Argomento: FOOD ECONOMY

  • 25 Luglio 2013

    Pasta, verdure e salumi quei 5000 prodotti tipici che danno sapore all’Italia

    La Repubblica Bastava dire: un pezzo di pane, qualche fetta di salume, un tocco di formaggio... Da oggi in poi, quando si proporràunmenù aunamico o aun cliente, bisognerà però essere precisi. In Italia ci sono infatti 1.438 diversi tipi di pane (assieme a pasta e biscotti) mentre salarvi, prosciutti, carni fresche lavorate e insaccati sono 764. Non facile nemmeno la scelta dei formaggi, perché se ne contano 472. E tutti assieme pane, salumi e formaggi non sono che una parte delle 4.698 "bandiere del gusto" che coprono l'Italia da Bolzano a Lampedusa. Pere cocomerine, strozzapreti, focaccia con ciccioli, torta ricciolina, mele verdone o pan dolce coi fichi, presi singolarmente non hanno certo grandi numeri.
  • 17 Luglio 2013

    Gli Usa rilanciano la Food valley

    Il Sole 24 Ore Un valore di oltre 306,4 milioni nei primi tre mesi dell'anno, con una crescita dell'1,6% nello scenario di una contrazione quasi generale delle esportazioni del manifatturiero. Dati dell'ultimo report dell'ufficio studi della Camera di Commercio di Parma che confermano la crescita dell'export del cuore della foodvalley emiliano romagnola: Parma e la sua provincia, l'area dove si concentrano le produzioni di eccellenze alimentari come il Prosciutto di Parma DOP e il Parmigiano Reggiano DOP ma anche grandi gruppi come Barilla. Merito soprattutto della decisa ripresa della domanda proveniente dagli Stati Uniti. Per i produttori parmensi un mercato storico che, dopo un periodo di declino, haricominciato a tirare.
  • 16 Luglio 2013

    Federalimentare rilancia sull’export

    Agrisole Presidio di nuovi mercati, lotta alla contraffazione, superamento delle barriere tariffarie e sanitarie per il made in Italy alimentare. E l'obiettivo a cui punta il tavolo costituito tra industria alimentare e Istituzioni per promuovere e sostenere l'export del food and drink italiano. Federalimentare, ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico, della Salute, delle Politiche agricole e Ice hanno gettato le basi per un «percorso coordinato di diplomazia economica in favore del made in Italy alimentare». «L'istituzione di un tavolo per l'internazionalizzazione ha dichiarato Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare - mette nuovamente l'industria alimentare al centro del sistema paese:
  • 15 Luglio 2013

    Le Dop, bontà poco riconosciute il “falso d’autore” cattura i clienti

    Affari e Finanza Li chiamano "falsi d'autore", spesso sono di provenienza ignota e a prima vista sono difficili da riconoscere. Nei negozi e nei supermercati sono presenti da tempo e, probabilmente per effetto della crisi, la loro diffusione è in continua crescita: sono quei prodotti che per aspetto, presentazione e packaging sembrano uguali a quelli Dop. Ma che nulla hanno a che vedere con il livello qualitativo degli stessi. La confusione causata da questi generi alimentari "similari", in vendita sugli scaffali al fianco di eccellenze come Grana Padano DOP, penalizza in maniera pesante i consumatori, il made in Italy e le aziende produttrici. Un danno che, solo per il Grana Padano DOP, vale i miliardo di euro: 700 milioniall'estero e300 milioni in  ltalia.
  • 9 Luglio 2013

    Il nostro è il cibo più sano al mondo

    La Padania Nel cibo sano siamo i primi in tutto il globo. È quanto emerge da un'analisi di Coldiretti sulla base dei dati dell'agenzia europea sulla sicurezza alimentare Efsa (The European Food Safety Authority). Secondo lo studio, diffuso in occasione del lancio della campagna per l'Expo 2015, l'Italia conquista il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite. I residui italiani (0,3 per cento) sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarità) e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarità). «C'è una straordinaria Italia che viviamo tutti i giorni e che il mondo ci invidia: è l'Italia del buon cibo,
  • 9 Luglio 2013

    La Ciliegia di Vignola Igp conquista Abu Dhabi

    Modena Qui Lo sceicco Hamad Ahlned Abdullah Al Romaithi ha ordinato 562 Kg di Ciliegie di Vignola IGP che gli saranno fornite dal mercato ortofrutticolo di Vignola. Con questo successo la ciliegia di Vignola si sta definitivamente imponendo, sui mercati internazionali, come prodotto di pregio e qualità. L'incontro tra l'eccellenza dell'ortofrutta modenese e Abu Dhabi si deve a Wafa Smari, imprenditrice nata a Bagdhad e trapiantata in Italia. L'anno scorso ha deciso di trasferirsi negli Emirati ma tra le sue mission, la principale è rimasta quella di portare all'estero le eccellenze italia...
  • 8 Luglio 2013

    Made in Italy all’attacco nel mondo

    La Stampa La Federalimentare, che associa le aziende italiane del cibo, e il governo italiano hanno avviato un'iniziativa di attacco globale per promuovere il Made in Italy in questo settore, e parlare di attacco non è esagerato, perché si tratta (fra le altre cose) di combattere le contraffazioni e soprattutto le barriere tariffarie e non tariffarie (insidiose soprattutto queste ultime) che bloccano i nostri prodotti alle frontiere. L'iniziativa prende di mira in particolare 12 Paesi fondamentali per capacità di consumo attuale e potenzialità di crescita: Australia, Brasile, Canada, Cina e Hong Kong, Corea del Sud, Emirati Arabi, Giappone, Russia, Thailandia, Turchia e Stati Uniti. L'industria alimentare italiana conta 6250 aziende con più di 9 addetti e un fatturato di 130 miliardi di euro.
  • 8 Luglio 2013

    Addio alla solita pizza ora il cibo a domicilio scopre i piatti di qualità

    La Repubblica Per molto tempo lo abbiamo visto solo nei film. Ora i piatti pronti portati fino alla porta di casa sono un'abitudine. E non è più solo la pizza. Dal 2010 le consegne di cibo a domicilio sono cresciute del 25 percento l'anno, mentre i consumi alimentari calavano dell'8,4 per cento. Quasi 5 milioni di italiani l'hanno ordinato almeno una volta, sono nati network nazionali, la scelta si è ampliata coinvolgendo specialità come il sushi e piatti regionali e a chilo metri zero, dalle zuppe ai ravioli, dalla spigola al brasato. A Roma può arrivare la carbonara, a Milano l'ossobuco, a Torino la frittata alle erbette che nessuno ha più il tempo di cucinare. Le motivazioni? Poco tempo per fare la spesa (il 60 percento degli intervistati in un sondaggio di Just Eat mette al primo posto questa "scusa"