L’ Unità

  • 14 dicembre 2015

    Stagionalità, buona pratica per aiutare il pianeta

    Sostenibilità ambientale, qualità degli alimenti, benessere: sono alcune delle ragioni per riscoprire i prodotti di stagione, soprattutto frutta e verdura. Una scelta che porta con sé un diverso modello di agricoltura. C’è una parola magica che potrebbe essere più efficace di qualsiasi norma, progetto, iniziativa a favore del clima e del benessere umano. Una parola che appartiene a tutti i cittadini, ma che è scomparsa dal nostro vocabolario con il cambiamento dei consumi degli ultimi cinquanta anni. È una parola che prima non veniva neanche pronunciata perché era la prassi, il comportamento obbligato all’interno dei nostri consumi alimentari. Una parola che potrebbe riportare al centro della nostra dieta tanti cibi scomparsi dalla tavola per ragioni imprecisate. Un parola capace di mettere in connessione ciò che mangiamo, il modo in cui viviamo e il pianeta che abitiamo: la stagionalità. “Nel Medioevo e nel Rinascimento - ha affermato Alfonso Pascale, saggista ...
  • 7 dicembre 2015

    Dall’agroalimentare una ricetta di qualita’ per rilanciare l’economia

    Il primo passo è informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti Dop e Igp. Ora ogni soggetto della catena deve portare un valore aggiunto costruendo pratiche efficaci e solidali. In questi giorni il ministro Carlo Padoan ha segnalato che l'economia mondiale sta andando peggio di sei mesi fa, ma che, nonostante questo, si registra un aspetto molto positivo: la crescita della domanda interna, segno dell’aumento della fiducia. Un elemento che deve servire a farci ripensare la nostra economia con lo sguardo proteso verso mercati interni troppo spesso lasciati in mano al Made in China. La delocalizzazione delle imprese, con il conseguente abbandono del manifatturiero in gran parte delle nostre regioni, ha di fatto lasciato spazi di mercato a gruppi stranieri che non fanno della qualità il proprio cavallo di battaglia. Basti pensare al settore dell’abbigliamento con Zara e H&M che ormai invadono ogni piazza italiana. Il messaggio è chiaro, l’economia ripart...
  • 30 novembre 2015

    La biodiversità è vita. C’è una legge per proteggerla

    Mutamenti climatici e globalizzazione mettono a rischio l'eccellenza agricola e alimentare italiana. Il Parlamento ha approvato un testo che tutela la nostra biodiversità: ora tocca alle Regioni e a noi cittadini. In quanto italiani siamo talmente abituati a godere dell’eccellenza agricola e alimentare dei nostri territori che spesso rischiamo di dare per scontati i presupposti grazie ai quali questo patrimonio esiste. Considerando che il nostro Paese non rappresenta neppure l’1% della superficie mondiale e che la percentuale di terra coltivata non raggiunge il 2%, dovremmo domandarci più spesso quali siano le ragioni concrete che ci permettono di essere riconosciuti in tutto il mondo come giganti della qualità agroalimentare. Forse le parole migliori per spiegare questo fenomeno le ha usate spesso Farinetti nei vari talk show televisivi : “abbiamo 7 mila specie di flora vascolare e di vegetali mangiabili (il secondo Paese al mondo ne ha 3.300), abbiamo 58 mila specie ...
  • 23 novembre 2015

    Il turismo rurale cresce e resta in attesa di alleati

    Realtà tra le più dinamiche degli ultimi tempi, il settore dà manforte all'agricoltura e genera fatturato e occupazione. Una rete importante anche per la conservazione e la fruizione dei patrimonio artistico. Negli ultimi anni, mentre in Italia falliva un buon numero di tour operator e l’Ente nazionale del turismo era in agonia per mancanza di fondi, mentre straordinari beni storico-artistici erano abbandonati al degrado e le grandi città lasciate all’incuria - a tutto svantaggio di uno dei settori di primaria importanza del nostro Paese, il turismo - ci sono state migliaia di aziende agricole che, oltre a far bene il proprio lavoro, hanno dato vita ad una delle realtà più dinamiche di questi tempi: il turismo rurale. In pochi anni, grazie ai fondi europei Leader e con una sapiente regia da parte delle organizzazioni agricole (Agriturist, Turismo Verde, Terranostra ) l'Italia si è letteralmente inventata un settore economico capace di dare manforte all'agricoltura e ...
  • 9 novembre 2015

    Martina: “una legge di stabilità che investe sull’agricoltura”

    Il ministro: meno tasse e più semplificazione per favorire il rilancio del settore e sostenere il reddito degli agricoltori. Destinati alle imprese 800 milioni. E un fondo straordinario per la sicurezza delle macchine. I sei mesi dell’esposizione universale hanno avuto il grande merito di rappresentare quali sono le sfide che dobbiamo affrontare in agricoltura nei prossimi anni, adesso, volendo mantenere le promesse, è arrivato il momento di dare seguito a questa fase di “semina”, raccogliendo appunto queste sfide con risposte concrete ai problemi reali degli oltre trecentomila agricoltori italiani protagonisti dello storico evento milanese. L‘agroalimentare rappresenta uno dei settori più dinamici del Paese e appare oggi uno dei fattori chiave potenziali per fare da traino a tutta l’economia nazionale, sarebbe quindi un danno alla collettività non programmare politiche a lungo termine per il suo rilancio e il suo sviluppo. E a dire il vero, la risposta del Governo ...
  • 2 novembre 2015

    TTIP, agli USA piace il nostro food ma il Tricolore è per pochi

    La grande distribuzione Usa ama e chiede sempre di più le eccellenze del Mady in Italy ma solo un prodotto su otto è veramente italiano. L'importanza strategica degli accordi commerciali. Che gli Usa siano ancora un campo vergine da “coltivare” per il Made in Italy lo dimostrano i tanti prodotti italian sounding che straripano nei supermaket americani; gli ultimi rilevamenti dicono che nella grande distribuzione americana solo un prodotto su otto è veramente italiano. Un mercato che deve ancora essere esplorato appieno dall’Italia ma anche dal resto dell’Europa perché, nonostante gli sforzi, il saldo della bilancia commerciale del settore agroalimentare fra vecchio e nuovo continente è di soli 6 miliardi di attivo; il 30% di questa cifra è "merito" dell'esportazioni di settore del nostro Paese, valore che, se pensiamo bene, è enorme. Per spiegarla con il pensiero di Oscar Farinetti, “il falso non si combatte con gli slogan ma portando i prodotti veri dove ...
  • 26 ottobre 2015

    #Expoitaliani generazione del futuro

    La società degli #expoitaliani sempre più coinvolta sui temi alimentari, ambientali e agricoli lancia una sfida alla classe politica nazionale. L’Italia è indubbiamente il Paese della tripla A: Ambiente, Agricoltura e Alimentazione. Per uno strano gioco, la nostra storia, la nostra lingua e la nostra cultura, sembrano averci consegnato in modo pressoché permanente, anche se su un’altra dimensione, quella classificazione che tutte le economie del mondo anelano farsi assegnare dalle Agenzie di rating. Se è vero che l’economia globale è un’arena competitiva, le regole del gioco non sono sempre chiare: se invece di fredde statistiche fossero temi come la qualità (di prodotto, di processo, della vita) a definire la classifiche, il ruolo e l’impatto dell’Italia in questo contesto sarebbero ben diversi. Forse lo sono in concreto, quello che a volte manca è il giusto sostegno della comunicazione (storytelling?) e della politica. Alla fine dell’Expo possiamo ...
  • 19 ottobre 2015

    La castagna, un patrimonio dell’agricoltura da salvare

    Oltre ad essere uno dei simboli del nostro paesaggio italiano e svolgere un ruolo fondamentale nell'economia della montagna, il castagno è forse la pianta più multifunzionale dell’agricoltura; il suo legno si presta agli usi più svariati (ricco di tannino, resistente, di lunga durata, buono per la costruzione di travi, mobili e infissi) mentre con i suoi frutti possiamo preparare pietanze che vanno dall’antipasto al dolce. Per questi motivi è da sempre chiamato "albero del pane". A partire dai primi anni 2000, il cinipide o vespa cinese, un imenottero parassita originario dell’Asia, si è diffuso in maniera massiccia sul nostro territorio, provocando un grave deperimento delle piante di castagno. Una situazione che i numeri rendono molto esplicita: dal 2008 al 2013 la produzione italiana è calata di circa il 50% passando da 55.000 tonnellate ad una quota sotto le 30.000, senza contare il 2014, per il quale, sebbene in mancanza di dati ancora certi, le percentuali, ...
  • 12 ottobre 2015

    Il commercio è digitale. L’agroalimentare colga la sfida

    È in atto una metamorfosi costante nella modalità di acquisto di merci e servizi in tutto il mondo; solo in Italia circa il 60% dei consumatori, prima di comprare, esegue online le attività di ricerca delle informazioni. Un cambiamento che pone anche la nostra agricoltura ed il settore alimentare di fronte a delle scelte; il mondo digitale può essere una grande occasione, ma ci mette davanti a sfide complesse con attori nuovi e non convenzionali, dove occorrono una capacità dinamica di relazioni e una visione internazionale, sia da parte delle istituzioni che delle imprese. La tutela legislativa, la promozione e il commercio elettronico rappresentano i 3 aspetti principali di questa importante sfida che determinerà il futuro prossimo del nostro settore primario. La tutela legislativa Sulla rete, la tutela dei prodotti tipici dalle contraffazioni o dall’italian sounding, rappresenta una delle maggiore criticità. Sul piano della difesa legislativa, sia i marchi ...
  • 5 ottobre 2015

    Vino, un’eccellenza italiana da «coltivare»

    Poco più di un anno fa, al Vinitaly, il Premier Matteo Renzi fissò con grande lucidità gli obiettivi principali del settore agroalimentare e vinicolo made in Italy: entrambi dovevano aumentare la capacità di export del 50% entro il 2020. Proposito generale: passare da 33 a 50 miliardi di valore esportato. Traguardi tanto ambiziosi quanto necessari per portare l’Italia fuori da una situazione economica e occupazionale di grande difficoltà. Nonostante il cammino sia lungo, leggendo i dati Istat sull’andamento dell’export agroalimentare nei primi 7 mesi del 2015, sembra che il settore abbia imboccato la strada giusta. “Essere a quota 21 miliardi di euro in sette mesi è un risultato straordinario – ha commentato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Siamo in linea con il nostro obiettivo di raggiungere i 36 miliardi entro l'anno e i 50 miliardi nel 2020”. La necessità di esportare “Il Sistema Vino Italia - afferma Giuseppe Liberatore, ...
  • 21 settembre 2015

    Lo chiamiamo olio ma è l’oro verde italiano

    Dopo un 2014 drammatico da un punto di vista produttivo, la raccolta di olive made in Italy del 2015  sembra essere destinata a riportare il sereno su uno dei settori strategici delle produzioni agroalimentari del Paese. Migliorano le quantità, come hanno evidenziato molti consorzi di tutela dei Oli Extra Vergine di Oliva ad indicazione gerografica: grazie soprattutto all’efficacia dell’attività di contrasto alla mosca olearia si annuncia un olio di alta la qualità grazie ad olive sanissime e di buon calibro. Se la situazione contingente tende al miglioramento, le condizioni strutturali del settore sono invece in difficoltà da diverso tempo perché come dice bene Stefano Barzagli, dirigente dell’assessorato agricoltura Regione Toscana “L’olio a confronto del mondo del vino sembra il settore dei vinti o dei deboli in quanto pochi comprendono che il vero valore dell’olivicoltura mediterranea non è solo un valore economico, ma anche ambientale, paesaggistico e ...
  • 14 settembre 2015

    La Dieta Mediterranea fa bene anche all’economia

    Il 17 Novembre del 2010 la quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO ha riconosciuto ufficialmente la Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, sancendo uno status rappresentativo che i Paesi affacciati sul Mare Nostrum non si sono neppure mai sognati di mettere in discussione. La motivazione della commissione è chiara e riassume bene l’insieme dei fattori che nei secoli hanno dato forma al concetto: “la Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo”. Questo riconoscimento ha però alimentato la giusta sensibilità per interrogarsi circa la possibilità di far leva sulla Dieta Mediterranea per creare valore, economico e sociale, sostenibile. La designazione come ‘dieta’ nel senso moderno è un’“i...
  • 7 settembre 2015

    Caccia, una riforma per aiutare l’agricoltura

    Ci voleva il morto, anzi i morti per riportare all’attenzione dei media il difficile rapporto fra agricoltura e fauna selvatica: la tragedia dell’uomo ucciso da un branco di cinghiali a Cefalù nelle scorse settimane ha dato una visione più vicina delle reali problematiche che il mondo agricolo sta vivendo a causa della mutazione del nostro territorio dal punto di vista faunistico e ambientale. Come ha dichiarato recentemente il presidente nazionale della Cia - Confederazione italiana agricoltori - Dino Scanavino rilanciando con forza l’allarme fauna selvatica nei campi, nelle strade e nei centri abitati: “la situazione è fuori controllo e non governata. Si registrano incidenti ogni giorno e in diverse aree del Paese. Gli agricoltori contano danni e cercano rimedi estemporanei a spese loro. C’è, inoltre, un oggettivo problema di sicurezza, che intervengano le forze armate”. E senza considerare le conseguenze di lungo periodo sul piano della biodiversità. Il ...
  • 3 agosto 2015

    Ci salverà la sostenibilità

    Come si passa dalla filosofia alla pratica della sostenibilità? E’ questo un interrogativo cui, a partire dalle sollecitazioni che sta apportando anche EXPO, noi tutti dobbiamo dare risposte concrete e convincenti: nei prossimi anni imprese e cittadini dovranno fare la loro parte, come ci ha voluto ricordare lo stesso Papa Francesco attraverso la sua Enciclica ‘verde’, con un richiamo forte verso comportamenti più etici ed ecologici. Ma cos’è la sostenibilità? Chi realmente conosce il significato di questa parola? Una volta si chiamava creanza. Un vecchio detto recitava “beati gli ultimi se i primi hanno creanza”, che tradotto significa soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità di quelle future di poter rispondere ai bisogni propri. Una sfida che abbraccia tre dimensioni: quella ambientale, quella economica e quella sociale. Per affrontare questa sfida sempre più pressante, all’interno delle politiche agricole ...
  • 24 luglio 2015

    Street food, così l’Italia torna a mangiare in strada

    In un periodo in cui l’economia italiana stenta a ripartire c’è un settore che non conosce crisi, anzi, è in netta crescita: si tratta del cibo di strada, meglio noto come street food. Quella del mangiare in strada è una cultura che affonda le radici nell’Antica Roma, quando i romani erano soliti trascorrere fuori casa tutta la giornata e rifocillarsi ai mercati della capitale, e che, sopravvissuta nel corso dei secoli, oggi interessa all’incirca 2,5 miliardi di persone al mondo, che, secondo stime diffuse dalla FAO, ogni giorno scelgono di consumare un pasto veloce piuttosto che al ristorante. È evidente che, pur partendo dalle stesse radici storiche, lo street food si sia sviluppato in maniera diversa all’interno dei vari continenti. In Europa e America del nord, nato come cibo povero delle classi contadine e operaie, ha pian piano assunto connotazioni gourmet, tradizionaliste o modaiole. Nei paesi in via di sviluppo, e in quelli al limite della povertà che ...
  • 20 luglio 2015

    La sfida dell’agricoltura del futuro

    Fino a non molto tempo fa, Giovani, Innovazione e Startup erano concetti culturalmente piuttosto distanti dal settore primario poiché, nell’immaginario collettivo, la terra e i contadini costituivano il simbolo di quanto più arretrato potesse esistere. Complice la crisi economica e anche la presenza di un Ministro delle politiche agricole di soli 37 anni, Maurizio Martina, la situazione nel nostro Paese è a poco a poco cambiata: l’agricoltura italiana sta ‘ringiovanendo’ in maniera significativa e questo nuovo corso ha contagiato tutta la società, fino al punto che la considerazione del mestiere di agricoltore ha subìto negli ultimi anni una forte rivalutazione. Un piano per i giovani L'agricoltore contemporaneo, infatti, non è solo colui che coltiva la terra ma un soggetto che svolge più funzioni: produttore di beni alimentari e di materie rinnovabili, uomo digitale, protettore dell'ambiente nonché, di fatto, responsabile del territorio. Ed è proprio in ...