Argomento: Champagne DOP

  • 26 gennaio 2019

    Stop a birre e vini europei – la Brexit dura del re dei pub

    Tim Martin, fondatore di Wetherspoon: «Priorità ai prodotti inglesi. Meglio uscire senza intesa con la Ue» L' aveva promesso e l'ha fatto. Via tutti i vini e le birre europee dai suoi pub, 900 locali tra Regno Unito e Repubblica d'Irlanda. La Brexit sembra ancora in alto mare ma lui, sostenitore convinto e della primissima ora dell'addio all'Unione europea, ai suoi clienti sta già dando un assaggio di quel che sarà. E il futuro ha il gusto del luppolo prodotto in Gran Bretagna e dei vini statunitensi, cileni, australiani e made in Britain, ora che le cantine inglesi stanno vivendo un «rinascimento». Bye-bye a quelli provenienti dall'Unione europea. È una scelta drastica ma non sorprendente quella di Tim Martin, fondatore e presidente di JD Wetherspoon, arcinota catena di pub nata nel '79 e quotata alla Borsa di Londra, tra le prime 250 dell'indice principale, l'Ftse, con un fatturato di 1,6 miliardi di sterline e 37mila dipendenti. Già lo scorso luglio la ...
  • 4 giugno 2018

    Dallo Champagne a Reggio Emilia, il viaggio dell’Aceto Balsamico di Modena IGP prosegue con una degustazione sulle frecce Trenitalia

    Aceto Balsamico di Modena IGP ancora in primo piano: dopo l’impegnativo lavoro delle scorse settimane per partecipare a incontri in territorio nazionale e all’estero sulla tutela della denominazione, il Consorzio torna in pista con una nuova azione promozionale volta a portare a conoscenza un vasto pubblico delle peculiarità di questa produzione di eccellenza del Made in Italy enogastronomico. Lo fa portandolo in degustazione dal 4 all’8 giugno, unitamente al Parmigiano Reggiano DOP, nella carrozza ristorante delle Frecce di Trenitalia. La degustazione avverrà sui treni interessati dalla tratta Roma – Milano e viceversa, ovvero AV9520 Roma – Milano in partenza dalla capitale alle 10.20 con arrivo a Milano alle 13.40 e AV9537 delle ore 14.20 da Milano con arrivo a Roma alle 17.40, con il supporto di personale altamente qualificato che accompagnerà ogni evento con il racconto di come nascono questi prodotti di eccellenza del Made in Italy, come percepire e ...
  • 3 aprile 2018

    Corte di giustizia UE, DOP e lGP: liberi tutti?

    La Corte di giustizia UE emette una sentenza rivoluzionaria su DOP IGP, che va contro la posizione dei consorzi sull'utilizzo dei nomi di denominazioni d'origine o indicazioni geografiche. Sarà presto "liberi tutti"? Secondo quanto ha sentenziato la Corte di giustizia dell'Unione Europea il 20 dicembre 2017, i presupposti ci sarebbero. L'organo comunitario, chiamato dalla Corte federale di giustizia tedesca a dirimere un contenzioso in cui erano opposti il retailer Aldi Stid e il Comité Interprofessionnel di Vin de Champagne, ente che tutela l'eccellenza francese, ha infatti emesso una sentenza rivoluzionaria, che, di fatto, renderebbe indipendente, dal nulla osta di consorzi o da quanto scritto nei disciplinari, l'utilizzo dei nomi delle denominazioni da parte delle aziende produttrici. Con la causa C-393116, infatti, il Comité Interprofessionnel di Vin de Champagne aveva contestato ad Aldi Stid lo sfruttamento della DOP Champagne nel nome di un prodotto surgelato ...
  • 24 febbraio 2018

    La Finocchiona IGP a Milano per la Fashion Week

    L’appuntamento è fissato per il 24 febbraio alle  ore 19.00 nell’accogliente “Milano Fashion Library” in piena zona Navigli dove verrà proposto l’interessante binomio tra Finocchiona IGP e Champagne, accompagnato da pane cotto in forno a legna e da schiacciate, oltre ad una selezione di vini tipici toscani. “E’ con grande piacere che proseguiamo la collaborazione con questo nuovo e goloso appuntamento - afferma Alessandro Iacomoni, Presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP: . La Finocchiona IGP e la moda non sono mondi lontani perché alla base c’è la ricerca dell’eccellenza e del gusto, sono due mondi che si sposano per promuovere il bello e il buono, entrambi espressione del territorio." Fonte: Consorzio di Tutela Finocchiona IGP SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO
  • 21 marzo 2017

    Champagne brinda al boom delle bollicine e in Italia cresce del +6,4%

    Il Comité Champagne fa il bilancio del 2016: le bollicine più bevute al mondo perdono qualcosa sul record del 2015, sia in volume (a quota 306 milioni di bottiglie, il -2,1% sul 2015) che in valore, anche se molto poco (a 4,71 miliardi di euro, -0,6%). Male il mercato del Regno Unito, con le spedizioni in calo del -14%, trascinate giù dal crollo della sterlina, ma arretrano anche i consumi interni (-2,5%) e quelli del vicino Belgio (-9,8%). Bene, invece, gli USA (+4,9%), ma anche Giappone (+3%) ed Italia, con 6,63 milioni di bottiglie importate (+4,3%), per un controvalore di 138,83 milioni di euro (+6,4%). “Il boom del Prosecco è stato un fatto positivo anche per noi, altro che rivalità - spiega Barillére, co-presidente del Comité - più bollicine si bevono nel mondo e più consumatori si avvicinano allo Champagne. Il nostro potenziale è di 350 milioni di bottiglie, il 10% di tutte le bollicine del mondo, un vertice qualitativo da difendere. Anche grazie al ...
  • 13 marzo 2017

    Chianti Classico DOP e Champagne DOP, si rafforza la collaborazione

    Si fa ancora più stretta la collaborazione tra Chianti Classico DOP e Champagne DOP, due fra le denominazioni enologiche più celebri al mondo. I rappresentanti del Consorzio di tutela Vino Chianti Classico e del Comité Champagne si sono incontrati ieri sera a Palazzo Vecchio per un esclusivo gala, che ha visto la partecipazione del Sindaco di Firenze Dario Nardella e del suo omologo di Reims Arnaud Robinet, oltre alle più importanti figure di riferimento dell’universo del Gallo Nero e del francese Ordre des Coteaux de Champagne. Nell’occasione il Presidente Sergio Zingarelli è insignito dell’onorificenza “Officier d’Honneur”. “Con storie diverse e prodotti diversi, ma con il comune onore e onere di rappresentare e tutelare due pilastri dell’enologia mondiale – ha dichiarato il Presidente del Consorzio Sergio Zingarelli – abbiamo dato vita a un accordo che prevede la condivisione delle nostre esperienze nella gestione delle rispettive governance, in ...
  • 21 settembre 2016

    Champagne DOP, i piccoli stritolati dai big

    Quando si parla di Champagne DOP, fuori dalla Francia, si pensa al Dom Perignon, al Pommery, al Bollinger, al Laurent-Perrier, al Veuve-Cliquot, al Detz, insomma alle grandi marche che l'anno scorso hanno venduto nel mondo 312 milioni di bottiglie con un fatturato di 4,7miliardi di euro. Ma lo Champagne non è fatto solo dalle grandi star del perlage. Lo Champagne è fatto anche da 16mila piccoli e piccolissimi produttori, proprietari di piccole e piccolissime aziende di pochi ettari, che fanno una fatica boia a vendere non si dice all'estero ma anche qui in Francia. Les petits vignerons, senza risorse finanziarie e bloccati anche nella crescita per il costo proibitivo dei terreni (da 400 mila fino a 2 milioni di euro ad ettaro) e dei «diritti d'impianto», non riescono a reggere la concorrenza dei colossi che possono permettersi il lusso, è il caso di dire, di campagne promozionali che si concludono, ovviamente, nei reparti dei supermercati dove una bottiglia di Champagne ...
  • 28 luglio 2016

    Nel 2016 meno Champagne DOP. E le vendite sono in crescita

    Una vendemmia 2016 inferiore del 32% rispetto a quella dell'anno passata, ma vendite in crescita, soprattutto nei mercati extra Ue. Sono le previsioni relative ai vini Champagne DOP che emergono dalle stime sulla prossima vendemmia, aggiornate al 18 luglio scorso, del ministero dell'agricoltura francese. E dai calcoli sulle spedizioni di champagne nel primo semestre 2016 del Comité Champagne. L'andamento climatico non ha certo favorito la viticoltura nell'area a denominazione Champagne DOP. Le gelate di fine aprile, hanno infatti distrutto le gemme del 14% dei 34 mila ha in produzione. E le intense piogge, grandinate e temporali primaverili hanno portato a una forte pressione della peronospora, tanto che il servizio statistico del ministero dell'agricoltura stima o la produzione 2016 di champagne a 1,691 ml hl, conro i 2,5 mIn del 2015 e la media di 2,665 mln hl del passato quinquennio. L'interprofessionale, che ancora non si sbilancia sull'entità della prossina ...
  • 15 marzo 2016

    Francia, top exporter e top importer di vino

    La Francia è ancora il top exporter mondiale, a 14,1 milioni diettolitri per 8,3 miliardi di euro, quasi il 7% in più sul 2014, in un 2015 in cui l’Italia del vino ha segnato un nuovo record nelle esportazioni (5,4 miliardi di euro, +6%), anche se, secondo WineMonitor-Nomisma, il divario rimane ampio (+54% a valore, nel 2006la differenza era del 96%, ma il rapporto di forza si ribalta nei volumi, con il Belpaese a 20 milioni di ettolitri, +41% sui francesi). Divario dacui si spiega anche il diverso prezzo medio all’export: 5,84 euro/litro dei francesi contro i 2,67 dei nostri vini, che diventano 16,87 contro 3,52 nel caso degli sparkling (con lo strapotere dello Champagne, sebbene nel 2015 l’Italia abbia venduto nel mondo 2,8 milioni diettolitri di spumante, contro gli 1,8 milioni dei francesi), e 4,92euro/litro contro 3,28 nell’imbottigliato. E non solo, la Francia èanche tra i primi importatori nel mercato degli sfusi, con quasi 6 milioni di ettolitri acquistati ...
  • 12 febbraio 2016

    Export record per la Francia del vino: 2015 a 7,9 miliardi di euro

    Euro debole, Champagne DOP e recupero sui mercati di Usa e Cina permettono alla Francia di archiviare un 2015 da record per l’export enoico. Dopo due anni di calo, è tornata a crescere, mettendo a segno unottimo +6,7% nelle spedizioni di vino, che toccano i 7,9 miliardi di euro, il massimo di sempre, comeraccontano i risultati presentati ieri dalla Fédération des Exportateurs de Vins et Spiritueux. C’è undato negativo, il calo, per il terzo anno consecutivo, dei volumi spediti, scesi nel 2015 del 3,6%, eccetto lo Champagne DOP, in un mondo in cui il vino francese vale il 30% delle quote di mercato. Fonte: WineNews
  • 15 gennaio 2016

    Vini sparkling: l’Italia insegue la Francia con una Spagna alla finestra

    Prosegue la competizione di settore tra i tre top exporter mondiali che nel 2014 hanno venduto congiuntamente più di 5,7 milioni di ettolitri di spumanti per un controvalore di 3,9 miliardi di euro. I cugini d'oltralpe sono leader con 3 miliardi di euro. Italia, Francia e Spagna esportano nel mondo più dell’85% dei vini sparkling. Secondo le stime di Wine Monitor di Nomisma i tre Paesi, nel 2014, hanno venduto congiuntamente oltre i propri confini più di 5,7 milioni di ettolitri di spumanti per un controvalore di 3,9 miliardi di euro. Le previsioni sull'export 2015 indicano una crescita congiunta rispetto all'anno precedente dell'8% in volume e del 15% in valore per gli spumanti dei 3 top exporter mondiali, con aumenti più elevati per i prodotti italiani che passano da 840 milioni di euro a circa 990 milioni di valore all'export. Nonostante il progresso resta enorme il divario con i più "blasonati" sparkling francesi: le esportazioni dei cugini d'oltralpe dovrebbero ...
  • 13 gennaio 2016

    Francia, la carta dei vini sta per cambiare

    Dal 1 gennaio 2016, la deregolamentazione del settore vitivinicolo autorizzerà l’impianto di nuovi vigneti in tutta la Francia e i vini senza indicazione geografica potranno essere venduti. Questa decisione, adottata a Bruxelles nel 2007, ha lo scopo di consentire ai coltivatori di estendere i loro vigneti o piantarne nuovi e liberalizzare la cultura del vino. Una ‘rivoluzione culturale’ e un ‘disastro’ per i puristi, appassionati del territorio o i produttori di champagne. Perché potremmo produrre la ricetta del famoso vino altrove come in Lozère o in Vendée, per esempio. Un ‘champagne finto’, ma che non può ancora ottenere la denominazione di origine controllata (DOC). La notizia era attesa dal 2007. Nove anni più tardi, si tratta di una riforma sui diritti di impianto delle viti che potrebbero scuotere la mappa dei vigneti francesi. I vignaioli possono piantare nuovi appezzamenti in tutto il territorio nazionale. Ma per non sconvolgere il delicato ...
  • 6 luglio 2015

    Lo Champagne può brindare: ora è patrimonio Unesco

    Dal suo paradiso di bollicine, il monaco Dom Pèrignon forse non si aspettava il nuovo riconoscimento. L'inventore, secondo la leggenda, del metodo di fermentazione dello champagne, si è conquistato persino il titolo di "patrimonio dell'umanità". A essere protetta, in verità, non è la bevanda frizzante ma il prezioso contesto in cui si è sviluppato nei secoli. Vigneti, cantine e maisons della Champagne entrano nella lista dell'Unesco come "paesaggio organicamente evoluto". Il paesaggio ora tutelato comprende in particolare alcuni luoghi simbolici come l'avenue de Champagne a Épernay, il corso dove si trovano le boutique di alcuni dei grandi marchi a strapiombo sulle cantine nelle quali invecchiano milioni di bottiglie, e tutte i coteaux, i pendii delle colline intorno a Épernay, in particolare Hautvillers, sopra la Marna, dove c'è la famosa abbazia di Dom Pérignon. Fonte: La Repubblica SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 25 luglio 2014

    Nelle “corti franche” il vino è un petrolio che non si estingue mai

    Sette Tra le prime nozioni di un'ipotelica educazione del bon vivant, c'è sicuramente quella relativa alla denominazione dei vini effervescenti. Non può mancargli, per esempio, il termine Franciacorta. Uno e trino, come per lo Champagne e il Cava, gli altri due vini rifermentati in bottiglia che indicano conlemporaneamenle prodotto, metodo e zona (fatte salve queste analogie, si tratta comunque di vini che non vanno confrontati: origini, storia, terroir, clima e numeri portano a ritenere che il paragone sia privo di senso). Il Franciacorta DOP è stato il primo vino italiano prodotto tramite rifermentazione in bottiglia a ottenere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nel 1995.
  • 24 giugno 2014

    Vino e Valorizzazione, l’esempio francese

    Terra e Vita Consolidare o distribuire valore? Il vino in Italia è sempre più economia,cultura e anche politica. Un terreno di confronto tra due modi differenti di interpretare la missione del vitivinicoltore. «L'Italia ha tradizione, territorio e cultura enoica ha detto a San Patrignano Domenico Zonin, presidente Unione Italiana Vini - elementi che ci potrebbero consentire di fare un balzo concentrandoci sui vini DOC e DOCG, sacrificando la categoria del vino comune». «Non ostiniamoci ha ammonito Ruenza Santandrea di Cevico - nell'abitudine "provinciale" di guardare solo al nostro Paese: non è che se produciamo di meno, il prezzo si alza. Il vino oggi si "travasa", scorre da un mercato all'altro e se non produciamo abbastanza
  • 26 settembre 2013

    Champagne, giù la produzione

    Italia Oggi In Francia la vendemmia per lo champagne è partita con due settimane di ritardo rispetto al solito e la produzione è destinata a diminuire. Un ritardo che, assicura Pascal Férat, presidente del Sindacato generale degli imprenditori del settore vinicolo, non andrà a scapito della qualità del vino, visto che in passato molti grandi millesimati uscirono da annate tardive. Gli operatori hanno inoltre raggiunto un accordo che fissa un tetto massimo alla produzione, pari a 288 milioni di bottiglie, quando invece la potenzialità ammonta a 374 milioni. Nella regione Champagne la resa della vendemmia è quindi stata stabilita a 10.500 chilogrammi per ettaro, in calo del 4,5% rispetto al 2012.