Argomento: EXPORT

  • 10 dicembre 2012

    Raccolto meno ricco per i kiwi

    Scende del 19% la produzione italiana. I kiwi rappresentano il 6% dell'intera raccolta frutticola e, negli ultimi due anni, ha avuto un'impennata produttiva grazie alla messa a dimora di nuovi impianti.
  • 10 dicembre 2012

    «Business sano e biologico»

    CorrierEconomia Iris esporta il 55% e piace ai gruppi di acquisto solidali. Chi ha detto che in tempi di crisi economica, e quindi di budget ridotti, non è possibile ottenere incrementi di fatturato praticando l'agricoltura biologica di qualità? A smentire questa tesi è Iris, società cooperativa agricola cremonese nata nel 1984 dall'idea di nove giovani amici della pianura padana. I dati dell'impresa di Calvatore d’altronde parlano chiaro. Tanto che nel 2011 ha registrato un giro d'affari pari a 13 milioni di euro, chiuderà il 2012 con un incremento di fatturato del 10% e prevede un ...
  • 10 dicembre 2012

    Made in Italy. L’alimentare ha fame di successo

    CorrierEconomia È una delle tre A che hanno reso grande il made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare italiano, con oltre 880 mila aziende, e almeno 1,7 milioni di addetti, ha tutte le carte in regola per diventare un elemento chiave per lo sviluppo di una cultura che crea occupazione e valore. Il settore in Italia ha un valore complessivo di 250 miliardi di euro (il 1511% del Pil).È quanto emerge dalla, ricerca di Deloitte, pubblicata da Slow Food Editore e che ha coinvolto numerosi rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale.Forse più delle altre A (abbigliamento e arredo) l'agroalimentare continua a macinare utili al l'estero: infatti il valore dell'export ha superato i 30 miliardi di euro. grazie alla visibilità raggiunta dai prodotti e alle innovazioni, oltre che per la qualità.
  • 7 dicembre 2012

    Olio, ombre USA sul made in Italy

    Agrisole Le autorità statunitensi aprono un'indagine per verificare vendite sottocosto e sussidi alle esportazioni Olio, ombre Usa sul made in Italy Gli operatori temono barriere all'ingresso sul primo mercato estero dell'extravergine italiano rischio le vendite di olio italiano negli Usa. L'International trade commission Usa (Usitc) ha infatti aperto un'indagine sulle importazioni negli Stati Uniti di olio d'oliva che potrebbe in breve tempo portare alla definizione di dazi e barriere all'ingresso a carico dei fornitori internazionali. L'indagine punta a chiarire le condizioni competitive negli Usa dei diversi paesi fornitori e in particolare se le strategie commerciali adottate. attraverso politiche di dumping o sostegni all'export che abbiano penalizzato l'industria olearia statunitense. Un comparto invece in grande crescita e che nel corso degli ultimi 10 anni,
  • 6 dicembre 2012

    Qui lo slow food incontra l’industria

    Il Mondo Quarta regione in Italia per produzione alimentare, il Piemonte è il campione dell'export tricolore. Nel 2011, il giro d'affari nel mangiare & bere ha toccato i 12 miliardi di euro e le esportazioni hanno superato i 4 miliardi.Due simboli della riscossa nazionale a tavola sono non a caso piemontesi: Carlo Petrini e Oscar Farinetti. Petrini ha creato, partendo da Bra, un movimento mondiale come Slow food, che ha rivoluzionato il rapporto tra produttori e consumatori e creato, com'è stato scritto, «un nuovo umanesimo che ha nel cibo, nella terra, nell'uomo i suoi perni fondamentali».Farinetti si è inventato Eataly, la catena di supermercati-ristoranti di prodotti alimentari che dall'Italia si è allargata con crescente successo a Tokyo e a New York e punta a Istanbul e Chicago, Los Angeles e San Paolo del Brasile.
  • 6 dicembre 2012

    Tradizione & innovazione

    Il Mondo L`alimentare esporta per oltre 11 miliardi di euro, il turismo ne vale 5,5. Crescono la meccatronica e la chimica sostenibile. E il tessile punta sui nuovi ricchi dei Brics. Anche in tempi di crisi sulla tavola delle feste trionfa il made in Piedmont, autentico prodotto anti-ciclico. Sì, perché il lombardo panettone in realtà ormai viene sfornato (in milioni di esemplari al giorno) anche nel Cuneese, a Fossano. In quello che è diventato un distretto dei dolci da forno e ricorrenza, con colossi del settore dolciario come Maina e Balocco che ormai esportano oltremanica come oltreoceano. Per non parlare dí Alba e della Ferrero, sinonimo di cioccolato nel mondo: la sua Nutella è tra i brand più riconoscibili su scala planetaria. Se l`alimentare è la punta di diamante del made in Italy, è il Piemonte a trainarlo. Parlano i numeri raccolti dall`ufficio studi di Federalimentare:
  • 6 dicembre 2012

    A furia di tagli alla produzione l’Europa finisce senza cibo

    Panorama Inizia il conto alla rovescia per la riforma dell'agricoltura europea. Ma trovare entro aprile un accordo sul pacchetto di proposte di Bruxelles è tutt'altro che facile. Il cuore delle modifiche riguarda il cosiddetto «greening». Di che si tratta? Per ridurre l'impatto inquinante, la Commissione europea vuole chiudere i rubinetti ai contadini poco «verdi». In pratica, per potere accedere al 30 per cento dei finanziamenti europei, gli agricoltori dovrebbero tagliare il 7 per cento della produzione, lasciando a riposo parte dei terreni finora coltivati. Una contraddizione, se si calcola che già oggi più della metà della soia mondiale viene comprata dai cinesi e il rischio è restare a secco di risorse. Ecologia a parte, suscita mugugni il fatto che la riforma porterebbe a una ridistribuzione dei fondi agricoli più in favore dei paesi dell'Est. Per dare la dimensione della battaglia,
  • 3 dicembre 2012

    Indagine su “re Barolo” riverito e incompreso

    La StampaI produttori: "Deve scendere dagli scaffali alti e proporsi di più". Se fosse un personaggio pubblico, sarebbe Mario Monti. Serio, rigoroso, autorevole, proprio come il Barolo. A dirlo è il professor Renato Mannheimer, che ieri pomeriggio al Museo del Vino di Barolo ha presentato i risultati di un'indagine sui consumi di questo vino, condotta con l'Ispo intervistando 50 importanti ristoratori e altrettanti enotecari italiani. Una ricerca commissionata dall'Accademia del Barolo per capire meglio le ragioni della scelta del «re dei vini» da parte del cliente, l'andamento dei consumi con l'individuazione del profilo degli acquirenti e l'impatto della crisi economica sulle vendite. I risultati un po' sorprendono, un po' confermano. Non stupisce il fatto che al ristorante i clienti preferiscano abbinare il Barolo alle «solite» carni rosse e formaggi.
  • 30 novembre 2012

    Dritti verso la qualità

    Dossier Lombardia ( Il Giornale) Il vento di fine estate è stato propizio all'agroalimentare italiano, che da poche settimane può contare su uno strumento in più a tutela delle proprie eccellenze. Si tratta della nuova disciplina in materia di produzioni agricole certificate e d'origine geografica controllata, nota con il nome di "pacchetto qualità", approvato il 13 settembre dal Parlamento europeo. «L'approvazione di questo provvedimento - commenta Mario Catania, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali - è un risultato molto significativo per l'Italia e per la difesa delle nostre produzioni agroalimentari». Quali le principali novità introdotte dal testo? «Tra le novità introdotte dal pacchetto, è fondamentale la cosiddetta protezione ex officio, che obbliga gli Stati membri ad attivarsi per tutelare le indicazioni geografiche provenienti dagli altri Paesi dell'Unione europea. In questo modo i prodotti Dop e Igp
  • 30 novembre 2012

    Agricoltura, il rilancio dei giovani imprendotori

    Il Corriere del Sera Un settore in cui le opportunità professionali sono in crescita? Oggi può sembrare un'utopia. Se poi si tratta di uno dei più antichi e tradizionali suona ancora più strano. Sarà l'agricoltura a trainare l'Italia e l'occupazione dei giovani nei prossimi anni? Dati e statistiche confermano questa tesi: quello agricolo è il settore che fa registrare l'aumento più elevato del numero di lavoratori dipendenti, il 10,1 per cento secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al secondo trimestre 2012. A crescere, in campagna, è sia il numero di lavoratori dipendenti (+10,1%) che di quelli indipendenti (+2,9%). Le figure professionali più ricercate spesso richiedono un alto grado di professionalità: «Tra i mestieri "tradizionali" rimangono sempre attuali trattoristi, potatori e innestatori - spiega Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani di Coldiretti
  • 30 novembre 2012

    Modello Chiantishire

    L'Espresso Speciale Toscana Soft economy. Un circolo virtuoso tra cultura, arte e buon vivere. Che diventa sistema di sviluppo. E la regione vola sulle ali di grandi vini, alimenti preziosi, paesaggi intatti. E agricoltura hi-tech. In principio fu il "Chiantishire". Il triangolo d'oro tra Arezzo, Firenze e Siena, terra di colline, vigneti e casali trasformati in eremi di lusso da Sting,proprietario della tenuta settecentesca li Palagio a Figline Valdarno, e tanti altri nababbi. E scomparso tre anni fa John Mortimer, lo scrittore inglese che coniò il celebre appellativo, ma tra i suoi connazionali il mito della Toscana è più vivo che mai. Sinonimo di benessere e stile di vita "rural chic", tanto che il "Financial Times" di recente ha parlato dei prezzi vertiginosi ai quali vengono messe in vendita le case nel Chianti, alla faccia della crisi: 11 ettari, di cui quasi tre di vigneto,
  • 29 novembre 2012

    La leadership dei marchi

    L'Arena È pari a quasi 10 miliardi il fatturato al consumo realizzato dai prodotti italiani di qualità protetti dal riconoscimento comunitario (Dop/Igp) in Italia e all'estero. È quanto emerge dal rapporto (stat "I prodotti agroalimentari di qualità Dop, Igp e Stg” che certifica la leadership italiana in Europa con 246 riconoscimenti di prodotti a Denominazione di origine (Dop), Indicazione geografica protetta (Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg).Aumenta anche il fatturato realizzato all'estero grazie alle buone performance ottenute da prodotti più rilevanti economicamen...
  • 27 novembre 2012

    Lo strano mix rossi-bollicine vince la sfida Paesi emergenti

    Il Sole 24 Ore Terra di grandi vini rossi e, insieme, di bollicine. Terra di cantine storiche, di produttori familiari, che ha aperto le porte a multinazionali e investitori esteri - da Gancia a Cinzano alla Martini & Rossi - senza però perdere la scorza dura dei vecchi vinaioli. Il distretto del vino di Langhe Roero e Monferrato - a cui fanno capo i 3/4 della produzione vitivinicola regionale - si gioca tutto su qualità ed export: il 95% della produzione è a denominazione grazie a 37 tra Doc e Docg (contro il 64% della media italiana), con l'Asti che pesa per il 33% in Piemonte, il Barbera per l'11% e il Barolo per il 5%, con oltre 97mila ettolitri prodotti l'anno scorso, il 7% in più dell'anno prima. Le performance sui mercati esteri, che assorbono circa il 70% del vino, sono nei numeri: in dieci anni, come racconta l'elaborazione curata dall'Osservatorio sui distretti di intesa Sanpaolo,
  • 26 novembre 2012

    Chianti, il Consorzio va l’export raddoppia e dà fondo alle riserve

    Affari&Finanza L'organizzazione rinnovata ha dato un forte impulso alle vendite all'estero,tanto che si vuole anticipare l'arrivo sul mercato dell'ultima vendemmia. Polemiche sulla qualità ma con le nuove risorse si può tornare ad investire. "A dicembre ci confronteremo per valutare l'immissione al consumo anticipato: il fatto che si stia pensando alla fattibilità di questa ipotesi è già un segnale: siamo usciti dal tunnel e il Chianti ha ripreso a correre». Giovanni Busi, alla guida del Consorzio Vino Chianti, è appena tornato da Tokio, dove è arrivato da Pechino e Hong Kong. Una breve sosta a Roma, per il Chianti in piazza e già pronti sulla rampa di imbarco per gli Usa, la Russia e poi la Svizzera. «Inonderemo il mondo di Chianti», aveva dichiarato due anni fa, prima di iniziare il road show
  • 24 novembre 2012

    Italia maglia “rosa” per gli oli extra vergini DOP e IGP

    La Discussione L'Italia indossa la maglia rosa per il numero gli oli extra vergini di oliva Dop e Igp riconosciuti dalla Unione Europea ma non per quello delle olive da tavola. Su 116 oli di oliva a Dop e Igp nella Ue, l'Italia ne rappresenta 43 pari al 40% in tutta Europa. La percentuale scende drasticamente per le olive da tavola. Il nostro Paese si conferma terzo produttore in ambito Ue, dopo Spagna e Grecia con appena 3 Dop di olive da tavola riconosciute: la Bella della Daunia in Puglia, la Nocellara del Belice in Sicilia e l'Oliva ascolana del Piceno in Abruzzo e Marche. Il 35% circa della produzione proviene da cultivar da tavola, la restante parte da cultivar a duplice attitudine la cui utilizzazione è estremamente variabile in dipendenza della domanda di mercato e dell'andamento stagionale. Il quadro produttivo nazionale vede Sicilia e Puglia
  • 23 novembre 2012

    Agroindustria a tutto export

    Il MondoUno stabilimento costato 40 milioni. Per riportare a casa la produzione di sughi, dopo decenni di partner esterni. È l'ultima scommessa accettata dal gruppo Barilla, che ha appena inaugurato una nuova fabbrica a Rubbiano, in provincia di Parma, che darà lavoro a 120 addetti. «Il nostro è un messaggio di fiducia nel futuro», spiega il presidente Guido Barilla, «andiamo avanti, andate avanti, con coraggio. Rappresenta la dimostrazione che è possibile investire sulla qualità in Italia con un`ottica internazionale». Per vendere i sughi prodotti a Rubbiano, con materie prime perlopiù italiane (il 74% del totale e il 100% di formaggio e basilico), la maggiore multinazionale agroindustriale tricolore punterà soprattutto all'estero, fino a Brasile e Cina. Con 13 mila dipendenti sparsi in 41 siti produttivi (di cui 13 in Italia), un fatturato di 3,9 miliardi, 2,5 milioni di tonnellate di export,