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	<title>cibo sintetico &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>cibo sintetico &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Consorzi e associazioni UE all’Efsa: “inadeguate le nuove linee guida per i cibi sintetici”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzi-e-associazioni-ue-allefsa-inadeguate-le-nuove-linee-guida-per-i-cibi-sintetici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 07:36:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tredici organizzazioni agricole e Consorzi di prodotti alimentari di qualità contrari ai requisiti scientifici per l’autorizzazione di nuovi alimenti. L’aggiornamento delle Linee Guida sui requisiti scientifici per la presentazione di una domanda di autorizzazione per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tredici organizzazioni agricole e Consorzi di prodotti alimentari di qualità contrari ai requisiti scientifici per l’autorizzazione di nuovi alimenti.</em></p>
<p><strong>L’aggiornamento delle Linee Guida</strong> sui requisiti scientifici per la presentazione di una domanda di autorizzazione per un <strong>nuovo alimento</strong>, pubblicato dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (<strong>Efsa</strong>), non terrebbe conto della relazione del Parlamento Europeo sulla <strong>strategia europea per le proteine</strong>, che mette in evidenza le sfide etiche, sociali, ambientali ed economiche poste dagli “<strong>alimenti a base cellulare, prodotti mediante coltivazione di cellule isolate da piante e animali</strong>”.</p>
<p>Secondo varie sigle, “<strong>il regolamento sui nuovi alimenti non è adeguato ad affrontare tali sfide</strong>” e, oltretutto, “la richiesta specifica dei Ministri di allineare alcuni aspetti della valutazione degli alimenti prodotti in laboratorio alle procedure di valutazione dei medicinali è stata completamente ignorata”. In particolare, è stata <strong>trascurata la richiesta di includere “studi preclinici e clinici</strong> come criteri per valutare la sicurezza di questi prodotti”.</p>
<p>Queste motivazioni hanno spinto le principali organizzazioni agricole europee e Consorzi di prodotti alimentari di qualità a scrivere e firmare una <strong>lettera all’indirizzo del direttore esecutivo Efsa, Bernhard Url</strong>: dal <strong>presidente Origin Italia, Cesare Baldrighi</strong>, al presidente della spagnola Asaja, Pedro Barato, dal presidente della francese Fnb (Federazione Nazionale Bovini), Patrick Bénézit, al <strong>presidente Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli</strong>, e, ancora, dal segretario generale Clitravi, Dirk Dobbelaere, a Jan Dolezal, presidente Camera Agraria della Repubblica Ceca (Akcr), dal presidente Farm Europe, Yves Madre, al presidente Cap Agricultori del Portogallo, Álvaro Mendonça e Moura, da <strong>Ettore Prandini, presidente Coldiretti</strong>, a Martin Pýcha, presidente Associazione Agricola della Repubblica Ceca (Zscr), da Luigi Scordamaglia, presidente Eat Europe (e ceo Filiera Italia), a Marian Sikora, presidente Federazione polacca dell’Unione dei Produttori Agricoli (Fbzpr), ed a <strong>Renato Zaghini, presidente Consorzio Grana Padano</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Foto: <a href="https://winenews.it/it/gli-agricoltori-ue-allefsa-inadeguate-le-nuove-linee-guida-per-i-cibi-costruiti-in-laboratorio_540028/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews.it</strong></a></p>
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		<title>Scontro tra agricoltura tradizionale e alimenti artificiali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scontro-tra-agricoltura-tradizionale-e-alimenti-artificiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 07:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da una parte la produzione legata alle coltivazioni tradizionali, dall&#8217;altra l&#8217;apertura ad alimenti ottenuti artificialmente. Si fronteggiano due concezioni economiche e, soprattutto, sociali. In gioco c&#8217;è l&#8217;autentica dieta mediterranea sulle nostre tavole. Come il futuro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da una parte la produzione legata alle coltivazioni tradizionali, dall&#8217;altra l&#8217;apertura ad alimenti ottenuti artificialmente. Si fronteggiano due concezioni economiche e, soprattutto, sociali. In gioco c&#8217;è l&#8217;autentica dieta mediterranea sulle nostre tavole. Come il futuro di chi nei campi ci lavora.</em></p>
<p>Il dado (da brodo, in questo caso) è tratto. E in atto uno scontro tra <strong>Filiera Italia e Coldiretti</strong> da una parte e <strong>Unione italiana Food</strong> &#8211; 530 aziende per 100 mila addetti, 900 marchi rappresentati per 56 miliardi di fatturato &#8211; e Confagricoltura dall&#8217;altra.</p>
<p>La posta in gioco è stabilire chi realmente produce per la dieta mediterranea con la massima identità italiana. La faccenda è seria: il campo di battaglia è il <strong>Nutri-score</strong> &#8211; la famigerata etichetta a semaforo &#8211; l&#8217;azione è difendersi dai <strong>cibi sintetici</strong> per evitare che i contadini tornino a essere servi della gleba. É la deflagrazione di enormi interessi planetari con l&#8217;azzeramento della <strong>democrazia alimentare</strong> e dunque della libertà agricola per il venir meno del &#8220;dilemma dell&#8217;onnivoro&#8221;, ovvero della scelta del cibo.</p>
<p>Quel che potrebbe succedere in Italia è solo l&#8217;onda d&#8217;urto anche se per noi e la nostra economia è esiziale, visto che dal campo, alla tavola, al turismo, <strong>l&#8217;agroalimentare muove 580 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Lo scontro su &#8220;<strong>Mediterranea</strong>&#8221; &#8211; è la nuova sigla che unisce Confagricoltura e Unione Italiana Food con a capo Paolo Barilla, vicepresidente dell&#8217;omonimo gruppo alimentare, accompagnato da alcune delle più &#8220;ingombranti&#8221; multinazionali: Unilever, Nestlé, Lactalis, Mondelez, <strong>favorevoli al Nutri-score</strong>, impegnate nella ricerca e produzione dei cibi da laboratorio come le bistecche artificiali &#8211; nasce dal fatto che <strong>Coldiretti e Filiera Italia la ritengono fuorviante</strong>.</p>
<p>Sostiene <strong>Luigi Scordamaglia</strong>, amministratore delegato di Filiera Italia che riunisce gli agricoltori e i migliori trasformatori italiani a<strong> difesa della qualità del made in Italy</strong> &#8211; &#8220;bisogna scegliere: non si possono rappresentare le multinazionali che producono cibi omologati che sono uguali in tutto il mondo e allo stesso tempo le aziende che si battono e custodiscono la distintività italiana&#8221;.</p>
<p><strong> Massimiliano Giansanti</strong>, presidente di Confagricoltura, ribatte che l&#8217;accordo è finalizzato a mettere in relazione chi coltiva e chi trasforma per la massima profittabilità difendendo il reddito agricolo. Resta però che da una <strong>ricerca fatta dal CNR</strong> risulta che <strong>il 40% degli italiani abbia abbandonato la dieta mediterranea</strong> e quelli che la seguono davvero, sostiene il CREA, sono solo il 13%: costa troppo. Lo sanno bene le <strong>multinazionali che sfruttano il &#8220;mediterranean sounding&#8221;</strong> per vendere cibi ultra processati a basso prezzo che sono la prima causa di obesità. Ed è lì che entra in gioco lo scontro di livello planetario.</p>
<p>L&#8217;<strong>ONU</strong> si è fatto convincere sull&#8217;onda dell&#8217;allarme sul climate change e della fame che occorra cambiare le abitudini alimentari e cambiare le pratiche agricole. La Food Foundation, che è finanziata dalla Wbcsd (è l&#8217;organizzazione delle maggiori società energetiche mondiali), ha convinto organizzazioni come OMS, FAO e ONU che bisogna arrivare alla dieta mondiale anche attraverso i cibi che non provengono dalla terra.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Panorama</strong></p>
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		<title>Condannati al caffè sintetico. &#8220;Quello vero costerà troppo&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/condannati-al-caffe-sintetico-quello-vero-costera-troppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 07:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le compagnie si rivolgono alle biotecnologie per produrre caffè sintetico. Cambiamenti climatici, deforestazione e inquinamento renderanno metà dei terreni destinati alla coltivazione di caffè inutilizzabili entro il 2050. Tra i tre miliardi di tazzine di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le compagnie si rivolgono alle biotecnologie per produrre caffè sintetico. </em><em>Cambiamenti climatici, deforestazione e inquinamento renderanno metà dei terreni destinati alla coltivazione di caffè inutilizzabili entro il 2050.</em></p>
<p>Tra i <strong>tre miliardi di tazzine di caffè al giorno</strong> che vengono consumate in tutto il mondo, qualcuna potrebbe essere fatta da <strong>chicchi sintetici, creati in laboratorio</strong>. E quel caffé potrebbe essere il vostro.</p>
<p>È quanto riporta il Wall Street Journal che ha messo insieme un dato statistico e un trend del mercato. Una pianta di arabica produce in media tra i 450 e i 900 grammi di caffè all&#8217;anno. Questo significa che chi beve continuamente <strong>due tazzine al giorno ha bisogno della produzione di almeno venti alberi da caffè</strong>.</p>
<p>Considerando la <strong>deforestazione</strong> di massa e le <strong>condizioni di povertà dei lavoratori</strong>, oltre all&#8217;<strong>inquinamento</strong> legato alle emissioni nocive, <strong>metà dei terreni destinati alla coltivazione saranno inutilizzabili entro il 2050</strong>. In Brasile, la percentuale può raggiungere l&#8217;88 per cento.</p>
<p>Per questo, secondo il quotidiano finanziario, almeno una <strong>mezza dozzina di compagnie sta utilizzando biotecnologie per rimpiazzare i prodotti naturali</strong> con qualcosa che mantiene lo stesso gusto, ma è privo delle fragilità legate alle condizioni climatiche.</p>
<p>Le aziende stanno seguendo due approcci diversi, in maniera abbastanza simile a quanto sta avvenendo nella ricerca di alternative alla carne.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
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		<item>
		<title>Lollobrigida: &#8220;Sulla carne a base vegetale serve un accordo di filiera&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lollobrigida-sulla-carne-a-base-vegetale-serve-un-accordo-di-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 09:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lollobrigida: &#8220;Avviato un percorso con Unionfood per un piano condiviso&#8221; L&#8217;obiettivo è tutelare l&#8217;interesse delle imprese ma anche i consumatori &#8220;L&#8217;ultimo dei miei obiettivi è andare in contrasto con le imprese italiane: per questo abbiamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lollobrigida: &#8220;Avviato un percorso con Unionfood per un piano condiviso&#8221;</em></p>
<p><em>L&#8217;obiettivo è tutelare l&#8217;interesse delle imprese ma anche i consumatori</em></p>
<p>&#8220;L&#8217;ultimo dei miei obiettivi è andare in contrasto con le imprese italiane: per questo abbiamo avviato un percorso con<strong> Unionfood</strong> che ci consenta di arrivare, tra qualche mese, a una programmazione condivisa sul divieto di utilizzare denominazioni mutuate dal mondo della carne, del pesce, dei salumi per prodotti costituiti esclusivamente da proteine vegetali. L&#8217;obiettivo è coniugare le esigenze imprenditoriali con la tutela del consumatore, che non deve essere tratto in inganno&#8221;.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Agricoltura, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, spiega così a Il Sole 24 Ore il lungo silenzio seguito alla entrata in vigore della norma sul cosiddetto meat sounding, che ha messo in allarme grossi player del mercato come Valsoia e tutti i produttori specializzati in prodotti plant based sostitutivi della proteine animali &#8211; comparto in fortissima crescita, con una quota di mercato da 68o milioni &#8211; chiamati a un restyling massiccio su packaging, marketing e posizionamento sugli scaffali.</p>
<p>A nome di tutti si è levata la voce del gruppo prodotti a base vegetale di Unione italiana food che, rivendicando la chiarezza esplicativa delle etichette e invocando la consapevolezza di una platea di consumatori fidelizzata, ha paventato grosse ripercussioni sul comparto. Il divieto &#8211; contenuto nella legge che vieta la produzione e commercializzazione della carne sintetica &#8211; prevede che il Ministero elabori entro 6o giorni la lista delle denominazioni bandite. Il termine è scaduto il 16 febbraio scorso, ma il ministro puntualizza: &#8220;Si tratta di un termine ordinatorio, non perentorio e riteniamo opportuno fare un confronto più approfondito con la filiera&#8221;</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bruxelles archivia il DDL Lollobrigida, il ministro: &#8220;la norma è operativa&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bruxelles-archivia-il-ddl-lollobrigida-il-ministro-la-norma-e-operativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 08:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione sugli alimenti sintetici Il ddl sulla carne coltivata (e non solo) voluto dal ministro Lollobrigida è stato archiviato dall&#8217;Ue perché: &#8220;il testo è stato adottato dallo Stato membro prima della fine del periodo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bruxelles-archivia-il-ddl-lollobrigida-il-ministro-la-norma-e-operativa/">Bruxelles archivia il DDL Lollobrigida, il ministro: &#8220;la norma è operativa&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La decisione sugli alimenti sintetici</em></p>
<p>Il <strong>ddl</strong> sulla <strong>carne coltivata</strong> (e non solo) voluto dal ministro<strong> Lollobrigida</strong> è stato archiviato dall&#8217;Ue perché:</p>
<p>&#8220;il testo è stato adottato dallo Stato membro prima della fine del periodo di sospensione previsto dalle <strong>direttive</strong> <strong>europee</strong>&#8220;.</p>
<p>Secondo la normativa europea, a <strong>Bruxelles</strong> spettava il compito di dare una valutazione sul decreto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bruxelles-archivia-il-ddl-lollobrigida-il-ministro-la-norma-e-operativa/">Bruxelles archivia il DDL Lollobrigida, il ministro: &#8220;la norma è operativa&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;La carne coltivata danneggia l&#8217;agricoltura&#8221;: Francia e Austria alleati con l&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-carne-coltivata-danneggia-lagricoltura-francia-e-austria-alleati-con-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=447931</guid>

					<description><![CDATA[<p>Documento sottoscritto da altri nove Paesi chiede uno stop. Il Ministro Lollobrigida: &#8220;Siamo stati all&#8217;avanguardia&#8221; Il governo italiano ha trovato alleati nella battaglia, sin qui solitaria, contro la carne coltivata. Francia e Austria hanno firmato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-carne-coltivata-danneggia-lagricoltura-francia-e-austria-alleati-con-litalia/">&#8220;La carne coltivata danneggia l&#8217;agricoltura&#8221;: Francia e Austria alleati con l&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Documento sottoscritto da altri nove Paesi chiede uno stop. Il Ministro Lollobrigida: &#8220;Siamo stati all&#8217;avanguardia&#8221;</em></p>
<p>Il governo italiano ha trovato alleati nella battaglia, sin qui solitaria, contro la carne coltivata. <strong>Francia</strong> e <strong>Austria</strong> hanno firmato un<strong> documento congiunto con Roma</strong> per sottolineare che la carne prodotta in laboratorio &#8220;non costituisce un`alternativa sostenibile alla produzione primaria basata sull&#8217;allevamento&#8221; e per lanciare l&#8217;allarme contro quella che definiscono &#8220;una minaccia per i metodi di produzione alimentare che sono al centro del modello agricolo europeo&#8221;.</p>
<p>Il &#8220;non-paper&#8221; &#8211; così viene chiamato in gergo questo genere di documenti &#8211; è stato sottoscritto anche da <strong>Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Lituania, Malta, Romania e Slovacchia</strong> ed è stato presentato ieri a Bruxelles nel corso della riunione del Consiglio Agricoltura.</p>
<p>Particolarmente soddisfatto il ministro <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, secondo il quale &#8220;l&#8217;Italia non solo non era isolata su questa posizione, ma è in grado di essere all&#8217;avanguardia rispetto alla protezione delle nostre filiere agricole, della salute dei cittadini, dei consumatori e della qualità&#8221;.</p>
<p>Il riferimento è alla normativa adottata dal governo Meloni che prevede il divieto di commercializzare la carne prodotta in laboratorio, anche se a oggi non c&#8217;è stata alcuna autorizzazione da parte delle autorità dell&#8217;Unione europea. &#8220;La Commissione &#8211; ha spiegato ieri un portavoce dell&#8217;esecutivo comunitario &#8211; non ha ancora ricevuto alcuna richiesta di approvazione per la commercializzazione della carne coltivata nel mercato Ue. Abbiamo regole molto rigide sulla sicurezza alimentare che riguardano anche il cosiddetto novelfood&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-carne-coltivata-danneggia-lagricoltura-francia-e-austria-alleati-con-litalia/">&#8220;La carne coltivata danneggia l&#8217;agricoltura&#8221;: Francia e Austria alleati con l&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bistecche o polpette di verdura? Sfida sui nomi &#8220;presi&#8221; dalla carne</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bistecche-o-polpette-di-verdura-sfida-sui-nomi-presi-dalla-carne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo: no al &#8220;meat sounding&#8221;. Lettera di Unionfood all&#8217;Europa: cancellare il divieto Stop ad hamburger vegetali o bistecche di soia; no alla vegan mortadella o alla bresaola di grano. E ancora: vietate salsicce vegane, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il governo: no al &#8220;meat sounding&#8221;. Lettera di Unionfood all&#8217;Europa: cancellare il divieto</em></p>
<p>Stop ad hamburger vegetali o bistecche di soia; no alla vegan mortadella o alla bresaola di grano. E ancora: vietate salsicce vegane, polpette di soia e wurstel di ceci. Una legge italiana mette al bando il <strong>meat sounding</strong>, l&#8217;utilizzo cioè di<strong> termini presi in prestito dalla macelleria</strong> per indicare invece <strong>prodotti esclusivamente a base vegetale</strong>.</p>
<p>Lo prevede l&#8217;articolo 3 del disegno di legge 651 approvato in via definitiva lo scorso novembre sul divieto di produzione e vendita di cibi prodotti con la carne sintetica, ora però fermo in attesa del via libera della <strong>Commissione europea</strong> (entro i primi di marzo). Secondo i promotori della legge, voluta dal ministro dell&#8217;Agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, parole come bistecca, polpetta, salsiccia creerebbero confusione nei consumatori inducendoli ad acquistare alimenti che di carne non hanno nulla.</p>
<p><strong>La lettera all&#8217;Ue</strong><br />
«Non è così», insorgono però aziende e produttori di alimenti vegetariani e vegani, secondo i quali i cittadini sarebbero invece perfettamente consapevoli di cosa stanno comprando e mangiando, e questo grazie ad &#8220;una regolamentazione sull`etichettatura italiana ed europea che fornisce tutte le informazioni del cibo ai consumatori&#8221; e &#8220;garantisce un alto livello di protezione&#8221;.</p>
<p>La questione è talmente urgente che l&#8217;Unione italiana food, alias <strong>Unionfood</strong>, l&#8217;associazione che rappresenta decine di aziende alimentari italiane, ha scritto una lettera alla Commissione europea, che sta esaminando la legge italiana, per chiedere di &#8220;cancellare dalla legge la parte relativa al divieto di uso del nome carne nei prodotti che contengono proteine vegetali&#8221;.</p>
<p>Il motivo? &#8220;I prodotti a base vegetale non hanno nulla a che fare con il cibo realizzato dalla coltura di cellule o dai tessuti derivanti da animali vertebrati&#8221;. Inoltre, i prodotti a base vegetale &#8220;sono etichettati secondo la regolamentazione europea relativa alle informazioni sul cibo per i consumatori: non c`è rischio di confusione con i prodotti di origine animale e quindi non c&#8217;è bisogno di uno specifico divieto dell&#8217;uso della parola carne&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
<p><em>Crediti foto: Raw Pixes</em></p>
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		<title>È legge il divieto alla carne prodotta in laboratorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/e-legge-il-divieto-alla-carne-prodotta-in-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 08:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ddl passa alla Camera con 159 voti favorevoli, 53 contrari e l&#8217;astensione del Pd Bocciata la pregiudiziale di costituzionalità sollevata a tutela della libertà d&#8217;impresa L&#8217;Italia vieta la carne prodotta in laboratorio, quella derivata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Ddl passa alla Camera con 159 voti favorevoli, 53 contrari e l&#8217;astensione del Pd</em></p>
<p><em>Bocciata la pregiudiziale di costituzionalità sollevata a tutela della libertà d&#8217;impresa</em></p>
<p>L&#8217;Italia vieta la carne prodotta in laboratorio, quella derivata dalla replicazione di cellule staminali prelevate da animali vivi. Con 159 voti favorevoli, 53 contrari (di +Europa, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra) e l&#8217;astensione dei deputati di Pd e Azione, diventa legge il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell&#8217;Agricoltura, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, e da quello della Salute, <strong>Orazio Schillaci</strong>.</p>
<p>Le nuove norme sanciscono sia il divieto di produzione che quello di commercio e stabiliscono per i <strong>contravventori</strong> <strong>multe</strong> da <strong>10mila</strong> fino a<strong> 60mila</strong> <strong>euro</strong>, oppure fino al 10% del fatturato realizzato in un anno fino a un massimo di 150mila euro. Intorno a questa tema anche ieri non sono mancati gli scontri ideologici e i rilievi giurisprudenziali.</p>
<p>La mattinata in aula si è aperta con la bocciatura di Montecitorio della questione pregiudiziale di costituzionalità presentata dagli onorevoli <strong>Riccardo Magi</strong> e <strong>Benedetto Della Vedova</strong>, di +Europa, secondo i quali il provvedimento governativo avrebbe violato il principio della libertà di iniziativa economica.</p>
<p>Soddisfatto il ministro <strong>Lollobrigida</strong>: &#8220;L&#8217;approvazione del ddl che ho proposto insieme al ministro Schillaci è un risultato storico: l&#8217;Italia è la prima nazione a vietare il cibo sintetico, siamo all&#8217;avanguardia nella Ue e nel mondo in questa battaglia di civiltà. In Europa vorremmo convincere le altre nazioni a fare le stesse scelte dell&#8217;Italia. Tra l&#8217;altro &#8211; ha aggiunto il ministro &#8211; contesto proprio che la procedura in Europa sia affidata all&#8217;<strong>EFSA</strong>, l&#8217;Authority per la sicurezza alimentare, perché ritengo sia la medicina a doversi esporre&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Cibo coltivato: innovazione o deriva?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cibo-coltivato-innovazione-o-deriva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La materia è divisiva: da un lato, grandi industrie e società di investimento elencano i vantaggi degli alimenti prodotti in laboratorio, dall`altro la filiera tradizionale ribatte punto per punto, sottolineando i nodi critici del processo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cibo-coltivato-innovazione-o-deriva/">Cibo coltivato: innovazione o deriva?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="size-18 anteprima-articolo-page pp"><em>La materia è divisiva: da un lato, grandi industrie e società di investimento elencano i vantaggi degli alimenti prodotti in laboratorio, dall`altro la filiera tradizionale ribatte punto per punto, sottolineando i nodi critici del processo. sullo sfondo, un passaggio che rischia di essere epocale per l&#8217;umanità: separare la produzione alimentare dalla natura</em></p>
<p>La posta in gioco è alta. Sul piatto &#8211; è il caso di dirlo &#8211; c`è un`evoluzione tecnologica che, per la prima volta nella storia dell`umanità, potrebbe separare l&#8217;agricoltura dalla produzione di alimenti. La possibilità di creare<strong> cibo in laboratorio</strong> che si è concretamente affacciata negli ultimi anni sul mercato, non promette, infatti, soltanto di dare vita a una nuova categoria merceologica, ma è fatalmente destinata a rappresentare un passo di portata storica, perché presuppone di sostituire la natura con la scienza.</p>
<p>Un avvicendamento davanti al quale si impongono profonde e serie <strong>riflessioni non solo di carattere commerciale</strong>, ma anche di ordine sociale, filosofico ed etico. A cui sembrano però mancare le fondamenta. Su questo tema, infatti, si è detto e scritto molto, ma forse non abbastanza perché appare ancora forte l&#8217;esigenza di fare chiarezza. Anche tra le stesse fila di chi opera nella <strong>food industry</strong>.</p>
<p><strong>DEFINIZIONE &amp; PRODUZIONE</strong><br />
E proprio da qui prende le mosse l&#8217;inchiesta di Food, che punta a disegnare il perimetro nel quale cí si dovrà presumibilmente muovere nei prossimi mesi in tema di alimenti coltivati. Partendo da un primo, indispensabile punto fermo: stabilire che cosa si deve intendere per cibo sintetico. Un punto su cui vengono in soccorso <strong>FAO</strong> (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Alimentazione e l`Agricoltura) e <strong>OMS</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) che in un recentissimo documento hanno voluto accendere un riflettore su quelli che le due organizzazioni chiamano alimenti cell-based, letteralmente a base cellulare (vedi box dedicato nelle prossime pagine). Una definizione che non si deve liquidare come una semplice precisazione lessicale, ma che si basa su un`analisi di carattere scientifico.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>FOOD</strong></p>
<p><em>Crediti foto: Adobe Stock</em></p>
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		<item>
		<title>Cibi sintetici, il 6 novembre discussione alla Camera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cibi-sintetici-il-6-novembre-discussione-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 08:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi 3 italiani su 4 (74%) dicono no al cibo sintetico prodotto in laboratorio, dalla carne al latte fino al pesce che gruppi di potere finanziario e multinazionali stanno cercando di imporre sui mercati mondiali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="size-18 anteprima-articolo-page pp"><em>Quasi 3 italiani su 4 (74%) dicono no al cibo sintetico prodotto in laboratorio, dalla carne al latte fino al pesce che gruppi di potere finanziario e multinazionali stanno cercando di imporre sui mercati mondiali nonostante le perplessità sugli effetti a lungo termine sulla salute umana.</em></p>
<p>E’ quanto emerge dall’Indagine <strong>Coldiretti</strong>/<strong>Notosondaggi</strong> presentata in occasione della Fiera agricola e Zootecnica di Montichiari (Brescia) la più importante manifestazione italiana a livello internazionale dedicata all’allevamento con la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare <strong>Francesco Lollobrigida</strong> all’incontro promosso dalla <a href="http://www.coldiretti.it/" target="_blank" rel="noopener">Coldiretti</a> dove ha annunciato che il 6 novembre è previsto l’avvio della discussione in aula alla Camera del disegno di legge per l’approvazione definitiva del divieto del cibo sintetico in Italia, dopo che è già stato dato il via libera alla legge del Senato.</p>
<p>“Una risposta alla grande mobilitazione della Coldiretti che ha portato alla raccolta di oltre 2 milioni di firme a sostegno del provvedimento, con oltre 2mila comuni che hanno deliberato a favore spesso all’unanimità, tutte le Regioni di ogni colore politico ed esponenti di tutti gli schieramenti oltre a Ministri e Sottosegretari, Parlamentari nazionali ed europei e Sindaci” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini senza dimenticare l’inedita, larga e composita alleanza per reclamare la difesa della cultura del cibo di qualità e spingersi contro quello artificiale e sintetico di cui fanno parte Acli, AcliTerra, Adusbef, Altritalia Ambiente, Anpit, Asi, AssoBio, Centro Consumatori Italia, Cia, Cna, Città del Vino, Città dell’Olio, Codacons, Codici, Consulta Distretto del Cibo, Ctg, Coldiretti, Demeter, Ecofuturo, Ewa, Federbio, Federparchi, Fipe, <strong>Fondazione Qualivita</strong>, Fondazione Una, Fondazione UniVerde, Globe, Greenaccord, Gre, Italia Nostra, Kyoto Club, Lega Consumatori, Masci, Movimento Consumatori, Naturasi, Salesiani per il sociale, Slow food Italia, Unpli, Wilderness.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agricultura.it/2023/11/02/cibi-sintetici-3-italiani-su-4-vogliono-carne-vera-il-6-novembre-discussione-alla-camera/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricoltura.it</strong></a></p>
<p><em>Crediti foto: Adobe Stock</em></p>
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