Argomento: EXPORT

  • 30 Ottobre 2012

    Salone del gusto: in arrivo il marchio europeo di tutela per altri 11 prodotti italiani

    L’agnello del centro Italia, la Focaccia di Recco col formaggio, i maccheroni di Campofilone, la mela del Friuli, il melone di mantovano, la pasta di Gragnano, la patata dell’alto viterbese, il sale marino di Trapani, il salame felino, il salmerino del Trentino, le trote del Trentino. Sono questi gli 11 prodotti “Made in Italy” che a breve potranno fregiarsi dei marchi di tutela europei Dop o Igp. Lo rivela la Cia-Confederazione italiana agricoltori che all’interno del “Salone del gusto”, in svolgimento a Torino, sta proponendo degustazioni ad-hoc sotto lo slogan “quasi Dop, ...
  • 30 Ottobre 2012

    Alimentare pasta, vino e fantasia:così sfonda il cibo made in Italy

    CorrierEconomiaNel 2012 esportazioni a quota 27 miliardi (+18%). Ma falsi e barriere all'ingresso frenano l'espansione. Il lusso made in Italy? Moda, calzature, ma anche gli spaghetti di grano duro e il Verdicchio. Sono questi i campioni del «luxury food» italiano, che vende sempre di più all'estero. Se nel 2011 le esportazioni del settore agroalimentare ammontavano a 2 miliardi di euro su 127 miliardi o complessivi di fatturato, Federalimentare stima per il 2012 un giro d'affari di circa 130 miliardi, di cui 27 miliardi generati dalle esportazioni. All'interno di questo 18% di ...
  • 30 Ottobre 2012

    Con Veronafiere il vino italiano alla conquista di Russia e Hong Kong

    Milano FinanzaÈ partita ieri a Mosca Vinitaly in the world, la vetrina enologica di Veronafiere per promuovere l'eccellenza dei vini italiani nel mondo. Il progetto si propone di dare supporto concreto ai produttori che operano sui mercati esteri più complessi per quanto riguarda le pratiche amministrative, il rapporto con gli interlocutori, e infine le dinamiche di importazione. L'export di vino italiano non conosce battute d'arresto, avendo superato nel 2011 i 4,4 miliardi in valore, in aumento del 12,4%, e in volume i 23 milioni di ettolitri (+9,4%). Numeri significativi alla luce della ...
  • 29 Ottobre 2012

    “Eccellenza al prezzo giusto” la Coop ora punta all’export

    Affari&Finanza«Vogliamo portare i prodotti dell'eccellenza italiana sui mercati internazionali grazie alla rete distributiva delle cooperative europee,  un fatturato di 74 miliardi, e forti di oltre 36mila punti vendita»: Vincenzo  Tassinari, presidente Coop, nome storico della cooperazione del nostro paese, da oltre vent'anni alla guida di una  realtà che fattura 13,1 miliardi di curo,  raggruppa 114 cooperative di consumo, conta 7,7 milioni di socie e dà lavoro a più di 56mila persone, non ha dubbi: adesso guarda all'export come a una  strada per crescere. ...
  • 29 Ottobre 2012

    Brazzale: che grana, la guerra ai Dop

    Affari & Finanza Le sue 15 mila mucche pascolano, beate, su dolci colline verdi tappezzate di fiori e irrigate naturalmente dalla pioggia che fa crescere il foraggio. Ogni capo di bestiame ha a disposizione, in media, 5 ettari, viene allevato con stabulazione libera o con una cuccetta individuale, nelle settanta fattorie che costituiscono un comprensorio. Nel complesso si producono 380 mila litri di latte al giorno, che vanno a costituire la materia prima di un formaggio molto - troppo simile al parmigiano. Peccato che tutto questo paradiso non si trovi in Italia ma in Moravia, regione ...
  • 25 Ottobre 2012

    Alla ricerca delle radici contadine

    Il Tirreno.it «L’Italia esporta 32 miliardi di euro di prodotti agroalimentari. Una cifra enorme se si pensa all’esiguità del territorio. Se usciamo dalla Pianura Padana e da poche altre zone pianeggianti (il tavoliere di Puglia ecc.) noi scopriamo che il 75% del nostro territorio è colline o montagne. Dobbiamo essere orgogliosi di questo risultato». Alla vigilia del Salone del gusto, Paolo De Castro fa il punto sul comparto agroalimentare. Lui che è stato ministro dell’Agricoltura e che oggi è europarlamentare (ma mi chiami professore, onorevole oggi non va di moda) ha una ...
  • 23 Ottobre 2012

    L’olio della Riviera dei fiori roccaforte della qualità

    Il Sole 24 OreNuove aziende di nicchia nate anche dall'autoimprenditorialità oltre ai marchi storici che vendono alla Gdo o per corrispondenza. Dopo la polverizzazione della filiera s'irrobustisce la produzione dop. «Terreno avaro, terreno insufficiente su roccia a strapiombo, terreno che franerebbe a valle e che l'uomo tien su con grand'opera di muraglie e terrazze. (...) milioni di metri quadri di muri a secco che (...) i nostri padri hanno, pietra per pietra, con le loro mani costruito». Così, nel 1911, lo scrittore Giovanni Boine tratteggiava con efficacia il panorama su cui gli imperiesi coltivavano, e tuttora coltivano, gli ulivi. Lo scriveva in un saggio intitolato "La crisi degli ulivi in Liguria" [...]. E se di crisi si parlava un secolo fa, dello stesso argomento si è parlato a più riprese, negli anni.
  • 22 Ottobre 2012

    Beretta triplica in Cina e aspetta lo shopping giusto per crescere anche in Italia

    È stata trai primi a portare le vaschette di prosciutto di Parma negli Usa e a puntare con decisione sull'export che oggi vale un quarto di un fatturato vicino ai 600 milioni di euro. Ha da poco acquisito la Framon e i suoi "San Daniele”. L’industria alimentare punta sull'export. Lo dice l'Istat, affermando che mentre nello Stivale i consumi frenano, il made in Italy alimentare sta volando a livelli record sui mercati esteri, con una crescita tendenziale del 9%. Una novità per molte imprese del settore, ma non per il colosso della salumeria italiana Fratelli Beretta, che questa cosa ...
  • 22 Ottobre 2012

    Il made in Italia a tavola cresce sui mercati esteri

    Affari & FinanzaProdotti alimentari esclusivi, accompagnati da denominazioni di origine e spesso lanciati sul mercato da aziende di piccole dimensioni. L'alto di gamma è un fiore all'occhiello dell'alimentare italiano, segno caratteristico del mangiar bene, che oggi si trova a fare i conti con nuove opportunità (a cominciare dalla domanda crescente che arriva dai mercati emergenti) e criticità (il rallentamento della congiuntura in Occidente, in parte compensato dal boom dei consumi a km 0). Dario Righetti, partner di Deloitte e responsabile Consumer Business per l'Italia, inquadra il mercato. «Quello che da più parti viene definito luxory food è uno dei settori più reattivi di fronte alla crisi: dopo una flessione nel 2009, ci sono stati segnali di un'inversione di tendenza, rafforzati nel 2011».
  • 19 Ottobre 2012

    Grana padano più forte della crisi

    FOODNel 2011 è diventato, secondo il Consorzio che lo rappresenta, il prodotto dop più venduto in Italia e nel mondo. Adesso l'obiettivo è farsi strada in Cina e nei mercati emergenti. Senza dimenticarsi dell'Italia, Stando a quanto riferisce a Food Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, nel 2011 il noto formaggio a lunga stagionatura è diventato il primo prodotto dop venduto e consumato sia in Italia che all'estero. E proprio sull'export sembrano concentrarsi gli sforzi dei produttori, complice una crescita che non ha (quasi) avuto battute d'arresto neanche durante la recessione. Dott. Berni, una crescita lineare quella delle esportazioni di grana? «Nel 1999 esportavamo circa 400mila forme, lo scorso anno si è chiuso con 1 milione e 320mila e in primis la Russia e il Giappone».
  • 18 Ottobre 2012

    L’Asiago dop apre la campagna di Francia

    Il GazzettinoContinua e si rafforza l'attività del Consorzio Tutela Formaggio Asiago nella promozione all'estero. Forte di una crescita complessiva, nei primi sei mesi del 2012, dell'8,2% nelle esportazioni, la quarta Dop casearia italiana di latte vaccino apre una nuova stagione di azioni sul mercato francese divenuto, grazie alle azioni svolte dal Consorzio, il primo mercato in Europa per l'Asiago Dop, con un +25% di vendite nei primi sei mesi del 2012 rispetto ai dati del 2011. Dal 21 al 25 ottobre, l'Asiago Dop sarà al Sial, la prestigiosa fiera parigina del comparto food, nello stand ...
  • 17 Ottobre 2012

    L’Asiago DOP cresce del 25% in Francia

    Forte di una crescita complessiva, nei primi sei mesi dei 2012, dell'8,2% nelle esportazioni, l'Asiago DOP accelera iti Francia, divenuto il primo mercato in Europa, con un +25% di vendite nei primi sei mesi del 2012 rispetto al 2011. Dai 21 al 25 ottobre, l'Asiago DOP sarà al Sial, la prestigiosa fiera parigina del coni parto food.
  • 15 Ottobre 2012

    Industria L’Italia che crede nell’Italia

    Corriere della SeraTechnogym e Lavazza, Maserati e De Cecco, ma anche la Fileni di Macerata e l'emiliana Brevini. Chi investe in patria. La scorsa settimana a inaugurare lo stabilimento di sughi Barilla c'era il presidente del Consiglio, Mario Monti. Segno che l'evento, un grande gruppo italiano che investe nel suo Paese, anche se solo una quarantina di milioni di euro, meritava di essere amplificato. Così come l'inaugurazione, la settimana prima, del nuovo centro wellness del gruppo Technogym, per il quale si è spostato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma è ...
  • 11 Ottobre 2012

    Il pecorino di Thiesi perde gusto con la Ue

    Il Sole 24 OreL'Italia è spesso sfacciata e sempre uguale a se stessa, ma è anche una terra silenziosa e piena di misteri. In questa storia ci sono gli uomini dignitosi e duri della Sardegna interna e l'odore forte dei loro formaggi, la suggestione muta e arcaica dei nuraghi e la meccanica poco celeste dei mercati globali, soprattutto quando alterati nella loro fisiologia dal protezionismo. A Thiesi, nella parte del Sassarese chiamata Meìlogu (il luogo di mezzo)', si trova l'epicentro di un sistema produttivo locale agroindustriale fondato sul Pecorino Romano DOP, il formaggio che gli imprenditori laziali insegnarono a fare ai pastori sardi a inizio Novecento, quando l'agro pontino non dava abbastanza erba per saziare la fame delle centinaia di migliaia di pecore che cingevano d'assedio Roma.
  • 1 Ottobre 2012

    Berlino esporta di più, ma il wurstel non vale la mozzarella

    Il MessaggeroAlla prova dei fatti, non dovrebbe essere solo il gorgonzola ad avere la lacrima, ma tutti i prodotti enogastronomici italiani. Una tragica notizia ci giunge infatti dal nostro settore agroalimentare: incredibile a dirsi, la Germania esporta più cibo dell'Italia. Essere battuti dalla Francia, che ha una tradizione culinaria di tutto rispetto, può starci, ma venire umiliati da un Paese che ha nel wurstel l'apice della prelibatezza è veramente sconfortante. Adesso ci manca solo divenire a sapere che in Bielorussia fanno i mandolini meglio che da noi, poi la nostra autostima subirebbe il colpo di grazia, da cui non saremmo in grado di rialzarci. Prima di lanciare una fatwa su Benedetta Parodi
  • 28 Settembre 2012

    “I mercati a km 0? L’agricoltura cresce solo con l’estero”

    Il Corriere della Sera«È vero che in un mondo globalizzato una nicchia può diventare una cattedrale ma facciamo attenzione a non concentrarci solo sulle mode». Quali mode? «Quella del chilometro zero, ad esempio. Per carità, va benissimo, suona pure accattivante. Ma resta una nicchia. E invece per conquistare i mercati esteri bisogna aumentare la produzione». Mario Guidi è il presidente di Confagricoltura, l'associazione del settore che per tradizione rappresenta gli imprenditori più grandi. Presidente, nell'agroalimentare l'Italia esporta meno della Germania e il ministro Mario ...