Argomento: EXPORT

  • 14 novembre 2018

    Oltre il Chianti DOP: vino e musica classica ad Amburgo e Varsavia

    Oltre il Chianti DOP - un'esperienza completa sul vino rosso italiano più conosciuto nel mondo, ispirata alla musica classica”, è questo il titolo del tour in Europa che vede la collaborazione fra Consorzio Vino Chianti e Gambero Rosso per valorizzare le aziende su mercati strategici. Si parte il 14 novembre prossimo per Varsavia per poi volare il 16 novembre ad Amburgo. In questi due eventi, il Consorzio avrà un proprio banco istituzionale con un assortimento di oltre 45 etichette di Chianti selezionate tra 27 aziende associate. Previsti due seminari, condotti da Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, in cui verranno proposte due batterie di degustazione orizzontale: 7 vini Riserva 2015 e 7 vini d 'annata 2016, uno per ciascuna delle sottozone di produzione Chianti DOP.  Sarà un viaggio ispirato alla musica classica, una composizione sensoriale  contemporanea scritta ...
  • 12 novembre 2018

    Il vino made in Italy non sfonda in Cina. Quota di mercato al 6%

    Ad Honk Kong si vende una bottiglia made in Italy contro 20 francesi. E adesso tra i concorrenti è in crescita la Spagna. Vista dalla carta del ristorante Otto e Mezzo di Umberto Bombana, l'unico chef italiano fuori dai confini nazionali che può vantare tre stelle Michelin, l'Italia del vino a Honk Kong sembra scoppiare di salute: 2100 etichette quasi tutte toscane, grande  attenzione ai vini autoctoni con proposte al bicchiere che spaziano dal Verdicchio di Matelica al Nerello Mascalese. Eppure se ci alziamo da tavola e allarghiamo lo sguardo su questa metropoli caotica che fa da crocevia fra Cina e Occidente, e che fino a ieri ha ospitato l'International Wine & Spirits Fair, scopriamo che ci sono anche molte spine. Lo sa bene il direttore di Verona Fiere Giovanni Mantovani, arrivato a Honk Kong con il presidente Maurizio Danese per inaugurare il padiglione italiano gestito da Sol&Agrifood con al presenza di oltre 100 imprese del vino, e per la prima volta anche ...
  • 31 ottobre 2018

    Finocchiona IGP, nel 2018 produzione ancora in crescita

    La produzione di Finocchiona IGP  cresce anche nel 2018. Dopo un ottimo semestre, anche nel periodo luglio-settembre di quest'anno si registrano andamenti positivi: sono stati insaccati oltre 450mila chili a fronte dei 350mila dello stesso periodo 2017, segnando quindi una crescita del 27,5 per cento. Positiva anche la valutazione della produzione da inizio anno fino al 30 settembre, che arriva a toccare oltre 1 milione e 370mila chilogrammi, con un incremento dell'11 per cento rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda le certificazioni di Finocchiona IGP, nel 2018 sono stati poco più di 341mila chilogrammi, mentre, confrontando i primi nove mesi dello scorso anno con quanto certificato fino al 30 settembre di quest'anno, si attesta sostanzialmente la parità, con un +0,5 per cento. Intanto, è sempre più apprezzata la Finocchiona IGP tagliata a tranci e confezionata sottovuoto, per la quale si registra un vero e proprio boom: nel trimestre luglio, agosto e settembre ...
  • 23 ottobre 2018

    Export: cibo e vino italiano a 28 mld in 8 mesi, è record

    E' record storico per il Made in Italy agroalimentare nel mondo con le esportazioni che salgono sopra i 28 miliardi di euro in valore e fanno registrare un incremento del 3,4 % nei primi otto mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che in alcuni settori, come il vino, gli acquisti all'estero hanno addirittura superato quelli in Italia. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari - precisa la Coldiretti - interessano i Paesi dell'Unione Europea dove il principale partner è la Germania (+4,9%), mentre in Francia l'aumento è del 7,4%. Più ridotta la crescita in Gran Bretagna (+1,3%) anche per gli effetti delle tensioni determinate dalla Brexit, l'andamento dei tassi di cambio, ma anche le nuove tendenze nazionalistiche che preoccupano anche fuori dai confini dell'Unione. Si registra infatti una frenata del tasso di crescita in USA, che sono di gran lunga il principale ...
  • 12 ottobre 2018

    Vino, crescita zero dell’export in USA e la Cina non decolla

    È allarme export a crescita zero per il vino italiano, mentre la Cina stenta. Il vertice di Vinitaly - la principale rassegna nazionale - ha lanciato un warning sul mercato USA: «Nel secondo quadrimestre - ha sottolineato Giovanni Mantovani , direttore generale Vinitaly, citando i dati dell'osservatorio con Nomisma - si sono accentuate le difficoltà di crescita negli Usa con il dato a valore delle importazioni divino italiano fermo a +0,7% per un corrispettivo di 1,11 miliardi. Un indicatore che assume maggior rilevanza se accostato al forte rialzo francese (+8,2%, a quota 1,18 miliardi)». Sul fronte delle tipologie, gli spumanti (sparkling) tengono a galla il Vigneto Italia con un ulteriore balzo del 16,3%, mentre gli Champagne cedono il 5,2%. In nodo è costituito dal vino fermo, che rappresenta oltre i 3/4 delle importazioni degli Stati Uniti: «L'Italia perde a valore il 2,9% mentre la Francia vola a +15,1%» sottolineano i manager Vinitaly. Gli Usa sono il più ...
  • 11 ottobre 2018

    Milano Wine Week: l’importanza di strategie mirate per la comunicazione

    L’Wine Business Forum che si è svolto il 9 ottobre, nell'ambito dell'edizione 2018 di Milano Wine Week , ha trasformato Milano nella città del dialogo enoico,  coinvolgendo 100 “opinion leader” del settore vinicolo italiano, con lo scopo di condividere le idee attraverso tavoli di discussione, che hanno prodotto  delle suggestioni che alla fine dei lavori sono state  consegnate al Ministro Centinaio, su internazionalizzazione, finanza, commercio, innovazione e soprattutto comunicazione. Il direttore generale della Fondazione  Qualivita,  Mauro Rosati, è intervenuto all’evento dedicato ai più importanti stakeholder del vino italiano, portando il suo contributo al tavolo della  comunicazione, moderato da Luciano Ferraro, Giornalista di RCS MediaGroup e Nicola Belli, Amministratore Delegato di Armando Testa. Rosati ha messo in evidenza gli ottimi risultati delle attività svolte all’estero da ICE, sottolineando l’importanza di  fondi per lo sviluppo ...
  • 5 ottobre 2018

    Pistacchio Verde di Bronte DOP, bene l’export

    L'Expo del Pistacchio Verde di Bronte DOP dei record riaccende i motori. Dopo il grande bagno di folla dello scorso fine settimana, e soprattutto di domenica scorsa quando gli organizzatori hanno registrato il triplo delle presenze rispetto al primo week end degli anni scorsi, oggi gli stand dell'Expo riaccendono le luci per quello che forse è il giorno più allegro e vibrante della manifestazione. In tanti si chiedono che fine faccia la produzione e se basta per soddisfare la domanda. Il prof. Biagio Fallico, durante la presentazione di questo Expo è stato chiaro: «Sì - ha affermato - qui c'è pistacchio per tutti». E di tutta la produzione del Pistacchio Verde di Bronte DOP l'80% viene esportato all'estero, il restante 20% trova impiego nell'industria nazionale (il 55% industria delle carni insaccate, il 30% nell'industria dolciaria ed il 15% nell'industria gelatiera). Fonte: La Sicilia SCARICA L'ARTICOLO STAMPA COMPLETO
  • 2 ottobre 2018

    NOMISMA-CRIF – Agroalimentare italiano alla prova della Brexit

    Il Regno Unito è il quarto mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, con un valore superiore ai 3 miliardi di euro, e quasi un terzo delle vendite di food&beverage “Made in Italy” riguardano prodotti DOP/IGP. Il Regno Unito è il primo mercato per Prosecco (4 bottiglie esportate su 10), pelati e polpe di pomodoro (20% dell’export a valore). Svalutazione della sterlina e tutela delle indicazioni geografiche rappresentano le grandi incognite collegate alla Brexit. A sei mesi dalla data ufficiale del divorzio del Regno Unito dall'Unione Europea (29 marzo 2019) e ancora in mancanza di un accordo sulle modalità di uscita, al III Forum Agrifood Monitor di Nomisma e Crif si è fatto il punto sul ruolo che questo mercato detiene per il nostro sistema agroalimentare e sui rischi collegati ai potenziali effetti della Brexit, con un approfondimento tecnico-scientifico curato da Nomisma e i contributi sul tema delle tutele giuridiche di DOP/IGP forniti ...
  • 2 ottobre 2018

    Shiandi: registrato il marchio in cinese del Chianti DOP

    Attenzione: non è un caso maldestro di «Italian sounding» alla cinese. Perché se il Chianti DOP si chiamerà Shiandi nell'ex Celeste impero non sarà per mano di qualche furbo produttore locale, ma dello stesso Consorzio Vino Chianti che, dopo una lunga trafila burocratico-amministrativa, è riuscito a registrare il proprio marchio in caratteri cinesi, con la possibilità di utilizzarlo sulle etichette che verranno esportate in Oriente. E la traslitterazione scelta ha una fonetica piuttosto simile all'originale: Shiandi, appunto. «E' un passo epocale per il marchio, che in questo modo sancisce il radicamento nel mercato cinese», esulta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, secondo il quale «grazie ad un intenso lavoro di promozione, il vino Chianti DOP è amato e da oggi sarà ancora più apprezzato in un paese che conta 1,3 miliardi di persone, con un mercato dalle potenzialità enormi. Con questa registrazione abbiamo realizzato uno step import...
  • 26 settembre 2018

    Marchi italiani sconosciuti in Cina

    Le Ferrari, il Barolo, Gucci, la pasta. E poi? La verità è che in Cina il grosso dei simboli del made in Italy è ancora sconosciuto a sette consumatori di classe medio-alta su dieci. Per i marchi dello stile italiano è una brutta notizia, quella che esce dall'indagine dell'Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor. Tra Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong, c'è ancora molto lavoro da fare. Tra i brand più noti, al primo posto ci sono le rosse di Maranello, riconosciute dal 18% dei cinesi intervistati; al secondo posto c'è un generico "pasta" (1o%), poi viene la moda di Gucci (9%). Nel campo dell'alimentare, consumatori sporadici segnalano Ferrero, Illy, Barilla, l'Amarone e il Chianti, ma quel che colpisce di più è che il 69% degli intervistati, tra cibo e vino, non è in grado di citare alcun simbolo del made in Italy. Nella moda, oltre a Gucci, ci si ricorda di ...
  • 18 settembre 2018

    Bene l’export vino italiano, +4,1% nel primo semestre 2018

    Superano i 2,92 miliardi di euro le esportazioni di vino italiano nel primo semestre del 2018 per una crescita in valore del +4,1% rispetto allo stesso periodo del 2017 (a fronte di un calo di oltre il -10% in quantità). Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio Qualivita Wine su dati Istat, in termini di valore le esportazioni hanno segno positivo soprattutto nel mercato europeo (che assorbe il 60% del vino italiano esportato) con un +4,4%, ma sono buone le performance anche in quello americano (cui è destinato il 31% dell'export in valore) con un +3,1% e in quello asiatico (quota del 7%) con un +3,9%. Risultati positivi in termini di valore, rispetto al primo semestre del 2017, per quasi tutte le regioni italiane. Il Veneto (che assorbe il 35% delle esportazioni in valore) segna il +3,6%, il Piemonte e la Toscana (che rappresentano entrambe una quota del 16% dell'export in valore) registrano rispettivamente il +6,4% e il +1,9%. Crescite percentuali in doppia cifra ...
  • 12 settembre 2018

    Le opportunità agroalimentari in EAU e Oman

    Emirati Arabi Uniti, primo mercato del mondo arabo e hub logistico globale Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una realtà strategica per l’Italia: il Paese non solo è il primo mercato di sbocco per il made in Italy nel mondo arabo, ma costituisce una porta d’accesso ad altri importanti mercati. Centro nevralgico degli scambi fra Europa e Golfo Persico, gli EAU sono un hub logistico mondiale, un crocevia internazionale di traffici turistici e commerciali ed un trampolino per penetrare i mercati asiatici ed africani. La domanda di mercato EAU La società emiratina è multietnica e dotata di significative capacità di spesa: il PIL pro capite, stimato in oltre 61.000 dollari, è tra i più elevati al mondo. La presenza di una popolazione giovane e abbiente, accanto al rapido incremento dei tassi di urbanizzazione e a flussi turistici stimati in forte aumento anche grazie all’Expo2020 (previsti 25 milioni di visitatori), sostiene la continua crescita dei consumi di ...
  • 10 settembre 2018

    L’Agnello di Sardegna IGP finisce sott’olio

    L'Agnello di Sardegna IGP termizzato e in vasetti sott'olio. E' la nuova scommessa dell'azienda "La Genuina" di Ploaghe, in provincia di Sassari e in collaborazione con il Consorzio di tutela Agnello di Sardegna IGP (Contas), ha lanciato la linea di questo prodotto. Che, oltre ad essere termizzato, cioè precotto, è immesso sul mercato in vasetti. In questo modo l'Agnello di Sardegna IGP potrà essere tranquillamente consumato al mare, ma anche in ufficio. E si tratta di un modo originale di valorizzare ulteriormente l'Agnello made in Sardegna IGP, un prodotto di qualità che si sta guadagnando una nuova fetta di mercato al di fuori dei tradizionali periodi pasquali e natalizi. Recentemente i vertici di Contas hanno raggiunto accordi per esportare l'Agnello precotto in Arabia Saudita, dove troverebbe una buona fetta di mercato. "L'iniziativa de La Genuina - commenta il presidente di Contas Battista Cualbo- è innovativa in quanto consente agli utenti che ancora non ...
  • 29 agosto 2018

    L’export del vino cresce, USA e Germania i nostri clienti top

    Ottimi numeri per i vini italiani: secondo le statistiche dei primi 5 mesi del 2018 di Eurostat, le nostre esportazioni hanno toccato i 2,9 miliardi di dollari, + 18% sullo stesso periodo del 2017. Il mercato principale resta quello USA, che assorbe il 25% delle esportazioni italiane, con 744 milioni di dollari in valore, ed una crescita del 17%. Idem per la Germania, con una quota di 496 milioni di dollari, davanti al Regno Unito, che con un +6,9%, ha toccato i 332 milioni. L'export tricolore cresce nei primi 15 mercati. Dalla Svizzera, che ha fruttato 194 milioni di dollari (+28%), al Canada, a quota 150 milioni, con una crescita del 12%. Ma l'aumento più sostenuto in percentuale è quello della Svezia, che con il suo +33% ha importato vino per 94 milioni, davanti alla Francia, che ha fatto segnare un+27%, a 85,5 milioni. A completare la top 10 delle destinazioni del vino tricolore, ci sono il Giappone, il più importante dei mercati asiatici (+ 12%), la Danimarca (+ 11%) ...
  • 26 agosto 2018

    Spumanti italiani da record: il sorpasso sui vini bianchi

    "Se c'è una tipologia di prodotto che coniuga crescita e concentrazione spinta dai mercati di destinazione, questa è lo spumante. Una sorta di anomalia, in quanto è molto più facile allargarsi orizzontalmente piuttosto che continuare a verticalizzare negli stessi punti, a mo' di trivella che deve perforare sempre più in profondità per trovare petrolio". Carlo Flamini, direttore dell'Osservatore del Vino Unione Italiani Vini, sintetizza così il momento d'oro degli spumanti che nel 2017 per la prima volta hanno superato in valore i vini bianchi e oggi il prosecco da solo vale un quarto dell'intero fatturato globale dell'export di vino italiano (circa 6 miliardi in totale). Anche i dati dei primi cinque mesi del 2018 - appena resi noti da Winemonitor Nomisma - confermano il momento buono delle bollicine italiane in controtendenza sul calo (per ora non preoccupante) delle vendite dei vini fermi. Addirittura negli USA a fronte di un meno 0,8% dei vini fermi, gli sparkling ...
  • 26 luglio 2018

    Indagine Ismea: agroalimentare da record, nel 2017 export a 41 miliardi

    E' un settore davvero miliardario quello dell'agroalimentare nazionale. E che vale, oltre ai soldi, milioni di posti di lavoro. Per questo va difeso (soprattutto dalla concorrenza sleale) e valorizzato meglio e con più forza di quanto fino ad oggi è stato fatto. È il messaggio che arriva dal "Rapporto sulla competitività dell'agroalimentare italiano" presentato ieri da Ismea che ha snocciolato una serie di numeri che fanno capire tutto: 61 miliardi di euro di valore aggiunto, 1.4 milioni di occupati, oltre 1 milione di imprese e 41 miliardi di euro di esportazioni. Numeri di fronte ai quali il Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ha commentato: "Abbiamo un potenziale enorme in termini di valore della produzione, denominazioni registrate, crescita del bio. Ma dietro le cifre c'è di più. C'è tutto il 'peso' della qualità. Ci sono la passione, la storia, la tradizione che rendono unico il Made in Italy agroalime...