Argomento: EXPORT

  • 23 Gennaio 2013

    Effetto Balsamico

    Dove Aprono all'ospitalità le cantine in cui invecchia (almeno 12 anni) il prezioso distillato. Da Modena ai borghi di campagna, le barrique con camera. E gli indirizzi del buon sapore: le botteghe per comprare il moglior DOP, le trattorie dove gustare la cucina più genuina. È un biglietto da visita a cinque stelle, un marchio inimitabile che dà più gusto al made in Italy nel mondo. Un busuness che non conosce crisi, nè flessioni dei ricavi. Anzi. Nel Bel Paese chiudew e si delocalizza? I produttori dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena investono ogni anno in mosto e bottic...
  • 23 Gennaio 2013

    Spingere il made in Italy attraverso il canale Gdo

    Il Sole 24 Ore La spia rossa si è accesa a novembre, con i risultati dei Paesi europei che hanno ridimensionato le performance del nostro export nei Paesi emergenti. L'internazionalizzazione si sta rivelando una questione più complessa del previsto, che richiede sforzi e idee straordinarie perché davvero le vendite all'estero facciano da traino alla ripresa. Per questo Riccardo Monti, presidente dell'Agenzia Ice, attribuisce «un'importanza cruciale» al Piano nazionale dell'export 2013-2015 presentato la scorsa settimana.Nel piano ci sono grandi dosi di rifocalizzazione verso nuove aree, ma resta la consapevolezza che i mercati tradizionali vadano difesi, anche con nuove armi. Un esempio? «L'accordo - dice Monti - appena firmato da ministero dello Sviluppo economico e Ice per la promozione del made in Italy di eccellenza nei department stores della tedesca Karstadt».
  • 22 Gennaio 2013

    Alimentare, l’export arretra nella Ue

    Agrisole Sembra un confronto fra Davide e Golia. Ma non è così. Nel periodo gennaio-settembre 2012 l'export alimentare ha raggiunto quota 17,8 miliardi e ha messo a segno un +7% sullo stesso periodo 2011. Ne esce un taglio di tre punti rispetto al +10% registrato a consuntivo 2011. Intanto, l'export complessivo del paese si è fermato a +3,5%, con un calo di quasi otto punti rispetto al 2011 (+11,4%).La capacità di tenuta dell'alimentare, perciò, è stata nettamente migliore in un anno difficile come il 2012. A livello di settori, alcuni hanno svettato con incrementi a due cifre rispetto al gennaio-settembre 2011. In particolare l'alimentazione animale (+17,8%) e il molitorio (+15,2%), spinti in gran parte dalla bolla delle commodity e dai maggiori costi di produzione.Brillanti anche le «acque minerali e gassose» (+17,3%) e il caffè (+14,5%).
  • 22 Gennaio 2013

    Per il Grana una produzione record

    Agrisole Nel 2012 supera la soglia dei 4 milioni e 700mila forme assorbite da una domanda in crescita. L'obiettivo per quest'anno è non creare nuove eccedenze per mantenere elevate le quotazioni. Lo ha detto Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio tutela Grana Padano, all'assemblea straordinaria dei soci che a fine anno ha approvato il nuovo piano di governo della produzione per il triennio 2013-15. Obiettivo dell'operazione è quello di riequilibrare domanda e offerta della seconda DOP italiana per giro d'affari tutelando il reddito dei caseifici, così come è stato fatto per superare le difficoltà di mercato negli ultimi anni con l'autorizzazione del ministero delle Politiche agricole forestali e alimentari. Questa volta, però, il via libera alla misura è arrivato anche dalla UE che recentemente si è aperta a questa possibilità di regolamentare i volumi produttivi.
  • 18 Gennaio 2013

    Vino, il consumo salirà dell’1,1%

    Italia Oggi Da adesso al 2016 il consumo mondiale di vino è destinato a crescere mediamente dell'1,1% all'anno. A sostenerlo è uno studio della società The International Wine and Spirit Research (ricerca internazionale sui vini e sugli spiriti). A fine periodo si oltrepasserà la soglia dei 34 miliardi di bottiglie. La situazione, però, è diversa a seconda delle aree geografiche del pianeta. Il principale motore di sviluppo si trova negli Stati Uniti, dove è atteso un +2,4% annuo. Gli Usa sono il primo paese per consumi in volume, anche se in media un americano beve soltanto 12 litri all'anno rispetto ai 25 litri di un inglese e ai 53 di un francese. Proprio dalla Francia, però, arrivano novità meno incoraggianti: i consumi sono diminuiti di circa sette punti percentuali tra il 2007 e il 2011 e dovrebbero scendere ancora di quasi il 3% entro il 2017.
  • 17 Gennaio 2013

    Export, dopo 10 anni bilancia commerciale in attivo

    La Repubblica   Nel 2012 l'Italia ha esportato più di quanto ha importato, non succedeva da dieci anni e nel mese di novembre le vendite oltre confine sono cresciute del 3,6%, mentre Francia e Germania perdevano terreno. Se per l'economia del Paese la crescita è ancora lontana, rimandata a 2013 inoltrato, dal commercio con l'estero arriva qualche segno di ripresa. l dati diffusi ieri dall'Istal lo confermano: nello scorso novembre l'istituto ha registrato un avanzo di 2,4 miliardi di euro. Mentre il saldo cumulato da gennaio recita +8,9 miliardi. Così, per la prima volta dal 2002, l'Italia chiuderà l'anno con una bilancia commerciale positiva. «Attorno ai 10 miliardi», ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il risultato si spiega in primo luogo con la caduta delle importazioni, specie la salata bolletta energetica
  • 16 Gennaio 2013

    Quanta pasta va in giro per il mondo

    Class Quanto vale la dieta mediterranea? Tanto, tantissimo, in termini di fatturato e di stile di vita.La dimostrazione si è avuta all'ultimo World Pasta Day che ha Città del Messico ha riunito produttori, nutrizionisti e media, in pratica gli stati generali del mondo della pasta rappresentati dall'Ipo ( International Pasta Organization).Il dato più importante parla di una crescita delle esportazioni del 7,8%, cioè 1,062 milioni, nei primi sette mesi del 2012.Con una cifra clamorosa di 13.275.000.000 piatti a base di pasta cucinati nel mondo. Analizzando individualmente i mercati (grafico ...
  • 14 Gennaio 2013

    Il Balsamico, gloria somma d’Italia

    Modena Qui Secondo nella classifica Qualivita tra i prodotti tipici, decisivo l'export: 90 milioni di litri venduti oltreconfine. Non è solo l'oro di Modena, ma anche uno dei prodotti tipici italiani più apprezzati in assoluto.Fin dall'ottenimento del marchio europeo di Indicazione Geografica Protette, avvenuto nel 2010, l'aceto balsamico staziona ai primi posti della classifica sulle performance economiche dei 248 prodotti agroalimentari del Belpaese a denominazione di Origine (DOP, IGP e STG).La graduatoria, compilata dai ricercatori della Fondazione Qualivita, ha infatti visto il ...
  • 14 Gennaio 2013

    Agricoltura, in tribunale contro i falsi

    Il Gazzettino Dal vino al radicchio ai formaggi. Manzato: «E l'unico settore che ha aumentato il Pil, va tutelato». Lotta ai falsi.A tutti quei prodotti che nel nome copiano le nostre "punte di diamante" dell'agricoltura, dal radicchio ai vini sia bianchi sia neri, al parmigiano, ma che nulla hanno a che fare. Il valore dell'export dall'agroalimentare veneto è valutabile attorno ai 2,7 miliardi di euro, dei quali oltre 1,3 derivanti dal solo settore vitivinicolo, nel quale il Veneto da solo copre il 30% di tutto l'export nazionale. Un comparto da difendere.Queste cifre, sottolinea l'assessorato veneto all'agricoltura, potrebbero essere più alte, se non ci fossero i falsi che vengono proposti sui mercati di tutto il mondo (vedi il Valpolicella in kit o i radicchi tarocchi) che danneggiano reddito, qualità, immagine e professionalità delle nostre imprese agricole e agroalimentari.
  • 11 Gennaio 2013

    Date il gorgonzola anche ai cowboy

    Mondo Formaggi che partono dalla verde Valsassina per raggiungere i più raffinati desk di New York. E non solo. Perché visto che in Italia la crisi dei consumi mette a dura prova i margini e la stessa sopravvivenza di molte aziende della filiera agroalimentare, c'è chi, puntando sulla qualità, si apre uno spazio commerciale oltrefrontiera. A costo di sfidare le rigide leggi americane della Food and drugs administration in fatto di import. «Abbiamo appena aperto una filiale negli Usa: è un mercato contingentato per l'import e c'era bisogno di una branch negli States», racconta Nicoletta Merlo, amministratore delegato della Mauri. «Gli americani amano il made in Italy a tavola, ma spesso sono vittime di prodotti di imitazione o, peggio, delle frodi alimentari. Per questo noi abbiamo deciso di fargli assaggiare formaggi Dop, come taleggio, gorgonzola e quartirolo».
  • 9 Gennaio 2013

    La marca privata è il futuro dell’agricoltura italiana

    Italia Oggi La marca privata della distribuzione moderna rappresenta il futuro dell'agricoltura italiana. Ne è convinto Roberto Della Casa, professore ordinario di marketing dei prodotti agroalimentari e di gestione delle imprese agroalimentari dell'università di Bologna, che anticipa a Italia Oggi i punti salienti della ricerca sul ruolo della gdo e dei prodotti a marchio del distributore nello sviluppo dei distretti, delle filiere e dei prodotti Dop Igp. Indagine frutto del monitoraggio delle dinamiche del mondo retail e delle imprese agroalimentari attive in 50 circoscrizioni economiche territoriali, che Della Casa presenterà mercoledì prossimo al convegno inaugurale di Marca, la fiera delle private label in programma a Bologna dal 16 al 17 gennaio. «La crescita per le imprese agricole italiane», afferma Della Casa
  • 7 Gennaio 2013

    Accordo di libero scambio Perù-Europa

    Il Perù ha approvato un accordo di libero scambio Ue-Colombia in base al quale il 75% dei suoi prodotti agricoli e il 100% delle sue altre produzioni non dovranno pagare dazi nel mercato europeo.
  • 7 Gennaio 2013

    L’alimentare batte i record d’export

    Il Gazzettino «Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2012 ha raggiunto il massimo, superando quota 31 miliardi di euro». Lo calcola Coldiretti su dati Istat. «La maggior parte delle esportazioni interessa i paesi dell'Unione Europea per un valore stimato di 23,3 miliardi (+3%) ma il Made in Italy cresce anche negli Stati Uniti con 2,6 miliardi (+10%) e nei mercati asiatici con un 2,5 miliardi, (+21%)». L'aumento dell'export 2012 è del 2%. «Tra i principali settori del Made in Italy - indica Coldiretti -, il prodotto più esportato si conferma il vino, con 4,5 miliardi (+7 per cento) davanti all'ortofrutta fresca (3,9 miliardi di euro), che resta stabile così come l'olio (1,2 miliardi). Aumenta, invece, la pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 2,1 miliardi (+7 per cento)».
  • 7 Gennaio 2013

    La rivincita sui cinesi? Formai a 245 euro al chilo

    L'Eco di Bergamo Bitto storico di Mezzoldo venduto a Hong Kong a un prezzo record ne parla la CNN: «E il più caro al mondo». Lo incorona pure Obama. La Cina ci propina qualsiasi cosa? Da pessimi capi d'abbigliamento fino alla pietra per fare le fontane? Beh, ora ci prendiamo una bella rivincita col formaggio nostrano, inimitabile e insuperabile, in qualità e... prezzo: vendendolo proprio ai cinesi, a peso d'oro. Parliamo del Bitto storico orobico (da non confondere con il Bitto DOP della Valtellina per la cui produzione si fa uso di mangimi e fermenti), ormai protagonista dei media di mezzo mondo. Questa volta il gioiello caseario prodotto sull'alpeggio di Mezzoldo dal casaro valtellinese Carlo Duca sta conquistando il continente asiatico. A febbraio una prima fornitura, costituita da una forma di 20 chili del 1997 (con una invecchiatura, quindi, eccezionale, di 15 anni)
  • 5 Gennaio 2013

    Kiwi, Italia leader ma a prezzi bassi

    Produttore leader, ma con scarsi profitti sui mercati esteri. L'Italia è il secondo paese mondiale nella coltivazione di kiwi, dopo la Cina, con una produzione media di oltre 400mila tonnellate l'anno, di cui quasi il 70% è destinata all'export.
  • 3 Gennaio 2013

    L’alimentare resiste grazie all’export

    Il Sole 24 Ore L'industria alimentare italiana ma rimane distante dalle crisi profonde degli altri comparti. Lo scivolone dei consumi ha aperto qualche crepa nel muro ma la solidità della nostra industria non è in discussione. Soprattutto grazie alla forza dell'export che nel 2012, nonostante prezzi medi lievemente superiori ai competitor, dovrebbe aver compiuto un balzo dell'8% a 25 miliardi. Per il 2013 si stima uno sviluppo compresotra il 5 e il7%. «I recenti casi di ristrutturazione aziendale - interviene Filippo Ferrea, presidente di Federalimentare -ultimi i casi Coca Cola, Carapelli e Bistefani, costituiscono un'assoluta novità per il nostro comparto. I margini sono stati in parte erosi ma la spinta dell'export è confortante: qualche mese fa eravamo preoccupati ma ora confidiamo che nel 2012 la crescita sia stata dell'8%, dopo il +10% del 2011».