. Come Consorzio, crediamo <strong>che la ricerca sui vitigni resistenti sia un investimento strategic</strong>o poiché la sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione di principio ma deve tradursi in capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio. Per questo – <strong>aggiunge Nicodemi </strong>– abbiamo costruito una squadra con <strong>partner importanti</strong>, ciascuno con una competenza specifica: dalla scuola all’università del sapere tecnico, dal mondo vivaistico agli enologi, dagli agronomi ai periti agrari. È proprio questa integrazione di competenze che può permetterci di affrontare seriamente una sfida che riguarda l’intera filiera”.</p>
<p>“L’avvio della vendemmia Piwi in Abruzzo rappresenta un risultato importante di un percorso che mette ricerca, innovazione e sostenibilità al servizio della nostra viticoltura – <strong>dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura</strong> -. La sperimentazione condotta a Scerni ci consente di acquisire dati e conoscenze preziose su varietà che potrebbero contribuire a rendere il sistema vitivinicolo regionale sempre più resiliente e competitivo, riducendo al contempo la pressione delle principali patologie fungine e l’impiego di trattamenti. È un lavoro che richiede tempo, rigore scientifico e capacità di fare sistema, ma che va nella direzione che, come Regione Abruzzo, riteniamo strategica: sostenere l’innovazione in agricoltura senza perdere il legame con le nostre produzioni e con la specificità dei nostri territori. Continueremo a seguire con attenzione questa sperimentazione – <strong>conclude l’assessore Imprudente</strong> &#8211; e tutti i futuri progetti scientifici sul tema, perché i risultati che emergeranno nei prossimi anni potranno offrire nuove opportunità e strumenti alle nostre imprese vitivinicole”.</p>
<p><strong>Quella dei Piwi è, infatti, solo una delle iniziative del Consorzio nell’ambito di studi di filiera</strong> che, insieme ai vitigni resistenti, vedrà presto l’avvio di altri due filoni di ricerca, uno sulle <strong>Tea</strong> (Tecnologie di evoluzione assistita) che permettono di generare nuovicloni migliorati di varietà già esistenti, autoctone oltre che internazionali, meno suscettibili alle malattie e agli stress biotici e abiotici e l’altro dedicato ai vini autoctoni regionali, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei viticoltori maggiori conoscenze e, soprattutto, più possibilità di scelta per le future strategie produttive.</p>
<p>Il progetto del <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> coinvolge infatti <strong>l’Istituto “Ridolfi-Zimarino” di Scerni</strong>, i <strong>Vivai Cooperativi Rauscedo</strong>, il <strong>CIVIT – Consorzio Innovazione Vite</strong>, <strong>Assoenologi Abruzzo-Molise</strong>, la <strong>Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo</strong> e il <strong>Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Chieti-L’Aquila</strong>.</p>
<p>La sperimentazione ha un orizzonte complessivo di <strong>almeno 5-6 anni</strong>, con almeno tre microvinificazioni e la costruzione, per ciascun genotipo, di un profilo quantitativo e qualitativo completo. L’obiettivo finale è arrivare a disporre di dati sufficienti per valutare le varietà e, per quelle che dimostreranno di possedere caratteristiche adeguate, procedere con l’eventuale richiesta di <strong>iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà di vite autorizzate in Abruzzo</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS_Prima-Vendemmia-Vitigni-Resistenti-PIWI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo: Quella del 2026? Una vendemmia tutta da scrivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:43:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una vendemmia ancora tutta da scrivere. È questa la fotografia che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo consegna alla vigilia delle operazioni di raccolta, in un’annata caratterizzata da condizioni meteorologiche altalenanti e da un’estate segnata da temperature elevate, periodi prolungati di siccità ed eventi estremi localizzati.</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio invita alla massima prudenza nell’elaborazione e nella diffusione di numeri e percentuali relativi alla vendemmia 2026, ricordando come, anche a livello nazionale, Assoenologi, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Unione Italiana Vini (Uiv) hanno scelto, per il momento, di non diffondere una previsione vendemmiale complessiva, proprio perché l’andamento meteorologico <strong>non consente ancora una stima sufficientemente attendibile</strong> delle quantità.</p>
<p>“<em>Oggi è prematuro dare numeri sulla vendemmia 2026 – sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi –. Abbiamo davanti settimane decisive e il clima potrà incidere ancora significativamente sia sulle quantità sia sul profilo qualitativo delle uve. Per questo preferiamo osservare, monitorare e attendere prima di formulare una stima complessiva</em>”.<br />
Le prime operazioni vendemmiali hanno riguardato le varietà più precoci e, in particolare, le uve bianche destinate alla Doc Abruzzo, con il caldo che ha determinato un generale anticipo rispetto alle consuete date di raccolta. Sarà però l’evoluzione delle condizioni meteorologiche delle prossime settimane a determinare il quadro definitivo, soprattutto per il Montepulciano d’Abruzzo, la cui raccolta entrerà nel vivo da settembre.</p>
<p>Dal punto di vista fitosanitario, il quadro che emerge dal monitoraggio del Consorzio è complessivamente buono. Il grande caldo, pur rappresentando una criticità sotto il profilo dello stress idrico e delle condizioni di maturazione, ha in molti casi limitato lo sviluppo delle principali fitopatie, agevolando le operazioni di difesa dei produttori.<br />
Ma questo non significa che il clima non abbia prodotto criticità: gelo tardivo in primavera, grandinate localizzate e soprattutto il prolungato periodo di caldo e siccità hanno avuto conseguenze sui vigneti.</p>
<p>La vendemmia 2026 conferma anche una questione che non può più essere affrontata soltanto in emergenza: la gestione della risorsa idrica. Gli effetti dei cambiamenti climatici impongono una strategia di medio e lungo periodo, capace di trattenere l’acqua nei momenti di maggiore disponibilità per poterla utilizzare nei periodi di necessità.</p>
<p>“<em>Di fronte a estati sempre più caratterizzate da picchi di caldo e da precipitazioni distribuite in maniera irregolare – continua Alessandro Nicodemi – non possiamo limitarci a discutere dell’acqua quando manca. Dobbiamo lavorare sulla capacità del territorio di conservare la risorsa idrica, attraverso una politica seria di manutenzione e potenziamento degli invasi e delle infrastrutture. L’acqua che oggi arriva in modo violento e concentrato deve poter diventare una riserva per l’agricoltura e per le nostre comunità nei mesi più difficili</em>”.</p>
<p>Il Consorzio sottolinea, inoltre, un elemento fondamentale quando si parla di numeri della vendemmia abruzzese: il perimetro delle denominazioni non coincide con l’intera produzione regionale di vino.</p>
<p>Le attività e le stime del Consorzio riguardano, infatti, principalmente le produzioni a denominazione tutelate, che rappresentano circa un terzo della produzione complessiva di vino regionale, mentre i restanti due terzi sono rappresentati da produzioni non a denominazione. Per questo motivo, qualsiasi dato relativo alle produzioni delle denominazioni non può essere automaticamente esteso all’intero comparto vitivinicolo abruzzese.</p>
<p>Accanto alla variabile climatica, inoltre, il settore deve fare i conti con l’equilibrio tra produzione, mercato e giacenze. Proprio per questo, in vista della vendemmia, il Consorzio ha sostenuto misure di contenimento produttivo, attraverso la riduzione delle rese e il bloccaggio amministrativo di una quota della produzione, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e sostenere il valore delle produzioni. “<em>Non dobbiamo inseguire il record di quantità – conclude il presidente Nicodemi – ma costruire valore. La gestione della produzione è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per mantenere l’equilibrio del mercato e difendere la remunerazione dei viticoltori. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità dei nostri vini di conquistare nuovi consumatori e nuovi mercati</em>”.</p>
<p>La vendemmia 2026 resta una pagina ancora da scrivere. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’effetto combinato di caldo, disponibilità idrica e andamento delle maturazioni.<br />
Il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> continuerà a monitorare i vigneti abruzzesi e fornirà una valutazione complessiva quando i dati saranno sufficientemente solidi e rappresentativi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/CS_Vendemmia-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Consorzio Vino Valpolicella, vendemmia: uve ottime e volumi in linea con 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parte con circa due settimane di anticipo sulla media storica la vendemmia in Valpolicella. Nei vigneti dei 19 comuni della denominazione, infatti, è già iniziata la raccolta della Corvina, mentre dalla prossima settimana sarà la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parte con circa due settimane di anticipo sulla media storica la vendemmia in Valpolicella. Nei vigneti dei 19 comuni della denominazione, infatti, è già iniziata la raccolta della Corvina, mentre dalla prossima settimana sarà la volta di Corvinone e Rondinella. Un’accelerazione impressa dal caldo e dalla siccità estivi, che ha portato a un anticipo di calendario di 7 giorni anche rispetto allo scorso anno e si accompagna, in questa prima fase, a prospettive qualitative particolarmente favorevoli.</em></p>
<p>Salvo avversità meteorologiche, il Consorzio vini Valpolicella stima, a oggi, una raccolta complessiva di poco superiore agli 861mila quintali di uva. Un volume in linea con il 2025 ma che da quest’anno registra uno stoccaggio di 172.280 quintali, pari al 20% della produzione. La misura di contenimento deliberata dal Consorzio lo scorso 2 aprile riduce così la resa effettivamente disponibile da 100 a 80 quintali per ettaro, con l’obiettivo di salvaguardare l’equilibrio economico della filiera in relazione al rallentamento della domanda su scala globale. Per quanto riguarda la produzione potenziale di Amarone e Recioto, il Consorzio stima quasi 328mila quintali di uva riservati alla cernita  (38% sul totale). I primi riscontri qualitativi effettuati dall’ente di tutela premiano soprattutto l’uva da vigne più vecchie, particolarmente quelle a Pergola, che hanno reagito meglio allo stress idrico e quelle degli impianti sostenuti da un’adeguata irrigazione.</p>
<p>Se le indicazioni qualitative alimentano aspettative positive, sul piano economico non mancano le preoccupazioni. Tra queste, la tendenza al ribasso del prezzo delle uve soprattutto quelle destinate all’appassimento. “In una fase già molto complessa e incerta per il settore &#8211; commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, <strong>Christian Marchesini</strong> &#8211; registriamo una riduzione delle quotazioni delle uve. Una dinamica che non rispecchia gli orientamenti condivisi al tavolo di filiera convocato dal Consorzio alla vigilia della vendemmia e che rischia di scaricare nuove difficoltà sulle imprese. I produttori &#8211; prosegue Marchesini &#8211; hanno già sostenuto responsabilmente le politiche di riduzione delle rese e le nuove misure di stoccaggio introdotte per salvaguardare l’equilibrio della denominazione. Indebolire ulteriormente il valore delle uve significa penalizzare proprio chi sta contribuendo alla tenuta della filiera, in una stagione segnata dalla difficoltà di reperire manodopera specializzata, dall’aumento dei costi, in particolare energetici, e da un mercato ancora insidioso. Per questo è necessario che tutti gli operatori mantengano gli impegni assunti e adottino comportamenti coerenti con il valore della denominazione”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini Valpolicella</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/VINO-CONSORZIO-VALPOLICELLA-AL-VIA-LA-VENDEMMIA-UVE-OTTIME-VOLUMI-IN-LINEA-CON-2025-MA-CON-STOCCAGGIO-AL-20.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Vendemmia 2026: il Consorzio Tutela Vini D’Acqui si prepara a una raccolta anticipata e di alta qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-il-consorzio-tutela-vini-dacqui-si-prepara-a-una-raccolta-anticipata-e-di-alta-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le previsioni delineano un&#8217;annata caratterizzata da ottimo stato sanitario dei vigneti, buona fertilità e maturazione precoce. L&#8217;evoluzione climatica di agosto sarà determinante per definire i volumi produttivi. Prospettive incoraggianti per la vendemmia 2026 del Brachetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le previsioni delineano un&#8217;annata caratterizzata da ottimo stato sanitario dei vigneti, buona fertilità e maturazione precoce. L&#8217;evoluzione climatica di agosto sarà determinante per definire i volumi produttivi. Prospettive incoraggianti per la vendemmia 2026 del Brachetto d&#8217;Acqui DOCG che si annuncia in anticipo di circa una settimana rispetto al 2025, e dunque entro la prima metà di agosto. </em></p>
<p>Un&#8217;<strong>annata caratterizzata da un andamento climatico anomalo</strong>, con un risveglio vegetativo precoce, temperature elevate già a partire da aprile e una lunga fase estiva contraddistinta da precipitazioni molto limitate, che ha accelerato lo sviluppo della vite senza compromettere, almeno fino a oggi, il potenziale qualitativo delle uve.</p>
<p>Secondo le rilevazioni dell&#8217;agronomo Daniele Eberle, il ciclo vegetativo è iniziato in anticipo grazie alle elevate somme termiche registrate nel mese di aprile e alle riserve idriche accumulate durante l&#8217;inverno, che hanno favorito una rapida crescita della vegetazione. Il mese di maggio, caratterizzato da temperature più vicine alla norma e da precipitazioni abbondanti, ha garantito un buon equilibrio vegeto produttivo, senza incidere negativamente sullo stato sanitario dei vigneti. &#8220;Le piogge di maggio hanno determinato soltanto sporadiche infezioni primarie di peronospora e non hanno avuto effetti significativi sulla produzione. L&#8217;allegagione è avvenuta in anticipo e in condizioni ottimali, mentre la fioritura si è svolta rapidamente e in maniera regolare, grazie alle temperature elevate&#8221;, spiega Daniele Eberle.</p>
<p>Le condizioni climatiche dei mesi di giugno e luglio, caldo persistente e scarse precipitazioni, hanno inoltre limitato lo sviluppo dei principali patogeni della vite. Gli attacchi di oidio sui grappoli si sono rivelati trascurabili e anche la tignoletta della vite, che nella scorsa stagione aveva creato criticità in alcune aree, ha avuto un&#8217;incidenza estremamente contenuta. &#8220;Lo stato fitosanitario dei vigneti è molto buono. Oidio e tignoletta hanno avuto un impatto minimo e oggi possiamo osservare grappoli sani e ben formati. I sintomi di stress idrico risultano limitati ai terreni più superficiali e ai vigneti più giovani, nonostante l&#8217;assenza di piogge significative da inizio giugno&#8221;, sottolinea Eberle.</p>
<p>L&#8217;invaiatura è già in corso e procede rapidamente, favorita dalle elevate temperature diurne e dalle escursioni termiche notturne. Un quadro che lascia prevedere una raccolta anticipata rispetto alla media storica. &#8220;L&#8217;inizio dell&#8217;invaiatura è in anticipo anche rispetto alle annate precoci. Se le condizioni climatiche resteranno favorevoli, la vendemmia inizierà circa una settimana prima rispetto al 2025. Al momento ci aspettiamo una produzione di buona qualità, con un buon livello di fertilità e allegagione. Resta tuttavia fondamentale osservare l&#8217;evoluzione del mese di agosto: eventuali ondate di calore potrebbero ridurre il volume finale dei grappoli&#8221;, conclude Eberle.</p>
<p>Anche il presidente del <strong>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Acqui</strong>, Paolo Ricagno, invita a guardare con attenzione alle prossime settimane e commenta: &#8220;l&#8217;annata 2026 conferma come il cambiamento climatico rappresenti una delle principali sfide per la viticoltura del Monferrato. Al momento i vigneti presentano uno stato fitosanitario generalmente buono, ma sarà l&#8217;andamento climatico tra luglio e agosto a definire il potenziale produttivo e qualitativo della vendemmia. La resilienza delle varietà del territorio e il lavoro quotidiano dei produttori saranno ancora una volta determinanti.&#8221; La zona di produzione del Brachetto d&#8217;Acqui DOCG, che si estende tra le province di Alessandria e Asti, nel cuore dell&#8217;Alto Monferrato, beneficia di un patrimonio pedoclimatico unico, fatto di suoli calcarei di origine marina, dolci colline ben ventilate ed escursioni termiche che favoriscono lo sviluppo del corredo aromatico tipico del vitigno. Anche in un&#8217;annata complessa come quella in corso, queste caratteristiche territoriali, unite all&#8217;esperienza dei viticoltori, stanno contribuendo a preservare l&#8217;equilibrio della produzione.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Acqui</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/jRIUDFOA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Alta Langa: si prevede una vendemmia di qualità elevata</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/alta-langa-si-prevede-una-vendemmia-di-qualita-elevata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alta Langa l’autunno 2025 è stato caratterizzato da una buona piovosità, accompagnata dalla prima nevicata registrata il 21 novembre. Anche la prima parte del 2026 ha beneficiato di precipitazioni, garantendo un’adeguata riserva idrica nei suoli. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alta Langa l’autunno 2025 è stato caratterizzato da una buona piovosità, accompagnata dalla prima nevicata registrata il 21 novembre. Anche la prima parte del 2026 ha beneficiato di precipitazioni, garantendo un’adeguata riserva idrica nei suoli.</em></p>
<p>La primavera si è sviluppata con temperature miti e in assenza di particolari episodi di freddo intenso. Il germogliamento è avvenuto già alla fine del mese di marzo, determinando un anticipo delle principali fasi fenologiche, in particolare della fioritura e del successivo sviluppo vegetativo. Di conseguenza, si prevede un avvio della vendemmia nella prima parte del mese di agosto, iniziando con il Pinot Nero e, a seguire, con lo Chardonnay, con un anticipo rispetto alla media stagionale. Nelle aree poste alle quote più elevate, l’inizio della raccolta potrà essere posticipato di alcuni giorni, in funzione delle differenti condizioni pedoclimatiche.<br />
L’andamento estivo si è mantenuto regolare, con precipitazioni limitate e un decorso climatico favorevole. Tali condizioni hanno contribuito a contenere la pressione delle principali malattie fungine, consentendo una gestione fitosanitaria più agevole e garantendo un ottimo stato sanitario delle uve.<br />
Alla luce dell’andamento meteorologico e dello sviluppo vegeto-produttivo osservato, le prospettive per la vendemmia 2026 in Alta Langa risultano complessivamente molto positive. Si prevede una produzione di uve sane, caratterizzate da un buon equilibrio acido, da un’adeguata maturazione tecnologica e da un elevato potenziale qualitativo. Le condizioni rilevate fanno prevedere una vendemmia di elevata qualità, particolarmente favorevole alla produzione di basi spumante dotate di freschezza, finezza ed eleganza.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.altalangadocg.com/alta-langa-si-prevede-una-vendemmia-di-qualita-elevata/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Alta Langa</strong></a></p>
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		<title>Arenili allagati dalla piena: a rischio la raccolta di Cipolla Bianca di Margherita DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arenili-allagati-dalla-piena-a-rischio-la-raccolta-di-cipolla-bianca-di-margherita-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;allarme del Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita DOP, con una serie di pompe si prova a facilitare il deflusso dell&#8217;acqua Gli acquazzoni di questi ultimi giorni che si sono abbattuti su tutta la Puglia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;allarme del Consorzio della Cipolla Bianca di Margherita DOP, con una serie di pompe si prova a facilitare il deflusso dell&#8217;acqua</em></p>
<p>Gli acquazzoni di questi ultimi giorni che si sono abbattuti su tutta la <strong>Puglia</strong> hanno causato <strong>ingenti danni agli</strong> arenili, siti a nord del centro abitato di Margherita di Savoia, già seminati a patate, cipolle e carote, hanno messo sul lastrico l&#8217;intera categoria di arenaioli.</p>
<p>A seguito di un sopralluogo effettuato, subito dopo il maltempo, dai proprietari degli appezzamenti di arenili, è stato <strong>riscontrato che quasi tutto il prodotto in coltivazione era andato distrutto</strong>.</p>
<p>Il <strong>presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita IGP, Giuseppe Giacomantonio</strong>, si mostra preoccupato: «A seguito del maltempo degli ultimi giorni e delle ingenti quantità di pioggia caduta in Puglia, stiamo intervenendo in queste ore, con il supporto dell&#8217;amministrazione comunale locale, per smaltire l&#8217;acqua dai campi con delle pompe, sia di privati che di ditte esterne chiamato in soccorso per l&#8217;occasione» precisa Giacomantonio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Gazzetta del Mezzogiorno</strong></p>
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		<title>Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP: mareggiate e cicloni minacciano l&#8217;oro rosso</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp-mareggiate-e-cicloni-minacciano-loro-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 07:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produttori di Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP in allarme per la potenziale perdita di 30 milioni di euro. Sono almeno 500 ettari di coltivazione quelli privi di acqua Tra i tanti danni lasciati dai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Produttori di Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP in allarme per la potenziale perdita di 30 milioni di euro. Sono almeno 500 ettari di coltivazione quelli privi di acqua</em></p>
<p>Tra i tanti <strong>danni lasciati dai recenti violenti cicloni</strong> che hanno colpito la Calabria, ce n&#8217;è uno che, se non risolto in tempi rapidissimi, può avere <strong>conseguenze molto gravi per il comparto agricolo regionale</strong>, che è il secondo pilastro dell&#8217;economia calabrese. Si tratta della rottura, prodottasi nel letto del fiume Savuto, che corre tra i confini della provincia di Cosenza con quella di Catanzaro, della condotta che alimenta parte dell&#8217;<strong>area di coltivazione della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</strong>.</p>
<p>Un evento che può apparire marginale ma, come vedremo, non lo è affatto per le ricadute pesanti per tantissime aziende. A far lacrimare gli agricoltori di questa parte di territorio calabrese, infatti, non sono i noti effetti delle cipolle sugli occhi, ma la drammatica situazione creatasi dopo l&#8217;incidente, con <strong>almeno 500 ettari di coltivazione privi di acqua e la minaccia concreta di una perdita economica e produttiva senza precedenti</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«La situazione è drammatica &#8211; ci ha spiegato <strong>Giuseppe Laria, presidente del Consorzio di Tutela della Cipolla Rossa di Tropea IGP</strong> &#8211; L&#8217;interruzione dell&#8217;erogazione è determinante per la coltivazione di un prodotto che è formato al 90% da acqua. I cipollotti, che è uno dei derivati di nicchia della produzione, hanno già subito gravi conseguenze. Non abbiamo dubbi che il Consorzio di Bonifica, che ha diretta competenza sulla vicenda, sia impegnato a risolvere il problema, ma i tempi sono fondamentali. Se entro un paio di settimane il tubo rotto non sarà sostituito da un nuovo tracciato l&#8217;annata andrà definitivamente compromessa. Voglio ricordare che la nostra cipolla è attesa dal mercato e non può essere sostituita da altri prodotti che non hanno le caratteristiche di qualità del nostro».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>I numeri in gioco sono imponenti. La produzione certificata regionale, fonte <a href="https://www.csqa.it/it-it" target="_blank" rel="noopener"><strong>CSQA</strong></a>, nel 2024 ha superato le 20 mila tonnellate, coltivate su circa 1.000 ettari tra le province di Vibo Valentia, Cosenza e Catanzaro. Il valore alla produzione supera i 20 milioni di euro. Il vibonese rappresenta una parte rilevante della produzione, con circa 500-550 ettari coltivati, che generano una produzione annua di 9-11 mila tonnellate. Seguono la provincia di Cosenza, in particolare nell&#8217;area di Campora San Giovanni, dove si coltivano circa 300-350 ettari, con una produzione di 5-7 mila tonnellate. Infine Catanzaro contribuisce con 100-150 ettari, per 2-3 mila tonnellate annue.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://laltravoce.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;Altravoce</strong></a></p>
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		<title>Arancia di Ribera DOP, agrumeti danneggiati dalla grandine</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arancia-di-ribera-dop-agrumeti-danneggiati-dalla-grandine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 07:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvatore Daino, presidente del Consorzio Arancia di Ribera: &#8220;dopo le difficoltà idriche arriva la grandine: danni stimati tra i 4 e i 5 milioni di euro&#8221;. È calcolato tra i 4 ed i 5 milioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Salvatore Daino, presidente del Consorzio Arancia di Ribera: &#8220;dopo le difficoltà idriche arriva la grandine: danni stimati tra i 4 e i 5 milioni di euro&#8221;.</em></p>
<p>È calcolato <strong>tra i 4 ed i 5 milioni di euro il danno procurato dalla grandinata della settimana scorsa all&#8217;Arancia di Ribera Dop</strong>. L&#8217;area colpita, con agrumeti che hanno lasciato sul terreno anche 1&#8217;80 per cento del prodotto non ancora raccolto, comprende territori riberesi come quelli di Piana Grande e Borgo Bonsignore e zone di Cattolica Eraclea e Montallegro. Chicchi di ghiaccio di grosse dimensioni hanno colpito gli agrumeti per diversi minuti, provocando la caduta prematura dei frutti, gravi lesioni sulla buccia delle arance rimaste sugli alberi e danni strutturali alle piante. Un impatto che compromette non solo la quantità, ma soprattutto la qualità del raccolto.</p>
<p>Le arance colpite dalla grandine presentano ammaccature e spaccature che le rendono invendibili sul mercato del fresco, destinandole — nella migliore delle ipotesi — alla trasformazione industriale, con ricavi nettamente inferiori. «È un colpo durissimo — racconta il <strong>presidente dell&#8217;Arancia di Ribera Dop, Salvatore Daino</strong> —. Non ci voleva proprio. Eravamo in una fase delicata della campagna, dopo mesi di sacrifici e dopo aver superato, almeno in parte, le difficoltà legate alla crisi idrica. Poi sono arrivate le piogge torrenziali, accompagnate da ventiforti che hanno già colpito molti agrumeti. Adesso si è aggiunta anche la grandine. Vedere il raccolto distrutto in pochi minuti è devastante».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://gds.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Giornale di Sicilia</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Agricoltura: 400 milioni per le aziende colpite dal maltempo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agricoltura-400-milioni-per-le-aziende-colpite-dal-maltempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dl Maltempo. Il Governo stanzia 400 milioni di € per il settore agricolo colpito dal maltempo, aiutare le aziende a ripartire dopo il ciclone Harry. All’agricoltura andranno 400 milioni su uno stanziamento complessivo di 1,1 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dl Maltempo. Il Governo stanzia 400 milioni di € per il settore agricolo colpito dal maltempo, aiutare le aziende a ripartire dopo il ciclone Harry.</em></p>
<p>All’agricoltura andranno <strong>400 milioni</strong> su uno stanziamento complessivo di 1,1 miliardi. Di questi 400 milioni <strong>380 a zootecnia, infrastrutture e pesca</strong> e <strong>20 al fondo Agricat</strong>. La stima effettuata da Fedagripesca-Confcooperative restituisce la fotografia dell’<strong>intervento messo a punto dal Governo per sostenere l’economia delle aree colpite dall’ondata di maltempo</strong> culminata nel passaggio del ciclone Harry.</p>
<p><strong>All’agricoltura e pesca andrà circa il 36% dell’intero budget stanziato</strong>. Un plafond importante che riguarderà sostegni alle imprese per tutelare l’occupazione e favorire la ripresa delle attività e che infatti è giudicato positivamente dalle organizzazioni agricole italiane anche se non mancano preoccupazioni sulle tempistiche e sulle modalità con le quali i sostegni verranno resi disponibili.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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