<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>allevamenti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/allevamenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Sep 2025 14:49:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>allevamenti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La forza delle nuove tecnologie innestate sulla tradizione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-nuove-tecnologie-innestate-sulla-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 22:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=504859</guid>

					<description><![CDATA[<p>Allevamento, il futuro del comparto: maggiore cura verso iI benessere animale. Le aziende leader del settore nel centro Sardegna investono capitali nelle innovazioni senza tralasciare la sostenibilità  La filiera dell&#8217;allevamento che ancora oggi governa gran [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-nuove-tecnologie-innestate-sulla-tradizione/">La forza delle nuove tecnologie innestate sulla tradizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Allevamento, il futuro del comparto: maggiore cura verso iI benessere animale. Le aziende leader del settore nel centro Sardegna investono capitali nelle innovazioni senza tralasciare la sosteni</em><em>bilità </em></p>
<p>La <strong>filiera dell&#8217;allevamento</strong> che ancora oggi governa gran parte dell&#8217;economia del centro <strong>Sardegna</strong> (Nuorese e Oristanese compreso), non è nient&#8217;altro che una degna erede delle antiche pratiche legate alla pastorizia.</p>
<p><strong>Dalla transumanza alle modalità di allevamento semi intensivo il passo è stato tutt&#8217;altro che breve. </strong>Al centro di questo percorso, infatti, ci sono almeno due secoli di storia ed evoluzioni. Evoluzioni che hanno permesso, di contro, di mantenere inalterati determinati equilibri territoriali utili a tutelare le <strong>razze autoctone</strong> e ad evitare pratiche di allevamento del tutto intensive.</p>
<p>Geograficamente e statisticamente, infatti, l&#8217;allevamento così detto &#8220;da stalla&#8221; è di gran lunga meno utilizzato rispetto a tecniche come quelle legate al <strong>pascolo brado</strong>. E questo vale per tutti i settori, dal bovino all&#8217;ovicaprino, passando per il suinicolo per i quali, il vero segreto per la conservazione della qualità, resta legato alle cosiddette <strong>pratiche estensive che puntano a valorizzare anche porzioni di territorio ricche di flora ma poco coltivate</strong>. C&#8217;è poi un <strong>interesse crescente verso l&#8217;allevamento etico e il benessere degli animali</strong>, che aumenta la qualità dei prodotti finali, rendendoli anche molto più appetibili nel panorama dei consumatori nostrani e non solo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L&#8217;ultima segnalazione spetta certamente alle eccellenze di montagna di <a href="https://bonidades.com/" target="_blank" rel="noopener">Bonidades</a>. Un progetto che mira a <strong>valorizzare l&#8217;eccellenza e la qualità delle produzioni artigianali del centro Sardegna</strong> promuovendo la cooperazione di filiera, l&#8217;acquisto a km zero e l&#8217;educazione alimentare attraverso una fitta rete di produttori. Questa rete di imprese del centro Sardegna include aziende agricole che praticano l&#8217;allevamento suinicolo, la coltivazione di cereali e ortofrutta e la produzione di latticini. Infine, poche ma di qualità sono le aziende d&#8217;eccellenza del comparto caprino. Questo particolare tipo di allevamento, infatti, non si concentra solo nel centro Sardegna anche se, proprio dalle zone interne dell&#8217;isola classificate ai primi posti d&#8217;Italia se si parla di alta qualità</p>
<h4>Innovazione e salute</h4>
<p>Il domani dell&#8217;allevamento sul territorio è certamente legato allo sviluppo di nuove tecnologie. Una innovazione che passa necessariamente per strutture moderne, certificate e all&#8217;avanguardia. Ogni fase del processo produttivo, infatti, è allineata ai più alti standard qualitativi, con un impegno costante verso la sostenibilità ambientale e l&#8217;efficienza energetica. <strong>Le infrastrutture sono tutte certificate Csqa</strong> e garantiscono non solo la qualità del prodotto, ma anche il benessere dell&#8217;animale. I centri di allevamento rappresentano il fulcro della produzione. Qui, ogni capo viene controllato in ogni sua fase di crescita. Infatti, la salute e il benessere degli animali sono attentamente monitorati da un team di esperti, tra cui agronomi, alimentaristi e veterinari.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nuova Sardegna</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-nuove-tecnologie-innestate-sulla-tradizione/">La forza delle nuove tecnologie innestate sulla tradizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consorzio dell&#8217;Agnello di Sardegna IGP: l&#8217;allevamento di Sindia vince l’Oscar Green</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-dellagnello-di-sardegna-igp-lallevamento-di-sindia-vince-loscar-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 14:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=470132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Agnello di Sardegna IGP: primo posto all&#8217;Oscar Green a Venezia per l&#8217;allevamento di Pietro Ledda con il progetto Carbon Neutral, certificato neutry-food. È campione nazionale nella categoria Fare Filiera il progetto Carbon Neutral di Pietro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-dellagnello-di-sardegna-igp-lallevamento-di-sindia-vince-loscar-green/">Consorzio dell&#8217;Agnello di Sardegna IGP: l&#8217;allevamento di Sindia vince l’Oscar Green</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agnello di Sardegna IGP: primo posto all&#8217;Oscar Green a Venezia per l&#8217;allevamento di Pietro Ledda con il progetto Carbon Neutral, certificato neutry-food.</em></p>
<p>È campione nazionale nella categoria <strong><em>Fare Filiera</em></strong> il <strong>progetto Carbon Neutral di Pietro Ledda</strong>, allevatore di Sindia che ha portato l’<strong>Agnello di Sardegna IGP</strong> che compensa le emissioni di carbonio, al <strong>primo posto in Italia nel concorso Oscar Green 2024</strong>, promosso da Coldiretti Giovani Impresa che premia l’innovazione in agricoltura.</p>
<p>Dalla Planargia e da un’azienda condotta da un 35enne, la scommessa per la sostenibilità. A darne notizia, con grande orgoglio, il<strong> Consorzio di Tutela dell’Agnello IGP di Sardegna</strong> di cui l’azienda fa parte. Premiata campione regionale il 19 ottobre scorso a Guspini, la realtà imprenditoriale di Pietro Ledda, oggi ha ricevuto la medaglia d’oro a Venezia, all’interno del grande Villaggio Coldiretti dove è avvenuta la cerimonia alla presenza di altre importanti realtà imprenditoriali d’Italia che puntano all&#8217;nnovazione in agricoltura.</p>
<p>L’attività di Ledda è parte di <strong>Versoa</strong>, progetto che vede la <strong>collaborazione tra il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari</strong>, la <strong>Società BS-GREEN</strong>, <strong>altri 15 allevamenti ovini</strong> iscritti al consorzio per la tutela della IGP Agnello di Sardegna, la <strong>Ditta Daga Carni</strong> e <strong>Coldiretti Sardegna</strong>.</p>
<p>Progetto che ha l’<strong>obiettivo di definire una filiera produttiva di agnello Sardo IGP certificata ad emissioni zero</strong> ossia con <strong>marchio BsGreen &#8220;Neutry-food®&#8221;</strong>: l’azienda premiata produce una <strong>carne ovina certificata Carbon Neutral</strong>. Il bilancio carbonico di questa carne è pari a zero. Si è calcolato che l’assorbimento del carbonio, negli allevamenti presi ad esame, tra cui quello di Ledda, compensa quello che viene emesso, grazie all’<strong>assorbimento nel suolo delle sostanze organiche, nella componente vegetale</strong>, soprattutto arborea per esempio nei meriagros. Il tutto attraverso metodi scientifici certificati secondo standard internazionali. E proprio la carne certificata a marchio Neutry-food®   di Agnelli di Sardegna IGP è stata oggetto dell’accordo con la grande distribuzione che ha portato alcuni lotti nei banchi delle macellerie di alcuni supermercati della Sardegna con l’obiettivo di fissare parametri in riconoscimento del lavoro di tutti gli attori della filiera nell&#8217;ottica di una sostenibilità sia ambientale ma anche economica.</p>
<p>“Siamo davvero orgogliosi – <strong>commentano dal Contas</strong> &#8211; del riconoscimento ricevuto dal nostro consorziato Pietro Ledda che rappresenta in un certo modo un riconoscimento a tutto il sistema agropastorale sardo che ricordiamo è di tipo estensivo, si adatta all’ambiente di cui fa parte e non viceversa”.</p>
<p>“L’attività di Ledda è stata premiata perché è attuale, ben inserita nel dibattito europeo sugli allevamenti, dimostra che in Sardegna l’agnello IGP –<strong> commenta Battista Cualbu, presidente del Contas</strong> &#8211; non è solo una produzione certificata perché rispondente a caratteristiche geografiche e di protocollo di produzione, ma è anche da sempre un modello di allevamento che rispetta l’equilibrio ambientale,  dimostrando al mondo che la nostra isola ha tutte le caratteristiche per essere certificata Carbon Neutral, ossia per avere il passaporto per una maggiore competitività nei mercati&#8221;.</p>
<p>“Il nostro Consorzio – commenta invece <strong>Alessandro Mazzette, direttore Contas</strong> &#8211; grazie alle aziende che lo compongono, è impegnato in diversi progetti di ricerca e cooperazione, con Università, enti agricoli e aziende che fanno ricerca e sviluppo. Consideriamo questa parte fondamentale per stare al passo con un mondo in continua evoluzione e che ora più che mai richiede attenzione nella gestione ambientale. Con Pietro e tutti i Consorziati ci siamo e puntiamo a raggiungere tantissimi altri obiettivi”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://agnellodisardegnaigp.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Contas</strong> <strong>&#8211; Consorzio di Tutela dell’Agnello IGP di Sardegna</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-dellagnello-di-sardegna-igp-lallevamento-di-sindia-vince-loscar-green/">Consorzio dell&#8217;Agnello di Sardegna IGP: l&#8217;allevamento di Sindia vince l’Oscar Green</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prosciutto di Parma DOP: rafforzare benessere animale e biosicurezza con PARSUTT</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-rafforzare-benessere-animale-e-biosicurezza-con-parsutt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 13:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=451409</guid>

					<description><![CDATA[<p>Protocollo PARSUTT: il Prosciutto di Parma DOP punta a rafforzare il benessere animale e la biosicurezza negli allevamenti suinicoli Il progetto PARSUTT (PARma ham high SUsTainability sTandard) del Consorzio del Prosciutto di Parma nasce nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-rafforzare-benessere-animale-e-biosicurezza-con-parsutt/">Prosciutto di Parma DOP: rafforzare benessere animale e biosicurezza con PARSUTT</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1623759731859 vc_row-has-fill" data-vc-full-width="true" data-vc-full-width-init="true">
<div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12">
<div class="vc_column-inner">
<div class="wpb_wrapper">
<div class="vc_row wpb_row vc_inner vc_row-fluid">
<div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12">
<div class="vc_column-inner">
<div class="wpb_wrapper">
<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
<div class="wpb_wrapper">
<p><em>Protocollo PARSUTT: il Prosciutto di Parma DOP punta a rafforzare il benessere animale e la biosicurezza negli allevamenti suinicoli</em></p>
<p>Il progetto <strong>PARSUTT</strong> (PARma ham high SUsTainability sTandard) del <strong>Consorzio del Prosciutto di Parma</strong> nasce nel 2021, con l’obiettivo di delineare un modello di filiera suinicola caratterizzato da standard di <strong>benessere animale</strong> e <strong>biosicurezza</strong> più elevati rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente. Dopo oltre due anni di ricerca, il progetto è ora divenuto un protocollo operativo, messo a disposizione di tutti gli anelli della filiera produttiva, affinché possano applicarne, su base volontaria, i parametri.</p>
<p>L’attività è stata coordinata dal <strong>Centro Ricerche Produzioni Animali &#8211; CRPA</strong> di <strong>Reggio Emilia</strong> e finanziata dal <strong>PSR 2014-2020</strong> della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>. Ha visto la partecipazione di un selezionato numero di operatori della filiera – produttori, allevatori, macellatori – e si è avvalsa del supporto di altri partner/consulenti tecnico-scientifici, quali l’Università degli Studi di Milano, l’Organismo di <strong>Certificazione CSQA</strong> e l’ente di formazione Dinamica.</p>
<p>Il protocollo PARSUTT fornisce agli operatori gli strumenti per la costruzione di una “filiera virtuosa”, che possa rispondere in modo ancora più puntuale alle esigenze del consumatore di oggi, particolarmente attento ai processi produttivi del cibo che acquista; allo stesso tempo, questo documento intercetta e anticipa le richieste che i moderni sistemi di distribuzione sempre più spesso pongono alle aziende agroalimentari in fatto di sostenibilità e innovazione nelle produzioni, e offre in questo modo un vantaggio notevole in termini di competitività di mercato.</p>
<p>Durante la fase progettuale, l’analisi dei <strong>principali disciplinari</strong> e delle linee guida nazionali e internazionali, che prevedono elevati standard di <strong>benessere animale </strong>e <strong>biosicurezza</strong> negli allevamenti suinicoli, ha permesso di definire un elenco di parametri rilevanti e propedeutici al miglioramento, che è stato condiviso con portatori d’interesse ed esperti scientifici internazionali.</p>
<p>Particolare attenzione è stata posta alla fase di allevamento, dove il progetto si è proposto di identificare, sviluppare e promuovere degli indicatori concreti per delineare un modello operativo in cui l’innalzamento degli standard di benessere e sostenibilità esprima il suo potenziale.</p>
<p>Si riportano, di seguito, i principali parametri definiti all’interno del protocollo PARSUTT:</p>
<ul>
<li>spazi di allevamento superiori ai minimi di legge;</li>
<li>aumento della disponibilità di materiale fibroso (es. paglia) per assecondare e favorire il comportamento naturale degli animali;</li>
<li>superfici di riposo a pavimento pieno;</li>
<li>scrofe gestanti e in attesa di fecondazione allevate sempre in gruppo;</li>
<li>scrofe in maternità libere o con confinamento temporaneo in concomitanza del parto.</li>
</ul>
<p>Il progetto ha previsto anche la verifica della sostenibilità economica e ambientale dell’applicazione del protocollo su tutta la filiera, con la quantificazione degli oneri d’investimento e di gestione e la loro incidenza sui costi di produzione.</p>
<p>È stato inoltre condotto un attento studio di mercato per valutare la propensione all’acquisto di Prosciutto di Parma da “filiera virtuosa” da parte del consumatore e l’accoglienza da parte della grande distribuzione, con l’obiettivo di definire possibili strategie di marketing a supporto.</p>
<p>Infine, il progetto ha compreso anche attività di formazione e divulgazione sul benessere animale e la biosicurezza, con il coinvolgimento di allevatori e altri portatori d’interesse, quali veterinari, agronomi, trasformatori e ditte agroalimentari.</p>
<p><em>&#8220;Accompagnare il Prosciutto di Parma nel suo processo di transizione verso il futuro è una componente essenziale del nostro lavoro. Nell’ottica di rispondere in modo puntuale alle esigenze dei clienti ma anche con lo scopo di permettere alle nostre aziende di divenire sempre più competitive nel dialogo con la distribuzione, il nostro Consorzio ha creduto in questo progetto, con la ferma consapevolezza che per prendere parte al progresso sia spesso fondamentale abbracciare visioni ambiziose, capaci di precorrere i tempi. Lo abbiamo fatto con l’auspicio che il protocollo PARSUTT possa dare vita ad una filiera virtuosa sempre più estesa e che il frutto di questo lavoro supporti in modo rilevante il settore suinicolo nella sua sfida per l’innovazione. Desideriamo esprimere un sentito ringraziamento alla Regione Emilia-Romagna, per aver creduto nel progetto e averlo reso possibile, e al CRPA di Reggio-Emilia che lo ha coordinato con grande competenza e professionalità&#8221;, c</em>ommenta <strong>Alessandro</strong> <strong>Utini</strong>, Presidente del<strong> Consorzio del Prosciutto di Parma</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi il consumatore è sempre più attento alla sostenibilità della filiera agroalimentare di cui acquista i prodotti. Nel settore zootecnico questo significa particolare attenzione agli impatti ambientali degli allevamenti ed al benessere degli animali. Con il Gruppo Operativo PARSUTT, finanziato sul PSR della Regione Emilia-Romagna, il CRPA ha ‘puntato in alto’, rendendo disponibile un protocollo che permette di attuare e valutare metodi di allevamento dei suini con elevati standard di benessere animale e biosicurezza, passando attraverso un’importante fase di condivisione con diversi attori della filiera, affinché la proposta risulti effettivamente praticabile nell’interesse di tutti. Le ricerche del CRPA, al servizio del mondo produttivo agricolo e agroindustriale, sono orientate a proporre soluzioni innovative e sostenibili che siano concrete e attuabili, anche dal punto di vista economico&#8221;</em>, sottolinea Simona Caselli, Presidente del Centro Ricerche Produzioni Animali.</p>
<div class="vc_row-full-width vc_clearfix">Fonte: <strong><a href="https://www.prosciuttodiparma.com/altre-attivita/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio del Prosciutto di Parma</a></strong></div>
</div>
<div></div>
<div><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/Rafforzare-il-benessere-animale-e-la-biosicurezza-negli-allevamenti-suinicoli-attraverso-il-protocollo-PARSUTT.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-rafforzare-benessere-animale-e-biosicurezza-con-parsutt/">Prosciutto di Parma DOP: rafforzare benessere animale e biosicurezza con PARSUTT</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prosciutto di San Daniele DOP: i dati di mercato del 2023</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-san-daniele-dop-i-dati-di-mercato-del-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 08:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=451287</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con oltre 2,5 milioni di prosciutti prodotti e un export pari al 19% delle vendite totali, il comparto del San Daniele DOP registra anche per il 2023 ottimi risultati. Il numero di vaschette di pre-affettato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-san-daniele-dop-i-dati-di-mercato-del-2023/">Prosciutto di San Daniele DOP: i dati di mercato del 2023</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con oltre 2,5 milioni di prosciutti prodotti e un export pari al 19% delle vendite totali, il comparto del San Daniele DOP registra anche per il 2023 ottimi risultati. Il numero di vaschette di pre-affettato supera i 21,3 milioni di confezioni certificate.</em></p>
<p>Anche nel 2023 il <strong>Prosciutto di San Daniele DOP</strong> si conferma come uno dei prodotti enogastronomici italiani più acquistati e consumati tanto in Italia quanto all’estero.</p>
<p>La produzione di San Daniele DOP, nell’anno da poco concluso, è stata di <strong>2.590.000 cosce</strong> prodotte nei 31 stabilimenti produttivi, collocati all’interno della città di San Daniele del Friuli, provenienti dai <strong>3.510 allevamenti</strong> certificati situati in dieci regioni del Centro-nord Italia e conferite dai 44 macelli della filiera DOP.</p>
<p>La quota di <strong>export</strong> registra una crescita e si attesta al <strong>19%</strong> rispetto alle vendite totali dell’anno con circa 3 milioni di chilogrammi indirizzati al mercato extra Italia. Il <strong>55%</strong> delle quote totali di export è stato destinato all’<strong>Unione Europea</strong>, mentre il restante 45% è stato esportato in Paesi terzi.</p>
<p>I Paesi che detengono la quota più rilevante per l’esportazione del Prosciutto di San Daniele DOP si confermano in ordine di volumi: Francia, Stati Uniti, Australia, Germania e Belgio.</p>
<p>Gli altri principali mercati esteri di destinazione sono Svizzera, Austria, Regno Unito, Lussemburgo e Canada. Nel 2023 si registrano ottime performance, in ordine di volume esportato, per Stati Uniti (+11%), Australia (+7%), Regno Unito (+30%) e Repubblica Ceca (+18%).</p>
<p>Il numero di vaschette di Prosciutto di San Daniele <strong>pre-affettato</strong> ha superato i <strong>21,3 milioni di confezioni certificate</strong>, pari a 407.000 prosciutti (+1% rispetto all’anno precedente), per un totale di oltre 2 milioni di chilogrammi, confermandosi come una tendenza consolidata in linea con le nuove modalità di consumo.</p>
<p>Il fatturato totale, derivante dalle attività di produzione e distribuzione, si mantiene a <strong>360 milioni di euro</strong>, in linea con gli anni precedenti, dopo il +14% rilevato nel 2022.</p>
<p>Fonte: <a href="https://prosciuttosandaniele.it/2023/09/aria-di-san-daniele-2023/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/CS-2024-Dati-di-mercato-del-Consorzio-del-Prosciutto-di-San-Daniele.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-san-daniele-dop-i-dati-di-mercato-del-2023/">Prosciutto di San Daniele DOP: i dati di mercato del 2023</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allevamento del suino pesante: strategie innovative per la filiera del Prosciutto Veneto DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allevamento-del-suino-pesante-strategie-innovative-per-la-filiera-del-prosciutto-veneto-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=447852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due studi condotti da un team dell’Università di Padova hanno testato e valutato gli effetti di diverse strategie innovative di allevamento, alimentazione e macellazione al fine di migliorare la filiera del Prosciutto Veneto DOP Tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allevamento-del-suino-pesante-strategie-innovative-per-la-filiera-del-prosciutto-veneto-dop/">Allevamento del suino pesante: strategie innovative per la filiera del Prosciutto Veneto DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Due studi condotti da un team dell’Università di Padova hanno testato e valutato gli effetti di diverse strategie innovative di allevamento, alimentazione e macellazione al fine di migliorare la filiera del Prosciutto Veneto DOP</em></p>
<p>Tra le decisioni che caratterizzano le tecniche di allevamento del suino, particolare rilievo riveste la definizione del peso e dell’età di macellazione. Un esempio a tal proposito è rappresentato dai prosciutti crudi italiani DOP, la cui produzione è tradizionalmente basata su cosce ottenute da suini “pesanti e maturi”, ossia, secondo i disciplinari di produzione, da suini macellati ad almeno 9 mesi di età e ad un peso di almeno 160 kg. Il rispetto di questi vincoli ha comportato l’adozione di regimi alimentari razionati, che consentono l’ottenimento di un ritmo di crescita moderato, usualmente compreso tra 0,65 e 0,75 kg/d.</p>
<p>Questo sistema, che interessa oltre l’80% dei suini prodotti in Italia, è però caratterizzato da costi di produzione di oltre il 20% superiori rispetto alla media UE, principalmente a causa del maggior consumo di mangime per unità di peso realizzato e dell’allungamento del ciclo di produzione. Contestualmente, il miglioramento genetico ha sensibilmente modificato la composizione della carcassa delle moderne linee suine, che producono cosce spesso troppo magre anche ai limiti di peso ed età di macellazione disposti dai disciplinari.</p>
<p>Esistono quindi ampi presupposti per studiare l’effetto della manipolazione del peso e/o dell’età di macellazione quali possibili innovazioni nelle tecniche di allevamento del suino pesante. Il presente studio ha quindi inteso comparare (Tab. 1) il sistema convenzionale di produzione del suino pesante italiano (gruppo Conv), caratterizzato da un peso al macello di circa 170 kg da raggiungere ad un’età di 9 mesi, con altre strategie di allevamento caratterizzate dai seguenti obiettivi: 1) gruppo Younger: peso al macello convenzionale di circa 170.</p>
<p><strong>Tabella 1.</strong> Obiettivi e modalità di allevamento dei gruppi sperimentali</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Tabella-1.-Obiettivi-e-modalita-di-allevamento-dei-gruppi-sperimentali.jpg"><img class="aligncenter wp-image-447855 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Tabella-1.-Obiettivi-e-modalita-di-allevamento-dei-gruppi-sperimentali.jpg" alt="" width="924" height="284" /></a></p>
<p>kg da raggiungere anticipando l’età di macellazione (target: circa 8 mesi), attraverso un sistema di alimentazione a volontà; 2) gruppo Heavier: età alla macellazione convenzionale di 9 mesi con un sistema di alimentazione a volontà, in modo da sfruttare appieno il potenziale di crescita degli animali, con pesi previsti al macello di 190 &#8211; 200 kg; 3) gruppo Older: peso al macello convenzionale di circa 170 kg, da raggiungere ad un’età superiore ai 9 mesi, operando un contenimento del ritmo di crescita tramite la riduzione della somministrazione di energia e nutrienti. Le diverse strategie alimentari sono state testate su un gruppo di suini pesanti al fine di valutarne gli effetti sulle performance in vita ed al macello e sulle caratteristiche dei prosciutti crudi.</p>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Lo studio è stato condotto nell’allevamento di <strong>DAFNAE dell’Università di Padova</strong> ed ha coinvolto complessivamente 336 suini Goland C21, maschi castrati e femmine, nel corso di tre prove successive. In ciascuna prova 112 suini nati nella stessa settimana sono stati assegnati ad una delle 4 tesi (Tab. 1).</p>
<p>Al raggiungimento di età/peso di macellazione, gli animali sono stati avviati al macello, dove le relative carcasse sono state sezionate e si è proceduto al peso individuale dei tagli a base prevalentemente magra (coppe, spalle, lombi e cosce) e grassa (gole, guanciali e lardi). Le cosce, rifilate dopo 24 h, sono state tutte inviate presso lo stesso prosciuttificio (Prosciutti Attilio Fontana, Montagnana, PD) e qui lavorate secondo le procedure previste dal Prosciutto Veneto DOP, con una durata dell’intero processo di circa 20 mesi.</p>
<p>Tutti i prosciutti sono stati pesati individualmente all’arrivo, alla fine della stagionatura e al disosso, in modo da poter calcolare le relative perdite di lavorazione. 60 prosciutti scelti casualmente, 15 per tesi, sono stati sottoposti ad analisi chimica centesimale e determinazione del profilo acidico del grasso sottocutaneo ed intramuscolare.</p>
<blockquote><p><strong>Luigi Gallo</strong> è professore ordinario di zootecnica speciale presso il dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova.</p>
<p><strong>Stefano Schiavon</strong> è professore ordinario di Nutrizione e Alimentazione animale presso il dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova.</p>
<p><strong>Paolo Carnier</strong> è professore ordinario di Zootecnica Generale e Miglioramento Genetico presso il dipartimento BCA dell’Università di Padova.</p></blockquote>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>Come emerge dalla figura (Fig. 1), i suini del gruppo Conv hanno terminato la prova intorno ai 9 mesi di età ad un peso medio di 172 kg, avendo evidenziato un ritmo di crescita medio di 715 g/d con un consumo ed un costo alimentare rispettivamente pari a 3,8 kg di mangime e 1,37 € per kg di accrescimento.</p>
<p>I suini del gruppo Younger, come da piano sperimentale, hanno terminato il ciclo di ingrasso allo stesso peso di quelli Conv, impiegando però circa un mese in meno a raggiungere il peso target, grazie a un accrescimento superiore di oltre il 30%.</p>
<p>Il passaggio ad una alimentazione ad libitum con razioni ad alta proteina per un minor tempo di allevamento ha permesso di aumentare l’efficienza dei suini Younger, che hanno richiesto l’8% di mangime in meno rispetto a Conv per unità di peso depositato, evidenziano una comparabile riduzione anche del costo alimentare.</p>
<p>I suini del gruppo Heavier, a parità di età alla macellazione, hanno evidenziato un peso al macello del 22% superiore a Conv, grazie ad un accrescimento maggiore del 25%, ottenuto sostanzialmente a parità di efficienza alimentare e costo alimentare unitario. Dal punto di vista pratico, questo si traduce in un sensibile aumento di prodotto vendibile per unità di posto stalla, a parità di tempo di occupazione e di efficienza alimentare, con ovvi effetti positivi sulla redditività dell’allevamento. Infine, il gruppo Older ha raggiunto, come da disegno sperimentale, il peso target di 170 kg ad un’età superiore del 7% rispetto a Conv.</p>
<p>La somministrazione ristretta di una razione a basso tenore proteico ha ridotto del 16% l’accrescimento giornaliero, causando un peggioramento del 20% dell’efficienza alimentare e un aumento di oltre il 15% del costo alimentare per kg realizzato.</p>
<p>Le diverse strategie testate hanno influenzato in modo diversificato le prestazioni degli animali al macello (Fig. 2). Rispetto al gruppo Conv, i suini Younger, a parità di resa e peso della carcassa, hanno presentato un maggiore (+8%) spessore del lardo dorsale, una leggera (-2%) ma significativa riduzione della resa in tagli magri e un sostanziale (+12%) aumento della resa in tagli grassi, fornendo cosce rifilate dello stesso peso, ma con un maggiore (+15%) spessore del grasso di copertura. Rispetto al gruppo Conv, i suini Heavier hanno presentato carcasse del 14% più pesanti grazie al maggior peso di macellazione, ma anche all’aumento (+2%) della resa al macello. Le carcasse Heavier hanno evidenziato un notevole incremento (+21%) del lardo dorsale e hanno fornito cosce rifilate più pesanti (+11%) e caratterizzate da maggiore copertura adiposa in sottonoce (+15%).</p>
<p><strong>Figura 1.</strong> Prestazioni di allevamento. (l’asterisco indica una differenza significativa &#8211; P &lt; 0.05 &#8211; tra il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo)</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-1.-Prestazioni-di-allevamento.jpg"><img class="aligncenter wp-image-447856 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-1.-Prestazioni-di-allevamento.jpg" alt="" width="871" height="270" /></a></p>
<p>Infine, i suini del gruppo Older non si sono differenziati in modo significativo al macello da quelli Conv, con l’unica eccezione della coscia rifilata, che è risultata quasi il 4% più leggera. Relativamente alle caratteristiche tecnologiche del prosciutto stagionato, i suini Younger hanno presentato comportamento analogo a quello dei Conv, con la sola eccezione del grasso di copertura, che è stato valutato del 20% superiore nei prosciutti ottenuti dai suini di questo gruppo. Anche i prosciutti prodotti dai suini Older hanno presentato caratteristiche sostanzialmente assimilabili a quelle dei suini Conv, pur evidenziando una leggera (-2,5%) ma significativa riduzione nel peso del prosciutto disossato. I suini del gruppo Heavier hanno infine presentato rispetto ai Conv un aumento del 15% del peso del prosciutto disossato, grazie al maggior peso dello stagionato ma anche della riduzione (-7%) del calo di stagionatura, e hanno fornito prosciutti stagionati giudicati decisamente (+30%) più coperti di grasso.</p>
<p>Riguardo alla composizione chimica della fetta campione di prosciutto stagionato, opportunamente mondata del grasso di copertura, i prosciutti ottenuti dal gruppo Younger hanno presentato caratteristiche analoghe a quelli ottenuti da Conv per tutti i caratteri testati. Rispetto ai Conv, le cosce derivate da Heavier hanno presentato una proteolisi leggermente inferiore a parità di tenore proteico, mentre quelle derivate da Older hanno presentato una leggera riduzione del tenore proteico e, soprattutto, un sensibile incremento (+21%) del grasso intramuscolare.</p>
<p>Anche la composizione acidica del grasso del prosciutto crudo è risultata diversificata nelle diverse strategie gestionali testate (Fig. 3). I due gruppi alimentati ad libitum (Younger e Heavier) hanno presentato rispetto ai Conv un grasso del prosciutto, sia di copertura che intramuscolo, caratterizzato da una maggiore incidenza di grassi saturi e da una notevole minore incidenza di grassi polinsaturi. Anche i prosciutti del gruppo Older hanno presentato una più bassa incidenza di PUFA nel grasso intramuscolo, mentre la composizione acidica del grasso degli altri distretti è risultata comparabile a quella del gruppo Conv.</p>
<p><strong>Figura 2.</strong> Prestazioni di macello (l’asterisco indica una differenza significativa &#8211; P &lt; 0.05 &#8211; tra la media del gruppo sperimentale e quella del gruppo di controllo)</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-2.-Prestazioni-di-macello.jpg"><img class="aligncenter wp-image-447860 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-2.-Prestazioni-di-macello.jpg" alt="" width="852" height="277" /></a></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>La maggioranza dei prosciutti crudi tradizionali italiani sono prodotti secondo gli standard derivati dai disciplinari di Parma e San Daniele, ai quali si avvicinano gli standard di consorzi più piccoli, quali quello del Prosciutto Veneto. Per questi consorzi, i vincoli tecnici di maggior rilievo per la produzione primaria sono rappresentati, oltre che dalle linee genetiche ammesse, dalla combinazione di età (9 mesi) e peso di macellazione della partita 160 kg, con un range di tolleranza variabile tra i 144 e i 176 kg). Per rispettare questa condizione di suino “pesante e maturo”, il sistema di allevamento ha fatto tradizionalmente ricorso ad un certo livello di restrizione alimentare. Tra le strategie innovative testate, una ha riguardato l’innalzamento dell’età di macellazione di circa un mese mantenendo un peso al macello convenzionale (gruppo Older), agendo tramite una restrizione sia dell’energia che della proteina alimentare nell’ipotesi di ottenere carcasse più grasse, un maggior grado di marbling della coscia e migliori caratteristiche sensoriali. I risultati ottenuti da questa strategia sono da ritenere nel complesso insoddisfacenti.</p>
<p>Ad una significativa riduzione dell’efficienza alimentare, imputabile al minor accrescimento rispetto al gruppo di controllo, non hanno fatto riscontro significativi miglioramenti della carcassa, mentre a livello di prosciutto crudo, a fronte di un incremento del marbling che potrebbe avere effetti favorevoli su alcune proprietà organolettiche, si è riscontrata una diminuzione del peso tanto della coscia fresca rifilata che del prosciutto stagionato e disossato rispetto ai suini pesanti convenzionali.</p>
<p>Al contrario, la somministrazione ad libitum di razioni con un tenore di proteina e aminoacidi medio- alto ha consentito di raggiungere il peso standard di macellazione di 170 kg con un anticipo di circa 1 mese rispetto ai suini di controllo (gruppo Younger), con un sensibile miglioramento dell’efficienza alimentare e una riduzione di circa il 7% del costo alimentare per unità di peso realizzato. I suini di questo gruppo hanno presentato carcasse più grasse e cosce rifilate caratterizzate da un maggior grado di copertura adiposa, mentre non si sono differenziati dal gruppo di controllo in termini di qualità tecnologica della coscia (pesi e cali in stagionatura).</p>
<p>Il maggior grado di copertura adiposa della coscia e del prosciutto crudo è risultato associato ad un aumento del rapporto relativo degli acidi grassi saturi rispetto ai polinsaturi, e questo può ridurre l’incidenza dei fenomeni di irrancidimento ossidativo durante la lunga fase di stagionatura. Questa strategia sembra quindi favorevole dal punto di vista economico e potrebbe essere interessante nella produzione di un prodotto smarchiato, dal momento che l’età di macellazione non è compatibile con i limiti disposti dai disciplinari.</p>
<p>Infine, la somministrazione ad libitum di razioni con un tenore di proteina e aminoacidi medio-alto fino all’età di macellazione “da disciplinare” di 9 mesi (gruppo Heavier) ha consentito di aumentare il peso di macellazione di 20-30 kg rispetto al gruppo di controllo senza un peggioramento dell’efficienza alimentare e del costo alimentare per unità di peso realizzato.</p>
<p>Le cosce ottenute dai suini del gruppo Heavier sono risultate più pesanti e con una maggiore dotazione di grasso sottocutaneo e, grazie anche ad una riduzione del calo di stagionatura, hanno fornito una maggiore quantità sia di prosciutto crudo stagionato che di prosciutto disossato. I prosciutti stagionati ottenuti da suini Heavier sono risultati caratterizzati anche dal miglioramento di alcuni parametri di qualità tecnologica, come l’indice di proteolisi e il profilo acidico del grasso di copertura.</p>
<p>La strategia utilizzata per i suini del gruppo Heavier è compatibile con le modifiche dei disciplinari recentemente approvate in sede comunitaria e potrebbe essere considerata con interesse dai produttori di suino pesante tradizionale, dal momento che consente di ottenere nello stesso periodo di occupazione del posto stalla di un suino Conv una maggiore produzione di peso vivo, di carcassa, di coscia e di prosciutto crudo senza peggiorare i costi alimentari.</p>
<p>Al fine di ridurre il rischio di sovrappeso delle carcasse, che dà origine a una penalizzazione economica delle stesse, sembra quindi opportuno suggerire una leggera restrizione dello schema di razionamento, che andrà adattata al potenziale di crescita della linea genetica utilizzata</p>
<p><strong>Figura 3.</strong> Contenuto in acidi grassi saturi (SAT) e polinsaturi (PUFA) del grasso di copertura e del grasso intramuscolare (l’asterisco indica una differenza significativa &#8211; P &lt; 0.05 &#8211; tra la media del gruppo sperimentale e quella del gruppo di controllo)</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-3-Contenuto-in-acidi-grassi-saturi-SAT-e-polinsaturi-PUFA.jpg"><img class="aligncenter wp-image-447861 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Consortium-Figura-3-Contenuto-in-acidi-grassi-saturi-SAT-e-polinsaturi-PUFA.jpg" alt="" width="771" height="286" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
<em>Implications of Changing Age and Weight at Slaughter of Heavy Pigs on Carcass and Green Ham Quality Traits*</em></p>
<p><em>Impact of innovative rearing strategies for the Italian heavy pigs: Technological traits and chemical composition of dry–cured hams*</em></p>
<p><strong>Autori</strong><br />
<em>I. H. Malgwi, L. Gallo, V. Halas, V. Bonfatti, G. Carcò, C. P. Sasso, P. Carnier, S. Schiavon</em></p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
Animals 2021, 11, 2447. <a href="https://doi.org/10.3390/ani11082447">https://doi.org/10.3390/ani11082447</a></p>
<p>Meat Science 2023, 204, 109266. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2023.109266">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2023.109266</a></p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/12.-Analisi-Allevamento-del-suino-pesante.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allevamento-del-suino-pesante-strategie-innovative-per-la-filiera-del-prosciutto-veneto-dop/">Allevamento del suino pesante: strategie innovative per la filiera del Prosciutto Veneto DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SheepWolfare: il pastore virtuale che salva le pecore dai lupi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sheepwolfare-il-pastore-virtuale-che-salva-le-pecore-dai-lupi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 15:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questioni emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=448059</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un progetto portato avanti dal Consorzio del Pecorino Toscano DOP per aiutare le proprie aziende a tutelare il bestiame dagli attacchi dei predatori, ma anche migliorare la gestione del gregge da remoto Il pastore diventa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/sheepwolfare-il-pastore-virtuale-che-salva-le-pecore-dai-lupi/">SheepWolfare: il pastore virtuale che salva le pecore dai lupi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un progetto portato avanti dal Consorzio del Pecorino Toscano DOP per aiutare le proprie aziende a tutelare il bestiame dagli attacchi dei predatori, ma anche migliorare la gestione del gregge da remoto</em></p>
<p>Il pastore diventa smart per migliorare il benessere animale, contrastare l’attacco dei lupi e controllare da remoto il gregge di pecore. Il nuovo modo di pascolare gli animali passa attraverso la tecnologia di<strong> SheepWolfare</strong>, il collare di nuova concezione da applicare agli animali da tenere sotto controllo, anche a distanza, in grado di emettere suoni per allontanare i predatori.</p>
<p>Il collare è stato ideato e realizzato dalla società<strong> eSpace Elab</strong> di Aosta ed è stato inserito in un progetto che vede la partnership del <strong>Consorzio del Pecorino Toscano DOP</strong> e del <strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA) dell’Università di Pisa</strong>.</p>
<p>Il collare tecnologico è in grado di monitorare, tra gli altri parametri, la distanza percorsa da ogni animale e il battito cardiaco per avere informazioni cruciali sulla salute e sullo stato di benessere dell’animale, come le emissioni vocali per la valutazione delle sue interazioni sociali e del suo stato emotivo, ma anche la ruminazione, indicatore importante della fisiologia digestiva, il ritmo respiratorio e la temperatura corporea.</p>
<p>Oltre a misurare temperatura e umidità ambientale e, ovviamente, la posizione dell’animale. Insomma, tutta una serie di dati biometrici ed ambientali per fornire agli allevatori informazioni per una gestione più accurata e mirata del benessere degli animali e dell’ambiente circostante. Tra cui la presenza di lupi, al cui attacco le pecore reagiscono con aumento della velocità di spostamento e dei battiti cardiaci: a questo punto il collare agisce come un dissuasore grazie all’emissione di ultrasuoni. Tutti questi dati vengono registrati in tempo reale dal software SheepWolfare e finiscono come allert sullo smartphone dell’allevatore che riceve i dati ogni quindici minuti.</p>
<p>“Siamo solo all’inizio, in una fase in cui tra l’autunno e l’inverno gli animali passano più tempo nelle stalle – spiega Marcello Mele, dell’Università di Pisa, referente scientifico del progetto – in questo step stiamo affinando la tecnologia, per poter utilizzare al meglio il collare nel momento in cui le greggi usciranno più spesso al pascolo, nella primavera 2024.</p>
<p>Sono tanti i fattori che possono rendere meno efficiente la tecnologia, da quelli più evidenti, come la continuità del segnale in territori dove la copertura non è sicuramente elevatissima, al posizionamento stesso del collare che talvolta può essere perduto dagli animali. Inoltre, alcuni dati rilevati dal sensore devono essere confrontati con quelli rilevati direttamente sull’animale da parte dei ricercatori per validare le informazioni registrate. Una volta portati a termine questi controlli potremo considerare completamente affidabili i dati raccolti “in campo” e mettere in luce così la risposta adattativa degli animali alle diverse condizioni ambientali che si realizzano in allevamento. Attualmente tale attività si sta svolgendo presso due aziende collegate al Consorzio del Pecorino Toscano DOP”.</p>
<blockquote><p><strong>Marcello Mele</strong> è professore ordinario di Scienze animali presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari, Agro-ambientali dell’Università di Pisa, di cui è attualmente direttore. È membro del Senato Accademico dell’Università di Pisa. Dal 2016 al 2020 è stato direttore del Centro di ricerche Agro-ambientali “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa. I suoi principali campi di specializzazione sono lo studio e lo sviluppo di sistemi di allevamento resilienti e sostenibili e la qualità degli alimenti di derivazione animale</p></blockquote>
<p>Obiettivo di SheepWolfare è quello di proporre tecnologie innovative implementate su collari intelligenti per gestire gli animali al pascolo e valutare il loro benessere e il loro comportamento, così da ottimizzare la tecnica di allevamento. Allo stesso tempo, grazie all’elaborazione dei dati relativi al comportamento degli animali e ad alcuni loro parametri fisiologici, è possibile attivare sistemi di dissuasione dei predatori per prevenire il loro attacco in maniera mirata e questo senza modificare la normale gestione dei greggi.</p>
<p><strong>SheepWolfare</strong> tiene sotto controllo l’<strong>heart rate variability (HRV)</strong>, lo stato di sudorazione, il numero di atti ruminativi e la vocalizzazione degli animali che potrebbe essere indice di paura o di stress appunto dovuto a attacco predatorio. Il comportamento degli animali viene valutato mediante la <strong>posizione GPS</strong> e tutti questi parametri vanno ad attivare un sistema di dissuasione specifico per i predatori, in grado di provocare il loro allontanamento prima che si realizzi un attacco. Inoltre il collare fornisce in tempo reale e registra la temperatura, l’umidità, la potenza e la direzione del vento, le precipitazioni e l’irraggiamento solare, così da poter valutare gli effetti dei parametri microclimatici sul benessere degli animali stessi diventando una sorta di “pastore virtuale”.</p>
<p>Se poi, in contemporanea, saranno utilizzate fototrappole, come è previsto dal progetto, questo permetterà di osservare gli animali selvatici presenti nelle aree limitrofe agli allevamenti e consentirà di valutarne la reale presenza e segnalarla alle autorità preposte. <strong>Espace</strong> <strong>Elab</strong> fornisce, infatti, anche un livello di protezione legato al perimetro del pascolo.</p>
<p>Secondo i dati del monitoraggio nazionale del lupo coordinato da Ispra, è stato stimato un numero di esemplari intorno a 950 nelle regioni alpine, mentre sono quasi 2.400 quelli distribuiti lungo il resto della penisola. Complessivamente in Italia si stima la presenza di circa <strong>3.300 lupi</strong>. La zona di produzione del Pecorino Toscano DOP è una delle più interessate negli ultimi anni dalle predazioni di canidi con danni ingenti alle aziende, sia per la perdita di capi, ma soprattutto per l’inibizione alla produzione di latte, quindi di prodotto.</p>
<p>Il progetto vede la partecipazione di due aziende agricole, entrambe associate al <strong>Consorzio del Pecorino Toscano DOP</strong>, che hanno messo a disposizione il proprio gregge per testare i collari e la loro funzionalità.</p>
<p>Quella di Franco Mattei è una di queste. “La predazione delle pecore da parte dei lupi è devastante. Non danneggia infatti, soltanto il gregge, decimandolo, ma ha ripercussioni anche sulla salute e sulla produzione di latte delle altre pecore, che si stressano a causa di questi eventi, per loro traumatici. Gli attacchi dei predatori influiscono, dunque, sia sull’attività del pascolo che prima era libero e adesso è controllato. Sia sul lavoro degli allevatori, reso molto più complicato.</p>
<p>In questo caso, la convivenza tra preda e predatore che diventa pericoloso anche per l’uomo, non è concepibile, perché il grande rischio è quello di perdere l’attività della pastorizia e, di conseguenza, numerosi posti di lavoro, la tutela del territorio e la produzione di prodotti tipici. Dunque, qualsiasi innovazione che possa aiutare in quest’ambito è ben accetta, purché superi un’importante fase di sperimentazione. Fare il pastore è diventato un mestiere difficilissimo e i giovani non sono invogliati a intraprenderlo. Il futuro del Pecorino Toscano DOP è una sfida che con il progetto Sheep Wolfare si vuole vincere”.</p>
<p>C’è poi quella di Loriano Lombrichi. “Progetti come Sheep Wolfare nascono dalla speranza di andare avanti con la ricerca e con l’innovazione, per riuscire a controllare gli allevamenti in modo più equo e tranquillo e per garantire alle pecore la tranquillità e la serenità di cui necessitano. Le aspettative sono alte: il progetto risponde ai bisogni dell’intero settore della zootecnia, che da anni subisce grandi danni a causa dei predatori siano lupi o ibridi.</p>
<p>Il coinvolgimento dei giovani rappresenta il futuro delle aziende, ma purtroppo sacrificio, scarse entrate economiche e rischi come appunto quello della predazione, scoraggiano anche i giovani che vorrebbero rimanere a lavorare nel proprio territorio. Per non parlare del sacrificio che questa attività richiede: le pecore hanno bisogni costanti che vanno soddisfatti 365 giorni all’anno. Gli enti pubblici e le istituzioni, a partire dall’Unione Europea, dovrebbero capire che allevatori e agricoltori non rappresentano “solo” imprese e attività, ma sono, soprattutto, manutentori del territorio. Il progetto Sheep Wolfare è una scommessa sull’avvenire della pastorizia”.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/15.-Questioni-Emergenti-SheepWolfare.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/sheepwolfare-il-pastore-virtuale-che-salva-le-pecore-dai-lupi/">SheepWolfare: il pastore virtuale che salva le pecore dai lupi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prosciutto di Parma DOP: il progetto per migliorare gli standard di sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-un-progetto-per-migliorare-gli-standard-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=444868</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una filiera virtuosa e più sostenibile per il Prosciutto di Parma. È questo l’obiettivo di PARSUTT – PARma ham high SUsTainability sTandard, il progetto che vede la partecipazione diretta del Consorzio del Prosciutto di Parma. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-un-progetto-per-migliorare-gli-standard-di-sostenibilita/">Prosciutto di Parma DOP: il progetto per migliorare gli standard di sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una filiera virtuosa e più sostenibile per il Prosciutto di Parma. È questo l’obiettivo di PARSUTT – PARma ham high SUsTainability sTandard, il progetto che vede la partecipazione diretta del Consorzio del Prosciutto di Parma.</em></p>
<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1623759731859 vc_row-has-fill" data-vc-full-width="true" data-vc-full-width-init="true">
<div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12">
<div class="vc_column-inner">
<div class="wpb_wrapper">
<div class="vc_row wpb_row vc_inner vc_row-fluid">
<div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12">
<div class="vc_column-inner">
<div class="wpb_wrapper">
<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
<div class="wpb_wrapper">
<p>Una <strong>filiera virtuosa e più sostenibile</strong> per il <strong>Prosciutto di Parma DOP</strong>. È questo l’obiettivo di <strong><a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/progetti-innovazione/raccolta-progetti-innovazione/competitivita-delle-filiere-agroalimentari/bando-2020/parma-ham-high-sustainability-standard-parsutt" target="_blank" rel="noopener">PARSUTT – PARma ham high SUsTainability sTandard</a>, </strong>il progetto, coordinato dal Centro Ricerche Produzioni Animali – <strong>CRPA di Reggio Emilia</strong> e finanziato dalla <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, vede la partecipazione diretta del Consorzio di tutela, di un selezionato numero di operatori della filiera – produttori, allevatori, macellatori – e si avvale del supporto di altri partner tecnico-scientifici quali l’<strong>Università degli Studi di Milano</strong> – Dipartimento di Medicina Veterinaria, l’Organismo di Certificazione <strong>CSQA</strong> Certificazioni e dell’ente di formazione Dinamica Soc. Cons. a r.l..</p>
<p><strong>PARSUTT</strong> fornisce un <strong>modello virtuoso</strong> a tutti gli anelli della filiera produttiva del Prosciutto di Parma DOP affinché adottino degli <strong>standard di sostenibilità più elevati</strong> rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente riguardanti temi quali il <strong>benessere animale</strong>, l’<strong>uso prudente del farmaco</strong> e la <strong>biosicurezza</strong>. Particolare attenzione è posta sui primi anelli della filiera, allevamento e macellazione, dove il progetto si propone di identificare, sviluppare e promuovere degli indicatori concreti per ottenere un <strong>Prosciutto di Parma DOP sempre più rispettoso</strong>, capace di cogliere le richieste del consumatore moderno attento alla sostenibilità delle produzioni e del cibo che acquista.</p>
<p><strong>Obiettivi del progetto:</strong></p>
<p>Il <strong>benessere animale</strong> è un’opportunità di rilancio del settore zootecnico, sia in termini di possibilità di ampliare il mercato attuale, sia di consolidare il mercato esistente, poichè risponde ad una emergente e crescente domanda da parte dei consumatori di prodotti animal friendly.</p>
<p>L’<strong>obiettivo generale del Piano di innovazione Parsutt</strong> è quello di organizzare un modello di filiera produttiva del Prosciutto di Parma con un plus di <strong>qualità aggiuntive alla DOP</strong>, in grado di cogliere le richieste di un consumatore italiano e straniero, attento all&#8217;eticità delle produzioni e alla sicurezza del cibo che acquista.</p>
<p>La strategia adottata dal Piano è mettere a disposizione di singole filiere suinicole un <strong>sistema di certificazione con un disciplinare tecnico</strong> basato su protocolli scientifici con alti standard di benessere animale, di biosicurezza e con uso responsabile dei farmaci antibiotici.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="vc_row-full-width vc_clearfix">Fonte: <strong><a href="https://www.prosciuttodiparma.com/altre-attivita/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio del Prosciutto di Parma</a></strong></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-un-progetto-per-migliorare-gli-standard-di-sostenibilita/">Prosciutto di Parma DOP: il progetto per migliorare gli standard di sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>(Padova) Produzioni suinicole e qualità del Prosciutto Veneto DOP: strategie innovative</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/padova-produzioni-suinicole-e-qualita-del-prosciutto-veneto-dop-strategie-innovative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 11:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=442418</guid>

					<description><![CDATA[<p>In provincia di Padova il convegno di chiusura del progetto Provendop Si svolgerà a Montagnana (Padova), giovedì 23 Novembre 2023, alle ore 09,30, presso la Sala Veneziana di Castel San Zeno, il Convegno di Chiusura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/padova-produzioni-suinicole-e-qualita-del-prosciutto-veneto-dop-strategie-innovative/">(Padova) Produzioni suinicole e qualità del Prosciutto Veneto DOP: strategie innovative</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In provincia di Padova il convegno di chiusura del progetto Provendop</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Si svolgerà a <strong>Montagnana (</strong>Padova), giovedì <strong>23 Novembre</strong> 2023, alle ore <strong>09,30</strong>, presso la Sala Veneziana di <strong>Castel San Zeno</strong>, il Convegno di Chiusura del Progetto Provendop.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Progetto Provendop</strong>, finanziato nell’ambito della Mis.16 1.1 “ Costituzione e gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura”,  si prefigge di implementare strategie genetiche e gestionali innovative nell’allevamento del suino pesante per la produzione del <strong>Prosciutto Veneto DOP</strong>, affrontando la problematica del generale scadimento della materia prima utilizzata per la produzione dei prosciutti del circuito tutelato italiano  e supportare la redditività e sostenibilità della filiera allo scopo di ridurre gli scarti produttivi.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’obiettivo è quello di identificare la miglior combinazione a livello di tecniche di selezione, alimentazione e allevamento, valutandole e validandole a livello di filiera, quantificandone costi e miglioramenti di reddito derivanti dalla sua adozione.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/11/Alta_Coldiretti_Locandina-_PROVENDOP_23-Novembre-2023-copia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SAVE THE DATE</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/padova-produzioni-suinicole-e-qualita-del-prosciutto-veneto-dop-strategie-innovative/">(Padova) Produzioni suinicole e qualità del Prosciutto Veneto DOP: strategie innovative</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La qualità del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP guarda al futuro con fiducia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-qualita-del-vitellone-bianco-dellappennino-centrale-igp-guarda-al-futuro-con-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 06:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=438566</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP si consolida come marchio di qualità sulle carni bovine fresche provenienti dalle razze previste dal Disciplinare di produzione e allevate nel Centro Italia: Chianina, Marchigiana e Romagnola Lo confermano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-qualita-del-vitellone-bianco-dellappennino-centrale-igp-guarda-al-futuro-con-fiducia/">La qualità del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP guarda al futuro con fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP si consolida come marchio di qualità sulle carni bovine fresche provenienti dalle razze previste dal Disciplinare di produzione e allevate nel Centro Italia: Chianina, Marchigiana e Romagnola</em></p>
<p>Lo confermano i <strong>dati dei primi 9 mesi del 2023</strong>, che registrano 13.827 capi certificati contro i 13.649 dello stesso periodo del 2022. Le <strong>certificazioni divise per razza</strong> vedono in testa la Chianina, con 7.443 capi, seguita da <strong>Marchigiana</strong>, con 4.943 capi e <strong>Romagnola</strong>, con 1.441 capi. Numeri che si traducono in un trend in costante crescita.</p>
<p>Sulla base di questi dati, il Consorzio di Tutela “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP” guarda al futuro con fiducia e con prospettive di crescita e consolidamento. “I numeri dei primi 9 mesi del 2023 sui capi certificati – afferma il direttore del Consorzio, <strong>Andrea</strong> <strong>Petrini</strong> – confermano l’attenzione della filiera, a partire dagli allevatori, per un marchio di qualità che da 25 anni accompagna la carne certificata <strong>Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP</strong> e si fonda su un legame unico e imprescindibile con il territorio di allevamento e produzione.</p>
<p>Questo è il vero elemento che contraddistingue la nostra carne certificata e che garantisce e tutela tutta la filiera, dall’allevamento fino all’arrivo sulle tavole dei consumatori, puntando, fra gusto e qualità, sulla sinergia con altri prodotti a marchio DOP e IGP uniti dagli stessi obiettivi”.</p>
<p>Fonte:<strong><a href="https://www.vitellonebianco.it/la-nostra-qualita-guarda-al-futuro-con-fiducia-e-prospettive-di-crescita/" target="_blank" rel="noopener"> Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell&#8217;Appenino Centrale IGP </a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-qualita-del-vitellone-bianco-dellappennino-centrale-igp-guarda-al-futuro-con-fiducia/">La qualità del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP guarda al futuro con fiducia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grana Padano DOP insieme agli agricoltori contro i modelli di consumo omologanti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-insieme-agli-agricoltori-contro-i-modelli-di-consumo-omologanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 06:51:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=437562</guid>

					<description><![CDATA[<p>Zaghini: “la distintività e la qualità del made in Italy sono i modelli che condividiamo e sono i valori racchiusi nel gusto unico, italiano, del Grana Padano” Insieme a Coldiretti e insieme agli agricoltori di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-insieme-agli-agricoltori-contro-i-modelli-di-consumo-omologanti/">Grana Padano DOP insieme agli agricoltori contro i modelli di consumo omologanti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Zaghini: “la distintività e la qualità del made in Italy sono i modelli che condividiamo e sono i valori racchiusi nel gusto unico, italiano, del Grana Padano” </em></p>
<p>Insieme a <strong>Coldiretti</strong> e insieme agli agricoltori di tutta l’Italia per far conoscere la biodiversità e la sostenibilità della nostra agricoltura e per dire ancora un no all’arrivo sulle tavole del cibo sintetico.</p>
<p>Nel cuore di Roma, al Circo Massimo, il <strong><a href="https://www.granapadano.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Grana Padano</a></strong> sarà presente con una propria tenda per offrire prodotto in purezza e gadget brandizzati a tutti i partecipanti.</p>
<p>Durante le giornate del Villaggio contadino, il Consorzio offrirà anche la possibilità di partecipare a delle <strong>Master Class</strong> dal titolo: “<strong>Il valore dell’attesa: Grana Padano DOP e le sue stagionature</strong>”, vere e proprie lezioni, condotte da esperti, che insegneranno a riconoscere e a distinguere le sfumature del gusto unico del formaggio DOP più consumato al mondo.</p>
<p>La partecipazione del Consorzio Grana Padano al Villaggio è anche l’occasione per ribadire e per condividere con il più importate sindacato nazionale dei contadini, l’importanza e la centralità del settore primario e della trasformazione, in termini di tutela del territorio, sostenibilità sociale ed economica: una filiera che produce una grande ricchezza, a cui il Gran Padano contribuisce in maniera determinante utilizzando ogni anno circa un quarto del latte vaccino prodotto in Italia per produrre oltre <strong>5 milioni</strong> e <strong>200 mila forme</strong> di formaggio DOP.</p>
<p>Un sistema – quello del Grana Padano – che vale al consumo oltre 3 miliardi di euro, che coinvolge 50 mila addetti, 3.845 stalle nella zona di produzione e che ha esportato nel 2022 il 47% della produzione marchiata.</p>
<p>“Siamo insieme alla gente che lavora la terra” – ha detto il Presidente,<strong> Renato Zaghini</strong> annunciando la partecipazione del Consorzio – siamo contro i modelli di consumo omologanti. La distintività e la qualità del made in Italy sono anche i nostri valori. Valori racchiusi nel gusto unico, italiano, del Grana Padano”</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/CS-Grana-Padano_villaggio_coldiretti_2023.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-insieme-agli-agricoltori-contro-i-modelli-di-consumo-omologanti/">Grana Padano DOP insieme agli agricoltori contro i modelli di consumo omologanti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
