Argomento: ITALIAN SOUNDING

  • 30 Giugno 2014

    Martina: ora rompiamo il muro americano su IG e tariffe

    La Stampa Ogm. Barriere tariffarie e barriere sanitarie. La vendita dei domini internet (.wine e .vin) decisa dall'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers e che trova la ferma opposizione italiana. E, soprattutto, la madre di tutte le battaglie: la tutela delle indicazioni geografiche. Ecco il dossier agricolo del braccio di ferro tra Europa e Usa sul Partenariato Transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip). Il primo atto formale del ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, come avvio del semestre di presidenza italiana dell'Ue sarà l'incontro con il suo collega Toni Vilsack. L'obiettivo è di «avanzare» in quella che si preannuncia come una trattativa complicata e difficile: «Partiamo - spiega il ministro
  • 13 Giugno 2014

    Mortadela e parmesao, il falso in salsa carioca

    Il TempoTifare Italia non solo per passione calcistica ma anche per convenienza economica. Una eventuale vittoria azzurra potrebbe valere un punto di Pil. Lo aveva detto il premier Renzi e adesso lo conferma il primo studio sugli effetti dell'ultimo trionfo italiano nel2006, che ebbe l'effetto di tagliare significativamente la disoccupazione, far crescere il Pil, le esportazioni e un forte aumento delle presenze turistiche straniere l'anno seguente in Italia. Anche se non tutti i risultati positivi possono essere attribuiti alle performance degli azzurri non c'è dubbio che un'eventuale vittoria in Brasile è comunque una chance per le imprese nazionali che si confrontano sui mercati esteri deve essere colta per valorizzare le qualità offerte dal sistema economico. La correlazione Mondiali di calcio e crescita economica è emersa da una analisi di Coldiretti presentata
  • 5 Giugno 2014

    Expo, rischio italian sounding

    Italia Oggi Non verranno certo con la caciotta in spalla e il fiasco del vino, ma le produzioni straniere che imitano quelle italiane, in maniera del tutto lecita per le leggi del loro Paese, potranno trovare spazio all'Expo 2015. E così l'Italia si troverà a fare in conti con l'italian sounding in casa. «Il vero problema sono i Paesi terzi, dove non abbiamo copertura», dice Giuseppe Liberatore, presidente di AICIG. «La tutela avviene solo attraverso patti bilaterali, come in Canada dove si è fatto un buon accordo». Sulla stessa linea i commenti di Mauro Rosati, Fondazione Qualivita, e Roberto Moncalvo, Coldiretti.
  • 29 Maggio 2014

    Zaia con i produttori: I nostri DOP copiati, l’Europa si svegli

    La PadaniaII presidente del Veneto Luca Zaia ribadisce non solo la vicinanza con gli allevatori della regione, ma anche la necessità di una lotta senza quartiere e senza tolleranze all'Italian Sounding. «In Veneto abbiamo un'area di elezione per i formaggi di qualità, dalla montagna alla zona delle risorgive, dove la qualità del territorio e il foraggio per nutrire le vacche da latte sono eccezionali. Lucrare sul nostro lavoro, sulla nostra capacità e sulla nostra tradizione per lucrare sui nostri traguardi è economicamente inaccettabile e moralmente ingiusto. E l'Unione europea, della quale negli ultimi mesi si è parlato spesso a vanvera, dovrebbe battere i pugni per far valere quelle che sono le nostre regole di qualità, solo teoricamente però tutelate a livello mondiale». Il Governatore del Veneto si sofferma anche a commentare l'operazione della Gdf in un minimarket cinese di Bussolengo,
  • 16 Maggio 2014

    Made in Italy contro Italian Sounding

    Il Resto del CarlinoIn attesa dell'evento dedicato al settore agroalimentare, il tema della tutela del prodotto italiano diventa più che mai attuale. Lo è soprattutto per la 'grassa' Bologna che, già per la fine di ottobre 2015, potrebbe vedere aperte le porte Caab che accoglieranno il progetto Fico. «L'idea di un parco agroalimentare italiano non poteva che nascere a Bologna. Si tratta di un modo per valorizzare il nostro territorio agricolo»
  • 6 Maggio 2014

    I paesi stranieri potranno esporre anche il falso made in Italy

    Non verranno certo con la caciotta in spalla e il fiasco del vino, ma le produzioni straniere che imitano quelle italiane, in maniera del tutto lecita per le leggi del loro Paese, potranno trovare spazio all'Expo 2015.
  • 12 Febbraio 2014

    Asiago del Wisconsin. Ed è tutto legale

    La Voce dei Berici Due i tipi di frode: agropirateria, la falsificazione di un prodotto tipico, e l'"italian sounding" l'utilizzo del nome di un prodotto DOP italiano per vendere qualcosa di completamente diverso. Occhio all'Asiago del Wisconsin. Si trova anche questo su internet, basta digitare "buy Asiago cheese" su un motore di ricerca ed appare un link al colosso degli acquisti on line Amazon. Ecco apparire uno spicchio di "Asiago cheese" dal peso di otto once (circa due etti), dal costo di 5 dollari e 99 centesimi e con una doppia bandierina tricolore e a stelle e strisce
  • 30 Gennaio 2014

    Olio made in Italy: un simbolo calpestato

    Due giorni fa la versione digitale del New York Times ha pubblicato una serie di vignette su quelle che sarebbero le presunte truffe nella produzione di olio di oliva extravergine “made in Italy”. Le vignette, tanto efficaci quanto imprecise e fuori misura, accusavano di adulterazione tutta la produzione oleria italiana così come la classe politica, indicata come collusa con questo sistema fraudolento.
  • 30 Gennaio 2014

    Olio made in Italy: un simbolo calpestato

    Unità - Food Politics Due giorni fa la versione digitale del New York Times ha pubblicato una serie di vignette su quelle che sarebbero le presunte truffe nella produzione di olio di oliva extravergine “made in Italy”. Le vignette, tanto efficaci quanto imprecise e fuori misura, accusavano di adulterazione tutta la produzione oleria italiana così come la classe politica, indicata come collusa con questo sistema fraudolento. Al di là delle vignette il problema dell’Olio Extravergine di qualità esiste e viene da lontano. A testimoniarlo non è l’interpretazione del redattore della testata Statunitense, ma i dati di settore.
  • 12 Novembre 2013

    Dal Parmesan al Daniele: in crescita i falsi made in Italy

    Il Messaggero Non solo borse, occhiali o capi di abbigliamento "tarocchi", i falsari dell'alimentare sono in netta crescita: nei primi nove mesi 2013 sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 335,5 milioni. I più falsificati sono prodotti base dell'alimentazione come carne (24%), farine pane e pasta (16%), latte e derivati (9%), vino e alcolici (8%), che vengono impiegati in larga parte (20%) anche nella ristorazione dove per risparmiare si diffonde l'utilizzo di ingredienti low cost. Un fenomeno che dall'italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) trova terreno fertile anche sui nuovi media. Non mancano, infatti, le frodi ori line come Gorgonzola DOP, Taleggio DOP e Grana Padano DOP contraffatti e venduti sul web.
  • 21 Ottobre 2013

    Falsi made in Italy, nuovo allarme

    QN L'ultima frontiera del falso made in Italy. Parmigiano e mozzarella prodotti in casa con il fai-da-te delle polverine. Dopo i kit del vino denunciati l'anno scorso, al XIII Forum dell'agricoltura e dell'alimentazione, la Coldiretti ha smascherato il nuovo inganno che colpisce i formaggi italiani. Miracolosi miscugli di pillole e polveri, prodotti in Europa (a partire dalla Gran Bretagna), Usa e Australia, venduti nei negozi ma anche acquistabili dall'Italia su Internet, che promettono di produrre in trenta minuti una mozzarella e in due mesi il parmigiano (Parmesan) o il pecorino (Romano). Una doppia falsificazione, perchè non solo riguarda la vendita di copie, ma adesso si spinge dentro le pareti domestiche.
  • 5 Giugno 2013

    “Autentico Balsamico”: al MIPAAF i risultati sulla tracciabilità

    Al convegno "Autentico Balsamico: moderna ricerca per un prodotto antico", sono intervenuti i presidenti dei tre consorzi dell’aceto balsamico e i rappresentanti degli enti di ricerca che hanno preso parte al progetto.
  • 29 Maggio 2013

    Quel suono d’Italia che stona

    Italia Oggi Dagli Stati Uniti all'Indonesia, da Mosca a Singapore, gli scaffali dei supermercati sono pieni di prodotti aventi nomi, claim o etichette che richiamano il Made in Italy. Soltanto negli Stati Uniti, l'italian sounding sviluppa un volume d'affari che è stimato in 20 miliardi di dollari e certamente l'alimentare è il settore più colpito dalla contraffazione. Dal «Parmesao» portoghese al «Grana Parrano Originale», dal «Real Asiago Cheese» prodotto in Wisconsin al «Salam Napoli» rumeno, dalla «Daniele Sopressata» statunitense alla pasta «San Remo», ai sughi «Prego» o ai «Bocconcini Bellezza della Puglia» rigorosamente Made in Australia: nei carrelli c'è solo l'imbarazzo della scelta. Navigando nel web, la situazione non cambia più di tanto. Con un click è possibile acquistare del Chianti prodotto
  • 29 Maggio 2013

    Grana Padano, la DOP invisibile

    Agrisole L'allarme del Consorzio: allo scaffale i consumatori confusi da un'offerta indifferenziata con i similari. Per il «grattugiato» impossibile distinguere l'originale - Baldrighi sollecita l'intervento della UE la contraffazione è un fenomeno da debellare, ma anche l'Italian Sounding, la presenza sul mercato di prodotti simili alle DOP e IGP per aspetto, presentazione e packaging, penalizza in maniera pesante le produzioni nazionali certificate. Insomma dai prodotti similari o che si rifanno al famoso DOP made in Italy Grana padano (che vanta un fatturato di circa un miliardo di curo per il 70% realizzato in Italia e il resto all'estero) arrivano danni ingenti. L'allarme lo ha lanciato nei giorni scorsi da Nicola Cesare Baldrighi, presidente di Consorzio di tutela del Grana Padano.
  • 22 Maggio 2013

    Fava: «Italian sounding? Un bluff da 60 milardi»

    la Padania I prodotti alimentari che "sembrano" italiani per assonanza o per immagine, generano un mercato che vale 60 miliardi di euro l'anno. Una cifra enorme denunciata dall'assessore all'Agricoltura della regione Lombardia, Gianni Fava, intervenuto ieri mattina a Tutto Food, la rassegna dei l'agroali menta re che resterà aperta fino a oggi alla Fiera di Milano. L'assessore, partecipando a un convegno sul tema della Dop, organizzato dal Consorzio perla Tutela del Grana Padano, ha puntato l'attenzione sulla necessità di far riconoscere veri prodotti italiani. «Più che ad una vera e propria contraffazione di questi prodotti alimentari ha detto Fava - siamo di fronte a un Italian sounding che è un fenomeno diverso dal punto di vista tecnico rispetto ai falsi ma che ha ripercussioni molto negative
  • 22 Maggio 2013

    Grana Padano, è guerra alla piaga delle imitazioni

    Provincia di Cremona L'assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava pensa ad un protocollo da mettere a punto in vista di Expo 2015, come base perla tutela condivisa in ambito internazionale dei prodotti agroalimentari di qualità; mentre il presidente Cesare Baldrighi e il direttore generale Stefano Berni puntano sull'incontro - promesso per l'inizio di giugno - con il ministro Nunzia De Girolamo, per ottenere un provvedimento che vincoli la grande distribuzione ad una maggior attenzione (quantomeno evitando la sistematica, 'maliziosa' compresenza sui medesimi scaffali di prodotti dop e similari). Si cercherà di combattere anche così la dilagante, e certo non casuale confusione orchestrata ai danni del consumatore sul terreno strategico del food di qualità, protagonista dell'incontro promosso a TuttoFood