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	<title>Campagna Olivicola &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Campagna Olivicola &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>DOP e IGP dell’olio di oliva, più rischi o opportunità di fronte a una crisi di mercato?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-dellolio-di-oliva-piu-rischi-o-opportunita-di-fronte-a-una-crisi-di-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia Olivicola e CIA a Tuttofood 2026: due meeting talk sul futuro dell’olivicoltura italiana: &#8220;Dop e Igp dell’olio di oliva, più rischi o opportunità di fronte a una crisi di mercato?&#8221; e &#8220;L’olio extravergine di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italia Olivicola e CIA a Tuttofood 2026: due meeting talk sul futuro dell’olivicoltura italiana: &#8220;Dop e Igp dell’olio di oliva, più rischi o opportunità di fronte a una crisi di mercato?&#8221; e &#8220;L’olio extravergine di oliva italiano tra crisi geopolitiche e di mercato&#8221;</em></p>
<p>Il momento per l’olio extravergine di oliva italiano è complesso, ma nella crisi non mancano le opportunità, come è emerso nel corso dei talk di Italia Olivicola e CIA a TuttoFood 2026.</p>
<p><strong>Occorre partire dalle Indicazioni Geografiche</strong> che continuano a rappresentare una forza di resilienza del comparto. Secondo i <strong>dati del Report Frantoio Italia dell’ICQRF</strong> al 30 aprile le <strong>DOP/IGP hanno venduto 2.000 tonnellate nel mese</strong>, portando le giacenze a 14 mila tonnellate e proiettando un dato di giacenza zero alla fine della campagna olearia. Vero è che però <strong>continuano a rappresentare il 4-6% del mercato</strong>.</p>
<p>“Le DOP e IGP dell’olio sono una realtà, non una promessa – ha affermato <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale di Qualivita – laddove ci sono Consorzi attivi che funzionano anche i dati commerciali sono positivi. Occorre che le organizzazioni e le Regioni, anche in virtù del recente decreto ministeriale, si coordino per rafforzare il ruolo delle Indicazioni Geografiche.”</p>
<p><strong>Oggi il prezzo medio delle Dop/Igp italiane è in media di 1,5-2 euro/kg superiore a quello dell’extravergine italiano</strong> sui mercati all’ingrosso. Un premio di prezzo che dovrebbe garantire una buona redditività agli olivicoltori e frantoiani ma così non è, come spiega <strong>Luigi Canino</strong>, vicepresidente di Italia Olivicola: “normalmente un differenziale di 2 euro/kg è sufficiente per garantire maggiori margini per il sistema produttivo ma oggi la crisi di mercato che stiamo vivendo, e che ha pochi precedenti a mia memoria, rende insostenibile anche vendere come Dop o Igp. In più il mercato è fermo e questo sta generando ulteriore tensione.”</p>
<p>Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? La resilienza delle indicazioni geografiche dell’olio è ormai una realtà ma contemporaneamente non offre ancora quel premio di prezzo per consentire all’olivicoltura italiana di rilanciarsi in un contesto internazionale sempre più competitivo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.italiaolivicola.it/2026/05/12/15450/" target="_blank" rel="noopener"> ItaliaOlivicola.it</a></p>
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		<title>Olio, premiato il Toscano IGP: qualità preservata dagli olivicoltori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-premiato-il-toscano-igp-qualita-preservata-dagli-olivicoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottimo risultato per gli oli EVO Toscano IGP  alla &#8220;Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;. Il Presidente del Consorzio di tutela, Fabrizio Filippi: “competenza ed esperienza hanno fatto la differenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ottimo risultato per gli oli EVO Toscano IGP  alla &#8220;Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;. Il Presidente del Consorzio di tutela, Fabrizio Filippi: “competenza ed esperienza hanno fatto la differenza in un’annata piena di ostacoli”.</em></p>
<p>Grande successo per il <strong>Toscano IGP</strong> al concorso la &#8220;<em>Selezione degli oli extravergine di oliva DOP e IGP della Toscana&#8221;, </em>concorso che ha messo in competizione i migliori oli DOP e IGP promosso dalla Regione Toscana<span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">. Con 39 etichette sulle 55 finaliste – pari a sette su dieci – si conferma la denominazione più rappresentata. Un segnale chiaro della volontà degli olivicoltori di partecipare e valorizzare la qualità delle proprie produzioni in quella che è considerata, dal mondo dell’olio regionale, una sorta di “Oscar” dell’olio IGP. L’ampia partecipazione delle aziende del Toscano IGP non ha sorpreso il <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/390420/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela</strong></a>, che parla di un “livellamento verso l’alto della qualità degli oli regionali”.</span></span></p>
<p>Lo sottolinea il presidente del Consorzio, <span class="s1"><b><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleEmphasizedBody',serif;">Fabrizio Filippi</span></b></span><span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">: <em>“Il dato che emerge da questa edizione, al di là della straordinaria partecipazione delle imprese del Toscano IGP e dei riconoscimenti ottenuti, è la qualità degli extravergine che gli olivicoltori sono riusciti a portare in bottiglia nonostante una situazione climatica sfavorevole. La scorsa annata non è stata tra le più semplici: piogge abbondanti, rese basse e una presenza diffusa della mosca olearia. Gli ostacoli non sono mancati. È qui che entrano in gioco professionalità, competenza ed esperienza, che hanno fatto la differenza. Senza questo patrimonio, che rende la nostra regione un punto di riferimento mondiale per l’olio di qualità e oggi anche per l’oleoturismo, non avremmo ottenuto questi risultati. Voglio complimentarmi con tutti i colleghi che hanno partecipato: in ogni goccia ci sono identità, territorio, orgoglio e passione”</em>.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0cm; font-width: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-variant-alternates: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-position: normal; font-feature-settings: normal; font-optical-sizing: auto; font-variation-settings: normal;"><span class="s3"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Il <strong>Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP</strong> nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Oggi riunisce quasi 8.000 soci su tutto il territorio regionale, rappresenta circa 7 milioni di piante ed è espressione dell’intera filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori. Il marchio Toscano IGP e il relativo disciplinare garantiscono che tutte le fasi della produzione – dalla raccolta delle olive alla frangitura fino al confezionamento – avvengano in Toscana, per un olio 100% toscano.</span></span></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliotoscanoigp.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s3"><strong>Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP</strong></span></a></p>
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		<title>Riviera Ligure DOP, Innovazione negli oliveti: a Lucinasco il prototipo del progetto DRUPE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riviera-ligure-dop-innovazione-negli-oliveti-a-lucinasco-il-prototipo-del-progetto-drupe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 08:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Consorzio di Tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP un progetto per il monitoraggio intelligente e dati reali per una gestione agronomica più efficiente e sostenibile Il 25 febbraio, presso l’oliveto dimostrativo del Consorzio di Tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal Consorzio di Tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP un progetto per il monitoraggio intelligente e dati reali per una gestione agronomica più efficiente e sostenibile</em></p>
<p>Il 25 febbraio, presso l’oliveto dimostrativo del <strong>Consorzio di Tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP</strong> a Lucinasco, verrà presentato il <strong>prototipo sviluppato nell’ambito del progetto DRUPE</strong>: un sistema avanzato di monitoraggio pensato per supportare in modo operativo la gestione agronomica dell’oliveto.<br />
Non si tratta di teoria, ma di una sperimentazione già applicata in campo, con dati raccolti e analizzati direttamente su piante e suolo del territorio ligure.</p>
<p><strong>Il progetto DRUPE: tecnologia al servizio dell’olivicoltura</strong><br />
Il progetto DRUPE nasce dalla <strong>collaborazione</strong> tra realtà liguri con l’obiettivo di integrare in olivicoltura soluzioni basate sui paradigmi dell’Industria 4.0 e dell’Industrial Internet of Things (IoT).<br />
Cuore del sistema è una rete di sensori installati nell’oliveto dimostrativo, in grado di monitorare in tempo reale:<br />
– <strong>parametri</strong> del suolo (umidità, temperatura, condizioni utili alla gestione irrigua)<br />
– <strong>condizioni</strong> microclimatiche dell’aria<br />
– <strong>stato</strong> fisiologico della piantaI dati raccolti vengono elaborati attraverso modelli di analisi che trasformano le informazioni grezze in indicatori utili per le decisioni agronomiche. In concreto, questo significa poter intervenire in modo più mirato su:<br />
– <strong>difesa</strong> fitosanitaria e fisiopatologica, anticipando condizioni favorevoli allo sviluppo di patogeni<br />
– <strong>nutrizione</strong> della pianta, calibrando meglio gli apporti<br />
– <strong>gestione</strong> dell’irrigazione, evitando sprechi e stress idrici<br />
Un approccio <strong>data-driven</strong> che consente di ottimizzare tempi e risorse, riducendo l’impatto ambientale e migliorando l’efficienza complessiva dell’azienda.</p>
<p><strong>Un modello replicabile per le aziende olivicole</strong><br />
L’obiettivo del progetto non è solo sperimentale. Come sottolineato dal Presidente del Consorzio, Carlo Siffredi, la finalità è <strong>mettere a disposizione delle aziende strumenti concreti per migliorare la gestione agronomica e valorizzare ulteriormente le produzioni, nel rispetto dell’ambiente e delle specificità del territorio ligure.</strong><br />
In un contesto caratterizzato da frammentazione aziendale, pendenze importanti e condizioni pedoclimatiche complesse, la possibilità di disporre di dati puntuali rappresenta un vantaggio competitivo significativo.<br />
L’innovazione, in questo senso, non sostituisce l’esperienza dell’olivicoltore, ma la rafforza: integra competenza e tradizione con strumenti di precisione.</p>
<p><strong>Il programma dell’incontro – 25 febbraio, Lucinasco</strong><br />
La mattinata sarà strutturata come <strong>momento</strong> <strong>tecnico</strong> di <strong>confronto</strong> diretto con il territorio:<br />
Ore 10.00 – Introduzione al progetto e obiettivi (CeRSAA)<br />
Ore 10.30 – Presentazione del prototipo di sistema di raccolta dati e modalità di utilizzo (SISTEM s.r.l., CNR)<br />
Ore 11.30 – Prospettive di impiego a favore delle aziende olivicole (CeRSAA)<br />
Ore 12.00 – Discussione e conclusioni<br />
Durante l’incontro verranno illustrate le modalità di installazione, il funzionamento del sistema, la lettura dei dati e le prospettive applicative concrete per le aziende.</p>
<p><strong>Innovazione e qualità: una direzione strategica</strong><br />
Per una DOP come l’Olio Riviera Ligure, la qualità non è solo un obiettivo, ma un <strong>impegno</strong> continuo. Investire in tecnologie di monitoraggio significa rafforzare la coerenza tra disciplinare, sostenibilità e competitività.<br />
La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: <strong>coniugare identità territoriale e innovazione tecnologica. Il progetto DRUPE rappresenta un passo concreto in questa direzione.</strong></p>
<p>L’incontro è aperto a olivicoltori e operatori del settore interessati ad approfondire le opportunità offerte dalle nuove tecnologie applicate all’olivicoltura.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliorivieraligure.it/news/innovazione-uliveti-liguri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO: eccellente l&#8217;annata 2025</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/chianti-classico-dop-olio-evo-eccellente-lannata-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I primi assaggi del Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO annata 2025 confermano il livello qualitativo raggiunto dalle produzioni olivicole delle colline chiantigiane. Quantità in linea con la media storica Nell’anno che ha segnato le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi assaggi del Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO annata 2025 confermano il livello qualitativo raggiunto dalle produzioni olivicole delle colline chiantigiane. Quantità in linea con la media storica</em></p>
<p>Nell’anno che ha segnato le due ricorrenze dei 50 anni dalla fondazione del Consorzio Olio Chianti Classico e i 25 anni dalla nascita della denominazione Chianti Classico DOP, i primi assaggi della DOP del Gallo Nero confermano l’alto livello qualitativo raggiunto dalle produzioni olivicole delle colline chiantigiane.</p>
<h4><em>CARATTERISTICHE DELL’OLIO DOP  2025</em></h4>
<p><strong>La produzione di olio Chianti Classico 2025 si conferma eccellente</strong> dal punto di vista qualitativo, e la <strong>quantità risulta essere in linea con la media storica</strong> di produzione della DOP del Gallo Nero. Per quel che riguarda le caratteristiche organolettiche, gli oli prodotti ad inizio ottobre privilegiano sentori riconducibili a sensazioni vegetali erbacee, con amaro e piccante intenso al palato, gli oli di metà e fine ottobre si mostrano più complessi e variegati all’olfatto ed equilibrati nel gusto, mentre gli oli prodotti a novembre regalano piacevole balsamicità olfattiva e sapori nei quali prevalgono i gusti di mandorla e pinolo.</p>
<p><strong>La tendenza dei Soci del Consorzio</strong> è quella di affiancare ai consolidati blend di tradizione, le <strong>monocultivar</strong> più diffuse sul territorio: Frantoio, Moraiolo, Correggiolo, Leccio del Corno e Leccino in purezza regalano una gamma di sensazioni olfattive, gustative e tattili molto variegate ed articolate che vanno a completare l’offerta di molte delle aziende associate.</p>
<ul>
<li>N° soci iscritti al Consorzio Olio DOP Chianti Classico nel 2025: <strong>181</strong></li>
<li>N° ettari olivati iscritti nel 2025: <strong>2756,75</strong></li>
</ul>
<p><strong>La stagione invernale che stiamo adesso attraversando</strong>, con molte giornate nelle quali si stanno succedendo temperature minime tra 0°C e meno 6°C, <strong>sta predisponendo favorevolmente la prossima annata produttiva</strong> (il freddo in questo periodo elimina gran parte dei parassiti dell’olivo), siamo quindi fiduciosi che tra qualche mese si possa parlare con soddisfazione anche dell’annata olivicola 2026.</p>
<h4><em>IL CONSORZIO OLIO DOP CHIANTI CLASSICO SEMPRE PIU’ ATTIVO NEL RAPPORTO CON I SOCI</em></h4>
<p>Il Consorzio Olio DOP Chianti Classico assiste i produttori nella loro costante attività rivolta alla creazione di un prodotto che sia espressione di un territorio unico e mantenga sempre alti livelli in quelle componenti che partecipano attivamente alla salvaguardia della nostra salute e regalano al prodotto profumi e sapori riconoscibili e quindi identitari.</p>
<p>L’attività del Consorzio Olio DOP Chianti Classico non si esaurisce però tra gli olivi e nei frantoi, ma allarga il suo raggio d’azione in altri ambiti, promuovendo l’extravergine del Gallo Nero attraverso eventi scientifici e divulgativi in giro per il mondo. A ciò si unisce un’attività di formazione, su temi utili alla crescita professionale, che durante l’anno trascorso ci ha visto realizzare seminari e attività formative nelle aziende.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliodopchianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Olio DOP Chianti Classico</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/02/Comunicato-stampa-5-Olio-DOP-Chianti-Classico.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/chianti-classico-dop-olio-evo-eccellente-lannata-2025/">Chianti Classico DOP &#8211; Olio EVO: eccellente l&#8217;annata 2025</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Puglia, cresce il valore alla produzione degli oli DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/puglia-cresce-il-valore-alla-produzione-degli-oli-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 08:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
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		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude la campagna olearia in Puglia con risultati di grande rilievo: l&#8217;olio Terra di Bari DOP cresce del +62%, il settore a marchio DOP raggiunge gli 82 milioni nella regione. La campagna olearia in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/puglia-cresce-il-valore-alla-produzione-degli-oli-dop/">Puglia, cresce il valore alla produzione degli oli DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si chiude la campagna olearia in Puglia con risultati di grande rilievo: l&#8217;olio Terra di Bari DOP cresce del +62%, il settore a marchio DOP raggiunge gli 82 milioni nella regione.</em></p>
<p>La campagna olearia in Puglia chiude con <strong>risultati di grande rilievo</strong>, segnati da una qualità elevata e da una produzione in recupero, nonostante siccità e fenomeni climatici estremi. A evidenziarlo è <strong>Coldiretti Puglia</strong>, sottolineando come l’olio extravergine regionale continui a rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali. Il <strong>valore alla produzione degli oli DOP</strong> ha raggiunto <strong>82 milioni di euro</strong>, mentre gli extravergini DOP <strong>Terra di Bari</strong> registrano una crescita del <strong>62%</strong>, guidando la classifica nazionale dell’export secondo i dati <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener">Ismea-Qualivita.</a></p>
<p>Accanto al peso economico, viene ribadito anche il ruolo dell’olio extravergine come <strong>elemento centrale della dieta mediterranea</strong> e come alleato della salute. Oltre ai benefici cardiovascolari, recenti evidenze scientifiche collegano il consumo di extravergine alla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson e al rallentamento del declino cognitivo. Una revisione scientifica condotta dall’Università del Molise in collaborazione con Harvard, pubblicata su <em>Nutritional Neuroscience</em>, <strong>ha analizzato 32 studi</strong>, evidenziando il ruolo protettivo dei <strong>polifenoli</strong> come idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale. Risultati analoghi emergono anche dallo studio spagnolo Predimed, che in <strong>15 anni</strong> di osservazione ha rilevato una <strong>riduzione del 40%</strong> del rischio di deficit cognitivi o demenza in chi segue una dieta mediterranea arricchita con circa <strong>1 litro a settimana</strong> di extravergine ad alto contenuto di polifenoli.</p>
<p>Il peso dell’olivicoltura pugliese resta centrale. In regione l’olivo copre oltre <strong>370.000 ettari</strong>, pari al <strong>64%</strong> della superficie agricola utilizzata, coinvolgendo <strong>148.127 aziende</strong>, il <strong>43%</strong> del totale. Il comparto conta <strong>5 oli extravergine DOP</strong> e <strong>1 IGP Olio di Puglia</strong>, con circa <strong>60 milioni di ulivi</strong>, che rappresentano il <strong>40%</strong> della superficie olivetata del Sud Italia, quasi il <strong>32%</strong> di quella nazionale e l’<strong>8%</strong> a livello europeo. La <strong>Produzione Lorda Vendibile</strong> del settore è stimata in circa <strong>1 miliardo di euro</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://buonasera24.it/news/cronaca/909952/olio-pugliese-qualita-al-top-e-produzione-in-ripresa.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Buonasera24.it</strong></a></p>
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		<title>Olio toscano in crescita: produzione raddoppiata, ma incertezza sui dazi USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-toscano-in-crescita-produzione-raddoppiata-ma-incertezza-sui-dazi-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 08:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per Ismea il volume è raddoppiato nel giro di un anno, ma c’è apprensione: gli Stati Uniti assorbono il 42% dell’export. E’ una fase favorevole per la produzione di olio extravergine d’oliva in Toscana, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per Ismea il volume è raddoppiato nel giro di un anno, ma c’è apprensione: gli Stati Uniti assorbono il 42% dell’export.</em></p>
<p>E’ una fase favorevole per la <strong>produzione di olio extravergine d’oliva in Toscana</strong>, ma il rischio dei dazi Usa – per un mercato che da solo assorbe il 42% dell’export regionale di settore – intimorisce i produttori. Potrebbero incidere “purtroppo molto”, secondo Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’agroalimentare, “potrebbero certamente influire sul nostro export, non solo dell’olio”.</p>
<p>E poco consola che un forte <strong>competitor</strong> dell’Italia come la Tunisia abbia avuto, in prima battuta e prima della sospensione decisa repentinamente dal presidente Trump, dazi al 28% contro il 20% imposto alla Ue.</p>
<p>Secondo i <strong>dati di Ismea</strong> illustrati a Firenze in occasione dell’evento della Selezione regionale oli evo Dop e Igp della Toscana, nel quale sono stati premiati 61 prodotti d’eccellenza, la produzione complessiva di olio d’oliva nel 2024 in Toscana è raddoppiata rispetto al 2023 con circa 20mila tonnellate (+101%, dato sorprendente e ben superiore alle aspettative), e una produzione Ig imbottigliata di 2.450.000 tonnellate (+9%).</p>
<p>In regione ci sono<strong> 87mila ettari</strong> ad olivo di cui 27mila a biologico, con rese fra il 12% e il 13%, circa 37mila aziende impiegate, e oltre 400 frantoi attivi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.t24economia.it/art/produzione-di-olio-a-gonfie-vele-in-toscana-in-attesa-dei-dazi-usa" target="_blank" rel="noopener"><strong>t24economia.it</strong></a></p>
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		<title>Invasi dall&#8217;olio straniero mentre l&#8217;Italia è in ritirata</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/invasi-dallolio-straniero-mentre-litalia-e-in-ritirata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 08:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I produttori di olio chiedono standard in linea con la Ue anche dall&#8217;estero L&#8217;olio di oliva italiano perde terreno. La maggiore competizione internazionale e il calo della produzione, con il conseguente aumento dei prezzi, rischiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> I produttori di olio chiedono standard in linea con la Ue anche dall&#8217;estero</em></p>
<p>L&#8217;olio di oliva italiano perde terreno. La maggiore <strong>competizione internazionale</strong> e il <strong>calo della produzione</strong>, con il conseguente <strong>aumento dei prezzi</strong>, rischiano di relegare l&#8217;Italia in posizioni di retrovia rispetto ad altri Paesi del bacino del Mediterraneo.</p>
<p>L&#8217;extravergine made in Italy non consente di soddisfare la domanda interna e le esportazioni. Crescono le <strong>importazioni</strong>, anche di olio extra Ue, che fanno aumentare i rischi di frodi. Uno studio recente di Ismea, l`Istituto di servizi per il mercato agricolo agroalimentare, evidenzia che negli ultimi due anni è cambiato completamente lo scenario.</p>
<p><strong>Italia e Spagna</strong> rappresentano il <strong>60% della produzione mondiale</strong> (l&#8217;Italia il 15%) e l&#8217;80% dell&#8217;export mondiale (20% l&#8217;Italia). Nell`ultimo biennio la Spagna è passata da 1,7 milioni a circa 600-800mila tonnellate, tornando a 1,3 milioni di tonnellate nell`annata 2024-25.</p>
<p>Nella stessa <strong>campagna</strong>, in cui si segnala un aumento del 35% della produzione mondiale, l&#8217;<strong>Italia</strong> potrebbe scendere dal secondo al quinto posto nella classifica dei produttori. Alle spalle della Spagna, dovrebbero piazzarsi Turchia, Tunisia e Grecia.</p>
<p>La produzione di olio in Italia nel 2024 dovrebbe raggiungere &#8211; i dati non sono ancora definitivi &#8211; le <strong>244mila tonnellate</strong>. Rispetto al 2023, il <strong>calo è del 26%</strong>. A pesare sono gli effetti degli eventi climatici estremi, in particolare i lunghi periodi di siccità, che hanno colpito il Meridione.</p>
<p>I risultati migliori ottenuti al <strong>Nord</strong> non compensano la perdita di prodotto, considerato che al <strong>Sud</strong> la sola Puglia, dove migliaia di ulivi sono abbattuti perché attaccati dal batterio della xylella, copre la metà della produzione nazionale. La situazione di difficoltà è ormai strutturale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>A&amp;F &#8211; La Repubblica</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Toscana, Olio EVO: costi e prezzi in crescita. E c&#8217;entra la crisi climatica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/toscana-olio-evo-costi-e-prezzi-in-crescita-e-centra-la-crisi-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 08:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l&#8217;olio EVO Le piogge abbondanti hanno generato una situazione migliore in Toscana rispetto ad altri territori. Ma ha creato anche dei problemi di resa. In Toscana le cause principali di questo aumento di costi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per l&#8217;olio EVO Le piogge abbondanti hanno generato una situazione migliore in Toscana rispetto ad altri territori. Ma ha creato anche dei problemi di resa.</em></p>
<p>In Toscana le <strong>cause principali di questo aumento di costi e prezzi</strong>, come spiegano alcuni produttori di olio, includono il calo della produzione, dovuto alle <strong>condizioni climatiche avverse</strong>. L’ultima raccolta delle olive, quella dello scorso autunno, è iniziata con molte difficoltà: l’andamento climatico (troppe piogge o siccità) non aiuta. A livello nazionale non c’è stata una grande produzione anche se in Toscana è andata meglio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><em>«L’annata olearia 2024 – spiega il presidente del <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/390420/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP</strong></a>, <strong>Fabrizio Filippi </strong>– è stata caratterizzata da una produzione importante di olive, superiore alla media stagionale, che però non ha trovato riscontro in frantoio. Le olive erano belle e sane ma anche molto grandi. Le olive però non erano piene di olio ma dell’acqua assorbita durante le precipitazioni cadute proprio a ridosso e durante il periodo di raccolta».</em></p>
<p>Poco olio EVO, possibili rincari del prezzo. <em>«Le rese, ovvero i litri di olio che sono stati effettivamente prodotti spremendo un determinato quantitativo di olive, sono state al di sotto delle attese anche di 3 punti e mezzo rispetto alle medie degli scorsi anni. Dal 13%/14% siamo scesi intorno al 9%/10% quando a volte anche sotto. Quelli che sono aumentati sono però i costi perché si basano sul peso delle olive sia nella fase della raccolta che in quella della frangitura – aggiunge il <strong>presidente del Consorzio di Tutela</strong> – Il calo di produzione nell’area del Mediterraneo ha permesso al nostro Toscano Igp (Indicazione geografica protetta) , proprio grazie ad una buona annata, di essere molto richiesto e come conseguenza ben remunerato andando, in parte a compensare, gli alti costi»</em>. In Toscana gli aumenti sono stati in media inferiori a quelli nazionali.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.iltirreno.it/toscana/2025/01/19/news/olio-in-toscana-in-un-anno-il-prezzo-e-aumentato-del-25-e-c-entra-la-crisi-climatica-1.100648678" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Tirreno</strong></a></p>
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		<title>Toscano IGP &#8211; Olio EVO: boom richieste certificazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-evo-toscano-igp-boom-richieste-certificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela chiude un 2024 positivo: 50 mila quintali di olio avviati verso percorso certificazione Toscano IGP. Rese basse e costi di produzione in aumento: stabile il prezzo. Debutto nel 2025 per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-evo-toscano-igp-boom-richieste-certificazione/">Toscano IGP &#8211; Olio EVO: boom richieste certificazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela chiude un 2024 positivo: 50 mila quintali di olio avviati verso percorso certificazione Toscano IGP. Rese basse e costi di produzione in aumento: stabile il prezzo. Debutto nel 2025 per il Qr code<br />
</em></p>
<p><strong>Identità, qualità, territorio e tracciabilità</strong>. Boom di richieste per ottenere il bollino Toscano IGP. La costante crescita della domanda di olio Toscano IGP nel mondo unita alla buona tenuta del prezzo e alla positiva stagione olivicola, malgrado rese più basse delle previsioni, hanno fatto schizzare le domande di certificazione da parte degli olivicoltori della Toscana.</p>
<p>L’olio extravergine di oliva atto a divenire Toscano IGP potrebbe raggiugere i <strong>50 mila quintali</strong>: una soglia, se confermata, superiore a quella del 2023 quando i quintali effettivamente certificati erano stati 32 mila a fronte di un’annata non certo memorabile e dei 42 mila del 2022.</p>
<p>Un processo, quello  dell’autenticazione del percorso di produzione dalla pianta alla bottiglia, previsto dal rigido disciplinare e da lavoro del <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/390420/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela</strong></a> che si occupa della difesa, della promozione e della valorizzazione del prodotto e del marchio, che permette di apporre sul collo delle bottiglie il marchio Toscano IGP, diventato per il consumatore insieme ad un elemento immediato di riconoscibilità, un elemento di fiducia e distintività in termini di <strong>qualità</strong>, <strong>tracciabilità  trasparenza</strong> e soprattutto di un’area di produzione ben definita: la Toscana.</p>
<p>A cristallizzare l’annata appena conclusa e tracciare la nuova rotta sulle <strong>strategie di promozione del Toscano IGP</strong> è stato l’ultimo consiglio annuale del Consorzio di Tutela guidato da <strong>Fabrizio Filippi</strong>.</p>
<p><em>“Il Toscano è un prodotto ad Indicazione Geografica di Origine ma ha, a tutti gli effetti, un disciplinare da Denominazione di Origine Protetta. Quindi regole e paletti molto rigidi e severi: tutto il processo produttivo che deve svolgersi all’interno della Regione Toscana </em>– spiega il presidente <strong>Fabrizio Filippi</strong><em>. Per facilitare il consumatore abbiamo introdotto, ormai molti anni fa, tra i primi a metterla a disposizione dei consumatori, l’etichetta parlante che è presente sul collo di ogni bottiglia: uno strumento che mette in trasparenza il processo produttivo e che sarà integrato, nel 2025, anche da un QR Code integrativo con molte altre utili informazioni per l’utente. Vogliamo dare al consumatore nuovi, più moderni e veloci mezzi per conoscere l’autenticità di quel prodotto che sta acquistando senza alcuna possibilità di errore o dubbio”</em>.</p>
<p>La raccolta per il Toscano IGP si è chiusa, come da disciplinare, il 15 dicembre 2024. <em>“Questa annata olearia è stata caratterizzata da una produzione importante di olive, superiore alla media stagionale, che però non ha trovato riscontro in frantoio. Le olive erano belle e sane ma anche molto grandi. Questo farebbe pensare ad una super produzione di olio, purtroppo non è stato così. Le olive non erano piene di olio ma dell’acqua  assorbita durante le precipitazioni cadute proprio a ridosso e durante il periodo di raccolta. Le rese, ovvero i litri di olio che sono stati effettivamente prodotti spremendo un determinato quantitativo di olive, sono state al di sotto delle attese anche di 3 punti e mezzo rispetto alle medie degli scorsi anni. Dal 13%/14% siamo scesi intorno al 9%/10% quando a volte anche sotto. L’addizione più olio più olive non è stata rispettata; quelli che sono aumentati sono però i costi perché si basano sul peso delle olive sia nella fase della raccolta che in quella della frangitura </em><strong>– spiega il presidente del Consorzio di Tutela Filippi</strong><em> – Il calo di produzione nell’area del Mediterraneo ha permesso al nostro Toscano IGP, proprio grazie ad una buona annata, di essere molto richiesto e come conseguenza ben remunerato andando, in parte a compensare, gli alti costi in questo senso non trova giustificazione il tentativo di alcuni player commerciali di abbassare il prezzo all’ingrosso del Toscano IGP. Il prezzo è perfettamente allineato ad un mercato dove sono domanda ed offerta a dettare le regole”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliotoscanoigp.it/categoria/news/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-evo-toscano-igp-boom-richieste-certificazione/">Toscano IGP &#8211; Olio EVO: boom richieste certificazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia dell&#8217;olio arretra ancora: produzione in calo del 32% annuo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/litalia-dellolio-arretra-ancora-produzione-in-calo-del-32-annuo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 08:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna Olivicola]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[TREND2024]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;olivicolo-oleario è un settore di punta del made in Italy, ma il paese è ormai il 5° produttore di olio Quello olivicolo-oleario è storicamente uno dei settori di punta della produzione agroalimentare nazionale, tuttavia, negli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/litalia-dellolio-arretra-ancora-produzione-in-calo-del-32-annuo/">L&#8217;Italia dell&#8217;olio arretra ancora: produzione in calo del 32% annuo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L&#8217;olivicolo-oleario è un settore di punta del made in Italy, ma il paese è ormai il 5° produttore di olio</em></p>
<p>Quello olivicolo-oleario è storicamente uno dei settori di punta della produzione agroalimentare nazionale, tuttavia, negli ultimi anni, gli operatori riscontrano una <strong>flessione nell&#8217;andamento economico</strong> per la perdita di redditività dovuto al decremento produttivo dell&#8217;olio ed agli alti costi.</p>
<p>La <strong>produzione</strong> di olio d&#8217;oliva in Italia è, infatti, in <strong>calo strutturale</strong>: negli ultimi anni quella <strong>media</strong> è stata di circa <strong>330 mila tonnellate</strong> contro le oltre 500 mila del triennio 2010-2012.</p>
<p>Anche la <strong>campagna in corso</strong>, del resto, non ha premiato il nostro Paese che stando alle ultime stime, perde un terzo dei quantitativi rispetto allo scorso anno e chiude il 2024 con circa 224 mila tonnellate di olio di oliva (<strong>-32%</strong>).</p>
<p>Nel resto dei Paesi produttori ed in particolare nel Bacino Mediterraneo, invece, l`andamento è positivo e la <strong>produzione globale sarà maggiore del 30%</strong> e del 12% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.</p>
<p>Per effetto dell&#8217;<strong>alternanza produttiva</strong>, ma anche dei <strong>cambiamenti climatici</strong>, il nostro Paese per la prossima campagna, sulla base dei dati <a href="https://www.internationaloliveoil.org/il-coi/?lang=it" target="_blank" rel="noopener">COI</a> (Consiglio Oleicolo Internazionale), sarà il <strong>quinto produttore al mondo</strong> dopo la Spagna (1.290 mila tonnellate, +51%), la Turchia (450 mila tonnellate, +109%) la Tunisia (340 mila tonnellate, +55%) e la Grecia (250 mila tonnellate,+ 43%).</p>
<p>La capacità produttiva della filiera olivicola-olearia italiana nel corso degli ultimi anni è stata limitata da ripetuti <strong>episodi critici</strong>.In particolare, sono stati sempre più evidenti <strong>fenomeni climatici stagionali estremi</strong>, si sono ampiamente diffuse varietà di <strong>insetti alloctoni</strong> di cui non si conoscono pienamente le modalità d`interazione e d`impatto con l`olivicoltura, sono venuti a <strong>mancare prodotti fitosanitari collaudati</strong> e sono fortemente aumentati i <strong>costi</strong><br />
per le <strong>materie</strong> <strong>prime</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/litalia-dellolio-arretra-ancora-produzione-in-calo-del-32-annuo/">L&#8217;Italia dell&#8217;olio arretra ancora: produzione in calo del 32% annuo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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