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	<title>Carni fresche &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Carni fresche &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Cinta senese di nuovo a rischio, allarme del Consorzio: “La peste suina africana può distruggere gli allevamenti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Peste suina, l&#8217;allarme del Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, una delle razze autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano. Entrando in contatto con cinghiali o altri animali i capi possono essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Peste suina, l&#8217;allarme del Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, una delle razze autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano. Entrando in contatto con cinghiali o altri animali i capi possono essere contagiati</em></p>
<p>Un maiale dal mantello scuro, spezzato da una caratteristica fascia bianca che gli cinge il torace, ritratto persino negli affreschi del Trecento nel Palazzo Pubblico di Siena. La Cinta Senese è una razza suina ricominciata ad essere allevata negli anni Ottanta e costituisce un pezzo di storia vivente della Toscana, un miracolo di biodiversità salvato dall&#8217;estinzione grazie a decenni di lavoro e diventato uno dei simboli più esclusivi della Toscana gastronomica. È stata la razza con la quale le persone hanno ricominciato a mangiare carni ricche di lardo senza paura, sia in cottura che stagionate: il prosciutto ne è un esempio. Oggi però, questo ecosistema perfetto rischia di frantumarsi.</p>
<p>Il <strong>nemico si chiama Peste suina africana (Psa)</strong>. Non è una novità: l&#8217;allarme si ripresenta con una regolarità ciclica che ricalca i peggiori incubi degli allevatori, ma questa volta la minaccia ha cambiato marcia. Il virus sta sviluppandosi in maniera violenta, stringendo la Toscana in una morsa e minaccia di spingersi verso il cuore produttivo della regione. Per una filiera d&#8217;eccellenza che conta meno di ottanta allevatori e poco più di 3000 capi certificati all&#8217;anno, un solo focolaio significherebbe l&#8217;abbattimento totale degli animali e la fine di un sogno biologico ed economico da 5,5 milioni di euro.</p>
<p>La vulnerabilità della Cinta sta paradossalmente in ciò che la rende unica: il fatto di vivere libera, allo stato brado o semibrado tra i boschi e i pascoli collinari. Blindare gli animali in capannoni asettici, per evitare per esempio il contatto con i cinghiali, significherebbe snaturarli e violare lo stesso disciplinare Dop. Per questo il Consorzio di Tutela chiede da quasi due anni di mettere in sicurezza il patrimonio genetico della razza, isolando un nucleo protetto di riproduttori prima che sia troppo tardi. Per capire l&#8217;effettiva gravità della situazione e come si sia arrivati a questo punto di non ritorno, abbiamo <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">intervistato Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop</a>.</p>
<h4>Quali sono le differenze di questa peste rispetto agli anni scorsi visto che questo allarme si ripete in maniera ciclica?</h4>
<p>“Le differenze rispetto il passato che la Psa sta avanzando in maniera forte sulla dorsale appenninica e da Massa Carrara, adesso è scesa a Lucca a Pistoia e avanza verso Prato, Firenze e Arezzo. L’allarme del consorzio è che questa pandemia rischia di far scendere i capi di Cinta Senese sotto i 3000 esemplari sul territorio toscano; quindi, il rischio di andare verso l’estinzione della specie per problemi di consanguineità è del tutto reale”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/il-gusto/2026/07/17/news/cinta_senese_di_nuovo_a_rischio_la_peste_suina_africana_puo_distruggere_gli_allevamenti-425476593/" target="_blank" rel="noopener">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Peste suina africana, l’allarme del Consorzio: «La Cinta Senese rischia di scomparire»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Nicolò Savigni: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente <strong>Nicolò Savigni</strong>: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e le aziende della filiera». <strong>Cesare Baldrighi, </strong>Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</em></p>
<p>La diffusione della Peste Suina Africana in Toscana mette seriamente a rischio la sopravvivenza della Cinta Senese, una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano.</p>
<p>A lanciare l’allarme è il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, dopo i recenti casi di positività riscontrati anche negli allevamenti suini della regione. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<p>Una situazione che conferma l’avanzamento dell’emergenza e rende sempre più concreto il pericolo per gli allevamenti di Cinta Senese. La Peste Suina Africana non è trasmissibile all’uomo, ma colpisce i suini domestici e i cinghiali e, in caso di focolaio, può comportare l’adozione di misure sanitarie particolarmente severe, fino all’abbattimento di tutti gli animali presenti nell’allevamento.</p>
<h4>Una razza particolarmente esposta</h4>
<p>La Cinta Senese viene allevata prevalentemente allo stato brado o semibrado, secondo un modello produttivo strettamente legato ai boschi, ai pascoli e alle aree rurali della Toscana. Gli animali vivono quotidianamente all’aperto e si alimentano principalmente attraverso il pascolamento.</p>
<p>Questa caratteristica, fondamentale per la qualità e l’identità della produzione, rende tuttavia molto più complesso garantire una separazione completa dalla fauna selvatica e, in particolare, dai cinghiali.</p>
<p>Molti allevamenti sono inoltre localizzati in territori collinari, montani e marginali, spesso caratterizzati da un’elevata densità di fauna selvatica. In queste condizioni, anche applicando rigorosamente le misure di biosicurezza all’interno delle aziende, risulta estremamente difficile eliminare ogni possibile rischio di contatto, diretto o indiretto, con il virus.</p>
<p>Fino a oggi sono stati messi a disposizione contributi per rafforzare la biosicurezza all’interno degli allevamenti, sostenendo interventi sulle recinzioni, sugli accessi, sulle strutture e sulle procedure aziendali. Si tratta di misure necessarie, ma non sufficienti: al di fuori dei perimetri aziendali il contenimento del rischio resta una vera e propria emergenza, legata soprattutto alla presenza e agli spostamenti della fauna selvatica.</p>
<p>Ad oggi, tuttavia, le aziende allevatrici di Cinta Senese non sono trattate dalle istituzioni come presìdi strategici da difendere, nonostante custodiscano un patrimonio genetico e produttivo di interesse collettivo. Occorrono quindi interventi coordinati anche sul territorio esterno agli allevamenti, attraverso una maggiore sorveglianza, il contenimento del rischio e misure specifiche di protezione delle aziende.</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un’ipotesi lontana», dichiara <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong>. «La Cinta Senese vive all’aperto, nei boschi e nei territori rurali della Toscana. È proprio questo legame con l’ambiente a renderla unica, ma oggi rappresenta anche un elemento di forte vulnerabilità. Un solo focolaio in uno degli allevamenti più importanti potrebbe compromettere irreversibilmente il patrimonio genetico della razza. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<h4>Dal 2024 il progetto per salvaguardare il patrimonio genetico</h4>
<p>Il Consorzio si è attivato fin dall’agosto 2024, coinvolgendo le istituzioni regionali e nazionali nella definizione di un progetto finalizzato alla costituzione di una riserva genetica della Cinta Senese in un luogo isolato, protetto e sottoposto a misure di biosicurezza rafforzata.</p>
<p>Il progetto prevede la creazione di un nucleo composto indicativamente da <strong>12-15 femmine e 3 maschi riproduttori</strong>, da trasferire in un sito caratterizzato da un rischio epidemiologico minimo.</p>
<p>Dal primo sopralluogo effettuato nell’agosto 2024 sono state esaminate, insieme ad ANAS e agli altri soggetti coinvolti, diverse possibili soluzioni localizzative in aree isolate e protette, potenzialmente idonee a ospitare il nucleo in condizioni di elevata biosicurezza.</p>
<p>L’obiettivo è mettere in sicurezza un nucleo essenziale di riproduttori, capace di assicurare la conservazione della razza e di consentirne, in caso di emergenza, la futura ricostituzione.</p>
<p>Nonostante il lavoro svolto, la disponibilità manifestata da più soggetti e il riconoscimento della validità tecnica dell’iniziativa, a distanza di quasi due anni non è stata ancora assunta una decisione operativa definitiva. Non è stato formalmente individuato il sito, non è stata completata l’istruttoria sanitaria e non è stato costituito il nucleo di riproduttori.</p>
<h4>A rischio anche la sopravvivenza economica delle aziende</h4>
<p>L’emergenza non riguarda soltanto la conservazione della razza. Gli allevatori della filiera sono fortemente preoccupati per il futuro delle proprie imprese, molte delle quali hanno costruito l’intera attività economica sull’allevamento e sulla valorizzazione della Cinta Senese.</p>
<p>Si tratta spesso di aziende familiari situate nelle aree interne della Toscana, nelle quali l’allevamento contribuisce alla manutenzione dei boschi, al presidio del territorio, alla tutela della biodiversità e al mantenimento di attività economiche e occupazionali.</p>
<h4>Baldrighi, Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</h4>
<p>«La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese», dichiara <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>.</p>
<p>«La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare. La perdita di questo patrimonio provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza».</p>
<h4>Le richieste alle istituzioni del Presidente Nicolò Savigni</h4>
<p>Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP chiede alla <strong>Regione Toscana</strong>, al <strong>Ministero della Salute</strong>, al <strong>Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong> e al <strong>Commissario straordinario alla Peste Suina Africana</strong> di intervenire con azioni concrete e immediate e, in particolare.</p>
<p>«Non chiediamo nuove dichiarazioni di intenti, ma atti concreti», conclude il presidente Nicolò Savigni. «Il tempo delle valutazioni e dei rimpalli amministrativi è terminato. Chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali di intervenire immediatamente, perché oggi possiamo ancora salvare la Cinta Senese. Domani potrebbe essere troppo tardi».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cintasenesedop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/COMUNICATO-CINTA-SENESE-1.pdf">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/macellazione-in-azienda-benessere-animale-e-qualita-delle-carni-in-suini-di-razza-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/macellazione-in-azienda-benessere-animale-e-qualita-delle-carni-in-suini-di-razza-cinta-senese/">Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni</em></p>
<p>Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione di consumatori, alleva­tori e decisori politici, non solo per motivi etici, ma anche per il suo impat­to diretto sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità delle filiere agroali­mentari. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato come le fasi che precedono la macellazione – cattura, trasporto, sosta nei centri di raccolta e in mattatoio – siano tra i momenti di maggiore stress per gli animali. Questo stress non solo compromette il loro benessere, ma può incidere negativamen­te anche su parametri tecnologici e organolettici delle carni, fino a determina­re difetti, come le carni PSE (carne pallida, molle ed essudativa) o DFD (carne scura, consistente e secca). La domanda crescente di prodotti provenienti da sistemi estensivi e da razze locali – caratterizzati da un forte legame con il ter­ritorio e spesso destinati a filiere di qualità – rende ancora più rilevante affron­tare queste criticità. I suini di razza Cinta senese, allevati all’aperto in Toscana (<strong>Figura 1</strong>), rappresentano un esempio emblematico: la qualità delle loro carni è strettamente connessa al benessere in allevamento e al mantenimento delle caratteristiche tipiche.</p>
<p>In questo contesto si inserisce lo studio “Animal welfare and meat quality: The impact of on-farm slaughter on Cinta Senese pigs”, pubblicato su Meat Science, che ha valutato gli effetti della macellazione in azienda rispetto alla macellazione tradizionale con trasporto dell’animale vivo in mattato­io. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto “In Cima il Benessere” fi­nanziato dal GAL F.A.R. Maremma, ha coinvolto l’Università di Pisa, Tenuta di Paganico, l’Azienda Sanitaria Toscana sud est e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. L’obiettivo era verificare se la macellazione in azienda potesse rappre­sentare una soluzione innovativa per ridurre lo stress degli animali e, al contempo, garantire qualità e sicurez­za delle carni.</p>
<blockquote><p><strong>Jacopo Goracci<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Roxana Amarie<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p>
<p><strong>Alessio Del Tongo<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Giorgio Briganti<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Giampaolo Giunta<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Andrea Serra<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Lo studio è stato condotto su 40 suini Cinta senese alleva­ti all’aperto in Toscana. Gli animali, suddivisi in due grup­pi da 20 animali ciascuno, sono stati macellati seguendo due approcci distinti:</p>
<ul>
<li>macellazione tradizionale (MT): prevede cattura, tra­sporto (meno di un’ora), sosta in mattatoio (1-2 ore), stordimento elettrico e macellazione;</li>
<li>macellazione in azienda (MA): gli animali sono stati storditi e sanguinati direttamente in allevamento, grazie a un prototipo di struttura mobile sviluppato ad hoc, per poi trasferire le carcasse in mattatoio en­tro due ore.</li>
</ul>
<p>Per rendere possibile la macellazione in azienda è stato progettato e realizzato un prototipo di trailer multifunzio­nale (<strong>Figura 2</strong>), dotato di un verricello elettrico per issare il suino stordito, di un sistema per la raccolta del sangue durante la iugulazione, di un condizionatore per mantene­re refrigerate le carcasse, nonché di un lavello con acqua calda per la sanificazione degli operatori; l’intera struttu­ra, alimentata da una batteria indipendente, consente il trasporto rapido e sicuro delle carcasse fino al mattatoio.</p>
<p>Per valutare l’impatto dei due sistemi, i ricercatori hanno analizzato diversi parametri:</p>
<ul>
<li>indicatori fisiologici di stress: cortisolo, creatin-chi­nasi (CPK) e lattato deidrogenasi (LDH);</li>
<li>qualità tecnologica della carne: pH post-mortem, ca­pacità di ritenzione idrica, colore;</li>
<li>sicurezza microbiologica della carne e delle carcasse: contaminazioni da batteri mesofili, Enterobacteriace­ae, Stafilococchi coagulasi positivi, Salmonella spp. e Listeria monocytogenes (European Union, 2007).</li>
</ul>
<p>È stato inoltre calcolato l’indice temperatura-umidità (THI) per valutare l’effetto delle condizioni climatiche (caldo e umidità) sul benessere degli animali, sulla qualità e sulla sicurezza delle carni.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>I dati raccolti hanno messo in evidenza differenze signi­ficative tra i due metodi di macellazione, suddivise di se­guito per le principali categorie. Benessere animale: con la macellazione in azienda, il cortisolo, principale marca­tore di stress fisiologico, si attesta su valori pari a circa un terzo rispetto al metodo tradizionale; anche CPK e LDH risultano inferiori (<strong>Figura 3</strong>). In altre parole, evitare cat­tura, trasporto e sosta in ambienti estranei riduce sensi­bilmente il carico di stress pre-macellazione.</p>
<div id="attachment_525323" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese.bmp" target="_blank" rel="noopener"><img aria-describedby="caption-attachment-525323" class="wp-image-525323 size-newsletter-galleria" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese-560x290.jpg" alt="" width="560" height="290" /></a><p id="caption-attachment-525323" class="wp-caption-text">Figura 3. Valore degli indicatori fisiologici utilizzati per confrontare i due sistemi di macellazione (macellazione in azienda &#8211; MA vs. macellazione tradizionale &#8211; MT). Sono stati considerati: creatinchinasi (CPK), enzima muscolare che indica lesioni e sforzo fisico intenso; lattato deidrogenasi (LDH), enzima la cui concentrazione aumenta in caso di danno o sofferenza muscolare; cortisolo, ormone utilizzato come indicatore di risposta acuta a stimoli stressanti. Valori più bassi osservati negli animali macellati in azienda evidenziano una minore risposta da stress e migliori condizioni di benessere al momento della macellazione.</p></div>
<p>Qualità delle carni: il pH delle carni a 48 ore dalla macella­zione è risultato mediamente più basso negli animali ma­cellati in azienda. Questo andamento, in associazione con il quadro pre-macellazione descritto sopra, può indicare un metabolismo muscolare post-mortem più favorevole, potenzialmente collegato a una migliore qualità della car­ne. Non sono emerse differenze significative negli altri pa­rametri tecnologici (colore, capacità di ritenzione idrica), ma il pH più stabile rappresenta comunque un indicatore coerente e favorevole dal punto di vista tecnologico.</p>
<p>Sicurezza microbiologica: non sono state rilevate diffe­renze sostanziali nella carica microbica delle carcasse tra i due metodi. Tutti i valori sono rimasti ampiamente sotto i limiti normativi e Salmonella e Listeria non sono mai state rilevate. Unico dato degno di nota: la tendenza a valori leg­germente più bassi di batteri mesofili nelle carcasse prove­nienti dalla macellazione in azienda.</p>
<p>Influenza del clima: le condizioni ambientali hanno in­fluenzato alcuni parametri microbiologici delle carni (in particolare mesofili ed Enterobacteriaceae), ma non quel­li delle carcasse. Questo conferma come il fattore climati­co, soprattutto nei sistemi estensivi e nei mesi estivi, deb­ba essere attentamente considerato nella gestione della macellazione in azienda.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>La ricerca dimostra come la macellazione in azienda possa rappresentare una valida alternativa per gli allevamenti di piccola scala situati in aree rurali, spesso lontani dai centri di macellazione, con conseguente necessità di lunghi viag­gi che comportano rischi elevati per gli animali.</p>
<p>I principali vantaggi osservati sono:</p>
<ul>
<li>riduzione significativa dello stress negli animali;</li>
<li>mantenimento della qualità tecnologica della carne;</li>
<li>sicurezza microbiologica paragonabile alla macella­zione tradizionale.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, l’adozione di questa pratica richiede alcune at­tenzioni:</p>
<ul>
<li>rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie e del benessere animale;</li>
<li>formazione del personale e supervisione veterinaria;</li>
<li>adeguata gestione delle condizioni climatiche.</li>
</ul>
<p>Questa prova si inquadra all’interno del progetto “In.Ci.Ma. il Benessere – INcroci di CInta senese allevati sui pascoli della Maremma toscana: qualità della carne e BE­NESSERE animale”, che oltre a questo studio ha perseguito altri due obiettivi: la creazione di un ibrido su base Cinta senese per migliorare produttività in carne fresca mante­nendo rusticità e legame con il territorio, e lo sviluppo di strumenti di tracciabilità e trasparenza di filiera tramite lo studio di fattibilità per una web application dedicata, utile a distinguere razza pura e incroci e a monitorare diversi si­stemi di macellazione. Tale progetto rappresenta, così, un esempio concreto di innovazione partecipata, nato da un bisogno etico espresso da un’azienda agricola e sviluppato grazie alla collaborazione con istituzioni sanitarie e ricer­ca universitaria, con l’obiettivo di proporre soluzioni più sostenibili ed etiche. In questo quadro si inserisce anche il Regolamento Delegato (UE) 2021/1422, che ha modificato le disposizioni sui controlli ufficiali consentendo la macel­lazione presso l’allevamento di provenienza: una misura che apre la strada all’applicazione della macellazione in azienda su scala più ampia, con importanti ricadute sul pi­lastro sociale della sostenibilità, rafforzando il ruolo delle comunità rurali e la tutela del benessere animale.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Animal welfare and meat quality: The impact MA on-farm slaughter on Cinta senese pigs.</p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p>R.E. Amarie, J. Goracci, L. Casarosa, S. Tinagli, G. Briganti, G. Giunta, M. Senese, G. Terracciano, F. Campeis, A. Del Tongo, A. Serra</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p>Meat Science, 230 (2025) 109949.</p>
<p>https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2025.109949</p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>Questo studio ha valutato gli effetti della macellazione in azienda (MA) rispetto alla macellazione tradizionale (MT) sul benessere animale, la qualità della carne e la sicurezza microbiologica di suini di razza Cinta senese allevati all&#8217;aperto. Quaranta suini sono stati macellati con entrambi i metodi in diverse stagioni, consentendo l&#8217;analisi delle influenze ambientali tramite l&#8217;indice di temperatura e umidità (ITU). Sono stati valutati i parametri ematici (cortisolo, LDH, CPK), la carica microbica della carcassa e della carne e le caratteristiche tecnologiche di qualità della carne. I suini macellati in azienda hanno mostrato livelli significativamente inferiori di cortisolo, LDH e CPK, indicando una riduzione dello stress fisiologico. La carne di questi animali presentava anche un pH inferiore 24 ore post-mortem, suggerendo una migliore attività glicolitica e una migliore conservazione delle caratteristiche qualitative. L&#8217;analisi microbiologica non ha mostrato differenze significative tra i due metodi, con tutte le carcasse che sono rimaste entro le soglie di sicurezza, sebbene la conta dei batteri mesofili tendesse a essere inferiore nelle carcasse macellate in azienda. Le condizioni ambientali, in particolare l&#8217;ITU nelle due settimane precedenti la macellazione, hanno influenzato alcune cariche microbiche nella carne, ma non nelle carcasse. I risultati dimostrano che la macellazione MA è un&#8217;alternativa valida in grado di ridurre significativamente lo stress degli animali e di mantenere sia la qualità della carne che la sicurezza microbiologica, offrendo un&#8217;opzione sostenibile ed etica per gli allevamenti suini di piccola scala o al pascolo.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Astruc, T., &amp; Terlouw, E. M. C. (2023). Towards the use of on-farm slaughterhouse. Meat Science, 205, 109313. DOI: https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2023.109313</li>
<li>Averos, X., Herranz, A., Sanchez, R., Comella, J. X., &amp; Gosalvez, L. F. (2007). Serum stress parameters in pigs transported to slaughter under commercial conditions in different seasons. Veterinární Medicína, 52, 333–342. DOI: https://doi.org/10.17221/1874-VETMED</li>
<li>Barton Gade, P. (2008). Effect of rearing system and mixing at loading on transport and lairage behaviour and meat quality: Comparison of outdoor and conventionally raised pigs. Animal, 2, 902–911. DOI: https://doi.org/10.1017/S1751731108002000</li>
<li>Ceci, E., Marchetti, P., Samoilis, G., Sportelli, S., Roma, R., Barrasso, R., … Bozzo, G. (2017). Determination of plasmatic cortisol for evaluation of animal welfare during slaughter. Italian Journal of Food Safety, 6, 6912. DOI: https://doi.org/10.4081/ijfs.2017.6912</li>
<li>European Commission. (2007). Commission Regulation (EC) No 1441/2007 of 5 December 2007 amending Regulation (EC) No 2073/2005 on microbiological criteria for foodstuffs. Official Journal of the European Union, L 322, 12–29. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2007/1441/oj</li>
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<li>Goumon, S., &amp; Faucitano, L. (2017). Influence of loading handling and facilities on the subsequent response to pre-slaughter stress in pigs. Livestock Science, 200, 6–13. DOI: https://doi.org/10.1016/j.livsci.2017.03.021</li>
<li>Isbrandt, R., Wiegard, M., Meemken, D., &amp; Langkabel, N. (2022). Impact of procedures and human-animal interactions during transport and slaughter on animal welfare of pigs: A systematic literature review. Animals, 12, 3391. DOI: https://doi.org/10.3390/ani12233391</li>
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<li>Rioja-Lang, F. C., Brown, J. A., Brockhoff, E. J., &amp; Faucitano, L. (2019). A review of swine transportation research on priority welfare issues: A Canadian perspective. Frontiers in Veterinary Science, 6, 36. DOI: https://doi.org/10.3389/fvets.2019.00036</li>
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<li>Rybarczyk, A., &amp; Tobolska, I. (2023). Pre-slaughter pig welfare and carcass and meat quality. Acta Scientiarum Polonorum Zootechnica, 22, 3–16. DOI: https://doi.org/10.21005/asp.2023.22.1.01</li>
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</ol>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/benessere-animale-Cinta-Senese_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/macellazione-in-azienda-benessere-animale-e-qualita-delle-carni-in-suini-di-razza-cinta-senese/">Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Oie du Sud-Ouest IGP, iscrizione denominazione &#8211; GUUE L del 11/06/2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/oie-du-sud-ouest-igp-iscrizione-denominazione-guue-l-del-11-06-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1274 della Commissione, del 4 giugno 2026, recante iscrizione dell’indicazione geografica Oie du Sud-Ouest IGP &#8211; Classe 1.1. Carni fresche (e frattaglie) nel registro dell’Unione delle indicazioni geografiche a norma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1274 della Commissione, del 4 giugno 2026, recante iscrizione dell’indicazione geografica <strong>Oie du Sud-Ouest IGP </strong>&#8211; Classe 1.1. Carni fresche (e frattaglie) nel registro dell’Unione delle indicazioni geografiche a norma del regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio</p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L_202601274" target="_blank" rel="noopener">GUUE L del 11/06/2026</a></p>
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		<title>La storia di &#8220;Tobia e la Cinta Senese DOP&#8221; diventa un libro per ragazzi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-storia-della-cinta-senese-dop-diventa-un-libro-per-ragazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume ‘Tobia e la Cinta Senese. Il segreto della fascia bianca’ racconta alle nuove generazioni la biodiversità, il benessere animale e il legame tra cibo e territorio S’intitola ‘Tobia e la Cinta Senese. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il volume ‘Tobia e la Cinta Senese. Il segreto della fascia bianca’ racconta alle nuove generazioni la biodiversità, il benessere animale e il legame tra cibo e territorio</em></p>
<p>S’intitola ‘<strong>Tobia e la Cinta Senese. Il segreto della fascia bianca’</strong> il <strong>racconto d&#8217;avventura</strong> dedicato alla <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/cinta-senese-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cinta Senese DOP </strong></a>che, attraverso il viaggio nel tempo di un bambino di oggi, porta i giovani lettori dall&#8217;affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti fino agli allevatori che negli anni Settanta salvarono la razza dall&#8217;estinzione.</p>
<h4>La presentazione a Firenze</h4>
<p>Nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, sede del Consiglio Regionale della Toscana è stato presentato questo nuovo libro per ragazzi promosso dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop e scritto da<strong> Emanuele Biotti</strong>, col contributo del Consiglio regionale della Toscana e il patrocinio dei Comuni di Siena, Poggibonsi e Sovicille. “La Cinta Senese Dop – ha detto la presidente del Consiglio regionale <strong>Stefania Saccardi </strong>– rappresenta molto più di una eccellenza agroalimentare: è un <strong>simbolo identitario della Toscana</strong>, un esempio concreto di come tradizione, tutela dell’ambiente e qualità possano convivere e rafforzarsi a vicenda. Parlare ai più giovani significa costruire <strong>consapevolezza</strong>, trasmettere il <a href="https://www.qualivita.it/argomento/biodiversita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>valore della biodiversità</strong></a> e far comprendere che dietro ogni prodotto di qualità esiste una storia fatta di persone, scelte e responsabilità”. La presentazione, moderata dalla giornalista de La Nazione, Olga Mugnaini &#8211; è avvenuta alla presenza dell’autore, di Stefania Saccardi, di Leonardo Marras assessore regionale all&#8217;Agricoltura, economia e turismo, e di Nicolò Savigni presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop. Al termine della presentazione, la degustazione di cinta senese dop, tegamaccio e prosciutto, curata da Paolo Gori della Trattoria da Burde.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/la-storia-della-cinta-senese-dop-diventa-un-libro-per-ragazzi-0ed32aae" target="_blank" rel="noopener">La Nazione</a></p>
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		<item>
		<title>Bœuf de Bazas IGP, pubblicazione comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 05/05/2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/boeuf-de-bazas-igp-pubblicazione-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-05-05-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 07:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione Bœuf de Bazas IGP &#8211; Classe 1.1 Carni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione <strong>Bœuf de Bazas IGP </strong>&#8211; Classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie)</p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:C_202602559" target="_blank" rel="noopener">GUUE C del 05/05/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/boeuf-de-bazas-igp-pubblicazione-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-05-05-2026/">Bœuf de Bazas IGP, pubblicazione comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 05/05/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Volailles de la Champagne IGP, pubblicazione comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 20/03/2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/volailles-de-la-champagne-igp-pubblicazione-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-20-03-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione Volailles de la Champagne IGP &#8211; classe 1.1 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/volailles-de-la-champagne-igp-pubblicazione-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-20-03-2026/">Volailles de la Champagne IGP, pubblicazione comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 20/03/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione <strong>Volailles de la Champagne IGP </strong>&#8211; classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie)</p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:C_202601822" target="_blank" rel="noopener">GUUE C del 20/03/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/volailles-de-la-champagne-igp-pubblicazione-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-20-03-2026/">Volailles de la Champagne IGP, pubblicazione comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 20/03/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polska gęś owsiana IGP, domanda registrazione &#8211; GUUE C del 18/03/2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/polska-ges-owsiana-igp-domanda-registrazione-guue-c-del-18-03-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>POLONIA &#8211; Pubblicazione della domanda di registrazione di un&#8217;indicazione geografica ai sensi dell&#8217;articolo 15, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio Polska gęś owsiana IGP &#8211; classe 1.1 Carni fresche (e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/polska-ges-owsiana-igp-domanda-registrazione-guue-c-del-18-03-2026/">Polska gęś owsiana IGP, domanda registrazione &#8211; GUUE C del 18/03/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>POLONIA &#8211; Pubblicazione della domanda di registrazione di un&#8217;indicazione geografica ai sensi dell&#8217;articolo 15, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio <strong>Polska gęś owsiana IGP </strong>&#8211; classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie)</p>
<p><strong>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:C_202601824" target="_blank" rel="noopener">GUUE C del 18/03/2026</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/polska-ges-owsiana-igp-domanda-registrazione-guue-c-del-18-03-2026/">Polska gęś owsiana IGP, domanda registrazione &#8211; GUUE C del 18/03/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abbacchio Romano IGP, autorizzazione organismo RINA AGRIFOOD S.p.A</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/abbacchio-romano-igp-autorizzazione-organismo-rina-agrifood-s-p-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato RINA AGRIFOOD S.p.A. ad effettuare i controlli per l&#8217;Abbacchio Romano IGP, classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie), registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 507 della Commissione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/abbacchio-romano-igp-autorizzazione-organismo-rina-agrifood-s-p-a/">Abbacchio Romano IGP, autorizzazione organismo RINA AGRIFOOD S.p.A</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato RINA AGRIFOOD S.p.A. ad effettuare i controlli per l&#8217;<strong>Abbacchio Romano IGP</strong>, classe 1.1 Carni fresche (e frattaglie), registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 507 della Commissione del 15 giugno 2009. L’autorizzazione di cui all’art. 1 ha durata triennale e decorre dal 16 marzo 2026. D.M. 125702 del 16/03/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24380" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/abbacchio-romano-igp-autorizzazione-organismo-rina-agrifood-s-p-a/">Abbacchio Romano IGP, autorizzazione organismo RINA AGRIFOOD S.p.A</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>[Cortona] Torna Chianina &#038; Syrah 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cortona-torna-chianina-syrah-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento Chianina &#38; Syrah 2026 si terrà a Cortona da venerdì 6 a domenica 8 marzo con tanti eventi volti a promuovere l’eccellenza: protagonista il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP Cortona. Cooking show, talk, conoscenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cortona-torna-chianina-syrah-2026/">[Cortona] Torna Chianina &#038; Syrah 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’evento Chianina &amp; Syrah 2026 si terrà a Cortona da venerdì 6 a domenica 8 marzo con tanti eventi volti a promuovere l’eccellenza: protagonista il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP</em></p>
<p><em>Cortona.</em> Cooking show, talk, conoscenza e qualità: tutto questo è <strong>“Chianina &amp; Syrah”</strong>, che <strong>da venerdì 6 a domenica 8 marzo</strong> accenderà i riflettori su quello che, negli anni, si è dimostrato un connubio perfetto fatto di eccellenza. Protagonista dell’edizione 2026 sarà, come di consueto, il <strong>Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP</strong>, che insieme ai produttori del <strong>Syrah di Cortona DOC</strong> e dei <strong>Syrah d’Italia</strong> porterà tra gli ospiti la qualità della carne certificata, con cooking show e laboratori. Un appuntamento che unirà il gusto alla conoscenza, grazie anche alla presenza di chef stellati che, per l’occasione, prepareranno piatti dai sapori unici. L’evento è aperto al pubblico con <strong>biglietto d’ingresso</strong>, acquistabile al seguente link: <a href="https://boxoffice.terretrusche.com/events/chianina-syrah-2026/">https://boxoffice.terretrusche.com/events/chianina-syrah-2026/</a>. Il programma completo è disponibile sul sito di <strong>Chianina &amp; Syrah</strong>: <a href="https://www.chianinaesyrah.com/">https://www.chianinaesyrah.com/</a>.</p>
<p>“Ancora una volta – commenta <strong>Andrea Petrini</strong>, direttore del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP – torniamo protagonisti di quella che negli anni è diventata una kermesse irrinunciabile per gli amanti del vino e della carne. Cortona per noi è diventata una seconda casa: eventi di questa portata costituiscono palcoscenici naturali che ci consentono di portare tra le persone il gusto e l’eccellenza del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP”.</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.vitellonebianco.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/03/Cs._Vitellone-Bianco-Appennino-Centrale-IGP-a-ChianinaSyrah-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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