L’ Unità

  • 26 aprile 2016

    Forum del Partito Democratico per una nuova generazione agricola

    Ad un anno dall’Esposizione Universale di Milano il Partito Democratico fa il punto sui temi e sulle riflessioni emersi dal dibattito sul settore agroalimentare post Expo con un Forum specifico che darà ampio spazio alle voci degli agricoltori e degli imprenditori. Uno spazio che testimoni una volta di più come il PD e il Governo - con il Ministro Martina in prima linea - abbiano messo al centro della propria azione i temi dell’agricoltura, dell’agroalimentare e dell’industria di settore con l’obiettivo di costruire un pezzo importante del futuro del Paese intorno a loro. Il nome del Forum Nazionale dell’Agroalimentare, che si terrà a Bologna il 7 maggio è “Generazione Agricola”, e vuole essere evocativo sia della forte esigenza di coinvolgere le giovani generazioni, sia delle necessità di portare contributi innovativi per rilanciare il settore nel lungo periodo. “Il Forum - ha affermato l’On. Sabrina Capozzolo, Responsabile Nazionale Politiche Agricole ...
  • 18 aprile 2016

    Agricoltura italiana alla prova sui bandi della promozione

    Il sostegno delle istituzioni nazionali e comunitarie a favore dei programmi di promozione e informazione dei prodotti agricoli è attuato da diversi anni e ha avuto un certo successo in Italia, con molti progetti approvati e finanziati, ma anche con diverse opportunità non colte. Attualmente, questa fonte di finanziamento rappresenta una delle poche occasioni per le imprese, in particolare quelle piccole che fanno qualità, di essere sostenute nei processi di internazionalizzazione che garantiscono un valore nettamente superiore rispetto al mercato interno. Diventa quindi fondamentale la capacità di intercettare gli aiuti alla promozione che arrivano da diverse misure a cui oggi si aggiungono sostanzialmente tre fonti: la nuova politica di promozione europea del Regolamento 1144, l’OCM Vino e il recente Piano Olivicolo nazionale. Il nuovo regime della promozione europea, sancito con il regolamento n. 1144/2014, porta in dote circa 110 milioni di euro per il 2016 destinati a ...
  • 11 aprile 2016

    Testo unico del vino e innovazione alla 50ª edizione di Vinitaly

    È in pieno svolgimento la cinquantesima edizione del Vinitaly, la grande vetrina internazionale del vino italiano, che festeggia questo importante anniversario in un momento storico che sembra segnare una grande evoluzione e lo fa presentando al mondo il primo testo unico di norme che regolano tutto il settore del vino, appena approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera il 6 aprile. Toccherà al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina illustrare come, ancora una volta, il comparto abbia saputo rinnovarsi per rispondere alle nuove sfide. “Il testo unico - ha dichiarato il Ministro Martina - è uno strumento fondamentale della strategia di rafforzamento del vino italiano e del percorso di semplificazione burocratica che stiamo portando avanti. È stato fatto un lavoro importante di sintesi e di innovazione”. Un momento che porta con sé l’opportunità di migliorarsi, come trent’anni fa quando il caso del metanolo ci ha dato la spinta per crescere, per fare ...
  • 21 marzo 2016

    Birra e Agricoltura, sinergia per un futuro di qualità

    Che il settore della birra sia da anni in pieno fermento non è un segreto, così come non lo è la natura del nuovo 'spirito' birraio che si è diffuso in Italia, nato dalla volontà di appassionati ed esperti che hanno saputo creare realtà imprenditoriali innovative senza alcun supporto pubblico, partendo dalla qualità del prodotto e dall’artigianalità dei processi di produzione. Quella della birra è, infatti, una filiera in cui lavorano in tutto in Italia circa 140mila persone (5.000 a occupazione diretta), che genera 3,2 miliardi di valore aggiunto. L'Italia è il 10° produttore europeo di birra, ma il 3° Paese per numero di microbirrifici con produzione annuale sotto i 1.000 hl, veri rappresentanti della lavorazione artigianale. I trend degli ultimi anni parlano di una produzione nazionale di birra cresciuta del +5,8% dal 2009 al 2014 a fronte di -2,2% complessivo europeo. I microbirrifici nel nostro Paese sono passati da 242 del 2009 a 585 nel 2014, per un incremento ...
  • 14 marzo 2016

    Una nuova rotta per la politica agricola europea

    Proprio nella giornata di oggi si riunisce il Consiglio dei Ministri dell'agricoltura europeo con l’obiettivo di prendere una decisione politica sullo stato di crisi dell’agricoltura comunitaria. Dopo aver affrontato la discussa decisione di aprire all’acquisizione di altre 35.000 tonnellate di olio tunisino per limitare l’emergenza economica  dello stato nordafricano, il consiglio si troverà di fronte alla concertazione di misure che permettano la sopravvivenza di diverse filiere agricole. Sono i dati, infatti, a confermare la fase davvero complicata del settore primario europeo così come di quello di alcuni comparti italiani. Nel nostro Paese, secondo Eurostat, già nel 2014 i prezzi agricoli erano calati in media del 4,2% rispetto al 2013. A fine 2015, in base ai dati Ismea, i prezzi all'origine di tutti i prodotti agricoli erano in discesa del 2% rispetto alla fine del 2014. Dati che possono sintetizzare la faccia sofferente del “granaio” europeo, uno dei grandi ...
  • 7 marzo 2016

    La pizza italiana che punta all’Unesco rischia di rimanere senza pomodoro

    La pizza, recentemente candidata ad essere riconosciuta patrimonio Unesco, rischia di perdere uno degli ingredienti base, il pomodoro italiano. Sì perché la filiera del pomodoro, che storicamente rappresenta una delle eccellenze del nostro Paese dal punto di vista economico e sociale oltre che simbolico, sta affrontando, soprattutto al sud, una crisi di mercato e di identità. Nel settore dei pomodori l’Italia è ​leader in Europa e terza al mondo, ​con ​una produzione di ​5,5 milioni di tonnellate di ​pomodori da industria​ che ​rappresenta​no​​ ​​​il 12% del volume ​mondiale e il 55% di quello della UE. Un sistema ​da 3 miliardi di euro ​che dà lavoro a 8mila produttori agricoli​ e​ 10mila addetti nella fase industriale, impegna oltre 110 industrie e 54 organizzazioni di produttori. Non mancano le produzioni certificate di qualità ​ (Pomodoro di Pachino IGP, Pomodoro S. Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP e Pomodorino del Piennolo ...
  • 29 febbraio 2016

    Il Bio diventa (agri)cultura del nostro tempo

    Il biologico, infatti, ha saputo unire alla qualità, alla trasparenza e alla sicurezza di produzioni agroalimentari certificate una serie di principi che si sono fatti vera e propria cultura. Il Biologico è uscito dalla nicchia (già da molto da tempo): è la sintesi del rapporto annuario Bio Bank, dal 1993, ci propone una fotografia dettagliata del settore biologico in Italia; aziende agricole, aziende di trasformazione, prodotti, agriturismi, ristoranti e molto altro, tutto all’insegna della filosofia “Bio” certificata. Uno strumento che con il passare degli anni è diventato un’importante chiave di lettura del “mondo biologico” italiano, della sua cultura e di come si è relazionato al comparto agro-alimentare tradizionale. “Per valutare il vero apporto del Bio all’agroalimentare italiano - afferma Rosa Maria Bertino, co-autrice di Tutto Bio 2016 Bio Bank - non bisogna guardare il settore Bio, ma analizzare come e quanto esso ha contaminato tutto il ...
  • 22 febbraio 2016

    I danni del falso olio italiano commercializzato negli Stati Uniti

    Nello scacchiere internazionale si sta giocando una partita pesante contro l'Italia, in cui si registrano offensive non solo al sistema bancario, con forti attacchi speculativi e con il rialzo dello spread, ma anche al settore agroalimentare, in particolare sul fronte degli scambi.
  • 15 febbraio 2016

    La sfida delle Indicazioni geografiche italiane: un modello di successo

    Gli operatori del settore agroalimentare e vitivinicolo DOP IGP si confronteranno mercoledi prossimo a Roma per definire una strategia unitaria. Le Indicazioni Geografiche italiane, oltre ad essere una vera ricchezza per il Paese, rappresentano un modello economico di successo con fatturati alla produzione di oltre 13 miliardi (in costante crescita), un export pari al 20% di quello globale del settore agroalimentare e una base produttiva molto ampia, che si aggira intorno alle 150.000 imprese. Ma in tale ambito gli scenari evolvono di continuo: a livello internazionale la concorrenza degli altri Paesi e le imitazioni sono sempre in aumento, le frodi alimentari - come il caso dell'olio italiano in America - rappresentano una vera spina nel fianco, al pari della crisi dei consumi e delle difficoltà di alcune filiere, come quella zootecnica e lattiero casearia. Questi ed altri fattori impongono a tutto il settore una riflessione seria per guardare con più serenità al proprio ...
  • 8 febbraio 2016

    Strade del vino, uno strumento da riformare

    Nata diciassette anni fa per dare impulso all'enoturismo, la legge ha sfruttato solo il 20 per cento del potenziale. Ripartire con nuove relazioni tra tutti i soggetti imprenditoriali e istituzionali di un'area Gli ultimi dati indicano che nel nostro Paese l'’impatto economico del settore turistico nel 2014 è pari a 162,7 miliardi di euro ed ha un'incidenza sul PIL del 10,1% con una ricaduta occupazionale del 11,4%. Un parte rilevante di questo valore è mosso proprio dal cibo. Infatti, la tipicità di un prodotto agroalimentare rappresenta ormai un fattore centrale di attrazione turistica dei vari territori, come dimostrano le ultime ricerche di Coldiretti secondo le quali due turisti su tre motivano il loro viaggio in Italia attraverso ragioni 'gastronomiche'. Nell’immaginario collettivo il patrimonio materiale e immateriale che ha dato vita alle eccellenze ad Indicazione Geografica come il Grana Padano DOP, il Parmigiano Reggiano DOP o il Chianti è ormai associato, ...
  • 1 febbraio 2016

    La cattiva informazione minaccia la cultura del cibo

    L'eccesso di informazione nel mondo del food che si è registrato negli ultimi anni rischia di disorientare i consumatori e di penalizzare le imprese del settore. Nel contesto globalizzato che stiamo vivendo, il tema dell’alimentazione è diventato così complesso che è difficile pensare di comprendere le varie dinamiche senza l’aiuto di figure esperte e credibili. E invece certe forme di comunicazione in cui ci imbattiamo quotidianamente affermano l’esatto contrario: tutti possono essere portatori della “ricetta” miracolosa o del consiglio giusto. In pochi anni, nel settore food, si è venuto a creare, grazie alle tecnologie ma non solo, un surplus informativo che ha determinato per la società due dinamiche nefaste: da un lato l'aumento della produzione alimentare, con conseguenze dirette sia sullo spreco sia sull'inquinamento ambientale, dall'altro un problema di salute pubblica determinato da un eccesso di alimentazione e da stili alimentari errati. Lo spreco ...
  • 25 gennaio 2016

    Giovani agricoltori incontrano l’industria

    La sfida è ricercare nuovi mercati per le produzioni. Un'opportunità viene da "Fattore Futuro", uno dei progetti Expo per la promozione della filiera italiana: 20 aziende junior riforniranno McDonald's. Le statistiche ci ricordano spesso quanti siano i giovani italiani che cercano di costruirsi un futuro fuori dai confini nazionali, scoraggiati o invitati, a seconda del punto di vista, da condizioni economiche difficili. Sono più rare le storie che parlano di coloro che hanno deciso di restare in Italia e affrontare nuove sfide. Una di queste sfide è il ritorno alla campagna e alla vita contadina che inizia a coinvolgere molti giovani segnando un’inversione di tendenza rispetto al passato. Un paradigma culturale in cui la nuova generazione agricola dimostra di saper combinare i mercati locali con l’industria alimentare, le moderne tecnologie con i metodi di produzione tradizionali, l’estetica con l’agricoltura sostenibile. Costruiscono, in buona sostanza, reti ...
  • 18 gennaio 2016

    A scuola di ecologia globale. L’Enciclica indica la linea

    Il testo del pontefice è, anche, un profondo saggio di educazione civica. Colma un vuoto e, dagli ogni alla biodiversità agli sprechi, affronta questioni ambientali e agricole cruciali per l'intero pianeta. Diciamolo subito: più che un'enciclica Laudato Sì potrebbe essere considerato un ottimo saggio di educazione civica, che spiega temi ambientali complicati con parole e concetti semplici e alla portata di tutti. Contiene un messaggio universale sui problemi della Terra che arriva dritto alla sensibilità dei lettori, anche di quelli di spirito ateo. Un testo di una portata educativa profonda, che va a colmare quel vuoto di formazione ecologica oggi praticamente assente sia nella scuola che nella società, se si esclude il lavoro prezioso delle organizzazioni che in questi anni hanno favorito una presa di coscienza del tema ambientale. Il mondo agricolo al centro del messaggio Oltre alle problematiche inerenti la natura, il clima, l'inquinamento, molte sono le riflessi...
  • 4 gennaio 2016

    Innovazioni, giovani e semplificazione le parole chiave dell’agricoltura italiana 2015

    Le politiche agricole intraprese dal Governo e dal Parlamento hanno avviato un vero processo di trasformazione del settore Se dovessimo sintetizzare il settore agroalimentare italiano nel 2015 con una sola parola, questa sarebbe sicuramente "cambiamento". Un cambiamento che si aspettava da tempo, visto che nell'ultimo decennio l'instabilità politica generale, e soprattutto quella del Dicastero di Via XX Settembre -alla cui guida, in tale periodo, si sono dati il cambio ben sei ministri - avevano di fatto bloccato qualsiasi desiderio di innovazione che venisse dalle imprese e dai consumatori. Una spinta a questa trasformazione, che è culturale - di stile di vita - prima ancora che economica, è stata data anche dal grande successo di EXPO, cui va il merito di aver riposizionato il mondo dell'agricoltura al centro della politica e della società del Paese. Determinante è stata poi la vitalità che i nuovi e giovani imprenditori agricoli hanno apportato al settore, grazie anche ...
  • 28 dicembre 2015

    Caporalato, la guerra che l’Italia non può permettersi di perdere

    Le morti dell'estate hanno riacceso i riflettori su una piaga antica, legata anche ai flussi migratori. Dalla risoluzione approvata in Parlamento all'impegno dei titolari di Agricoltura, Giustizia e Lavoro. Le tragiche morti dell’ultima estate hanno portato alla ribalta delle cronache l’effettiva consistenza della piaga che colpisce l’agricoltura in alcuni distretti produttivi: il caporalato, il sistema di reclutamento della manodopera agricola basato sullo sfruttamento del lavoro. Una situazione che ha fatto luce sulla realtà feroce del caporalato e ha dato il via a verifiche a tappeto sulle condizioni di legalità del lavoro nei campi; a tale proposito il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando ed il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, si è impegnato per far approvare al più presto un testo di legge che al momento sta concludendo il suo iter in Parlamento. I numeri del fenomeno Come testimonia il ...
  • 21 dicembre 2015

    La terza via per salvare il made in Italy

    Per proteggere le nostre imprese e ridimensionare il fenomeno della contraffazione servono nuovi strumenti. In questi anni istituzioni, imprese e associazioni di produttori si sono battuti come leoni, investendo importanti risorse, nei Paesi stranieri per la tutela del Made in Italy, soprattutto quello agroalimentare. Battaglie lunghe sia quelle sul piano politico attraverso gli accordi commerciali bilaterali o multilaterali, sia quelle giudiziarie nelle aule di tribunale di mezzo mondo. In alcuni casi i risultati sono stati sorprendenti come quelli ottenuti di recente in Germania dal Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena IGP che, come ricorda il direttore Federico Desimoni, riconoscono la non genericità del termine balsamico e che consentono quindi al vero prodotti italiano di non avere concorrenze sleali negli scaffali della GDO tedesca. In altri casi i risultati sono stati deludenti come quelli che provengono dal Nord America dove le potenti lobby dei produttori locali ...