<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AGROALIMENTARE &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/agroalimentare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 08:02:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>AGROALIMENTARE &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mercosur, Australia e India: le nuove rotte dell’agroalimentare di qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dal-mercosur-allaustralia-passando-per-lindia-le-nuove-rotte-dellagroalimentare-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=526012</guid>

					<description><![CDATA[<p>Italia leader mondiale nell&#8217;agroalimentare e nella Dop economy. Mentre scendono i consumi nei mercati di riferimento come USA, Germania e UK, crescono i nuovi mercati come Mercosur (Brasile +17,8%) e India Quota 100 miliardi. È [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dal-mercosur-allaustralia-passando-per-lindia-le-nuove-rotte-dellagroalimentare-di-qualita/">Mercosur, Australia e India: le nuove rotte dell’agroalimentare di qualità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italia leader mondiale nell&#8217;agroalimentare e nella Dop economy. Mentre scendono i consumi nei mercati di riferimento come USA, Germania e UK, crescono i nuovi mercati come Mercosur (Brasile +17,8%) e India</em></p>
<p>Quota 100 miliardi. È questo il traguardo a cui punta nei prossimi cinque anni l’export agroalimentare made in Italy. Un settore che, nonostante pandemia, guerre e dazi, ha tenuto alta la bandiera. Nel 2025 ha segnato un risultato record con 73 miliardi di spedizioni in tutto il mondo. Il cibo (+6,3%) ha trainato la crescita dell’export totale nazionale, con farmaceutica e mezzi di trasporto.</p>
<h4>Il primato</h4>
<p>Il primo <strong>rapporto sulle politiche agroalimentari di “The European House Ambrosetti e Teha Group”</strong>, ha rilevato come le risorse stanziate dal governo, anche per la promozione, abbiano centrato l’obiettivo.</p>
<p>Il nostro Paese è <strong>numero uno al mondo per le spedizioni di pasta e passate di pomodoro</strong>, primo produttore e secondo esportatore di vino, <strong>leader Ue nella Dop economy che fattura 20,7 miliardi</strong> di euro. In una situazione geopolitica complessa e segnata da incertezze, per garantire un futuro brillante alla produzione alimentare tricolore l’unica chance è allargare e diversificare i mercati. I recenti accordi siglati o in cantiere tra l’Ue e numerosi Paesi terzi sono un’opportunità unica per il made in Italy, brand vincente in tutto il mondo, soprattutto ora con l’ultima medaglia del riconoscimento Unesco della cucina italiana.</p>
<h4>Eccellenze e criticità</h4>
<p><strong>Olio, vino, pasta, pomodoro, sono eccellenze</strong>, ma per alcuni settori, è il caso delle produzioni vinicole, le criticità ci sono.</p>
<p>E non solo <strong>negli Usa</strong>, dove l’Unione italiana vini ha segnalato <strong>nei primi quattro mesi un calo del 15,4%</strong>, ma anche in <strong>Germania</strong> (-6,8%) e <strong>Regno Unito</strong> (-6,1%). A pesare più dei dazi il calo dei consumi (in Italia -18% in 20 anni, secondo i dati di Divulga).</p>
<p>Se si esplorano nuove destinazioni si può riguadagnare il terreno perso. Nel <strong>Mercosur</strong> l’Uiv ha calcolato un incremento del 36,4% (+ 17,8% il Brasile). <strong>L’India</strong> poi è tra le mete a cui si guarda con maggiore interesse.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dal-mercosur-allaustralia-passando-per-lindia-le-nuove-rotte-dellagroalimentare-di-qualita/">Mercosur, Australia e India: le nuove rotte dell’agroalimentare di qualità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal pecorino al vino, UE stila elenco di prodotti da esentare dai dazi USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=526004</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella proposta della Commissione, anticipata da Euractiv, centinaia di prodotti da esportazione esenti da dazi La Commissione europea ha stilato un elenco di centinaia di prodotti che vorrebbe fossero esentati dai dazi del 15% previsti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa/">Dal pecorino al vino, UE stila elenco di prodotti da esentare dai dazi USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella proposta della Commissione, anticipata da Euractiv, centinaia di prodotti da esportazione esenti da dazi</em></p>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha stilato un <strong>elenco di centinaia di prodotti che vorrebbe fossero esentati dai dazi del 15% previsti dall&#8217;accordo Ue-Stati Uniti di Turnberry</strong>.</p>
<p>Nel documento &#8211; visionato e anticipato da <a href="https://www.euractiv.com/news/exclusive-brussels-to-ask-washington-for-tariff-exemptions-on-key-exports/" target="_blank" rel="noopener">Euractiv</a> &#8211; la Commissione sostiene che l&#8217;Ue abbia già adempiuto ai propri impegni previsti dall&#8217;accordo tariffario eliminando i dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari statunitensi a partire dal primo luglio.</p>
<p>[…]</p>
<h4>I prodotti da esentare</h4>
<p><strong>Roquefort</strong> e <strong>pecorino</strong> tra i formaggi citati esplicitamente. Poi il <strong>vino e gli spumanti</strong>, ma anche il <strong>brandy</strong>, il <strong>sidro</strong>, la <strong>birra</strong>, e i <strong>distillati</strong> come <strong>whisky, gin, rum, vodka</strong> e <strong>liquori.</strong></p>
<p>Tra gli agroalimentari, anche <strong>olive e olio d&#8217;oliva</strong>, <strong>pasta, tartufi</strong> e <strong>salumi.</strong> Per quanto riguarda il settore ittico, nell&#8217;elenco della Commissione figurano il tonno, il salmone affumicato, la spigola e il polpo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/07/16/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa_29582d02-a24f-45a8-b23a-3f3f368f0f6d.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa/">Dal pecorino al vino, UE stila elenco di prodotti da esentare dai dazi USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adattarsi ai cambiamenti climatici: cosa influenza le scelte dei produttori di Indicazioni Geografiche?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/adattarsi-ai-cambiamenti-climatici-cosa-influenza-le-scelte-dei-produttori-di-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=525298</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell’Università di Padova indaga la propensione all’adattamento al cambiamento climatico dei produttori IG veneti, dimostrando come il rigore dei disciplinari DOP non freni la resilienza Il cambiamento climatico è ormai una realtà che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/adattarsi-ai-cambiamenti-climatici-cosa-influenza-le-scelte-dei-produttori-di-indicazioni-geografiche/">Adattarsi ai cambiamenti climatici: cosa influenza le scelte dei produttori di Indicazioni Geografiche?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell’Università di Padova indaga la propensione all’adattamento al cambiamento climatico dei produttori IG veneti, dimostrando come il rigore dei disciplinari DOP non freni la resilienza</em></p>
<p>Il cambiamento climatico è ormai una realtà che impatta tutti, ma in modo particolare l’agricoltura. Durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP27, nel 2022), è stato sottolineato quanto sia fondamentale condividere buone pratiche di adattamento, soprattutto tra produttori e istituzioni pubbliche. Adattarsi ai cambiamenti climatici significa modi­ficare le proprie pratiche per ridurre i danni o sfruttare eventuali vantaggi (IPCC, 2014). In agricoltura, queste strategie possono essere molto diverse: si va dall’uso di nuove tecnologie alla scelta di colture più resistenti, dal cam­biamento dei calendari di raccolta fino a decisioni più profonde sulla gestio­ne aziendale.</p>
<p>Per i produttori di Indicazioni Geografiche – come le DOP e le IGP – adattarsi è ancora più complesso. Questi prodotti, infatti, sono legati in modo stretto al territorio e alle sue condizioni climatiche e ambientali. Cambiare un disci­plinare di produzione – che regola confini geografici dell’area di produzio­ne, varietà coltivate, date di raccolta – è difficile, lungo e richiede l’accordo di molti attori. Questo rende le IG particolarmente vulnerabili: la capacità di adattamento, infatti, dipende dalla volontà e dalla possibilità degli attori loca­li di innovare, entro i limiti imposti dal disciplinare di produzione. Nonostante la centralità del tema, gli studi in merito sono ancora limitati, soprattutto nei Paesi ad alto reddito. Molti studi si concentrano sul vino, ma si sa poco sulle scelte di adattamento delle altre produzioni agroalimentari certificate (es. si vedano in merito i lavori di Marescotti et al., 2020; Henry, 2023).</p>
<blockquote><p><strong>Dana Salpina</strong><br />
Ricercatrice presso l&#8217;Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC) e professoressa a contratto presso l’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Francesco Pagliacci</strong><br />
Professore Associato in Economia Agraria presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p></blockquote>
<p>Questo studio tenta di colmare questa lacuna di conoscenza, analizzando le strategie di adattamento locale nel contesto delle IG agroalimentari nella Regione Veneto. Obiettivo del lavoro è quello di rispondere a due domande di ricerca: Quali strategie di adattamento vengono adottate? Cosa spinge (o frena) i produttori nel fare queste scelte? Attraverso un que­stionario online, rivolto ai produttori di IG agroalimentari, si è cercato di testare come l&#8217;adattamento ruoti attorno alla com­plessa interazione di diversi fattori, suddivisibili in quattro ambiti principali: i) Caratteristiche socio-demografiche dei produttori (ad esempio, età, sesso e livello di istruzione); ii) Gestione aziendale (agricoltori a tempo pieno vs. part-time) e partecipazione a reti sociali; iii) Caratteristiche del prodotto (produzioni vegetali vs. animali, produzioni DOP vs. IGP); iv) entità e percezione del cambiamento climatico.</p>
<h4>Metodologia</h4>
<p>L’analisi si concentra sulla Regione Veneto non solo per l’importanza che le IG agroalimentari rivestono nell’eco­nomia della regione (nei comuni della regione possono essere prodotte 18 DOP e 18 IGP agroalimentari) (ISME­A-Qualivita, 2022) ma anche perché la regione è partico­larmente esposta agli effetti del clima che cambia: si re­gistrano temperature più alte, piogge meno prevedibili e più eventi estremi. Ai produttori di IG agroalimentari della Regione Veneto – con il supporto di Consorzi e Or­ganizzazioni di Produttori (OP) – è stato somministrato un questionario online. Dopo una fase pilota (dicembre 2021), l’indagine è stata condotta tra gennaio e agosto 2022. Complessivamente, sono state raccolte 183 rispo­ste, ma solo 137 sono state quelle valide. Il campione fi­nale comprende 29 produttori di IG animali (ad esempio, formaggi, prodotti a base di carne) e 108 produttori di IG vegetali (ad esempio, ciliegie, radicchio).</p>
<p>Dopo una prima analisi delle statistiche descrittive, rela­tivamente a percezione di cambiamenti climatici, eventi estremi e pratiche di adattamento, un modello econo­metrico logit multinomiale è stato utilizzato per analizzare i fattori che possono influenzare la disponibilità ad adottare strategie di adattamento a livello aziendale. Sono stati stimati diversi modelli, usando una stessa va­riabile dipendente, rappresentata dalla distinzione tra: i) avere già adottato misure di adattamento; ii) avere in­tenzione di farlo in futuro e iii) non avere intenzione di adottare tali misure. Tra le variabili esplicative testate, sono state incluse: caratteristiche socio-demografiche, gestione aziendale e reti, caratteristiche del prodotto, percezione e dati sul cambiamento climatico (oltre a una variabile di controllo sull’altitudine).</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>La <strong>Tabella 1 </strong>riporta le principali statistiche descrittive del campione di 137 produttori intervistati, con rife­rimento alle caratteristiche socio-demografiche, alla gestione dell&#8217;azienda e reti sociali e alle caratteristiche del prodotto. Inoltre, rispetto al cambiamento climati­co, i dati forniti da Ferrari e Gjergji (2020) e alcune del­le variabili accessorie raccolte nel sondaggio aiutano a caratterizzarne la portata. In media, i comuni in cui sono localizzati i terreni dei produttori hanno registrato un aumento pari a +2,7 °C, nel confronto tra 1961-1970 e 2009-2018. Inoltre, questi cambiamenti si vedono: il 90% dei produttori ha notato cambiamenti concreti nel clima. In particolare, preoccupano le piogge sempre più irregolari (per l’80% circa dei produttori), le temperatu­re in aumento, gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.</p>
<p>Tuttavia, l’adattamento è ancora parziale: solo un pro­duttore su quattro ha già adottato misure di adattamen­to, mentre uno su tre circa pensa di farlo in futuro. Tra le misure più comuni ci sono le assicurazioni agricole e il ricorso ad attività di formazione tecnica e di consulenza. I produttori di IG vegetali puntano su nuove varietà, mi­glior gestione dell’irrigazione e dei parassiti. Quelli di IG animali investono su impianti di raffrescamento in stalla e sull’importazione di foraggio.</p>
<p>Analizzando i dati, lo studio ha poi individuato i princi­pali fattori che spingono un produttore a implementare misure di adattamento o meno. Nello studio, sono stati stimati 5 distinti modelli econometrici. I risultati mo­strano che il livello di istruzione è tra i principali fattori che influenzano la scelta di adattarsi ai cambiamenti cli­matici (rispetto all’opzione di non adattare): chi ha stu­diato in ambito agrario è molto più propenso ad adottare misure di adattamento. Anche il tipo di lavoro agricolo è importante: chi lavora a tempo pieno è più coinvolto e disposto a innovare (anche in termini di adattamento) rispetto a chi ha un’attività agricola part-time. Per quan­to riguarda il tipo di IG, i produttori di IG vegetali sono meno propensi ad adattare rispetto ai produttori di IG animali. Infine, l’esperienza diretta del cambiamento cli­matico conta: chi vede con i propri occhi gli effetti del clima tende ad agire. Un risultato interessante riguarda invece il tipo di certificazione (DOP o IGP). Contraria­mente a quanto si potrebbe pensare, la maggiore rigidi­tà dei disciplinari DOP non sembra frenare l’adattamen­to più di quanto accada per le IGP.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Analizzando le strategie di adattamento al cambiamen­to climatico da parte dei produttori di IG agroalimen­tari nella Regione Veneto emergono alcune indicazioni di interesse. Nonostante un’elevata consapevolezza del cambiamento climatico, solo il 50% dei produttori ha adottato o intende adottare misure di adattamento. Tutti i principali fattori esplicativi utilizzati nel model­lo risultano importanti per spiegare tali scelte, mentre appare in parte inatteso il ruolo giocato dal tipo di cer­tificazione (DOP o IGP), che non risulta significativo. Tuttavia, questo risultato sembra essere supportato anche dall&#8217;analisi delle principali barriere osservate dai produttori: i soggetti intervistati sono infatti molto più preoccupati dalla mancanza di risorse finanziarie o dalle difficoltà di accesso ai fondi pubblici (ad esempio, quel­li della Politica di Sviluppo Rurale). Anche i problemi di scarsa informazione e limitata diffusione della cono­scenza sembrano rappresentare una barriera al processo di adattamento.</p>
<p>Di conseguenza, emergono alcune indicazioni pratiche, non solo per il contesto regionale ma anche per quello di altri territori. L’analisi suggerisce che, oltre a mag­giori risorse economiche e un accesso semplificato ai fondi pubblici (ad esempio nella nuova PAC 2023–2027) è altresì fondamentale migliorare la diffusione delle informazioni, ad esempio sull’efficacia delle nuove tec­nologie o su come altri produttori o altri sistemi di IG affrontano gli stessi problemi e gli stessi rischi. Le reti di collaborazione tra produttori (peer-to-peer) e le attività di formazione possono fare la differenza. In particola­re, i Consorzi e OP devono avere un ruolo attivo, anche come “mediatori di innovazione”, facilitando il dialogo tra agricoltori e mondo della ricerca.</p>
<p>In sintesi, il cambiamento climatico è una sfida concreta per i produttori di IG. Lo studio mostra che la volontà di adattarsi c’è, ma non è ancora diffusa quanto servirebbe. La buona notizia è che educazione, esperienza e colla­borazione possono fare da motore del cambiamento. Le politiche pubbliche, quindi, dovrebbero puntare non solo su finanziamenti, ma anche su formazione, condivi­sione delle conoscenze e sostegno alle reti locali, facili­tando il trasferimento delle conoscenze. Infine, sarebbe importante che ulteriori studi replicassero l&#8217;indagine in altri Paesi o regioni, oppure estendessero il confronto anche a gruppi di produttori che operano al di fuori de­gli schemi di qualità, contribuendo così ad aumentare e a diffondere la conoscenza su questi temi così importanti.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo<br />
</strong>Adapting to climate change: what really drives the choices of the producers of Geographical Indications?</p>
<p><strong>Autore<br />
</strong>F. Pagliacci, D. Salpina</p>
<p><strong>Fonte<br />
</strong>Bio-based and Applied Economics 13(3) 265-283<br />
Doi: https://doi.org/10.36253/bae-15221</p>
<p><strong>Abstract </strong></p>
<p>In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti climatici, si fa sempre più pressante l’esigenza di individuare le migliori prati­che di adattamento ai cambiamenti climatici in agricoltura e di comprendere i fattori che determinano la disponibilità dei pro­duttori ad attuare strategie di adattamento. Molti studi prendono in esame esclusivamente l’agricoltura tradizionale e settori specifici (ad esempio, quello vitivinicolo), mentre è stata prestata scarsa attenzione ai prodotti certificati e di alta qualità nel loro complesso. Per colmare questa lacuna di conoscenza, nel 2022 è stata condotta un&#8217;indagine online basata su un questio­nario rivolta a 137 produttori di prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica nella Regione Veneto (Italia nord-orientale). Utilizzando un modello logit multinomiale, questo studio evidenzia i fattori che spiegano le strategie di adattamento distin­guendo tre casi: (i) agricoltori che hanno implementato strategie di adattamento; (ii) agricoltori che intendono implementarle in futuro; (iii) agricoltori che non le hanno né attuate né intendono farlo. I risultati suggeriscono che le caratteristiche socio-de­mografiche, in particolare l’istruzione, sono rilevanti, con i produttori in possesso di un diploma di scuola superiore in agri­coltura che mostrano una maggiore disponibilità ad adattarsi. Inoltre gli agricoltori a tempo pieno presentano una maggiore probabilità di aver già attuato strategie di adattamento. Infine, anche l’osservazione diretta dei cambiamenti climatici nell’area di produzione influenza le decisioni di adattamento degli agricoltori</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Ferrari, L., Gjergji, O. (2020). Il riscaldamento climatico in Europa, comune per comune. In: European Data Journalism Network. Available at: https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/Il-riscaldamento-climatico-in-Europa-comune-per-comune (last accessed on 19th December 2022).</li>
<li>Henry, L. (2023). Adapting the designated area of geographical indications to climate change. American Journal of Agricultural Economics 105, 1088-1115. https://doi.org/10.1111/ajae.12358.</li>
<li>IPCC (2014). Annex II: Glossary. IPCC: Geneva (CH). https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/WGIIAR5-AnnexII_FINAL.pdf (last accessed on 20th December 2022).</li>
<li>Ismea-Qualivita (2022). Rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP STG. Fondazione Qualivita, Siena, Italia. https://www.qualivita.it/osservatorio/rapporto-ismea-qualivita/#toggle-id-1 (last accessed on 18th December 2022).</li>
<li>Marescotti, A., Quiñones-Ruiz, X.F., Edelmann, H., Belletti, G., Broscha, K., Altenbuchner, C., Penker, M., Scaramuzzi, S. (2020). Are Protected Geographical Indications Evolving Due to Environmentally Related Justifications? An Analysis of Amendments in the Fruit and Vegetable Sector in the European Union. Sustainability 12(9), 3571. https://doi.org/10.3390/su12093571.</li>
<li>Salpina, D., Pagliacci, F. (2022b). Are We Adapting to Climate Change? Evidence from the High-Quality Agri-Food Sector in the Veneto Region. Sustainability 14(18), 11482. https://doi.org/10.3390/su141811482.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<div class="entry-content">
<div class="entry-content">
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Adattarsi-ai-cambiamenti-climatici_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L’ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/adattarsi-ai-cambiamenti-climatici-cosa-influenza-le-scelte-dei-produttori-di-indicazioni-geografiche/">Adattarsi ai cambiamenti climatici: cosa influenza le scelte dei produttori di Indicazioni Geografiche?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’agroalimentare italiano in forza negli Usa per non perdere posizioni sul mercato Usa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lagroalimentare-italiano-in-forza-negli-usa-per-non-perdere-posizioni-sul-mercato-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al Fancy Food di New York imprese ottimiste, ma l’incertezza frena i contratti. Nei primi 5 mesi del 2026 export a -12,8%. Zoppas (Ice): «C’è alta volatilità, l’attività di promozione ora è ancora più importante» [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lagroalimentare-italiano-in-forza-negli-usa-per-non-perdere-posizioni-sul-mercato-usa/">L’agroalimentare italiano in forza negli Usa per non perdere posizioni sul mercato Usa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al Fancy Food di New York imprese ottimiste, ma l’incertezza frena i contratti. Nei primi 5 mesi del 2026 export a -12,8%. Zoppas (Ice): «C’è alta volatilità, l’attività di promozione ora è ancora più importante»</em></p>
<p>«In questo momento bisogna avere il coraggio di non giudicare i numeri in modo asettico e inserirli nel contesto di quello che sta succedendo. L’arrivo dei dazi è stato come un sasso gettato in uno stagno: ha creato una rottura della linearità e prevedibilità delle variabili a cui eravamo abituati. Così ora stiamo affrontando una volatilità molto importante». È il commento di<strong> Matteo Zoppas, presidente di Ice Italian Trade Agency</strong>, sulla situazione dell’export dell’agroalimentare nazionale in Usa che, dopo il -4,5% del 2025 (a quota 7,5 miliardi), fa segnare <strong>nei primi 4 mesi del 2026 un ulteriore -12,8%</strong>.</p>
<p>Un quadro tracciato tra i padiglioni del <strong>Fancy Food Show di New York</strong>, la più importante fiera di settore degli Usa, che si è aperta domenica e chiuderà oggi, e dove anche quest’anno <strong>l’Italia è il Paese più rappresentato</strong> sia in termini di numero di espositori (circa 300) che come area espositiva.</p>
<p>[…]</p>
<h3>Le voci dei Consorzi di tutela</h3>
<h4>Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino Romano DOP</h4>
<p><strong>Tra gli stand non manca l’ottimismo, misto però a una generale preoccupazione per la situazione di incertezza</strong>. «Una volta si veniva qui e si siglavano accordi per tutto l’anno. Se in passato si contrattavano 15 o 20 container, ora ci si accorda sulle singole spedizioni, perché le regole continuano a cambiare, ora ad esempio si attende di capire cosa succederà davvero a luglio», racconta <strong>Gianni Maoddi, presidente del Consorzio Pecorino Romano</strong>, che esporta il 40% della produzione negli Usa e che sembrava dover essere tra le vittime predestinate dei dazi. «Invece il 2025 ha chiuso con un piccolo rialzo – dice Maoddi – mentre il 2026 è partito con un -20%».</p>
<h4>Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano DOP</h4>
<p>Di un trend simile parla anche <strong>Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong>: «Dopo il segno più del 2025, a gennaio e marzo l’export negli Usa ha fatto segnare -16%, ma a fine maggio il bilancio complessivo era di +2,5%. Ma noi dobbiamo guardare più lontano. Per il Parmigiano gli Usa sono il grande mercato del futuro. <strong>Ora vendiamo qui il 10% della nostra produzione (il 22% dell’export), ma abbiamo l’obiettivo di raddoppiare la quota in otto anni</strong> e per questo stiamo facendo importanti investimenti in termini di marketing e di accordi con la distribuzione».</p>
<h4>Consorzio del Prosciutto di Parma DOP</h4>
<p><strong>Segno meno invece per il Prosciutto di Parma</strong>: «Negli ultimi 12 mesi abbiamo perso il 10% dei export, ma partivamo da livelli record di 800mila prosciutti – dice <strong>Paolo Tramelli, direttore marketing del Consorzio</strong> – ma gli Usa restano ovviamente fondamentali e valgono il 10-12% del nostro export».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/l-agroalimentare-italiano-forza-usa-non-perdere-posizioni-mercato-usa-AIJfDEvD" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lagroalimentare-italiano-in-forza-negli-usa-per-non-perdere-posizioni-sul-mercato-usa/">L’agroalimentare italiano in forza negli Usa per non perdere posizioni sul mercato Usa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione, sicurezza e competitività: alla Festa delle Istituzioni il dialogo tra politica e imprese sul futuro del Paese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/innovazione-sicurezza-e-competitivita-alla-festa-delle-istituzioni-il-dialogo-tra-politica-e-imprese-sul-futuro-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524795</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maria Chiara Ferrarese, Direttore Generale e Amministratore Delegato di CSQA, evidenzia come certificazioni, qualità e sostenibilità rappresentino strumenti sempre più strategici per rafforzare la competitività del Made in Italy Ottant’anni della Repubblica e uno sguardo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-sicurezza-e-competitivita-alla-festa-delle-istituzioni-il-dialogo-tra-politica-e-imprese-sul-futuro-del-paese/">Innovazione, sicurezza e competitività: alla Festa delle Istituzioni il dialogo tra politica e imprese sul futuro del Paese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Maria Chiara Ferrarese, Direttore Generale e Amministratore Delegato di CSQA, evidenzia come certificazioni, qualità e sostenibilità rappresentino strumenti sempre più strategici per rafforzare la competitività del Made in Italy</em></p>
<p>Ottant’anni della Repubblica e uno sguardo alle sfide che attendono l’Italia. È questo il filo conduttore della<a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/festa-delle-istituzioni-a-roma-il-confronto-tra-istituzioni-e-imprese-sulle-sfide-del-paese-chi-cera/"> seconda edizione </a>della <em>Festa delle Istituzioni – Condividere valori, costruire futuro</em>, organizzata da Formiche, che ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dell’innovazione per un confronto sui temi strategici per il futuro del Paese.</p>
<p>Nella cornice di Terrazza Caffarelli, ministri, parlamentari, manager, imprenditori e professionisti hanno condiviso riflessioni su transizione energetica, infrastrutture, innovazione, intelligenza artificiale, cybersicurezza, qualità delle filiere e competitività del sistema Italia, in un contesto segnato da profonde trasformazioni economiche e geopolitiche.</p>
<p>Sul fronte della sicurezza e dello scenario internazionale, il sottosegretario alla Difesa <strong>Matteo Perego di Cremnago</strong> ha condiviso la propria visione sul ruolo dell’IA nel comparto della difesa e il ruolo dell’Italia nel settore. A seguire,<strong> Maria Chiara Ferrarese</strong>, Direttore Generale e Amministratore Delegato di CSQA, ha evidenziato come certificazioni, qualità e sostenibilità rappresentino strumenti sempre più strategici per rafforzare la competitività del Made in Italy.</p>
</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="Ferrarese (CSQA): &quot;Certificazione conferisce valore e migliore governance&quot;" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/xmyG5DFvqJk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.thewatcherpost.it/top-news/innovazione-sicurezza-e-competitivita-alla-festa-delle-istituzioni-il-dialogo-tra-politica-e-imprese-sul-futuro-del-paese/" target="_blank" rel="noopener">thewatcherpost.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-sicurezza-e-competitivita-alla-festa-delle-istituzioni-il-dialogo-tra-politica-e-imprese-sul-futuro-del-paese/">Innovazione, sicurezza e competitività: alla Festa delle Istituzioni il dialogo tra politica e imprese sul futuro del Paese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antibes. Lollobrigida: &#8220;Più fondi per la PAC e intesa con Parigi per tutelare DOP e IGP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/antibes-lollobrigida-piu-fondi-per-la-pac-e-intesa-con-parigi-per-tutelare-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524492</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ad Antibes un vertice Italia-Francia, al centro le risorse PAC e la strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP Più risorse per la PAC, difesa della reciprocità commerciale e una strategia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/antibes-lollobrigida-piu-fondi-per-la-pac-e-intesa-con-parigi-per-tutelare-dop-e-igp/">Antibes. Lollobrigida: &#8220;Più fondi per la PAC e intesa con Parigi per tutelare DOP e IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ad Antibes un vertice Italia-Francia, al centro le risorse PAC e la strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP</em></p>
<p>Più risorse per la PAC, difesa della reciprocità commerciale e una <strong>strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP</strong>. Il Vertice Intergovernativo Italia-Francia di Antibes si chiude con un asse agricolo Roma-Parigi fortemente rilanciato, finalizzato a fare sponda comune a Bruxelles in vista dei prossimi negoziati europei.</p>
<p>Il bilaterale a Villa Thuret tra il Ministro dell&#8217;Agricoltura italiano, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, e la controparte francese <strong>Annie Genevard</strong> &#8211; inserito nella cornice del summit guidato dalla Premier Giorgia Meloni &#8211; ha messo al centro la Politica Agricola Comune (PAC). Per le due potenze agroalimentari la linea è chiara: la PAC è un asset strategico intoccabile e non si presterà a tagli di bilancio, dovendo anzi garantire fondi adeguati per transizione climatica e stabilità dei mercati.</p>
<p>Sul fronte del <strong>commercio internazionale</strong>, i due Paesi hanno ribadito il &#8220;principio di reciprocità&#8221;: stop all&#8217;ingresso sul mercato UE di merci straniere che non rispettano i rigidi standard ambientali e sanitari imposti agli agricoltori europei. Parallelamente, sul fronte dei consumi, si punta all&#8217;estensione dell&#8217;obbligo di etichettatura d&#8217;origine a livello comunitario.</p>
<p><strong>La cooperazione tra Roma e Parigi si è tradotta anche in atti formali</strong>. Durante la plenaria è stato siglato un Memorandum d&#8217;intesa sulle indicazioni geografiche (con il coinvolgimento dell&#8217;INAO) per rafforzare la tutela delle produzioni di qualità. Fissata inoltre la tabella di marcia 2026-2027, che prevede il potenziamento dei controlli anti-contraffazione (anche digitali) e un coordinamento nei mercati esteri. Infine, sul piano della ricerca, è stata siglata una dichiarazione d&#8217;intenti tra gli istituti CREA e INRAE per l&#8217;innovazione e la sostenibilità scientifica nel settore.</p>
<p>Il pacchetto di intese definito ad Antibes segna così un rafforzamento della cooperazione bilaterale, con l&#8217;obiettivo di tradurre la convergenza politica in iniziative comuni nei prossimi passaggi europei, a partire dalla riforma della PAC e dal <strong>futuro piano d&#8217;azione sulle Indicazioni Geografiche</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Antibes_Pac_Parigi_Dop_Igp" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/antibes-lollobrigida-piu-fondi-per-la-pac-e-intesa-con-parigi-per-tutelare-dop-e-igp/">Antibes. Lollobrigida: &#8220;Più fondi per la PAC e intesa con Parigi per tutelare DOP e IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>40 anni di ICQRF. Lollobrigida: &#8220;Impegno a tutela di qualità, trasparenza e legalità agroalimentare&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/40-anni-di-icqrf-lollobrigida-impegno-incessante-a-tutela-di-qualita-trasparenza-e-legalita-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524266</guid>

					<description><![CDATA[<p>ICQRF, 40 anni di controlli e tutela del Made in Italy: nel 2025 oltre 54mila verifiche su filiere agroalimentari, Indicazioni Geografiche, biologico e contrasto alle frodi. L&#8217;Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/40-anni-di-icqrf-lollobrigida-impegno-incessante-a-tutela-di-qualita-trasparenza-e-legalita-agroalimentare/">40 anni di ICQRF. Lollobrigida: &#8220;Impegno a tutela di qualità, trasparenza e legalità agroalimentare&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>ICQRF, 40 anni di controlli e tutela del Made in Italy: nel 2025 oltre 54mila verifiche su filiere agroalimentari, Indicazioni Geografiche, biologico e contrasto alle frodi.</em></p>
<p><strong>L&#8217;Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) celebra il quarantesimo anniversario della propria istituzione</strong> e annuncia la presentazione del Report Attività 2025, che testimonia il costante rafforzamento dell&#8217;azione di controllo e tutela del sistema agroalimentare nazionale. Dal 1986 ad oggi, l&#8217;ICQRF rappresenta uno dei principali presìdi dello Stato nella difesa della qualità agroalimentare, della legalità delle filiere, delle produzioni certificate e dei consumatori.</p>
<p><strong>In quarant&#8217;anni di attività, l&#8217;Ispettorato ha accompagnato l&#8217;evoluzione del comparto agroalimentare italiano</strong>, consolidando un modello di controllo riconosciuto a livello nazionale e internazionale per efficacia, competenza tecnica e innovazione. Agronomi, chimici, periti agrari, giuristi, tecnici e personale altamente specializzato hanno contribuito a costruire un sistema che oggi costituisce un punto di <strong>riferimento nella lotta alle frodi agroalimentari, nella tutela delle Indicazioni Geografiche e del biologico, nel contrasto all&#8217;italian sounding e alle pratiche commerciali sleali</strong>.</p>
<p><strong>I risultati conseguiti nel 2025</strong> confermano la centralità del ruolo svolto dall&#8217;ICQRF. Nel corso dell&#8217;anno sono stati effettuati complessivamente <strong>54.913 controlli lungo l&#8217;intera filiera agroalimentare</strong>. Si rafforza anche il ruolo della rete laboratoristica dell&#8217;Ispettorato, che nel 2025 ha effettuato 10837 controlli analitici e 367.039 determinazioni analitiche su un totale di 55314 prodotti, confermando il crescente ricorso a metodologie scientifiche avanzate per verificare autenticità, qualità e tracciabilità delle produzioni agroalimentari.</p>
<p><strong>Sul fronte repressivo, l&#8217;attività dell&#8217;ICQRF ha portato a 5.559 contestazioni amministrative</strong>, 497 sequestri e 132 notizie di reato. Il valore economico complessivo dei sequestri ha superato i 47,8 milioni di euro. Parallelamente sono state emesse 3.411 diffide, a conferma di un approccio che coniuga prevenzione, accompagnamento alla conformità e contrasto alle violazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alle produzioni di qualità certificata.</p>
<p><strong>Nel settore del cibo a Indicazione Geografica sono stati effettuati 6.448 controlli</strong>, mentre <strong>nel comparto vitivinicolo a Indicazione Geografica i controlli hanno superato quota 11 mila</strong>. Le principali violazioni riscontrate hanno riguardato l&#8217;etichettatura, gli obblighi amministrativi e i casi di usurpazione, imitazione ed evocazione delle denominazioni protette. Nel 2025 si è inoltre registrato un significativo rafforzamento dell&#8217;attività di contrasto alle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. I controlli effettuati ai sensi del decreto legislativo n. 198/2021 sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025.</p>
<blockquote><p>In occasione dell&#8217;anniversario, il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Francesco Lollobrigida,</strong> ha dichiarato: &#8220;<em>I quarant&#8217;anni dell&#8217;ICQRF sono un traguardo straordinario, raccontano l&#8217; impegno incessante dello Stato a tutela della qualità, della trasparenza e della legalità del nostro sistema agroalimentare. I nostri controlli   rappresentano un punto di riferimento internazionale e garantiscono ogni giorno la sicurezza del nostro cibo e dei cittadini oltre che tutelare il lavoro degli imprenditori onesti. Grazie a questo presidio fondamentale si rafforza la difesa del Made in Italy dalle frodi, dalle contraffazioni e dall&#8217;Italian sounding. In questo percorso si inserisce anche il lavoro della Cabina di Regia dei controlli agroalimentari, che abbiamo reso permanente per rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni competenti, migliorare l&#8217;analisi del rischio, evitare duplicazioni e rendere i controlli sempre più efficaci e mirati.<br />
Il Governo continuerà a investire nel rafforzamento dell&#8217;ICQRF, nell&#8217;innovazione tecnologica e nelle competenze professionali, perché la tutela del Made in Italy agroalimentare è una priorità strategica per la competitività delle imprese, la valorizzazione delle nostre eccellenze e la credibilità del sistema produttivo nazionale sui mercati internazionali</em>&#8220;.   Il Capo Dipartimento dell&#8217;ICQRF, Felice Assenza, ha evidenziato come<em> &#8220;I risultati conseguiti testimoniano l&#8217;evoluzione di un&#8217;Amministrazione che, nel corso dei suoi quarant&#8217;anni di attività, ha saputo innovarsi costantemente attraverso il potenziamento degli strumenti investigativi, dei laboratori e delle tecnologie digitali. Tra le principali innovazioni sviluppate negli ultimi anni si segnalano i registri telematici del vino e dell&#8217;olio di oliva, il sistema TRACE-COI per le importazioni biologiche, il Registro Unico dei Controlli e le banche dati dedicate alla vigilanza delle produzioni certificate. Continueremo </em>&#8211; ha sottolineato Assenza &#8211;<em>  a investire in innovazione, competenze e cooperazione internazionale per rafforzare ulteriormente la tutela del Made in Italy e la fiducia dei consumatori&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;ICQRF continua inoltre a investire nello sviluppo di strumenti innovativi per la lotta alla contraffazione e il rafforzamento della tracciabilità delle filiere, promuovendo l&#8217;utilizzo di tecnologie digitali avanzate, sistemi di identificazione elettronica e applicazioni basate sull&#8217;Intelligenza Artificiale a supporto delle attività di analisi del rischio e controllo. A quarant&#8217;anni dalla sua istituzione, l&#8217;ICQRF rinnova il proprio impegno a tutela della qualità, della legalità e della competitività del sistema agroalimentare italiano, contribuendo ogni giorno alla valorizzazione del Made in Italy e alla protezione di uno dei patrimoni economici e culturali più importanti del Paese.</p>
<p>La presentazione ufficiale del Report avverrà nel corso di un convegno presso il Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste il 16 luglio alle ore 11. La ricorrenza dell&#8217;Ispettorato verrà celebrata insieme all&#8217;Ordine degli Agronomi e Forestali che celebra il cinquantesimo anniversario del riordino della professione e dell&#8217;istituzione del Consiglio dell&#8217;Ordine.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/icqrf_40anni" target="_blank" rel="noopener"><strong>Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/40-anni-di-icqrf-lollobrigida-impegno-incessante-a-tutela-di-qualita-trasparenza-e-legalita-agroalimentare/">40 anni di ICQRF. Lollobrigida: &#8220;Impegno a tutela di qualità, trasparenza e legalità agroalimentare&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524060</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Campania delle Indicazioni Geografiche alla conquista dei mercati agroalimentari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-campania-delle-indicazioni-geografiche-alla-conquista-dei-mercati-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni Consorzi di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523963</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sottoscritta intesa tra i Consorzi della Pasta di Gragnano IGP e Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP e l&#8217;Associazione Verace Pizza Napoletana Pomodoro San Marzano DOP, Pasta di Gragnano IGP e Pizza Napoletana Verace insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-campania-delle-indicazioni-geografiche-alla-conquista-dei-mercati-agroalimentari/">La Campania delle Indicazioni Geografiche alla conquista dei mercati agroalimentari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sottoscritta intesa tra i Consorzi della Pasta di Gragnano IGP e Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP e l&#8217;Associazione Verace Pizza Napoletana</em></p>
<p><strong>Pomodoro San Marzano DOP, Pasta di Gragnano IGP e Pizza Napoletana Verace</strong> insieme per la <strong>valorizzazione dell&#8217;eccellenza agroalimentare della Campania</strong>: hanno, infatti, <strong>sottoscritto un protocollo d&#8217;intesa</strong> per realizzare azioni di promozione e valorizzazione congiunte sui mercati nazionali e internazionali.</p>
<p>La firma è avvenuta ieri nel corso della serata che ha celebrato i 30 anni della certificazione DOP del Pomodoro San Marzano, tenutasi a Sarno, all&#8217;interno di Villa Lanzara, sede del Consorzio.</p>
<p>A sottoscrivere l&#8217;intesa, <strong>Giampiero Manfuso</strong>, presidente <strong>Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino DOP</strong>, <strong>Giovanni Cafiero</strong>, direttore <strong>Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP</strong> e <strong>Antonio Pace</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Associazione Verace Pizza Napoletana</strong>.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha spiegato Manfuso &#8211; di un partenariato strategico che crea le giuste sinergie tra prodotti complementari che si propongono a livello globale. Proveremo a esportare questo modello congiunto di promozione anche con il supporto della Regione Campania e daremo sempre più forza al nostro prodotto contro le contraffazioni rafforzando il messaggio che È San Marzano solo se è DOP&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/06/18/la-campania-alla-conquista-dei-mercati-agroalimentari_31875f28-0e05-4424-91c5-37d42d1f781c.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-campania-delle-indicazioni-geografiche-alla-conquista-dei-mercati-agroalimentari/">La Campania delle Indicazioni Geografiche alla conquista dei mercati agroalimentari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cucina Italiana patrimonio Unesco, sarà vera gloria?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cucina-italiana-patrimonio-unesco-sara-vera-gloria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[horeca]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Origini Edition]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523839</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cucina italiana, smaltita l&#8217;euforia per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità Unesco, gli addetti al lavori si confrontano su come capitalizzare il risultato ottenuto e trasformarlo in un motore di sviluppo economico per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cucina-italiana-patrimonio-unesco-sara-vera-gloria/">Cucina Italiana patrimonio Unesco, sarà vera gloria?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cucina italiana, smaltita l&#8217;euforia per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità Unesco, gli addetti al lavori si confrontano su come capitalizzare il risultato ottenuto e trasformarlo in un motore di sviluppo economico per il sistema paese</em></p>
<p>Che cosa è la <strong>cucina italiana</strong>? «Non è un insieme di ricette» taglia corto <strong>Massimo Bottura</strong>, chef dell&#8217;Osteria Francescana. «È uno dei più grandi strumenti di diplomazia culturale che l&#8217;Italia abbia mai dispiegato nel mondo» osserva <strong>Lino Stoppani</strong>, presidente di Fipe-Confcommercio. «È il modo in cui un popolo ha imparato ad abitare il tempo, la fame, la festa, il dolore e la comunità» sostiene <strong>Federico Quaranta</strong>, conduttore radiofonico e televisivo.</p>
<p>Voci dal <strong>primo Forum internazionale della cucina italiana</strong>, andato in scena in occasione di Tuttofood, evento che ha animato i padiglioni di Rho Fiera Milano lo scorso maggio. Un appuntamento pensato per celebrare il <a href="https://www.unesco.it/it/news/la-cucina-italiana-iscritta-alla-lista-rappresentativa-del-patrimonio-culturale-immateriale-unesco/" target="_blank" rel="noopener"><strong>riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità</strong></a>, assegnato dall&#8217;<strong>Unesco</strong> a dicembre 2025. Figure diverse a confronto, chiamate a interrogarsi su come capitalizzare un risultato di indubbia importanza, raggiunto grazie al lavoro di squadra tra le istituzioni e il comitato promotore dell&#8217;iniziativa presieduto da <strong>Maddalena Fossati</strong>.</p>
<p>Il rischio, in verità solo in parte sventato, era che dalla celebrazione si scivolasse nell&#8217;autocelebrazione, ma il susseguirsi degli interventi ha comunque fornito un panorama di alcuni dei tanti &#8220;ingredienti&#8221; che fanno della cucina italiana un modello di riferimento. Come dimostrano i numeri snocciolati da Tommaso Nastasi, Strategy Value Creation Leader di Deloitte: «<strong>La cucina italiana vale circa il 20% dell&#8217;intero mercato internazionale del full service restaurant</strong>, cioè dei ristoranti con servizio al tavolo, per una <strong>cifra che stimiamo intorno ai 250 miliardi di euro</strong>, in crescita del 5% annuo contro il 2% di media globale».</p>
<p>Nastasi ha indicato come aspetti strategici su cui lavorare la capacità di fare sistema tra produzione alimentare e ristorazione &#8211; evocando un concetto di filiera che è tornato più volte nel corso della giornata &#8211; e di difendere il posizionamento del marchio Italia: «<strong>L&#8217;Italian Sounding</strong>», cioè l&#8217;imitazione del prodotto italiano, si attesta in una forchetta compresa dagli 80 ai 120 miliardi di euro, a seconda di come si fanno le stime. È in ogni caso una cifra mostruosa ed è importante chiederci con quali leve possiamo tutelarci».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<blockquote><p><em>Con il panino Carpegna 1463 abbiamo venduto centinaia di migliaia di pezzi, dando volumi e visibilità alla filiera del Prosciutto di Carpegna DOP.<br />
</em><strong>Luca D&#8217;Alba</strong>, General Manager Avolta Food &amp; Beverage Italy</p></blockquote>
<p>Grandi numeri anche per <a href="https://www.qualivita.it/origini-edition/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l&#8217;iniziativa Origini Edition di Autogrill</strong></a>, parte del gruppo Avolta, sviluppata <strong>in collaborazione con la Fondazione Qualivita</strong> per valorizzare i <strong>prodotti DOP e IGP</strong> mediante menù a rotazione. Il debutto c&#8217;è stato con il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KYnkAbScw2A" target="_blank" rel="noopener"><strong>panino Carpegna 1463</strong></a>, farcito con il <strong>Prosciutto di Carpegna DOP</strong>; la denominazione richiama l&#8217;anno della prima testimonianza scritta relativa alla specialità marchigiana.</p>
<p>«Lo abbiamo lanciato prima di Pasqua &#8211; <strong>ha chiarito Luca D&#8217;Alba, Generai Manager Avolta FB Italy</strong> &#8211; e ne abbiamo venduti centinaia di migliaia di pezzi, dando volumi e visibilità a questa filiera. Siamo partiti da un panino per raggiungere una platea più ampia possibile. Il prossimo si chiamerà <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UqD9EOoSDQo" target="_blank" rel="noopener"><strong>Andria 1931</strong></a>, perché in quell&#8217;anno il casaro Lorenzo Bianchino inventò la <strong>Burrata di Andria IGP</strong>».</p>
<p>Un&#8217;operazione ovviamente commerciale, ma con un&#8217;ambizione anche divulgativa, per sostenere e allo stesso tempo raccontare queste filiere, mediante un codice QR esposto nei 400 punti vendita Autogrill, che consente al consumatore di sapere di più delle materie prime utilizzate e della loro origine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Mixer</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cucina-italiana-patrimonio-unesco-sara-vera-gloria/">Cucina Italiana patrimonio Unesco, sarà vera gloria?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
