Argomento: LEGISLAZIONE

  • 19 maggio 2015

    Mele trentine, un visto per gli USA

    La Trentina e Melinda possono, tramite From, esportare le proprie mele verso gli USA anche per il futuro. La Provincia di Trento ha confermato le aree di produzione autorizzate all'esportazione verso gli Stati Uniti di frutta che, grazie all'ok provinciale viene considerata sicura per il mercato americano. La determinazione del Servizio agricoltura prende spunto dall'accordo bilaterale sottoscritto dall'Italia con gli USA e denominato "Bilateral workplan between Usda Aphis and the Italian Ministry of Agriculture, Food and Forestry Policies for Preclearance Operations to export Apples and pears from Italy to the United States". L'intesa è finalizzata all'esportazione di mele e pere dall'Italia e in particolare da alcune regioni e province compresa quella di Trento. Scopo dell'accordo bilaterale è di identificare le rispettive norme, i ruoli e le responsabilità dei partecipanti e comprende le procedure volte ad assicurare che le mele e le pere importate in Italia non ...
  • 14 maggio 2015

    Da oggi più semplice esportare i salumi italiani negli USA

    Grazie al lavoro del Ministero della Salute e dell’Ambasciata a Washington, con il costante supporto di Assica, le procedure di invio verso il ritorno alla normalità dopo due anni di costosi controlli rafforzati. Una buona notizia per il settore dei salumi quella ricevuta oggi da parte delle Autorità statunitensi sulla revoca del provvedimento denominato 100% reinspection - ovvero il controllo sistematico di tutte le partite di salumi provenienti dall’Italia che arrivavano in dogana – e sulla rinnovata possibilità per il Ministero della Salute di abilitare nuove aziende italiane all’esportazione negli USA. “Questo provvedimento, che era stato introdotto a settembre 2013 dalle Autorità USA, è stato causa di molti disagi per le nostre aziende esportatrici, sia per la lentezza con cui i nostri salumi avevano accesso al mercato - poiché costretti a stazionare molti giorni presso i magazzini doganali prima di essere campionati - sia per i costi che questo compor...
  • 14 maggio 2015

    La Piadina Romagnola IGP è salva: potrà essere fatta solo in Romagna

    La Piadina Romagnola IGP è salva: potrà essere fatta solo laddove è storicamente nata, appunto in Romagna. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha accolto l’appello presentato dal Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola insieme al Ministero della Politiche Agricole  ed alla Regione Emilia Romagna. La sentenza (02405/2015) pubblicata ieri, respinge infatti in toto il ricorso di primo grado presso il TAR Lazio presentato da un’azienda emiliana produttrice di piadina. “Finalmente si è fatta giustizia”, commenta Elio Simoni Presidente del Consorzio. Come giustamente richiamato nella sentenza del Consiglio di Stato, il provvedimento del TAR è “discriminatorio ed in contrasto con la disciplina comunitaria, poiché limitava l’utilizzo dell’IGP alla sola produzione cosiddetta artigianale nei chioschi, con esclusione di quella industriale, senza precisare in che modo, e per quale ragione la produzione nei chioschi assuma caratteristiche ...
  • 14 maggio 2015

    In arrivo il Ddl che semplifica l’agricoltura

    Primo via libera al collegato con misure di razionalizzazione e iniziative peri il ricambio generazionale nella gestione delle aziende rurali. Il Senato ha approvato il Ddl collegato sulla semplificazione del settore agricoltura. Il provvedimento passa alla Camera. Per il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, è stato fatto «un altro passo in avanti nel percorso di semplificazione, tutela del reddito delle imprese e competitività per il settore agricolo e della pesca». Inasprite le sanzioni sulla contraffazione, controlli più coordinati, semplificate le regole per le assunzioni congiunte. Ecco le novità: Semplificazione in materia di controlli. Introdotti il coordinamento dei diversi organi di vigilanza e un consorzio di tutela per le bevande "spiritose" per fare ordine in materia di indicazioni geografiche dei prodotti agro alimentari e dei vini. Sicurezza alimentare. Inasprite le pene per il reato di contraffazione. Disposizioni in materia di ...
  • 14 maggio 2015

    Il Consiglio di Stato da ragione alla Piadina Romagnola IGP

    Ieri è stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso del Consorzio della Piadina Romagnola IGP nei confronti di un’azienda che aveva impugnato la procedura della registrazione in via transitoria accordata a livello nazionale dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali con DM del 27/12/2012. Fonte: www.giustizia-amministrativa.it
  • 13 maggio 2015

    Ciliegia di Vignola, l’IGP resta per pochi

    Stagione da 60mila quintali di prodotto, ma le modifiche al disciplinare sono ferme a Bruxelles. Una produzione che si prevede abbondante e di altissima qualità, ma che anche quest'anno potrebbe perdere, proprio per un soffio, l'allargamento del marchio IGP a tutte le produzioni. Parliamo della Ciliegia di Vignola IGP e del lungo iter che le modifiche al disciplinare, che colloca il frutto tra le qualità protette, sta attraversando, nel suo viaggio in Europa. Il documento è fermo a Bruxelles e se la burocrazia continuerà a viaggiare a velocità standard la metà dei produttori di Ciliegie di Vignola IGP non potranno fregiarsi dell'ambito titolo. Il marchio IGP arrivò alla Ciliegia di Vignola dopo una estenuante battaglia delle associazioni agricole nell'estate del 2013. L'evento fu festeggiato come un successo, ma mostrò subito qualche mancanza. Nel documento che certifica la qualità delle produzioni del vignolese, infatti erano state inserite solo le più tradizi...
  • 13 maggio 2015

    UE: la riforma del biologico alle strette

    Il Consiglio agricoltura di giugno potrebbe essere l'ultima occasione per arrivare a una riforma sulle regole di produzione e commercializzazione del settore Biologico in Europa. Nell'incontro tenuto lunedì a Bruxelles i ministri dell'agricoltura dei 28 non sono riusciti a raggiungere un compromesso per definire una posizione comune sulla riforma con cui andare a negoziare con il Parlamento. I punti controversi del progetto di revisione delle regole sul BIO presentato ormai più di un anno fa dalla Commissione Europea sono gli stessi che bloccano il dossier da mesi: l'introduzione a livello UE di una soglia di «declassamento» che impedisca a un prodotto di essere venduto come BIO in caso di filiera, con l'obbligatorietà o meno delle ispezioni una volta l'anno. Giugno potrebbe essere l'ultima possibilità per la presidenza lettone di mantenere la promessa di compiere «progressi sostanziali» sul dossier e scongiurare in questo modo il ritiro della proposta da parte ...
  • 13 maggio 2015

    Si riapre la partita dell’indicazione di origine in etichetta

    Secondo la Commissione Europea, per molti alimenti sarebbe sufficiente indicare la provenienza comunitaria o non comunitaria, anziché quella del Paese. Anche se con mesi di ritardo la Commissione Europea sta per pubblicare due rapporti molto attesi sull'origine obbligatoria in etichetta per alcune categorie di prodotti alimentari. Secondo il regolamento 1169/2011, testo di riferimento per l'UE sull'etichettatura dei cibi e le informazioni ai consumatori, le relazioni dovevano essere presentate entro dicembre 2014. A parte il semestre del passaggio di consegne delle istituzioni europee (elezioni, nonnina nuova Commissione e nuovo presidente del Consiglio UE), il ritardo sembra anche dovuto a una scelta fatta dall'Esecutivo a fronte di forti pressioni da parte delle lobby della filiera alimentare e degli Stati. I due studi vertono rispettivamente sull'opportunità di prevedere per legge l'indicazione del luogo di provenienza dei «prodotti non trasformati, tuono-ingredi...
  • 6 maggio 2015

    La Ciliegia di Vignola IGP supera indenne lo scoglio UE

    Il primo gradino ormai è superato: i 90 giorni obbligatori di pubblicazione, quelli fissati dall'Unione europea, si sono conclusi il 1° maggio. E, cosa più importante, nessuno in quell'arco di tempo ha depositato osservazioni sul nuovo disciplinare, che allarga la denominazione Ciliegia di Vignola IGP a quasi tutte le varietà prodotte sul nostro territorio. Arrivando, di fatto, a doppiarle. Una sola osservazione, al contrario, avrebbe potuto far saltare il banco: la catena burocratica si sarebbe allungata e l'ok definitivo all'ampliamento del marchio sarebbe arrivato fuori tempo massimo per il raccolto 2015 - che inizierà a giorni - e anche per l'Expo. La corsa contro il tempo, invece, può continuare: non appena Bruxelles avrà messo nero su bianco il suo via libera sulla Gazzetta Ufficiale Ue, la palla passerà al Ministero delle politiche agricole per l'ok definitivo. Un iter, quest'ultimo, che in teoria si può ottenere in 2-3 settimane, ma che in pratica sfora ...
  • 24 aprile 2015

    TTIP, AICIG: tutela delle IG, abolizione di quote e dazi per i formaggi, armonizzazione standard sanitari

    Chiaro messaggio lanciato da AICIG ai negoziatori comunitari e americani. Per favorire un corretto sviluppo del mercato agroalimentare è necessario che il TTIP risolva alcune questioni fondamentali. In primo luogo il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche. Le discussioni sono aperte e riguardano alcune denominazioni (Asiago, Gorgonzola, Romano, Fontina, Grana, Parmesan e Bologna) ma anche i costi che devono sopportare i singoli Consorzi per sorvegliare e proteggere i marchi corrispondenti alle rispettive denominazioni sul territorio americano (valori che ammontano a diversi milioni di Euro all’anno). Ma anche l’abolizione di quote e dazi per i formaggi e la richiesta di armonizzazione degli standard microbiologici. Si tratta di questioni che limitano la crescita delle esportazioni dei prodotti DOP e IGP italiani verso gli Stati Uniti. Queste le richieste avanzate da AICIG al tavolo degli stakeholder che si è tenuto nell’ambito del 9° round negoziale sul ...
  • 23 aprile 2015

    Riforma OGM, a rischio l’accordo commerciale USA-UE

    Non è solo il fatto che la riforma proposta, che dovrà essere discussa dal Parlamento di Strasburgo e poi dal Consiglio Europeo, tende a creare un patchwork di regole per il quale chi esporta prodotti OGM in Europa rischia di non raccapezzarsi in contraddizione con il mercato unico europeo, che rappresenta la ragione per la quale l'America (ma chiunque altro) negozia con il blocco dei 28 Paesi e non con uno per volta. Il fatto è che la proposta di Junker e dei commissari sembra fatta apposta, nei contenuti e nella tempistica, per creare problemi ai negoziatori europei, in questi giorni impegnati a New York nella trattativa. E mette in difficoltà il TTIP. Sin dall'inizio del negoziato transatlantico, la UE ha detto agli americani che gli OGM sarebbero stati fuori dagli argomenti sui quali si può trovare un accordo: l'Europa, infatti, è divisa tra chi è contrario a tutto tondo ad esempio Francia, Austria e in buona misura Germania e Italia e chi è favorevole Gran ...
  • 22 aprile 2015

    Aicig, negoziati TTIP: l’importanza di un accordo sulla questione IG.

    Un impulso all'agricoltura sostenibile e occupazione a lungo termine, così come informazioni veritiere fornite ai consumatori, sono i principali vantaggi che scaturirebbero da un'intesa sulle Indicazioni Geografiche (IG), nell'ambito delle trattative in corso per un accordo di libero scambio commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti (TTIP). Questo è quanto emerge dalla conferenza stampa organizzata presso l'Ambasciata d'Italia a Washington DC, dall'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG) dall'alleanza globale delle IG (orIGin) e dall'American Origin Products Association (AOPA). In questi giorni a New York è in corso il 9° round negoziale e la discussione sta entrando nel vivo. La discussione è stata aperta da S.E. Claudio Bisogniero, Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti: "Salvaguardare le IG è una priorità del Governo italiano. Il TTIP è l'occasione per un dialogo tra l'UE e gli Stati Uniti su soluzioni adeguate e pragmatiche. L'evento ...
  • 22 aprile 2015

    L’Europa ancora contro l’origine

    La Commissione europea ha invitato le autorità italiane ad abrogare (a partire dal 13 aprile) le norme nazionali che stabiliscono la definizione di «effettiva origine» e di «luogo di origine» ai fini dell'etichettatura dei prodotti alimentari, in particolare di quelli trasformati, e ad allinearle con la legislazione Ue. Stando ai documenti in possesso di ItaliaOggi, questo è il risultato del «pilot», l'indagine esplorativa che precede l'apertura di una procedura di infrazione, sulla conformità delle leggi n. 4/2011 e n. 350/2003 con le norme sull'etichettatura Ue contenute nel regolamento 1169/2011. Bruxelles agisce coerentemente con quanto fatto all'inizio del 2011, durante il dibattito parlamentare sulla legge n. 4. Nell'occasione, gli allora commissari Ue Dacian Ciolos (agricoltura) e John Dalli (salute e tutela dei consumatori) presero carta e penna e scrissero a Roma, rilevando l'inopportunità di approvare norme nazionali sull'indicazione di origine mentre a ...
  • 22 aprile 2015

    Reati agroalimentari, istituita commissione per la riforma

    È stata istituita presso l'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su proposta del Ministro Andrea Orlando, la Commissione di studio perl'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare. Un fenomeno sempre più diffuso che mina l'eccellenza del made in Italy nel settore enogastronomico e favorisce l'infiltrazione di organizzazioni criminali. Il gruppo di lavoro sarà guidato dall'ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli che attualmente presiede il Comitato scientifico dell'osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare Fonte: Il Giornale SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 21 aprile 2015

    Ttip? Partita strategica per le pmi. E per l’Italia in primis

    Le 150 mila piccole e medie imprese europee che esportano negli Usa rappresentano il 28% in valore dell'export (che diventa il 41% se si conta l'export indiretto) Ue oltreoceano. Forti soprattutto in settori quali agroalimentare, tessile, pelletteria e chimica, vorrebbero vedere eliminate 1.200 misure che considerano barriere non tariffarie al commercio applicate dalle dogane di Washington. L'Italia guida la classifica europea per numero di pmi che esportano verso il paese stelle e strisce (30 mila per 11,2 miliardi di euro) ed è terza in valore dopo Germania e Regno Unito. Sono i dati che emergono dal rapporto sul ruolo delle aziende medie e piccole nel Ttip (il negoziato commerciale tra Unione europea e Stati Uniti), pubblicato ieri dalla Commissione europea sulla scorta di statistiche Eurostat e di un sondaggio che ha visto la partecipazione di 869 imprese europee con meno di 250 dipendenti, attive in tutti i settori. Cifre che secondo il commissario Ue al commercio ...
  • 20 aprile 2015

    Agrifood: Il Made in Italy all’attacco delle tavole (non solo) americane

    Con un accordo si aprirebbero grandi spazi per il Made in Italy di DOP e IGP, ma Washington non ci sta. II paradosso dei «parmesan» e dell'Asiago fatto nel Wisconsin. Il prossimo round di negoziati si terrà questa settimana a New York. I delegati USA e UE si incontreranno per discutere i termini del Trattato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip). L'attenzione, da parte dell'agro-alimentare italiano, è altissima. Soprattutto per i produttori di DOP e IGP, perché Washington, per difendere i produttori caseari nazionali rappresentati dalla lobby del Dairy Export Council, non vuole riconoscere il concetto di indicazione geografica a favore di un sistema fondato sui marchi d'impresa e si oppone alla richiesta europea di limitare l'utilizzo del nome generico di formaggi europei con indicazione protetta. «Negli Stati Uniti per la tutela si aziona il marchio - spiega il segretario generale dell'Aicig (Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) Pier ...