Argomento: FOOD ECONOMY

  • 13 Novembre 2013

    Così l’origine diventa un must

    Italia Oggi Nell'industria alimentare italiana c'è voglia di differenziarsi, di far capire la diversità. Lo ha fatto Coop con la nuova etichetta dove specifica l'origine delle materie prime, lo ha fatto Buitoni con la scelta della carne 100% italiana. Lo fanno le aziende di trasformazione del pomodoro. Il Consorzio Casalasco, azienda proprietaria del brand Pomì non vuole parlare della polemica tra Nord e Sud sulla produzione dei pomodori scatenata da una sua recente campagna pubblicitaria. Ma spiega che l'origine della materia prima in un prodotto come il pomodoro in scatola «è molto importante in quanto nel passaggio dall'azienda agricola allo scaffale interviene un confezionatore.
  • 13 Novembre 2013

    Sugli Ogm si può trovare una terza via tra i sì e i no

    Il Sole 24 OreLa forza di un'esposizione universale che torna in Europa durante questi duri annidi crisi e affronta un tema davvero decisivo per il nostro destino, deve' essere innanzitutto questa e noi siamo determinati a non perdere l'occasione. Lo penso anche in relazione al dibattito che si è aperto a proposito di Ogm. Troppo spesso, infatti, sembra che il tempo si sia fermato e il tema, sicuramente complesso, rischia di essere affrontato allo stesso modo: stessi argomenti e stessa contrapposizione. Invece, abbiamo tutti bisogno di confrontarci e di capire meglio. Dobbiamo renderci conto che siamo in uno scenario nuovo e se vogliamo affrontare la questione con serietà non possiamo certo disconoscere che il progresso scientifico e lo stesso impianto normativo europeo in materia si sono notevolmente evoluti.
  • 7 Novembre 2013

    Il fattore tra-tra per salvare i mercati

    Il Sole 24 Ore Il fattore tra-tra starebbe bene in un ipotetico dizionario futurista del ventunesimo secolo. In realtà, tracciabilità e trasparenza, tra tra, hanno poco di futuristico e niente di astratto. Sono i fattori, reali e molto concreti, su cui il made in Italy si gioca il futuro. Senza ismi di sorta. Non è necessario fare troppi giri di parole: la trasparenza e la tracciabilità, assieme ai marchi di qualità che certificano la provenienza, sono gli unici strumenti che possono consentire la salvaguardia della qualità delle produzioni italiane e loro sopravvivenza sui mercati. Ecco perché ogni scandalo intorno alla salubrità degli alimenti è una coltellata profonda inflitta al sistema Italia.
  • 6 Novembre 2013

    La piadina alla Guerra del marchio IGP

    Il Resto del Carlino Il nuovo regolamento delle attività di produzione e vendita della piadina nei chioschi, che il consiglio comunale si appresta a votare, secondo il consigliere comunale della Lega Nord Romagna, Paolo Guerra, potrebbe complicare non poco la vita dei piadinari stessi. «Del regolamento - dice Guerra - se approvato in questa stesura, se ne parlerà ben oltre i confini della Romagna. Ciò in quanto il documento, che dovrebbe riguardare solo i requisiti strutturali ed urbanistici dei chioschi per fini autorizzativi, impone invece che la produzione sia di esclusiva Piadina Romagnola. L'iter per il riconoscimento del marchio IGP dovrebbe concludersi verso la metà del 2014.
  • 5 Novembre 2013

    Sicurezza alimentare, ecco la task force antifrode

    QNIn tempo di crisi e di caccia al risparmio, aumentano le frodi a tavola. In sei anni, dal 2007 al 2013, denuncia la Coldiretti, il valore di cibi e bevande adulterati, contraffatti o falsificati, è cresciuto del 170%. Solo nei primi nove mesi di quest'anno sono stati sequestrati dai carabinieri dei Nas beni e prodotti per 335,5 milioni, a partire da carne (24% dei sequestri), farine, pasta e pane (16%), latte e derivati (9%), vino e alcolici (8%). Ma non si scherza neppure con la ristorazione (20% ) dove si è diffuso l'utilizzo di ingredienti low cost che spesso nascondono frodi e adulterazioni. Se l'impegno antifrodi dei Nas ha portato ad arrestare 24 persone e a segnalarne 1.389 all'autorità giudiziaria
  • 5 Novembre 2013

    Il pomodoro a rischio harakiri

    Il Sole 24 Ore L'emergenza ambientale mette in ginocchio l'agroalimentare campano, con ripercussioni in tutto il Sud. Le denunce dei comitati della Terra dei fuochi, da anni devastata da roghi di rifiuti, e ancor di più la recente desecretazione delle rivelazioni del pentito di camorra, Carmine Schiavone, su scarti tossici provenienti da tutta Italia e dall'estero, producono l'effetto indotto di diffondere tra consumatori e commercianti sfiducia verso le produzioni campane. Nel mirino finiscono sia il prodotto fresco che quello trasformato - come conserve di pomodoro e di altri vegetali, Mozzarella di Bufala Campana DOP. Infine, come un cerino sulla benzina, la campagna pubblicitaria del Consorzio Casalasco del Pomodoro
  • 4 Novembre 2013

    L’azienda cresce con i soldi stranieri

    La Stampa Vietato restare a guardare solo nel proprio cortile: il mercato è globale. Così la campagna acquisti da parte di multinazionali estere dei nostri pezzi più pregiati non sempre significa perdere il controllo delle aziende italiane. Al contrario: a volte è un modo - forse l'unico oggi - per valorizzare e rafforzare le imprese sui mercati internazionali, nel nome del Made in Italy. Un dibattito attuale diventato allarme quando, qualche giorno fa, Coldiretti ha fotografato il quadro delle cessioni, dopo il cambio di timone a Telecom Italia. Ed è emerso il «caso» dell'agroalimentare. L'elenco è lungo, i nomi sono quelli di imprese storiche. Come Olio Sasso, Carapelli e Bertolli
  • 29 Ottobre 2013

    Ora le castagne importate superano quelle nostrane

    Gazzetta di Modena Un fatto storico, mai accaduto, che si deve al calo di produzione in Italia determinato dall'andamento climatico e da un micidiale insetto killer. E tempo di castagne ma per la prima volta nella storia sulle tavole autunnali degli italiani ci sono più castagne straniere che nostrane. La Coldiretti ha infatti denunciato la situazione: «le importazioni dall'estero che hanno superato in quantità la produzione Made in Italy scesa al minimo di sempre». L'analisi della Coldiretti mette in evidenza il grave declino del prodotto alimentare simbolo dell'autunno. «L'andamento climatico sfavorevole ma soprattutto gli attacchi provocati dall'insetto killer del castagno in Italia dalla Cina.
  • 25 Ottobre 2013

    Agroalimentare, la vera partita si gioca in Europa

    Dossier Toscana Raggiunto l'accordo sulla riforma della politica agricola comune, sul versante interno i nodi da sciogliere restano il sostegno all'ingesso dei giovani nel settore, la difesa made in Italy e la promozione di Expo 2015. II ministro dell'agricoltura, Nunzia De Girolamo, individua le priorità per il settore primario. L'agroalimentari più elevato a livello comunitario e anche l'export del comparto mantiene quote significative. Il 2013, già dall'inizio, ha registrato un aumento del 7 per cento delle esportazioni, come segnala un'indagine di Coldiretti su dati Istat relativi a maggio. «Il settore agroalimentare è storicamente al centro dell'economia italiana evidenzia il ministro De Girolamo - ed è anche uno dei pochi
  • 21 Ottobre 2013

    Falsi made in Italy, nuovo allarme

    QN L'ultima frontiera del falso made in Italy. Parmigiano e mozzarella prodotti in casa con il fai-da-te delle polverine. Dopo i kit del vino denunciati l'anno scorso, al XIII Forum dell'agricoltura e dell'alimentazione, la Coldiretti ha smascherato il nuovo inganno che colpisce i formaggi italiani. Miracolosi miscugli di pillole e polveri, prodotti in Europa (a partire dalla Gran Bretagna), Usa e Australia, venduti nei negozi ma anche acquistabili dall'Italia su Internet, che promettono di produrre in trenta minuti una mozzarella e in due mesi il parmigiano (Parmesan) o il pecorino (Romano). Una doppia falsificazione, perchè non solo riguarda la vendita di copie, ma adesso si spinge dentro le pareti domestiche.
  • 18 Ottobre 2013

    Primo sì europeo al “Made in”

    Il Sole 24 Ore Primo traguardo per il pacchetto sicurezza dei consumatori e per il suo articolo 7 che recepisce le norme sull'origine e l'etichettatura dei prodotti, il cosiddetto "Made in". Ieri mattina la commissione Mercato Interno e Protezione dei Consumatori ha approvato con 27 si, 5 no e 7 astenuti (contrari sarebbero stati alcuni popolari tedeschi) la proposta di regolamento presentata dal vicepresidente della Commissione Ue e commissario all'Industria, Antonio Tajani e dal commissario alla Salute Tonio Borg, per riordinare le norme sulla tutela e la sicurezza dei consumatori Ue. Nel provvedimento, l'articolo 7 dispone: «I fabbricanti e gli importatori appongono sui prodotti un'indicazione del Paese di origine del prosotto
  • 17 Ottobre 2013

    Fronte comune politica-impresa sul “Made in”

    Il Sole 24 Ore Contraffazione. Oggi il voto al Parlamento europeo. Industriali ed europarlamentari italiani compatti oltre gli schieramenti per difendere la tutela dei marchi e la certificazione di origine dei prodotti che oggi sarà all'esame della commissione Mercato interno del Parlamento europeo. La proposta di regolamento sulla qualità e la sicurezza dei prodotti, firmata dal vicepresidente della Commissione UE, Antonio Tajani, che all'articolo 7 recepisce anche la necessità della certificazione di origine, il cosiddetto Made in entra oggi nel vivo dei lavori del Parlamento a Bruxelles e trova la compagine dei rappresentanti italiani decisa a sostenerne le ragioni. Un voto «decisivo per l'industria e per i consumatori italiani ed europei»
  • 11 Ottobre 2013

    Sprint del Governo sulla lotta al falso «made in Italy»

    Il Sole 24 Ore L'analisi di Roberto lotti «In Europa è l'ora di puntare i piedi», pubblicato dal Sole 24 Ore il 10 ottobre, merita una risposta da parte mia. Se, fino ad oggi, l'Europa ha fornito risposte troppo deboli sulla questione della tutela dei nostri prodotti agroalimentari rispetto a fenomeni di imitazione nel mondo, l'Italia, al contrario, non ha mancato di far sentire la sua voce. Nei mesi scorsi il Governo ha posto, con un'iniziativa senza precedenti, un veto all'attuazione provvisoria degli accordi di libero scambio tra Europa, Costarica e El Salvador. Il nostro stop è arrivato dopo che l'US Dairy - l'associazione statunitense dei produttori di formaggi - si era opposta alla registrazione delle indicazioni geografiche
  • 11 Ottobre 2013

    Falso made in Italy nel tempio del food

    Il Sole 24 Ore.Negli stand della Fiera di Colonia, la più grande del mondo, la guardia di finanza tedesca ha sequestrato i prodotti italiani contraffatti. Industria della contraffazione senza pudore: nel tempio del food mondiale, la fiera tedesca Anuga che si è chiusa ieri a Colonia, le autorità giudiziarie sono intervenute per sequestrare a produttori americani e australiani formaggi italiani protetti da DOP. Ma in realtà questa edizione di Anuga (con 1.100 imprese italiane su 6.700 totali) ha visto cadere ogni remora da parte delle aziende pirata che hanno fatto ampio ricorso a nomi di ...
  • 20 Settembre 2013

    Il Pecorino Romano batte la crisi

    Nuova Sardegna Il Pecorino Romano DOP supera di slancio la crisi e si impone con sempre maggiore autorità sul mercato, non solo italiano ma addirittura internazionale. A parlare sono i numeri. Che danno una grande spinta a un settore che negli anni ha dovuto affrontare momenti molto difficili, ma che ora sta cominciando a rialzare la testa. Nel 2012, il fatturato della produzione di pecorino romano è cresciuto del 16,6%, passando dai 120 milioni del 2011 a 140 e la previsione per l'anno in corso è quello di raggiungere la quota di 160 milioni di euro. A trainare l'ascesa del "romano" è ...
  • 20 Settembre 2013

    DOP e IGP, l’Italia è leader UE

    Gazzetta di Parma L'Italia fa ancora il pieno di etichette di qualità peri prodotti della tavola, confermandosi primo Paese per numero di riconoscimenti DOP (Denominazione di origine protetta), IGP (Indicazione geografica protetta) e STG (Specialità tradizionale garantita) conferiti dall'Unione europea. A certificarlo è l'Istat. Un primato quello dell'Italia forte di 248 prodotti di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2012, nove in più rispetto alla fine del 2011. Sono invece 243 i prodotti attivi nel 2012, peri quali è stata verificata la produzione o la trasformazione nel corso dell'anno.