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	<title>biodistretto &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>biodistretto &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Debutto internazionale per l&#8217;Agnello di Sardegna IGP biologico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/debutto-internazionale-per-lagnello-di-sardegna-igp-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 08:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla sinergia tra il Contas e il Distretto Bio di Sardegna, arriva il debutto internazionale per l&#8217;Agnello di Sardegna IGP biologico Arriva ufficialmente l’Agnello biologico a marchio Igp di Sardegna presentato nei giorni scorsi al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla sinergia tra il Contas e il Distretto Bio di Sardegna, arriva il debutto internazionale per l&#8217;Agnello di Sardegna IGP biologico</em></p>
<p>Arriva ufficialmente <strong>l’Agnello biologico a marchio Igp di Sardegna</strong> presentato nei giorni scorsi al Tuttofood di Milano. Si rafforza infatti la <strong>collaborazione tra il Consorzio di Tutela dell’Agnello di Sardegna Igp (Contas) e il Distretto Bio di Sardegna</strong> grazie al prodotto della tradizione sarda che traina il mercato delle carni a marchio in Italia e in Europa: un’unione di intenti che ha preso forma e spazio all’interno della manifestazione fieristica milanese dedicata al cibo, tra le più importanti al mondo.</p>
<p>Al padiglione 18 nello stand 17, grazie al contributo del Masaf per la promozione dei distretti biologici è stato possibile fare un viaggio culinario tra le eccellenze bio della Sardegna che per l’occasione hanno accompagnato piatti a base della pregiata carne. In cucina il cuoco contadino Antonio Demontis, dell’agriturismo Su Recreu di Ittiri (Ss). In rappresentanza del Distretto Bio il presidente Andrea Campurra, mentre per il Contas direttore e presidente, ossia Alessandro Mazzette e Battista Cualbu.</p>
<p>“E stata questa un’importante occasione per il Distretto – spiega <strong>Andrea Campurra presidente del Distretto Biologico Sardegna Bio</strong> – per presentarsi, insieme alle aziende che lo compongono, in un contesto internazionale che può aprire importanti sbocchi nei mercati esteri. Con i fondi messi a disposizione dal Ministero per il biologico stiamo lavorando per promuovere il biologico e le eccellenze dell’agroalimentare della Sardegna”.</p>
<p>Visitatori conquistati dai sapori sardi e incuriositi dal <strong>debutto ufficiale dell’agnello bio Igp di Sardegna</strong>, una nuova sfida per i produttori sardi che portando sul mercato un prodotto certificato bio metteranno a disposizione del consumatore un prodotto rispondente a fette di mercato sempre crescenti e attente alla sostenibilità. La carne d’Agnello Igp di Sardegna, grazie al grande lavoro di promozione continua a crescere nelle vendite, per questo “partecipare a TuttoFood 2025 – commenta <strong>Battista Cualbu</strong> &#8211; significa continuare su una strada già tracciata e che porta ottimi risultati. Portiamo il nostro impegno e la nostra tradizione su un palcoscenico internazionale”.</p>
<p>“Questa è stata l’occasione per raccontare l’alto valore della sostenibilità e della filiera biologica – spiega invece <strong>Alessandro Mazzette</strong> &#8211; dimostrando come l&#8217;innovazione possa convivere con la tradizione per offrire prodotti autentici e salutari&#8221;.</p>
<p>La presenza congiunta del Consorzio e del Distretto Sardegna Bio a <strong>TuttoFood 2025</strong> è stata accompagnata da degustazioni, incontri con esperti del settore e iniziative rivolte alla promozione dei prodotti sardi su scala globale. Iniziativa che ha preceduto di qualche ora la partecipazione del consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna Igp all’altra grande occasione fieristica che si inaugurava a Rimini: la Macfruit 2025, una delle fiere più importanti dedicate all’ortofrutta a livello europeo, contraddistinta quest&#8217;anno dal messaggio “La salute vien mangiando e l’ortofrutta è alla base della sana alimentazione”.</p>
<p>Fonte:<a href="https://agnellodisardegnaigp.eu/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna IGP</strong></a></p>
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		<title>Riconosciuto in Valtellina il primo Distretto Biologico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riconosciuto-in-valtellina-il-primo-distretto-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 08:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riconosciuto in Valtellina il primo Distretto Biologico, l`area di 1,900 ettari di superficie vanta 15 aziende agricole e tre operatori di filiera. Sono circa 3.500 le imprese lombarde che si dedicano all&#8217;agricoltura biologica, tra produttori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riconosciuto in Valtellina il primo Distretto Biologico, l`area di 1,900 ettari di superficie vanta 15 aziende agricole e tre operatori di filiera.</em></p>
<p>Sono circa <strong>3.500 le imprese lombarde che si dedicano all&#8217;agricoltura biologica</strong>, tra produttori e trasformatori, mentre l&#8217;area totale destinata a questo tipo di agricoltura ammonta a 56.500 ettari.</p>
<p>Una realtà, quella del biologico, sempre più importante per il nostro territorio, ma ancora lontana dai numeri degli altri Paesi europei. Per questo <strong>la Regione ha rafforzato il suo impegno per favorire una crescita</strong> sempre più consistente di un&#8217;agricoltura libera da fertilizzanti e prodotti chimici e dunque rispettosa degli ecosistemi.</p>
<p>IL primo importante risultato in questo senso è il riconoscimento ufficiale del <strong>Distretto Biologico della Valtellina</strong>, con sede nel Comune di Chiuro (Sondrio). Si tratta di un&#8217;associazione di promozione sociale (APS) senza scopo di lucro, che si propone di <strong>promuovere, diffondere e sostenere i metodi e i principi di produzione biologica</strong> come modello di sviluppo sostenibile nel territorio valtellinese.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera &#8211; Bergamo</strong></p>
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		<title>Banca MPS e Distretto Biologico della Maremma Toscana a sostegno delle aziende agroalimentari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/banca-mps-e-distretto-biologico-della-maremma-toscana-a-sostegno-delle-aziende-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 06:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Banca MPS e Distretto Biologico della Maremma, firmato un accordo per accompagnare lo sviluppo delle imprese associate, favorire gli investimenti e semplificare l’accesso al credito. Banca Monte dei Paschi di Siena e il Distretto Biologico della Maremma Toscana hanno firmato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Banca MPS e Distretto Biologico della Maremma, firmato un accordo per accompagnare lo sviluppo delle imprese associate, favorire gli investimenti e semplificare l’accesso al credito.</em></p>
<p><strong>Banca Monte dei Paschi di Siena</strong> e il <strong>Distretto Biologico della Maremma</strong><strong> Toscana </strong>hanno firmato a Grosseto un <strong>accordo per sostenere le imprese associate operanti nel settore agroalimentare</strong> attraverso un percorso di collaborazione teso a favorirne la crescita e supportare le iniziative di sviluppo per competere all’estero.</p>
<p>L’accordo mira così a migliorare la capacità di investimento e <strong>semplificare le procedure per l’accesso al credito delle aziende biologiche presenti nei territori della Maremma grossetana e della Bassa Maremma</strong>, con l’obiettivo di promuovere l’agricoltura biologica tutelando tradizioni, tipicità locali e valori della sostenibilità ambientale. Un impegno che Mps porta avanti da tempo, come <a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>banca di riferimento per il settore agrifood e della DOP Economy in Italia</strong></a>, per aumentare la qualità, favorire la sostenibilità ed accompagnare la transizione ecologica.</p>
<p>Nel dettaglio, l’accordo prevede l’offerta di consulenze specialistiche da parte della Banca attraverso il centro MPS Agroalimentare di Grosseto, il sostegno a progetti volti alla costituzione e valorizzazione delle filiere e delle reti di impresa e la promozione della diffusione di una cultura finanziaria con l’obiettivo di stimolare l’innovazione del comparto agricolo e agroalimentare territoriale. Banca Mps, inoltre, mette a disposizione delle aziende associate una consulenza specializzata in ambito di finanza agevolata ed offre il proprio supporto in eventuali processi di internazionalizzazione, affiancando le piccole e medie imprese nel percorso di transizione ambientale e digitale.</p>
<p>“La Maremma è un territorio particolarmente rilevante per Banca Mps che qui affonda le sue origini e la sua storia. L&#8217;accordo con il Distretto Biologico conferma la forza del legame con queste terre e rappresenta un passo significativo verso il potenziamento del settore agricolo locale anche in chiave sempre più green – ha dichiarato <strong>Alessandro Faienza</strong>, <strong>Responsabile Direzione Territoriale Imprese e Private Toscana Sud di Banca Mps</strong> -. Attraverso i centri agroalimentari e una consulenza specialistica Banca Mps propone nuove soluzioni dedicate alle imprese del comparto per aumentare la qualità delle produzioni tipiche, con particolare attenzione allo sviluppo delle filiere biologiche e della DOP Economy, vero volano di crescita di quel territorio e del nostro Paese”.</p>
<p>Viva soddisfazione anche da parte del <strong>presidente del <a href="https://distrettobiologicomaremma.com/" target="_blank" rel="noopener">Distretto Biologico della Maremma Toscana</a> Antonfrancesco Vivarelli Colonna</strong> che ha commentato: “L’accordo con Banca Monte dei Paschi di Siena non solo rappresenta un passo significativo per il nostro Distretto, ma si inserisce anche in un più ampio progetto di promozione del territorio e dell&#8217;agricoltura biologica e sostenibile. L&#8217;accordo ci permetterà di offrire alle imprese associate un accesso facilitato al credito, consulenze specialistiche e supporto nella costituzione e valorizzazione delle reti di impresa. Inoltre, la consulenza in ambito di finanza agevolata e il supporto nei processi di internazionalizzazione offerti da Banca Mps saranno cruciali per accompagnare le piccole e medie imprese nel percorso di transizione, permettendo loro di competere efficacemente sul mercato. Siamo, dunque, entusiasti di questa nuova collaborazione e fiduciosi che insieme possiamo raggiungere importanti traguardi e creare un futuro più verde e prospero per la Maremma”.</p>
<p>L’accordo si inserisce nella più <strong>ampia strategia di Banca Monte dei Paschi di Siena a sostegno del settore agroalimentare e della DOP Economy</strong> a livello nazionale. Attraverso i suoi 15 centri specialistici, dislocati nelle aree a maggior vocazione agricola del Paese, la Banca promuove un modello di interazione con i distretti e le imprese agricole capace di rispondere in modo mirato alle diverse necessità degli operatori del settore e delle filiere ad esso collegate, con particolare attenzione allo <strong>sviluppo dei distretti rurali DOP e IGP</strong> che rappresentano un’eccellenza del <strong>Made in Italy</strong> e un elemento distintivo delle produzioni nazionali di qualità.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.mps.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Banca Monte dei Paschi di Siena SpA MPS</strong></a> e <strong><a href="https://distrettobiologicomaremma.com/2024/05/09/grosseto-firmato-laccordo-tra-banca-monte-dei-paschi-e-il-distretto-biologico-della-maremma/" target="_blank" rel="noopener">Distretto Biologico della Maremma Toscana</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/05/20240508-CS-Accordo-Banca-MPS-Distretto-Biologico-Maremma-Toscana.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2024 nascerà il Distretto biologico del vino Montecucco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-2024-nascera-il-distretto-biologico-del-vino-montecucco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 08:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio tutela vini Montecucco: &#8220;Il Distretto punta sul biologico a 360 gradi con approccio eco-compatibile e nel rispetto dell’ambiente: produzione di vino, olio, miele e di tutte le colture,  allevamenti biologici e turismo ecosostenibile&#8221;. “A [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio tutela vini Montecucco: &#8220;Il Distretto punta sul biologico a 360 gradi con approccio eco-compatibile e nel rispetto dell’ambiente: produzione di vino, olio, miele e di tutte le colture,  allevamenti biologici e turismo ecosostenibile&#8221;.</em></p>
<p>“A breve sarà ufficializzata la nascita del <strong>Distretto biologico Montecucco</strong>: stiamo ultimando gli ultimi passaggi tecnici ma contiamo di vederlo <strong>attivo già all’inizio del 2024</strong>” Lo ha annunciato il <strong>vicepresidente del Consorzio di Tutela Montecucco Doc e Docg, Giampiero Pazzaglia</strong>, dg della Cantina ColleMassari promotrice del progetto, che coinvolgerà i Comuni di produzione della DO: Cinigiano, Seggiano, Campagnatico, Roccalbegna, Civitella Paganico, Arcidosso, Castel del Piano, in <strong>provincia di Grosseto</strong>.</p>
<p>“Il Distretto punta sul <strong>biologico a 360 gradi</strong> – ha spiegato Pazzaglia – abbracciando tutti gli aspetti produttivi, le attività e i servizi realizzati con approccio eco-compatibile e nel pieno rispetto dell’ambiente: quindi dalla <strong>produzione di vino, olio, miele e di tutte le colture</strong>, fino agli <strong>allevamenti biologici</strong> e al <strong>turismo ecosostenibile</strong>”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://askanews.it/2023/12/13/vino-consorzio-nel-2024-nascera-il-distretto-biologico-montecucco/" target="_blank" rel="noopener">Askanews.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Biodistretti, Argentati (Distretto Agrumi Sicilia): &#8220;definire ruoli per crescita del territorio&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/biodistretti-argentati-distretto-agrumi-sicilia-definire-ruoli-per-crescita-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 16:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Distretti biologici siciliani: L&#8217;appello della presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, Federica Argentati: necessità di stabilire i ruoli e di rispettarli, per evitare sovrapposizioni e conflitti. Nel corso del primo incontro con i distretti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Distretti biologici siciliani: L&#8217;appello della presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, Federica Argentati: necessità di stabilire i ruoli e di rispettarli, per evitare sovrapposizioni e conflitti.</em></p>
<p>Nel corso del primo incontro con i <strong>distretti biologici siciliani</strong>, organizzato dal <strong>CREA</strong> con il supporto della <strong>Rete Rurale Nazionale</strong>, presso il Dipartimento Agricoltura dell’Assessorato regionale, la <strong>presidente del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, Federica Argentati</strong>, ha sollevato fondamentali questioni sulla coesistenza e la funzionalità delle varie tipologie di strumenti che operano sugli stessi territori, (distretti del cibo, distretti produttivi, consorzi di tutela, biodistretti, GAL, e così via.). L&#8217;appello centrale della Argentati è la <strong>necessità di stabilire definitivamente i ruoli</strong> e di rispettarli, per evitare sovrapposizioni e conflitti.</p>
<p>&#8220;In questo panorama ampio di strumenti come quelli su elencati, – afferma Argentati &#8211; che a mio avviso sono più che positivi perché creano laboriosità territoriale, nonché un esercizio da parte delle comunità nello sperimentare diversi percorsi, tuttavia, è <strong>necessaria una seria riflessione sul loro scopo finale</strong>: tutte queste dinamiche stimolano davvero l’operosità o rischiano di generare confusione che a volte diventa paralizzante e soprattutto uno spreco di energie per <strong>contrastare conflitti</strong> spesso strumentali e posizioni individualistiche?&#8221;.</p>
<p>Proprio nel corso del workshop odierno, Federica Argentati ha pubblicamente espresso la sua <strong>sorpresa riguardo alle recenti dimissioni del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong> dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia: “Tale decisione – dice Argentati &#8211; è stata accolta con non poco stupore, non capisco infatti come non ci si renda conto del ruolo fondamentale che ha svolto e continua a svolgere il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia per gli agrumi e anche per i consorzi di tutela, considerando il tangibile contributo offerto dal Distretto nel corso di 15 anni di attività. Durante questo periodo, si sono susseguiti vari <strong>presidenti dei Consorzi di tutela, con i quali abbiamo portato avanti numerosi progetti di successo</strong> a favore della produzione agrumicola siciliana. Si è instaurata una proficua collaborazione con molteplici iniziative che sono state realizzate a sostegno di obiettivi concordati e sottoscritti nel patto di sviluppo approvato dalla Regione. Risultati, questi, legati alla capacità di fare squadra, una squadra che la nuova presidenza del Consorzio Arancia rossa si sta prendendo la responsabilità di interrompere”.</p>
<p>&#8220;I <strong>Distretti</strong> – continua la presidente del Distretto Agrumi sulla base della sua decennale esperienza &#8211; <strong>possono crescere solo se enti e imprese</strong>, in particolare quelle più strutturate, <strong>coltivano il senso di comunità che va oltre il legittimo profitto d&#8217;impresa</strong>. È urgente riflettere su come possiamo focalizzarci su un approccio collaborativo e sinergico. In tale direzione va la scelta del Distretto di adottare un approccio pragmatico, collaborando con altre realtà e aderendo, ad esempio, al Distretto delle filiere dei territori in rete, senza istituire un ulteriore distretto del cibo, poiché crediamo che a volte sia necessario un passo non indietro, ma di lato. In tale direzione, il <strong>Distretto Agrumi fa parte del Distretto del cibo e della Consulta nazionale</strong>, lavorando in modo sinergico con numerosissime altre realtà territoriali, anche a livello nazionale” conclude Argentati.</p>
<p>Nel merito dei biodistretti, per <strong>Aiab Sicilia</strong>, è intervenuto <strong>Francesco Ancona, consigliere del Distretto Agrumi con delega al bio</strong>: &#8220;Nel contesto siciliano, dove la produzione biologica si afferma al vertice in Italia, <strong>il biodistretto emerge come uno strumento prezioso per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio</strong> attraverso le diverse produzioni biologiche. Una sfida peculiare in Sicilia è rappresentata dal divario tra la nostra eccellenza come produttori e il basso consumo interno. Mentre a livello nazionale si registra una diminuzione del 6% nei consumi, la Sicilia evidenzia un preoccupante calo del 19% nell&#8217;ultimo anno. Questo dato incide in modo significativo sulle piccole e medie imprese, che sono il cuore pulsante dell&#8217;economia biologica regionale. Pertanto, l&#8217;istituzione di un biodistretto rappresenterebbe un passo avanti significativo, promuovendo un approccio virtuoso al consumo e alla produzione sostenibile&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.distrettoagrumidisicilia.it/" target="_blank" rel="noopener">Distretto Agrumi di Sicilia</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/biodistretti-argentati-distretto-agrumi-sicilia-definire-ruoli-per-crescita-del-territorio/">Biodistretti, Argentati (Distretto Agrumi Sicilia): &#8220;definire ruoli per crescita del territorio&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il territorio del Conegliano Valdobbiadene verso il Biodistretto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-territorio-del-conegliano-valdobbiadene-verso-il-biodistretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 08:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[biodistretto]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=412693</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sta per giungere a compimento il percorso che porterà alla nascita del Biodistretto Conegliano Valdobbiadene, iniziativa promossa dal comune di Conegliano e capofila delle attività assieme al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Un riconoscimento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-territorio-del-conegliano-valdobbiadene-verso-il-biodistretto/">Il territorio del Conegliano Valdobbiadene verso il Biodistretto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sta per giungere a compimento il percorso che porterà alla nascita del Biodistretto Conegliano Valdobbiadene, iniziativa promossa dal comune di Conegliano e capofila delle attività assieme al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Un riconoscimento ambito e del tutto meritato.</em></p>
<p>Il comitato promotore sta completando la stesura dello Statuto e dell’Atto Costitutivo: mancano le ultime formalità e poi la pratica passa agli Organi regionali per l’approvazione. Come recita lo statuto, scopo del biodistretto è di “promuovere la diffusione del metodo di agricoltura biologica anche come progetto culturale e come modello di gestione sostenibile delle risorse” organizzando studi ed iniziative diretti alla tutela e alla valorizzazione della natura, del paesaggio, dell’agricoltura e della viticoltura, con particolare riguardo alla comunità di riferimento.</p>
<p>Il <strong>Direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Diego Tomasi</strong>, di concerto con il <strong>Presidente Elvira Bortolomiol</strong> afferma: “Biologico non è solo vigneto (ad oggi il 5% del vigneto delle colline è bio), ma un insieme di altre attività che sottostanno ad una certificazione molto stringente che mira diritto alla sostenibilità. Il nostro territorio lo permette perché è ricco di biodiversità e a confermarlo sono i dati emersi da una recente indagine condotta dall’Università di Firenze che vede la presenza percentuale del bosco pari al 57% della superficie, seguito dal vigneto 30%, altri usi agricoli 9% e infine 4% di aree urbane. Il riconoscimento del Biodistretto Conegliano Valdobbiadene, dimostra l’impegno verso una svolta significativa e diretta sul territorio, attraverso un lavoro sinergico tra le aziende, gli enti locali, gli organismi pubblici e privati”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cittadelvino.it/articolo.php?id=NzI3Mw==" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.cittadelvino.it</a></p>
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		<title>Il territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOP vola verso il Biodistretto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-territorio-del-conegliano-valdobbiadene-prosecco-dop-vola-verso-il-biodistretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 08:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[biodistretto]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta per giungere a compimento il percorso che porterà alla nascita del Biodistretto Conegliano Valdobbiadene, iniziativa promossa dal comune di Conegliano, capofila delle attività assieme al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Un riconoscimento ambito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sta per giungere a compimento il percorso che porterà alla nascita del <strong>Biodistretto Conegliano Valdobbiadene</strong>, iniziativa promossa dal comune di Conegliano, capofila delle attività assieme al Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Un riconoscimento ambito e del tutto meritato. Il comitato promotore sta completando la stesura dello Statuto e dell’Atto Costitutivo: mancano le ultime formalità e poi la pratica passa agli Organi regionali per l’approvazione.</em></p>
<p>Come recita lo statuto, scopo del biodistretto è di “promuovere la diffusione del metodo di agricoltura biologica anche come progetto culturale e come modello di gestione sostenibile delle risorse” organizzando studi ed iniziative diretti alla tutela e alla valorizzazione della natura, del paesaggio, dell’agricoltura e della viticoltura, con particolare riguardo alla comunità di riferimento.<br />
Un percorso virtuoso quello del biologico che ha portato, negli ultimi anni, ad assistere ad un forte impegno da parte delle aziende comprese nei 15 comuni dell’area di Conegliano – Valdobbiadene, tanto che oggi si contano <strong>156 aziende certificate biologiche</strong> delle quali:</p>
<ul>
<li><strong>89</strong> sono aziende vitivinicole di cui <strong>oltre la metà associate al Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG</strong>;</li>
<li><strong>67</strong> sono aziende di vari settori tra i quali i più rappresentati sono le coltivazioni di frutta e verdura, cereali, legumi da granella e semi oleosi, allevamento di bovini da latte, apicoltura, pane e prodotti da forno, industria lattiero-casearia.</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;"></li>
</ul>
<p>Il Direttore del <a href="https://www.prosecco.it/it/consorzio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco, <strong>Diego Tomasi</strong>, di concerto con il Presidente <strong>Elvira Bortolomiol</strong> afferma “<em>Biologico non è solo vigneto (ad oggi il 5% del vigneto delle colline è bio), ma un insieme di altre attività che sottostanno ad una certificazione molto stringente che mira diritto alla sostenibilità. Il nostro territorio lo permette perché è ricco di biodiversità e a confermarlo sono i dati emersi da una recente indagine condotta dall’Università di Firenze che vede la presenza percentuale del bosco pari al 57% della superficie, seguito dal vigneto 30%, altri usi agricoli 9% e infine 4% di aree urbane. Il riconoscimento del Biodistretto Conegliano Valdobbiadene, dimostra l’impegno verso una svolta significativa e diretta sul territorio, attraverso un lavoro sinergico tra le aziende, gli enti locali, gli organismi pubblici e privati”</em>.<br />
Il Biodistretto Conegliano Valdobbiadene è un traguardo importante che al suo compimento valorizzerà ancora di più le produzioni della zona e testimonierà appieno il merito di tutti coloro che si stanno impegnando per il futuro dell’area.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-412244" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/a35e1bc8-749e-4df6-9f66-53d79e6874fa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/Comunicato_stampa__CVPS_Biodistretto.01.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il Consorzio Chianti Rufina rinnova presidenza e consiglio direttivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-chianti-rufina-rinnova-presidenza-e-consiglio-direttivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 07:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[biodistretto]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giorno 8 settembre si è tenuta l’Assemblea plenaria del Consorzio Chianti Rufina. All’ordine del giorno il rinnovo delle cariche per i prossimi tre anni. Il Presidente eletto è Federico Giuntini Masseti, titolare della Fattoria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il giorno 8 settembre si è tenuta l’Assemblea plenaria del Consorzio Chianti Rufina. All’ordine del giorno il rinnovo delle cariche per i prossimi tre anni.</em></p>
<p>Il <strong>Presidente</strong> eletto è <strong>Federico Giuntini Masseti</strong>, titolare della Fattoria Selvapiana che aveva già condotto il Consorzio nel 2016.</p>
<p><strong>Vice Presidenti</strong> sono <strong>Gerardo Gondi</strong> della Tenuta Bossi Marchesi Gondi e <strong>Faye Lottero</strong> della Fattoria Lavacchio. Insieme al Presidente e ai Vice-presidenti compongono il Consiglio Direttivo del Consorzio <strong>Cesare Coda Nunziante</strong> (Colognole), Presidente uscente, <strong>Lamberto Frescobaldi</strong> (Frescobaldi), <strong>Tommaso Inghirami</strong> (Grignano), <strong>Clemente Busi</strong> (Travignoli), <strong>Lorenzo Casadei</strong> (Castello del Trebbio), <strong>Stefano Fantechi</strong> (Vicas).</p>
<p>“<em>L’incarico assunto è molto impegnativo in un momento nel quale il Consorzio sta ridefinendo il proprio ruolo e ha in cantiere importanti iniziative</em>.” sostiene Federico Giuntini, “<em>In primo piano c’è la continuazione del progetto <strong>TerraElectae,</strong> presentato ufficialmente a Milano il 4 maggio e per il quale 13 aziende hanno già in cantina i vini con questo marchio. Fin dalle prime uscite ufficiali abbiamo capito che questo progetto è in grado di far emergere le migliori doti del territorio rivendicandone la sua unicità e di coinvolgere tutti i produttori in un’azione comune come veri professori in un’orchestra ben accordata. Il prossimo passo consisterà in una serie di press tours per la stampa specializzata nazionale e internazionale al fine di far conoscere caratteristiche e finalità di questo progetto</em>”.</p>
<p>I programmi del Consorzio prevedono altre azioni di grande portata. Per prima la trasformazione del territorio in <strong>Bio-Distretto</strong>. “<em>La Toscana conta 350mila ettolitri di vino bio, ovvero ben il 15% degli ettolitri prodotti a livello nazionale.” prosegue Giuntini “e il biologico è sempre più richiesto dai buyers internazionali. Facciamo parte delle denominazioni regolamentate dal Bando di Cosimo III del 1716. Tra queste la DOP Valdarno di Sopra ha già intrapreso la strada della denominazione totalmente bio per disciplinare e questo potrebbe essere un esempio da seguire</em>”.</p>
<p>Per l’autunno 2023 è in cantiere un grande evento da tenersi a Firenze dedicato ai <strong>buyers </strong>nazionali ed internazionali. “<em>La specificità dei vini della Rufina deve essere sempre più messa in evidenza” conclude Giuntini “al fine di far emergere in maniera distinta i loro valori qualitativi, ottenuti grazie a questo territorio, ma anche e soprattutto grazie al lavoro svolto dai suoi vignaioli.</em>”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.chiantirufina.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio Chianti Rufina</strong></a></p>
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		<title>Uniti per il biologico, crescono i «biodistretti»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/uniti-per-il-biologico-crescono-i-biodistretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 07:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[biodistretto]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[distretti agroalimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In crescita il fenomeno dei biodistretti: 19 sono nati solo nell&#8217;ultimo biennio. Attivi in 646 comuni, coinvolgono pubblico, privato e l&#8217;intera popolazione. Dalla Val di Vara al Cilento e ora le Murge: sostegno decisivo per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In crescita il fenomeno dei biodistretti: 19 sono nati solo nell&#8217;ultimo biennio. Attivi in 646 comuni, coinvolgono pubblico, privato e l&#8217;intera popolazione. Dalla Val di Vara al Cilento e ora le Murge: sostegno decisivo per gli agricoltori. Attesa per l&#8217;approvazione della legge nazionale (e per i contributi).</em></p>
<p>Tra il 2019 e il 2020 in Italia sono nati diciannove <strong>distretti biologici</strong>. Per diciannove volte, in ventiquattro mesi, agricoltori, amministrazioni pubbliche, produttori, operatori turistici e associazioni si sono uniti con l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;<strong>agricoltura biologica</strong> sul proprio territorio. «<em>Negli ultimi anni</em> &#8211; ha scritto in un recente rapporto l&#8217;ente di ricerca governativo <a href="https://www.crea.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Crea</strong> </a>&#8211; <em>l&#8217;approccio condiviso allo sviluppo locale proprio del distretto biologico si è notevolmente diffuso</em>». È una crescita netta che potrebbe continuare e, anzi, accelerare ulteriormente perché, sostiene <strong>Alberto Sturla</strong> del Crea, «<em>i biodistretti sono laboratori di sostenibilità ambientale, sociale ed economica</em>». Di questi laboratori se ne contano più di 5o in tutto il Paese. La regione che ne ospita il maggior numero è la <strong>Toscana</strong>, seguono <strong>Veneto</strong> e <strong>Sicilia</strong> con cinque e altre quattro regioni con quattro.</p>
<p>Non tutti i biodistretti sono attivi allo stesso modo e, soprattutto i più recenti, svolgono attività ancora limitate. Complessivamente, però, si tratta dr un fenomeno che coinvolge 646 comuni e copre una superficie di oltre 34mila chilometri quadrati, pari all&#8217;un per cento di tutto il suolo nazionale. «<em>I biodistretti</em> &#8211; spiega <strong>Alessandro Triantafyllidis</strong>, dell&#8217;<strong>Associazione italiana agricoltura biologica AIAB</strong> &#8211; <em>rendono protagonista non solo il biologico, ma l&#8217;intera comunità locale</em>». Lo fanno promuovendo sinergie tra pubblico e privato, coinvolgendo i cittadini e integrando la filiera agricola con quelle di artigianato e turismo. Concretamente, le possibilità operative sono tante: sostegno con le certificazioni e formazione per gli agricoltori, collaborazioni con gruppi di acquisto solidale, menu bio tiene mense scolastiche e una maggiore capacità di ottenere contributi economici.</p>
<p>Triantafyllidis lo sa bene perché è anche il presidente del biodistretto ligure della Val di Vara, tra i primi a nascere in Italia insieme a quelli del Cilento, del Grecanico e del Chianti, ad inizio anni Duemila. «<em>All&#8217;epoca non c&#8217;erano finanziamenti. Prima è nata l&#8217;idea, poi son arrivati alcuni fondi</em>», ricorda. Il<strong> biodistretto della Val di Vara</strong> è stato riconosciuto da una legge regionale della Liguria nel 2017 e, così, negli anni successivi ha potuto beneficiare dei contributi del Programma di sviluppo rurale sostenuto dalla Politica agricola comune dell&#8217;Ue. È un passaggio importante, una strada che diverse realtà più giovani sperano di seguire. Sei mesi fa, per esempio, è nato il primo biodistretto della Sardegna che, con oltre cento soci, ha da poco ottenuto il riconoscimento ufficiale della Regione. Anche in Puglia c&#8217;è movimento. Da mesi, diverse associazioni stanno lavorando per costituire il Biodistretto sociale delle Murge, in provincia di Bari, e i comuni interessati potrebbero far nascere l`associazione già a settembre, dopo qualche rallentamento dovuto alla pandemia.</p>
<p>«<em>Stiamo sviluppando una sinergia tra agricoltura biologica e sociale, che in Puglia è ormai diffusa da anni</em>», spiega <strong>Paola Maciariello</strong> di <strong>BioAs Puglia</strong>, una delle realtà promotrici: «<em>È una sfida, ma questi due filoni, per la nostra esperienza, sono perfettamente compatibili e intersecabili</em>». In un territorio segnato da diversi problemi, tra cui quello del caporalato, il biodistretto avrà una forte presenza di associazioni del Terzo settore che si occupano migranti, minori, anziani e persone diversamente abili. Quella pugliese è un&#8217;esperienza che guarda a quella di Bergamo, dove il biodistretto coinvolge già da anni una decina di istituzioni locali e una dozzina di cooperative sociali, molto attive anche durante il lockdown. Proprio la pandemia, al netto delle difficoltà che ha creato, potrebbe rivelarsi uno dei motivi dell&#8217;ulteriore <strong>crescita dei biodistretti</strong>.</p>
<p>«<em>Rispetto a prima</em> riprende Triantafyllidis &#8211; <em>c&#8217;è una maggiore attenzione per il territorio e il cibo di qualità. Speriamo duri</em>». A farla proseguire potrebbero contribuire alcuni <strong>sviluppi normativi</strong>,<strong> europei e nazionali</strong>. Il primo è il <strong>nuovo Regolamento Ue sul biologico</strong> che, da gennaio 2022, entrerà in vigore anche nel nostro Paese e che prevede la possibilità di certificazioni di gruppo. Considerato che per molte aziende la certificazione bio è un ostacolo a causa dei costi e della burocrazia, i biodistretti potrebbero creare positive economie di scala e contribuire a un&#8217;ulteriore crescita del settore. L&#8217;Italia, infatti, con il suo 15 per cento abbondante di superficie agricola coltivata bio è uno dei primi stati in Europa, ma negli ultimi anni la crescita ha rallentato. Anche per questo, c`è molta attesa per l`approvazione della legge nazionale sul biologico. Il testo, che è passato alla Camera ma non ancora al Senato, dovrebbe stabilire in maniera più precisa i criteri per definire i biodistretti e, anche se molto dipenderà dai decreti attuativi, dovrebbe quindi consentire a un maggior numero di realtà di accedere ai fondi regionali, nazionali ed europei. Sturla è ottimista. «<em>L`interesse del decisore pubblico c&#8217;è</em>», dice. «<em>Vedremo</em> &#8211; conclude &#8211; <em>come si concretizzerà e come i territori sapranno rispondere, ma i biodistretti, soprattutto per molte aree marginali, rappresentano degli strumenti di sviluppo e sostenibilità straordinari. Sono il futuro</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/08/20210824_RS_CORRIEREDELLASERA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>La commissione Agricoltura del Senato approva la legge sul Biologico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-commissione-agricoltura-del-senato-approva-la-legge-sul-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 08:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[biodistretto]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passo decisivo per l&#8217;approvazione della la proposta di legge in materia di biologico con l&#8217;approvazione del testo da parte della commissione Agricoltura del Senato. Tra le novità, l’introduzione di un marchio per il bio italiano. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Passo decisivo per l&#8217;approvazione della la proposta di legge in materia di biologico con l&#8217;approvazione del testo da parte della commissione Agricoltura del Senato. Tra le novità, l’introduzione di un marchio per il bio italiano.</em></p>
<p>Il biologico è un settore in costante crescita e rappresenta una fetta importante del Made in Italy, con il nostro Paese tra i leader in Europa. L’estensione dedicata è di 2 milioni di ettari, pari al 15% della superficie agricola nazionale, focalizzata soprattutto al Sud (Sicilia, Puglia, Calabria) e in Emilia-Romagna mentre sono oltre 80.000 gli operatori. Proprio per <strong>favorire e promuovere la conversione al metodo bio delle imprese agricole a agroalimentari italiane</strong>, il Senato ha approvato questa mattina la proposta di legge in materia in Commissione Agricoltura.</p>
<p>Tra le novità normative, vi è l’introduzione di un <strong>marchio per il biologico italiano</strong> così da distinguere tutti i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate nel nostro Paese, un modo per garantire la massima trasparenza sull’origine e la filiera dei prodotti e per rendere maggiormente consapevoli i consumatori. Viene istituito, inoltre, un <strong>Tavolo tecnico presso il ministero delle Politiche Agricole che coinvolgerà esperti, ricercatori e rappresentanti del settore della produzione biologica</strong> al fine di individuare le criticità del settore e offrire le relative soluzioni. Viene rafforzata, poi, la <strong>filiera biologica</strong> attraverso la promozione dell’aggregazione tra produttori.</p>
<p>“<em>Ringrazio le diverse forze parlamentari per il lavoro svolto. Ora il testo approda nell’Aula di Palazzo Madama per il voto conclusivo del Senato per poi ritornare alla Camera per la definitiva approvazione</em> – <strong>dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, che ha seguito l’iter in Senato per il Mipaaf</strong> – <em>Siamo i primi al mondo a riconoscere per legge i bio-distretti dando così il giusto valore agli attori che operano nei tanti distretti biologici italiani e permetteremo lo sviluppo e la crescita di questi virtuosi sistemi produttivi locali. Grazie a questa legge rispondiamo ad esigenze di un settore, quello agricolo, che da anni attende aggiornamenti normativi e migliorie per la tutela del comparto biologico. Un comparto su cui il Governo crede fortemente, in linea con gli obiettivi della strategia Farm to Fork </em>– c<strong>onclude Giuseppe L’Abbate </strong>– <em>come dimostra la recente emanazione del bando per la ricerca sul biologico, con uno stanziamento di 4,2 milioni di euro, nonché i 5 milioni di euro a regime a partire dal 2021 già previsti nella Legge di Bilancio 2020 per la promozione di filiere e distretti”.</em></p>
<p>Fonte: <strong>Mipaaf</strong></p>
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