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	<title>AFRICA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>AFRICA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Ora esportiamo le IG in Africa. Origin Italia: vanno tutelate a livello mondiale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ora-esportiamo-le-ig-in-africa-origin-italia-vanno-tutelate-a-livello-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>G7 Agricoltura, a margine del vertice un simposio per estendere le Indicazioni Geografiche organizzato da Origin Italia e Fondazione Qualivita: ora esportiamo le IG in Africa. Indicazioni Geografiche (IG) per contribuire a uno sviluppo sostenibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>G7 Agricoltura, a margine del vertice un simposio per estendere le Indicazioni Geografiche organizzato da Origin Italia e Fondazione Qualivita: ora esportiamo le IG in Africa.</em></p>
<p><strong>Indicazioni Geografiche</strong> (IG) per contribuire a uno <strong>sviluppo sostenibile</strong> e inclusivo della produzione di cibo. E allo stesso tempo preservare le tradizioni locali e promuovere più equità nella filiera del valore. Così, la <strong>cooperazione internazionale</strong> diventa una necessità per affrontare le sfide sui mercati, specie in Africa; un continente che possiede il 50% delle terre ancora non coltivate a livello globale e il 27% di quelle arabili.</p>
<p><strong>Africa</strong> che, per la prima volta, è stata <strong>presente al G7 agricoltura</strong> e pesca e ha partecipato ai lavori attraverso un <strong>summit organizzato dalla presidenza italiana con i ministri di dieci paesi africani</strong> (Angola, Algeria, Costa d`Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Senegal, Sudafrica, Tunisia e Uganda) e il <strong>commissario per l&#8217;agricoltura dell&#8217;Unione africana, Josefa Sacko</strong>.</p>
<p>Per esportare nel continente africano il modello europeo delle Indicazioni Geografiche, <a href="https://www.qualivita.it/news/g7-agricoltura-consegnata-la-dichiarazione-di-ortigia-con-le-priorita-internazionali-sulle-ig-al-ministro-lollobrigida/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia ha consegnato al ministro dell&#8217;agricoltura, Francesco Lollobrigida, la Dichiarazione di Ortigia</strong></a> 2024.</p>
<p>Il documento sottolinea come le IG siano: &#8220;Per loro natura <strong>attente alle risorse locali</strong>, al territorio, alle conoscenze tradizionali delle comunità; essendo prodotti unici, capaci di conservare i metodi di produzione, frenare l&#8217;esodo rurale, massimizzare il valore delle filiere, contenere la volatilità dei mercati&#8221;. Per questo, <strong>la dichiarazione chiede alle autorità pubbliche del G7 e della comunità internazionale</strong>: &#8220;Più tutela e sostegno per i prodotti a IG, in quanto portatori di valori preziosi per le future generazioni e di interesse pubblico in tutte le aree del mondo&#8221;. E mira a difenderli: &#8220;Da barriere tariffarie che rischiano di comprometterne il futuro&#8221;.</p>
<p>Per parlare di IG, <strong>Fondazione Qualivita e Origin Italia</strong> hanno organizzato il <a href="https://www.qualivita.it/indicazioni-geografiche-uno-strumento-di-cooperazione-internazionale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>convegno <em>Italian Geographical Indications: A Tool for International Cooperation</em></strong></a>, a cui ha partecipato, tra gli altri, il <strong>direttore generale della Fao, il cinese Qu Dongyu</strong>. Che ha rilevato: &#8220;Abbiamo bisogno delle Ig perché abbiamo bisogno di sicurezza alimentare, disponibilità e accessibilità, oltre che di diversità. In Italia ci sono più di cento diversi tipi di cibo, in Cina più di mille. E nel mondo la stragrande maggioranza degli agricoltori ha meno di due ettari, a cui dobbiamo dare valore aggiunto. Per farlo ci vogliono le IG, che in Cina chiamano prodotti culturali geologici. Perché il cibo non è solo cibo, ma è cultura, è storia&#8221;, ha concluso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiaoggi.it/news/ora-esportiamo-le-ig-in-africa-2641204" target="_blank" rel="noopener"><strong>Italia Oggi</strong></a></p>
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		<title>Via al G7 Agricoltura, focus sulle opportunità con l&#8217;Africa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/via-al-g7-agricoltura-focus-sulle-opportunita-con-lafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 07:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al G7 Agricoltura si parla di opportunità con e per l&#8217;Africa: nel bilaterale con l&#8217;Etiopia chiesta la collaborazione dell&#8217;Italia nella filiera del caffè. Progetti con l&#8217;Uganda sulla meccanizzazione, con l&#8217;Egitto sull&#8217;irrigazione. Il partenariato come la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al G7 Agricoltura si parla di opportunità con e per l&#8217;Africa: nel bilaterale con l&#8217;Etiopia chiesta la collaborazione dell&#8217;Italia nella filiera del caffè. Progetti con l&#8217;Uganda sulla meccanizzazione, con l&#8217;Egitto sull&#8217;irrigazione.</em></p>
<p>Il partenariato come la via per <strong>accelerare lo sviluppo dell&#8217;agricoltura africana</strong>. È questo l&#8217;obiettivo che si sono dati ieri i Sette grandi della terra a Siracusa, durante il <strong>Forum for Africa</strong> che ha aperto la tre giorni del <strong>G7 dell&#8217;Agricoltura</strong>, sotto la presidenza italiana.</p>
<p>I governi dei Paesi più avanzati ieri hanno scelto di rivolgersi alla parte democratica del continente: &#8220;Abbiamo invitato gli undici Paesi africani più ricchi tra quelli democratici: ce ne sono altre di economie competitive in Africa, ma la democrazia è un valore&#8221;, <strong>ha sintetizzato il ministro dell&#8217;Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida</strong>, aprendo i lavori del forum.</p>
<p>Se l&#8217;<strong>obiettivo della crescita comune</strong> è chiaro, più complicato è riempire di contenuti concreti le dichiarazioni del vertice. Così, ogni Paese lo fa per conto proprio. A uno a uno, i ministri africani elencano i loro desiderata.</p>
<p>L&#8217;<strong>Uganda</strong> &#8220;Il 70% della nostra popolazione vive di agricoltura &#8211; ha detto per esempio il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura dell&#8217;Uganda, Bright Rwamirama</strong> per questo vogliamo investire in colture ad alta resa. Cerchiamo partenariati per i fertilizzanti, per la meccanizzazione e per l`irrigazione, e abbiamo già individuato le aree geografiche dove c`è più bisogno di intervenire. Ci serve la cooperazione dei Paesi del G7 anche per i vaccini per gli animali. Infine, dato che oltre il 30% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, serve attivare canali di microcredito per le famiglie&#8221;.</p>
<p>Da parte loro, i Sette grandi rispondono, ciascuno offrendo la propria proposta. Proprio con il suo omologo ugandese il ministro Lollobrigida, ieri mattina prima del forum, ha avuto un <strong>incontro bilaterale sulle future prospettive di cooperazione tra Italia e Uganda</strong> in campo commerciale. In particolare sono state approfondite le opportunità, anche per le nostre aziende, sul piano della meccanizzazione agricola.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>G7 Agricoltura, il Piano Mattei modello per l&#8217;Africa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/g7-agricoltura-il-piano-mattei-modello-per-lafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 07:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;G7, il Piano Mattei modello per gli investimenti in Africa&#8221;. L&#8217;intervista Francesco Lollobrigida, Ministro dell&#8217;Agricoltura. Un modello Italia per promuovere lo sviluppo dell&#8217;agricoltura africana da offrire ai Sette grandi della terra, in contrapposizione alle mosse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;G7, il Piano Mattei modello per gli investimenti in Africa&#8221;. L&#8217;intervista Francesco Lollobrigida, Ministro dell&#8217;Agricoltura.</em></p>
<p>Un <strong>modello Italia per promuovere lo sviluppo dell&#8217;agricoltura africana</strong> da offrire ai Sette grandi della terra, in contrapposizione alle mosse di Russia e Cina sul continente. O meglio, un <strong>Piano Mattei</strong> come strategia per tutti i Paesi che vogliono guardare all&#8217;Africa. È questo l&#8217;ambizioso obiettivo che ha spinto il ministro dell&#8217;Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a organizzare giovedì prossimo, in apertura del <strong>G7 di Siracusa</strong>, un <strong>Forum dedicato all&#8217;Africa</strong>. Ospiterà dieci ministri dell&#8217;agricoltura di altrettanti Paesi del continente, oltre a un rappresentante dell&#8217;Unione africana.</p>
<h5>Cosa conterrà la dichiarazione finale del Forum per l&#8217;Africa, a cui parteciperanno anche i ministri dell&#8217;agricoltura del G7?</h5>
<p>Abbiamo lavorato per <strong>portare il nostro modello di sviluppo per la sicurezza alimentare</strong>, che prevede un confronto alla pari tra i Paesi, quelli africani, che sono ricchi di risorse dal punto di vista delle terre e dei giovani, e quelli come noi che sono ricchi di tecnologie, capacità innovative e formazione.</p>
<p><strong>L&#8217;Africa oggi ha il 65% di tutte le terre arabili mondiali</strong> e la sua popolazione ha un&#8217;età media di 25 anni. Metteremo sul piatto risorse economiche, e chiederemo di fare altrettanto agli altri Paesi del G7, per <strong>garantire all&#8217;Africa l&#8217;accesso alle sementi</strong>. La <strong>formazione degli imprenditori agricoli</strong>, così come il loro <strong>giusto reddito</strong>, saranno gli altri due temi al centro del tavolo.</p>
<p>Non ultimo, metteremo l&#8217;accento sul <strong>concetto di sovranità alimentare</strong>, che è un tema centrale per il mio ministero, e che ora è diventato anche patrimonio europeo: lo dimostra il fatto che nella lettera di incarico al nuovo commissario all&#8217;Agricoltura, Christophe Hansen, Ursula von der Leyen parla espressamente di impegno a garantire la sovranità alimentare europea.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>Registrato in UE il Poivre de Penja, la prima IGP dell’Africa Equatoriale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/registrato-in-ue-il-poivre-de-penja-la-prima-igp-dellafrica-equatoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 12:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terzo prodotto di un Paese Extra-UE inserito nel registro europeo delle IG nel 2022. Con la registrazione del Poivre de Penja IGP del Camerun salgono a 21 i Paesi non comunitari che hanno iscritto un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Terzo prodotto di un Paese Extra-UE inserito nel registro europeo delle IG nel 2022.</em></p>
<p>Con la registrazione del<strong> Poivre de Penja IGP</strong> del <strong>Camerun</strong> salgono a <strong>21 i Paesi non comunitari</strong> che hanno iscritto un loro prodotto attraverso il regolamento europeo sulle DOP e IGP, per un totale di <strong>227 Indicazioni Geografiche</strong>, di cui 197 del comparto Cibo.</p>
<p>Si tratta della <strong>seconda IG africana</strong> in assoluto presente nel registro europeo, dopo il Rooibos DOP del Sudafrica inserito a maggio 2021, e il terzo prodotto di un Paese non comunitario registrato in UE come IGP dall&#8217;inizio del 2022, indice del successo della strategia dell’Unione Europea per l’allargamento del sistema delle Indicazioni Geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE.</p>
<p>Con il nome <strong>Poivre de Penja IGP</strong> si intende una spezia ottenuta dalle bacche di Piper nigrum, una pianta rampicante perenne della famiglia delle Piperacce dal sapore forte e piccante. A seconda del momento della raccolta e del trattamento post raccolta può essere prodotto e messo in commercio nelle forme verde, nero, bianco e rosso. Penja è il nome di un comune situato nel dipartimento di Moungo nella regione del Litorale del Camerun. Si estende sul territorio del distretto di Njombe-Penja ed è anche il nome di una valle con varie località.</p>
<p>La zona geografica del Poivre de Penja IGP è situata sui rilievi collinari a sud del monte Koupé tra la regione del Litorale e quella del Sud-Ovest. Le piantagioni di pepe sono disposte su parcelle basaltiche più o meno pietrose sui fianchi delle colline o ai loro piedi. L’altitudine delle piantagioni attualmente in coltivazione varia dai 140 ai 600 m. Esse beneficiano di un microclima caldo, umido da aprile a ottobre, ma molto secco nel resto dell’anno. La coltivazione avviene in modo tradizionale e la raccolta è manuale, il che consente di non danneggiare il prodotto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.qualivita.it/news/poivre-de-penja-igp-camerun/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consulta la scheda prodotto</strong></a></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/registrato-in-ue-il-poivre-de-penja-la-prima-igp-dellafrica-equatoriale/">Registrato in UE il Poivre de Penja, la prima IGP dell’Africa Equatoriale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rooibos DOP del Sudafrica: la prima denominazione africana riconosciuta dall`UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rooibos-dop-del-sudafrica-la-prima-denominazione-africana-riconosciuta-dallue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 07:49:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la registrazione del Rooibos DOP/Red Bush DOP del Sudafrica, prosegue la strategia dell`Unione europea per l&#8217;allargamento del sistema delle indicazioni geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE. &#8220;Si tratta della prima denominazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rooibos-dop-del-sudafrica-la-prima-denominazione-africana-riconosciuta-dallue/">Rooibos DOP del Sudafrica: la prima denominazione africana riconosciuta dall`UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la registrazione del Rooibos DOP/Red Bush DOP del Sudafrica, prosegue la strategia dell`Unione europea per l&#8217;allargamento del sistema delle indicazioni geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE.</em></p>
<p>&#8220;Si tratta della prima denominazione di origine in assoluto del continente africano &#8211; commenta M<strong>auro Rosati</strong>, Direttore generale della <strong>Fondazione Qualivita</strong> &#8211; che nel medio periodo potrebbe &#8221;conoscere un inedito sviluppo nell&#8217;ambito delle indicazioni geografiche, sia in termini di crescita locale che di diritto della proprietà intellettuale. L&#8217;Africa sicuramente porterà anche un paniere di nuove tipologie di prodotto del tutto inedite, potenziando così l&#8217;intero sistema europeo&#8221;.</p>
<p>Con il nome <strong>Rooibos</strong> si indica una <strong>bevanda ottenuta attraverso infusione di foglie o steli essiccati della pianta Aspalathus linearis</strong> coltivata e raccolta nella provincia di Wester Cape in Sudafrica, il cui nome deriva da una parola della lingua afrikaans usata dai coloni olandesi. <strong>Nel linguaggio comune viene chiamato il tè rosso</strong>, in quanto il colore delle sue foglie è tendente al rosso. Le caratteristiche di questa bevanda, per certi aspetti simile al tè, sono un modesto contenuto di tannini, assenza di teina e un&#8217;importante quantità di antiossidanti. (Fonte: Fondazione Qualivita)</p>
<p>Fonte: <strong>Alimenti &amp; Bevande, Igiene, Sicurezza e Controlli</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/06/Image-4.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/rooibos-dop-del-sudafrica-la-prima-denominazione-africana-riconosciuta-dallue/">Rooibos DOP del Sudafrica: la prima denominazione africana riconosciuta dall`UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arriva la prima DOP africana riconosciuta dalla UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arriva-la-prima-dop-africana-riconosciuta-dalla-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 15:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Registrato nell’elenco delle Indicazioni Geografiche UE il Rooibos DOP/Red Bush DOP Prosegue con successo la strategia dell’Unione Europea per l&#8217;allargamento del sistema delle Indicazioni Geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE; con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/arriva-la-prima-dop-africana-riconosciuta-dalla-ue/">Arriva la prima DOP africana riconosciuta dalla UE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Registrato nell’elenco delle Indicazioni Geografiche UE il Rooibos DOP/Red Bush DOP </em></strong></p>
<p>Prosegue con successo la strategia dell’Unione Europea per l&#8217;allargamento del sistema delle Indicazioni Geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE; con la registrazione di oggi del Rooibos DOP/Red Bush DOP del Sudafrica sono già 17 i Paesi non comunitari che hanno iscritto un loro prodotto attraverso il regolamento europeo sulle DOP e IGP.</p>
<p>“<em>Si tratta della prima DO in assoluto del continente africano</em> – commenta <strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Generale Fondazione Qualivita– c<em>he nel medio periodo potrebbe conoscere un inedito sviluppo nell&#8217;ambito delle Indicazioni Geografiche, sia in termini di crescita locale che di diritto della proprietà intellettuale. L’Africa sicuramente porterà anche un paniere di nuove tipologie di prodotto del tutto inedite, potenziando così l’intero sistema europeo</em>”.</p>
<p>Con il nome <em>Rooibos</em> si indica una bevanda ottenuta attraverso infusione di foglie o steli essiccati della pianta Aspalathus linearis coltivata e raccolta nella provincia di Wester Cape in Sudafrica il cui nome deriva da una parola della lingua afrikaans usata dai coloni olandesi in Sud Africa. Nel linguaggio comune viene chiamato il tè rosso, in quanto il colore delle sue foglie è tendente al rosso. Le caratteristiche di questa bevanda, per certi aspetti simile al tè, sono un modesto contenuto di tannini e assenza di teina e una importante quantità di antiossidanti. La zona di produzione denominata <em>Cederberg</em>, è uno dei sei regni floristici più piccoli del mondo, nonché uno dei luoghi più ricchi in termini di varietà, densità e numero di specie endemiche vegetali, caratterizzato per la sua tipica vegetazione chiamata <em>Fynbos</em>. La Aspalathus linearis, da cui si ricava il <em>Rooibos DOP</em>, è una delle poche piante di <em>Fynbos</em> importanti sotto il profilo economico perché è riuscita a realizzare con successo, attraverso l’intervento umano, il passaggio da coltura selvatica a coltura coltivata.</p>
<p>Le popolazioni indigene dei <em>Khoisan</em> originarie del Sudafrica occidentale, usavano da secoli la bevanda prodotta con il <em>Rooibos</em>. Per la prima volta l’uso della bevanda è stato riportato dal botanico <em>Carl Humberg</em> nel 1772, ma solo agli inizi del ‘900 si prestò più attenzione a questo prodotto, quando Benjamin Ginsberg, un colono sudafricano di origine russa, convinse un medico locale a sperimentare la coltivazione della pianta. Per iniziare la coltura fu chiesto alla popolazione del luogo di cercare i piccolissimi semi di <em>Rooibos</em>. Ad un certo punta una donna Khoi si presentò con una scatola di fiammiferi piena di semi. Ben presto fu svelato il suo segreto che stava nel seguire le formiche che trascinavano nei loro nidi i semi di <em>Rooibos,</em> apriva i nidi per raccogliere i semi e ne lasciava qualcuno alle formiche perché potessero sopravvivere. Questo metodo di raccolta dei semi è tuttora utilizzato da alcuni raccoglitori di semi.</p>
<p><strong>Scheda </strong></p>
<p><strong> SUD AFRICA</strong> – Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 190 del 31/05/2021 è stata registrata la denominazione <strong>Rooibos DOP/ Red Bush DO</strong>P che, nel comparto Cibo, è la numero 1 delle DOP del Sudafrica e la numero 1 nel totale delle Indicazioni Geografiche agroalimentari sudafricane</p>
<p>Sud Africa – Rooibos DOP/ Red Bush DOP</p>
<p>Classe 1.8. Altri prodotti dell&#8217;allegato I del trattato (spezie, ecc.)</p>
<p><em> Reg. (UE) 2021/864 del 28/05/2021 – GUUE L 190 del 31/05/2021 </em></p>
<p><strong>Descrizione del prodotto</strong> La denominazione Rooibos DOP può essere utilizzata esclusivamente per designare le foglie e gli steli essiccati di Rooibos DOP/ Red Bush DOP puro al 100 %, ottenuto dalla coltivazione della <em>Aspalathus linearis</em>. Il Rooibos DOP si trova in due varietà, la prima con foglie e steli essiccati di Aspalathus linearis ossidati, la seconda con foglie e steli verdi di <em>Aspalathus linearis</em> verdi (non ossidati).</p>
<p><strong> Aspetto e sapore</strong> Con foglie e gli steli essiccati di <em>Aspalathus linearis</em> ossidati, il Rooibos DOP presenta un colore, che varia dal marrone chiaro, al giallo a un rosso mattone brillante. Con foglie e gli steli essiccati di <em>Aspalathus linearis</em> non ossidati nel Rooibos DOP verde non è presente alcun segno di brunitura o di ossidazione. Le foglie sono prevalentemente di colore verde chiaro e includono sottili steli di colore bruno rossastro nonché pezzetti legnosi bianchi. Si caratterizza per avere un sapore gradevole, leggermente dolciastro dai sentori di miele, caramello, fruttato, floreale e speziato. A differenza del tè nero e del tè verde, il rooibos è naturalmente privo di caffeina.</p>
<p><strong>Zona di produzione</strong> La zona di produzione del Rooibos DOP si estende nella provincia di Western Cape nelle municipalità locali di Bergrivier, Breede Valley, Cape Agulhas, Cederberg, Città del Capo, Drakenstein, Langeberg, Matzikamma, Overstrand, Saldanha Bay, Stellenbosch, Swartland, Swellendam, Theewaterskloof e Witzenberg; nella provincia di Northern Cape la municipalità locale di Hantam, situate in Sudafrica. Commercializzazione Il Rooibos DOP può essere miscelato con tè, infusi e altri prodotti. L&#8217;etichettatura di tali prodotti deve essere conforme alle norme applicabili all&#8217;etichettatura dei prodotti nel territorio in cui il prodotto viene commercializzato.</p>
<p>Fonte : Fondazione Qualivita</p>
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		<title>Per fare buoni affari con i vini la terra promessa è l&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 07:49:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[AFRICA]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/5d7e71c67582552a05884f2f2fde51e9.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Modena Qui</p>
<p></strong></p>
<p>L&#8217;Africa è la nuova terra promessa per i rivela un&#8217;analisi curata da Wine Monitor commercianti di vino. Nel 2012 le importa- (www. winemonitor. it). Quest&#8217;ultimo è l&#8217;Oszioni del Continente nero hanno raggiunto servatorio sul settore che fa capo a Nomisma, centro studi bolognese fondato da Romano Prodi. Tra i Paesi africani, tre si distinguono in particolare per avere incrementato, recentemente, l&#8217;acquisto di etichette alcoliche straniere: Angola, Nigeria e Costa d&#8217;Avorio. Ebbene: questi tre Paesi, negli ultimi dieci anni, hanno visto incrementi del reddito medio pro capite rispettivamente del 1.087%, del 230% e del 79%. In altre parole, secondo Wine Monitor, sta nascendo, o meglio crescendo, una nuova «classe media» africana, sebbene i livelli di reddito si presentino ancora molto bassi.  Si va, infatti, dai 1.200 dollari medi annui della Costa d&#8217;Avorio ai 5.300 dell&#8217;Angola. n Italia, nonostante la crisi la media è ancora di 32mila dollari.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2013/06/20130618_Modena_Qui.pdf" alt="20130618_Modena_Qui.pdf">20130618_Modena_Qui.pdf</a></p>
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