Argomento: FOOD ECONOMY

  • 8 luglio 2013

    Made in Italy all’attacco nel mondo

    La Stampa La Federalimentare, che associa le aziende italiane del cibo, e il governo italiano hanno avviato un'iniziativa di attacco globale per promuovere il Made in Italy in questo settore, e parlare di attacco non è esagerato, perché si tratta (fra le altre cose) di combattere le contraffazioni e soprattutto le barriere tariffarie e non tariffarie (insidiose soprattutto queste ultime) che bloccano i nostri prodotti alle frontiere. L'iniziativa prende di mira in particolare 12 Paesi fondamentali per capacità di consumo attuale e potenzialità di crescita: Australia, Brasile, Canada, Cina e Hong Kong, Corea del Sud, Emirati Arabi, Giappone, Russia, Thailandia, Turchia e Stati Uniti. L'industria alimentare italiana conta 6250 aziende con più di 9 addetti e un fatturato di 130 miliardi di euro.
  • 8 luglio 2013

    Addio alla solita pizza ora il cibo a domicilio scopre i piatti di qualità

    La Repubblica Per molto tempo lo abbiamo visto solo nei film. Ora i piatti pronti portati fino alla porta di casa sono un'abitudine. E non è più solo la pizza. Dal 2010 le consegne di cibo a domicilio sono cresciute del 25 percento l'anno, mentre i consumi alimentari calavano dell'8,4 per cento. Quasi 5 milioni di italiani l'hanno ordinato almeno una volta, sono nati network nazionali, la scelta si è ampliata coinvolgendo specialità come il sushi e piatti regionali e a chilo metri zero, dalle zuppe ai ravioli, dalla spigola al brasato. A Roma può arrivare la carbonara, a Milano l'ossobuco, a Torino la frittata alle erbette che nessuno ha più il tempo di cucinare. Le motivazioni? Poco tempo per fare la spesa (il 60 percento degli intervistati in un sondaggio di Just Eat mette al primo posto questa "scusa"