Articoli Stampa

  • 14 ottobre 2012

    Conserve tra i topi e gli insetti 4 mila tonnellate sequestrate

    Il Messaggero Blitz dei Nas in 300 aziende, frutta con muffa per i succhi. Da Milano a Foggia. Attraversa tutta l'Italia l'ispezione dei carabinieri del Nas che si è conclusa con un bilancio allarmante: quattromila tonnellate di conserve alimentari sequestrate nelle ultime settimane nelle aziende di produzione e distribuzione del settore. Valore della merce quattro milioni di euro. Sono state circa 300 le ispezioni eseguite dai militari che nel 25 per cento dei casi hanno riscontrato irregolarità nelle strutture controllate. E adesso i verbali di contestazione saranno esaminati dalla magistratura, dalle autorità sanitarie e amministrative. Sono 70 in tutto le persone denunciate dai 38 nuclei intervenuti nell'operazione in tutt'Italia. Le sanzioni, per le cento violazioni alle normative di settore riscontrate, sono sui 75mila euro. 20121015_Il_Messaggero_NL.pdf
  • 12 ottobre 2012

    Il cibo italiano? Un grande romanzo

    Il Venerdì di RepubblicaLa storica Emanuela Scarpellini ha raccolto sette pranzi tratti da altrettante opere letterarie per spiegare come è cambiata la nostra tavola, dall'epoca del Gattopardo a quella del fast food. Il cibo ci assedia, ci sommerge, il cibo è diventato parte importante dei nostri ragionamenti. Stiamo vivendo una fase storica nuova in cui il valore di come e cosa mangiamo ha assunto nuova visibilità e nuove valenze anche grazie alla comunicazione, che ce lo cucina e restituisce in tutte le salse e a ogni ora del giorno. Tanto da farci chiedere, ogni tanto, se oggi mangiamo per vivere oppure viviamo per mangiare. Tra i sette pranzi letterari torviamo: Il Gattopardo, Novelle Rusticane, La Cucina Futurista, L'avventura di due sposi, Hamburger lady fa la raccolta dei punti. Un testo fittissimo di informazioni e dati. 20121013_Il_Venerdi_di_Repubblica.pdf
  • 12 ottobre 2012

    You Can, dal sushi alla polpetta

    Italia OggiLa strategia del gruppo di rïstorazione che ha inventato il Sosushi: locali per famiglie, gelaterie e mense. Con Lasagnette e Dolcevita esporta il made in Italy a tavola. You Can Group diversifica lanciando nuovi format legati alla ristorazione, che puntano soprattutto sulla tradizione culinaria italiana e in particolare bolognese, come lasagne e polpette, anche in un'ottica di espansione internazionale. L'obiettivo, per quanto riguarda la divisione food del gruppo che ha creato la catena Sosushi, è raggiungere due milioni di fatturato nel 2012. «Dopo Sosushi, che oggi conta 23 punti vendita, abbiamo pensato di dare voce anche ad altri protagonisti del food, nonché a format diversi» afferma Andrea Magelli, ceo di di You Can Group. Italia_Oggi_20121013.pdf
  • 12 ottobre 2012

    Il G9 del gusto parla spagnolo «I cuochi? Soltanto laureati»

    Corriere della sera Gli chef del futuro, i veri professionisti, non sapranno solo di cucina e gastronomia. Ma dovranno padroneggiare solidi fondamentali di chimica, biofisica, ecologia, nutrizionistica e dietologia. Dovranno anche essere dei bravi manager, pianificare, organizzare e comunicare. Non ultimo, dovranno aver studiato antropologia, sociologia e storia, avere insomma un ampio retroterra culturale senza il quale domani non ci potrà essere «alta cucina». Detto altrimenti, per essere dei bravi e anche dei grandi cuochi, dovranno andare all'università. È sicuramente un segno dello Zeitgeist, lo spirito del tempo, che alcuni tra i migliori chef del mondo si riuniscano per due giorni a discutere di questi temi in un grande albergo di Tokyo e chiamino il loro incontro il G9 della gastronomia mondiale. 20121012_Corriere_della_sera_NL.pdf
  • 12 ottobre 2012

    Efsa: non è credibile lo studio francese sul mais ogm

    Italia Oggi Affrontare con pacatezza, dati scientifici alla mano, la questione se sia opportuno o meno autorizzare la coltivazione di sementi geneticamente modificate in Italia è difficile. Ci è voluto l'intervento dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, per far ritornare sotto traccia l'attività di lobbying degli schieramenti contrapposti. La task force appositamente nominata dall'Efsa, in un parere preliminare rilasciato la scorsa settimana, è giunta alla conclusione che lo studio del gruppo di ricercatori coordinato dal biologo molecolare francese Gilles Erie Seralini, che teorizzava la tossicità del mais NK603 della Monsanto (tollerante all'erbicida Roundup) e del Roundup in sé, non ha una qualità scientifica tale da consentire di considerarlo valido ai fini d'una valutazione del rischio. 20121012_Italia_oggi_LN.pdf
  • 12 ottobre 2012

    Rapporto sulla terra. Un po’ meno fame

    L'Espresso Una buona notizia: il mondo ha (leggermente) meno fame rispetto al passato. L'indice globale della fame (Ghi) è infatti sceso dal 16,3 del 2001 al 14,7 di oggi. Più ci si avvicina allo zero e meno problemi alimentari ci sono secondo la scala elaborata ogni anno dall'Istituto internazionale di ricerca sulle politiche alimentari e il cui rapporto 2012 viene diffuso in contemporanea in dieci Paesi (in Italia a cura del Cesvi). I progressi maggiori si notano nelle aree storicamente critiche come l'Asia meridionale (da 24,3 a 22,5) o l'Africa subsahariana (da 23,7 a 20,7). Anche se restano situazioni difficili. Nell'India che registra una crescita del Pil del 7 per cento il numero dei bambini denutriti o sottopeso è sceso solo di un punto: dal 4,13 al 42%. Nel 2050 la popolazione sarà di 9 miliardi che consumeranno come 12. 20121012_Espresso_NL.pdf
  • 12 ottobre 2012

    Eataly allunga i tempi in Puglia per non sposare Vendola

    Italia Oggi Oscar Farinetti si schiera con Matteo Renzi alle primarie e magicamente l'apertura del suo Eataly a Bari, il primo dell'Italia meridionale rallenta facendo sfumare il matrimonio d'immagine tra l'imprenditore del buon cibo e Nichi Vendola. Il governatore pugliese questa volta è molto amareggiato dall'inghippo dovuto a un supplemento di lavori per l'apertura di Eataly Bari per il quale si era tanto impegnato. Il negozio, già presentato dal governatore alla stampa, è situato in uno spazio della Fiera del Levante ceduto dall'ente guidato da Gian franco Viesti alla società Eataly Puglia ad ottime condizioni, appena 25 mila euro al mese (20.833 il primo anno) per 8.000 metri quadri fino al 2028. Un affare, tanto che Farinetti aveva promesso l'apertura in occasione dell'ultima fiera di settembre.
  • 11 ottobre 2012

    Dove la pizza ha il sapore delle spezie latine

    Bloomberg Business WeekVolete chorizo sulla vostra pizza? "No habla Ingles?" E avete solo pesos messicani per pagare per il vostro pasto a Chicago? Da Pizza Patrón questo non è un problema. Mentre il fornitore di pizza con sede a Dallas non è certo la prima catena di ristoranti per il target dei Latinos, certamente è quella più dedicata. Il proprietario e fondatore Antonio Swad non è per nulla perplesso sulla strategia dei suoi ristoranti di attrarre i commensali ispanici, che possono pagare in pesos e ottenere il cambio in dollari, e, occasionalmente, ottenere offerte speciali per pizze ordinate in spagnolo. "Non siamo interessati ad essere un marchio ampio", dice Swad, che richiede alla maggior parte dei suoi dipendenti di parlare inglese e spagnolo. Dice che il suo modo di fare business ha sconvolto “molte” persone. 20121011_Bloomberg_Business_Week.pdf
  • 11 ottobre 2012

    Il pecorino di Thiesi perde gusto con la Ue

    Il Sole 24 OreL'Italia è spesso sfacciata e sempre uguale a se stessa, ma è anche una terra silenziosa e piena di misteri. In questa storia ci sono gli uomini dignitosi e duri della Sardegna interna e l'odore forte dei loro formaggi, la suggestione muta e arcaica dei nuraghi e la meccanica poco celeste dei mercati globali, soprattutto quando alterati nella loro fisiologia dal protezionismo. A Thiesi, nella parte del Sassarese chiamata Meìlogu (il luogo di mezzo)', si trova l'epicentro di un sistema produttivo locale agroindustriale fondato sul Pecorino Romano DOP, il formaggio che gli imprenditori laziali insegnarono a fare ai pastori sardi a inizio Novecento, quando l'agro pontino non dava abbastanza erba per saziare la fame delle centinaia di migliaia di pecore che cingevano d'assedio Roma.
  • 11 ottobre 2012

    Napoli, i pizzaioli esclusi dai gourmet

    La Repubblica Nessun locale sul "Gambero Rosso". Esplode la rabbia, sit-in in centro. "Quelli del Nord vogliono portarci via il nostro orgoglio". Lo chiamano "razzismo culinario", promettono battaglia e sono pronti a scendere in piazza. I pizzaioli napoletani non ci stanno a subire l' onta della cancellazione dall'ultima edizione del "Gambero Rosso". Un'assenza che pesa come un disonore, subito dalla città della pizza che quest'anno non ha visto nessuna delle 2mila pizzerie di Napoli e provincia nell'elenco delle eccellenze a base di pomodoro e mozzarella. Centomila pizze sfornate ogni giorno, ignorate del tutto. «Vogliono rubarci anche la pizza» hanno ripetuto ieri Sergio Miccù, presidente dell'associazione pizzaiuoli, e Francesco Borrelli, commissario regionale dei Verdi, nello storico locale Sorbillo a via dei Tribunali. 20121011_La_Repubblica_NL.pdf
  • 10 ottobre 2012

    Il crescente interesse dell’Asia per le bevande probiotiche

    Bloomberg Businnes Week Dopo la stretta dell’Europa e dell’occidente sui claim pubblicitari relativi alle bevande probiotiche - bloccati in quanto ritenuti non veritieri riguardo gli effetti benefici sul sistema immunitario e digestivo - multinazionali quali la Danone e la Yakult Honsha puntano sui paesi asiatici. Qui infatti le regole del marketing sono molto meno restrittive e la promozione delle bevande ritenute “miracolose” per il benessere arriva addirittura porta a porta, con centinaia di giovani studenti reclutati per battere a tappeto i quartieri delle città, anche quelli più poveri, per vendere bevande come lo “Yakult” dopo averne decantato le molte proprietà, con tanto di discorso appositamente preparato e brochure informative che recitano: “i consumatori abituali raramente sono soggetti a infezioni”. 20121010_Bloomberg_Businnes_Week_AV.pdf
  • 10 ottobre 2012

    2050, tutti vegetariani?

    Altroconsumo La risposta del recente studio dello Stockholm International Water Institute è secca: il mondo deve cambiare dieta, riducendo drasticamente il consumo di proteine di origine animale. Non per motivi dietetetici (proprio oggi in cui fioccano le diete iperproteiche), ma per necessità: tra meno di 40 anni, nel non così lontano 2050, il pianeta non potrà più sostenere il nostro attuale regime alimentare a base di carne. Già, perché gli allevamenti di bestiame, come da tempo si sa, sono diventati insostenibili per l'ecosistema. Sottraggono grandi quantità di acqua e occupano grandi distese di territorio, togliendolo alle sementi, altrimenti sfruttabili per l'agricoltura. Mentre la popolazione muore di fame, si utilizza un'elevata percentuale di cereali per saziare il bestiame. 20121010_Altroconsumo_AV.pdf
  • 10 ottobre 2012

    Se bollicine fanno rima con zuccheri

    EspansioneIl ministro della Salute Balduzzi non ce l'ha fatta ad applicare una tassa di tre centesimi sulle bibite gassate. Un'idea - spiegava lui - nata per contrastare il consumo del cosiddetto junk food (il cibo spazzatura) e liberare risorse per favorire campagne di prevenzione e di promozione verso più corretti stili di vita. Ipotesi sensata, sparata mediatica o ennesimo tentativo di prelevare altri spiccioli dalle tasche degli italiani in tempi di crisi? Lo abbiamo chiesto a Lucio Lucchin, presidente dell'Adi, l'Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica. La prima domanda è d'obbligo: le bevande gassate fanno male? «Il problema non è tanto nel C02 ma negli zuccheri, che in certe bibite sono presenti in percentuali piuttosto elevate.
  • 10 ottobre 2012

    Premiata pizzeria veronese. E Napoli si ribella

    Il Corriere di VeronaÈ una vera e propria rivolta napoletana quella in corso, fra forni e grembiuli sporchi di «pummarola», pronti a macchiarsi anche di politica. Nella città partenopea i pizzaioli si stanno mobilitando per organizzare la ribellione di massa contro la «sonora bocciatura del Gambero Rosso che ha preferito a quelle napoletane le pizzerie di Verona e Roma». La rinomata guida ai locali dove si gustano le eccellenze della cucina italiana, infatti, per il volume 2013, ha segnalato fra le migliori pizzerie, a cui sono stati assegnati «Tre spicchi», I Tigli di San Bonifacio, nel Veronese, insieme all'Antica Osteria Pepe di Caiazzo (Caserta) e alle romane Sforno e La Fucina. E mentre a Verona si brinda all'ennesimo successo, a Napoli i moti dei pizzaioli salgono.
  • 8 ottobre 2012

    Made in Italy solo di nome, dominano i gruppi stranieri

    La RepubblicaIn Europa il nostro settore agricolo è, per valore della produzione, il terzo dopo Francia e Germania. Per valore aggiunto è al secondo dopo la Francia. L'industria alimentare italiana non è da meno: è al terzo posto, in Europa, per fatturato e al quinto per numero di addetti. Ma se si va a vedere l'elenco dei gruppi alimentari a livello mondiale, per trovare il primo che batta bandiera italiana bisogna arrivare al trentesimo posto e leggere il nome della Ferrero, con sette miliardi di euro fatturato, seguita, ben più giù, da Barilla con circa 4. In Italia, del resto, operano da tempo gruppi stranieri che sono al primo posto nelle classifiche e che hanno acquisito i nostri marchi, facendone dei brand a livello mondiale: la Nestlé, prima in Europa e seconda a livello mondiale. 20121008_La_Repubblica_Affari_e_Finanza_NL.pdf
  • 8 ottobre 2012

    Pacchetto qualità per il Made in Italy

    Corriere Toscana Con l'approvazione definitiva da parte del Parlamento europeo del "Pacchetto qualità" si introducono misure importanti per il sistema agroalimentare italiano, che può contare su un'agricoltura tipica e diversificata. Il nostro Paese d'altronde vanta il primato Ue nelle Dop, Igp e Stg con circa 250 prodotti certificati. Il "pacchetto" prevede, tra  le altre cose, le diciture dei prodotti di montagna, il riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità dei gruppi  come i consorzi, la protezione ex officio dei prodotti agroalimentari, le indicazioni in etichetta, e i marchi collettivi geografici, con l'inclusione di alcuni simboli del nostro Made in Italy come Pizza napoletana, Parmigiano reggiano, insomma tutte le prelibatezze italiane da Nord a Sud che tutto il mondo ci invidia.  20121008_Corriere_Toscana_AV.pdf