Tag: agroalimentare

  • 3 March 2017

    UE-Canada: che cosa cambia con il CETA per DOP e IGP

    Nella settimana in cui si è celebrato l'avanzo record delle esportazioni italiane, che nel 2016 ha sfondato il muro dei 51 miliardi di euro, e il nuovo primato del valore dell'export agroalimentare (a 38,4 miliardi, anche se con bilancia commerciale ancora in saldo negativo), il Parlamento europeo ha approvato il Ceta, il trattato di libero scambio tra UE e Canada. Si completa così l'iter di ratifica a livello europeo dell'accordo che aveva ottenuto un primo sì nel 2013. Una volta arrivato l'ok formale anche di Ottawa, il trattato entrerà in applicazione provvisoria, probabilmente in aprile, in attesa del via libera di tutti i Parlamenti nazionali e regionali per un processo che durerà anni. Nel frattempo, l'accordo funzionerà a tutti gli effetti, fatta eccezione per la parte relativa agli investimenti. Secondo elaborazioni Nomisma su dati Istat, nel 2015 l'Italia ha esportato in Canada prodotti agroalimentari per oltre 720 milioni di euro, principalmente prodotti ...
  • 2 March 2017

    Mele, campagna positiva

    Mele, i produttori nazionali puntano soprattutto sulla qualità di un'annata eccezionale, guardando all'export, a fronte di un mercato interno stabile. Meno prodotto, ma di grande qualità. E questa la fotografia del settore melicolo italiano presentata dal Gruppo "mele e pere" della Commissione europea che ha analizzato a Bruxelles la condizione dei diversi Paesi. In Italia, da quanto noto a metà novembre, è stimabile una produzione sulle 2.247.901 tonnellate, in leggera contrazione sia rispetto al 2015 che a quanto previsto in agosto. Bisognerà però attendere la fine della raccolta per le varietà tardive, in particolare Fuji e Pink Lady, che potrebbero avvicinare il volume finale alle previsioni. È opinione concorde tra i produttori che l'avvio dalla campagna sul mercato italiano e su quelli di esportazione "tradizionali" come Germania e Spagna sia positivo. Più difficoltoso invece l'export, specie verso il Nord Africa, con particolare riferimento a Libia e Algeria. ...
  • 1 March 2017

    Unione Europea regole anti-slealtà

    L'Unione Europea sta preparando una proposta legislativa per contrastare le pratiche sleali nella filiera agroalimentare. Lo ha dichiarato il commissario europeo all'agricoltura Phil Hogan, aggiungendo che il progetto dovrebbe essere presentato "verso la seconda metà dell'anno". E un punto di svolta in un dibattito che dura dal 2009, con il commissario che ha indicato nelle raccomandazioni del rapporto della task force sui mercati agricoli una «base» per il lavoro di preparazione della proposta, che sta coinvolgendo diverse direzioni della Commissione. Il rapporto realizzato da dodici esperti suggeriva alle istituzioni europee di fissare una lista di pratiche sleali (come il ritardo ingiustificato nei pagamenti, richieste di servizi supplementari non inclusi nei contratti stipulati, cancellazioni di ordini last-minute per prodotti deperibili) condivisa a livello UE e raccomandava ai paesi membri di istituire un organismo pubblico indipendente che facesse rispettare le ...
  • 27 February 2017

    CETA: un quadro sull’accordo fra UE e Canada

    Il Parlamento europeo ha ratificato mercoledì 15 febbraio scorso l'accordo economico e commerciale globale UE-Canada (Ceta), che ha l'obiettivo di aumentare il commercio in beni e servizi e gli investimenti. L'accordo sarà applicato in via provvisoria già dall'aprile 2017 (per essere applicato in via definitiva servono 38 ratifiche tra parlamenti nazionali e regionali). L'accordo è stato approvato con 408 voti in favore, 254 voti contrari e 33 astensioni. «Con l'adozione del Ceta abbiamo preferito l'apertura, la crescita e standard elevati al protezionismo e alla stagnazione - ha dichiarato il relatore, Artis Pabriks -. Il Canada è un Paese con il quale condividiamo valori comuni e un alleato sul quale possiamo fare affidamento. Insieme possiamo costruire ponti, invece di un muro, per la prosperità dei nostri cittadini. Il Ceta sarà un punto di riferimento per gli accordi commerciali futuri in tutto il mondo». L'accordo eliminerà i dazi sulla maggior parte dei ...
  • 23 February 2017

    Rapporto Ismea-Qualivita 2016: crescono i numeri dell’Italia agroalimentare “a denominazione”

    II nostro Paese sì conferma leader mondiale "a denominazione" per i prodotti DOP e IGP, vino compreso, che rappresentano un valore alla produzione di 13,8 miliardi di euro.Lo dice il quattordicesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni italiane agroalimentare e vitivinicole DOP, IGP e STG. Si tratta della foto ufficiale che ogni anno il Ministero delle politiche agricole, da cui dipendono i due enti preposti all'elaborazione dei dati, dirama per far conoscere la complessa realtà delle denominazioni, delle indicazioni e delle specialità tradizionali. L'Italia rimane leader mondiale per numero di DOP IGP, con 814 tra cibi e vini, il cui valore alla produzione, nel 2015, è stato di 13,8 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2014 e - puntualizza il Rapporto - un peso del 10% sul fatturato totale dell'industria agroalimentare nazionale. Secondo Ismea-Qualivita il valore delle esportazioni nel mondo delle sole indicazioni geografiche è stato nel 2015 di ...
  • 22 February 2017

    ISMEA SVIMEZ – La crescita agricola nel Sud Italia

    L'agricoltura mostra buoni segnali nel Mezzogiorno, con una crescita nel 2015 del +7,3%, risultato molto superiore rispetto al +1,6% del Centro-Nord e - nelle aree del Sud Italia - migliore di quello ottenuto dai settori dell'industria (-0,3%) e dei servizi (+0,8%). Inoltre nell'area del Sud la crescita occupazionale è stata del 12,9% più della media italiana. Sale anche il peso dell'imprenditorialità giovanile agricola con quasi 20 mila imprese nate al Sud nei primi mesi dell'anno scorso. Le Regioni migliori? Calabria e Campania. "Questi dati - ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina - confermano che il Sud può essere sempre più protagonista del rilancio dell'economia italiana, puntando sul settore agroalimentare. Passa da qui anche una parte importante della lotta alla disoccupazione giovanile e proprio nel Mezzogiorno stanno nascendo realtà che interpretano con chiavi innovative e sostenibili la nuova agricoltura". "Il rapporto che ...
  • 22 February 2017

    IG e Agroalimentare: la sfida del futuro è intercettare il boom della “ristorazione informale”

    Venticinque anni di DOP mostrano che è stato fatto un grande lavoro che ha portato il settore a una quota del 10% del totale agroalimentare, con un valore di quasi 14 miliardi di euro «che diventano 15 - ha spiegato il Direttore Generale della Fondazione Qualivita Mauro Rosati - considerando anche l'universo delle vendite a "km zero". Con le DOP l'Italia ha cambiato il modello economico dell'agroalimentare indicando una strada che sta incuriosendo sempre più anche i produttori di altri Paesi». Adesso però occorre un nuovo salto di qualità. E una delle strade più interessanti potrebbe essere la prospettiva fornita dal mondo della "ristorazione informale". «Un'espressione nella quale facciamo rientrare vari fenomeni - ha aggiunto Rosati - che a mio avviso possono garantire nuovi canali di distribuzione. Da un lato c'è quello che è noto come lo "Street food" e che può contare su 60mila attività fisse e circa 8.500 attività mobili. A questi vanno aggiunti i ...
  • 20 February 2017

    DOP IGP, Sani: “puntare su unicità e trovare nuove strade anti-contraffazione”

    BRUNELLO, ma non solo: DOP e IGP sono il fiore all'occhiello del nostro Paese. Produzioni conosciute dentro e fuori i nostri confini ma che necessitano di una tutela costante. All'indomani della presentazione del Rapporto annuale Ismea-Qualivita il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani commenta: "Dobbiamo puntare sull'unicità del prodotto italiano, il nostro è un potenziale difficilmente replicabile". Frodi e contraffazioni: qualisono i punti deboli dei nostri prodotti? «Molto è state fatto sia ex officio sia con accordi con le principali piattaforme online, per togliere dalla vendita i prodotti che usano impropriamente i nomi italiani. Abbiamo ottenuto risultati in1portanti, ma dobbiamo puntare sulle etichette : occorre rendere l'etichetta più leggibile per rendere il  consumatore  più consapevole dice cosa acquista. Inoltre bisogna migliorare la presenza di piattafore di distribuzione: il Made in Italy ha pochi sbocchi in Asia. Occorre ...
  • 13 February 2017

    DOP IGP, i territori scoprono il valore del patrimonio locale

    Le stime sui dati 2015 elaborate nel Quattordicesimo Rapporto Ismea-Qualivita mostrano un settore IG Food e Wine in Italia con una produzione che vale 13,8 miliardi di euro (+2,6% sul 2014), una partecipazione del 10% al fatturato complessivo dell’industria alimentare nazionale, e un trend che sembra quasi inarrestabile sul fronte dell’export che sfiora il +10% sul 2014 attestandosi sui 7,8 miliardi di euro complessivi, pari al 21% dell’export agroalimentare italiano. L’Italia mantiene il suo primato mondiale nel settore delle produzioni certificate DOP, IGP e STG, con 814 prodotti dei comparti Food e Wine e ben 13 nuove registrazioni nel corso del 2016. A livello territoriale il settore delle produzioni DOP IGP  conferma una forte concentrazione soprattutto nelle aree del Nord-Est e Nord-Ovest - con il 20% delle province italiane che copre oltre l’80% del valore economico complessivo, anche se si rilevano dinamiche di impatto diverse sui territori d’Italia ...
  • 8 February 2017

    Presentato a Roma XIV Rapporto Ismea Qualivita sulle DOP e IGP. Tutta la Rassegna Stampa

    Produzioni di qualità sempre più traino per l'agroalimentare. Non è più solo un questione di primato mondiale a livello quantitativo di DOP IGP (814 prodotti, 247 food e 523 wine) di peso sul fatturato totale dell'industria agroalimentare (10%), sull'export (21%) o di rilevante valore alla produzione (13,8 mld nel 2015). Le produzioni certificate crescono anche nei consumi, e soprattutto nella grande distribuzione organizzata: le vendite in valore di questi prodotti a peso fisso nella Gdo sono cresciute del +5,1% sul 2014 rispetto all'1,9% della categoria dei prodotti agroalimentari. E' uno degli aspetti che emerge dal XIV Rapporto Ismea Qualivita sulle produzioni DOP, IGP e STG, presentato ieri a Roma. In allegato si riportano gli articoli stampa di resoconto sulla presentazione e sull'analisi dei dati. SCARICA LA RASSEGNA STAMPA COMPLETA DEL RAPPORTO ISMEA QUALIVITA 2016  
  • 8 February 2017

    XIV Rapporto Ismea Qualivita: Focus Filiere

    I vini DOP e IGP contano 523 riconoscimenti, una superficie iscritta pari a 494mila ettari e una produzione che arriva intorno al 50% del vino totale prodotto in Italia. La produzione di DOP e IGP nel 2015 è stata di oltre 23 milioni di ettolitri, per 2,84 miliardi di bottiglie (+2,4% sul 2014) e 7,4 miliardi di euro di valore alla produzione. L’export di vini DOP e IGP ha raggiunto nel 2015 14,1 milioni di ettolitri (+4,5%) per un giro d’affari da 4,7 miliardi di euro (+7,7%) e una quota dell’87% rispetto ai 5,4 miliardi complessivi delle esportazioni italiane di vino. Le prime dieci DOP rappresentano il 53% della produzione totale a volume e il 58% a valore: le prime cinque denominazioni (Prosecco DOP, Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOP, Chianti DOP, Asti DOP e Chianti Classico DOP) con più di 900 milioni di euro di valore alla produzione dello sfuso coprono oltre il 40% del totale. I Formaggi sono la principale categoria delle DOP e IGP in termini di volume ...
  • 2 February 2017

    Pecorino Romano DOP: 12 mila aziende appese a un filo, prezzo del latte dimezzato

    Una delegazione di allevatori sardi della Cia incontra a Roma i presidenti delle Commissioni competenti di Camera e Senato. Chiedono una trattativa istituzionale per salvare il comparto e tutta l'agricoltura isolana: un piano d'emergenza, con l'attivazione del Fondo di Garanzia e mutui al "de minimis", e un progetto di medio termine con accordi di filiera, investimenti e un piano sul marchio di qualità Sardegna. Agricoltori sardi in fermento. Mentre montano le proteste di piazza per la crisi generale del settore ovicaprino, la Cia-Agricoltori Italiani con una delegazione di allevatori sardi sceglie la strada del dialogo e della trattativa con le Istituzione preposte per salvare circa 12 mila aziende isolane che sono nel baratro: il prezzo del Pecorino Romano DOP si è praticamente dimezzato, passando da 9,50 euro al kg a 5,20 euro al kg, con conseguenze pesantissime sul prezzo del latte alla stalla che ha perso oltre il 50% del suo valore. In crisi anche l'ortofrutta, con le ...
  • 1 February 2017

    PSR d’Italia, 855 milioni di euro spesi nel 2016

    Nel mese di dicembre 2016 Rete Rurale Nazionale ha predisposto un’analisi della situazione relativa alla spesa per i Psr della programmazione 2014-2020, con tutti i piani regionali approvati entro la fine del 2015. La Commissione Europea è al lavoro su alcune proposte relative alla revisione del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 che potrebbe andare a incidere su stabilizzazione dei redditi, semplificazione delle procedure per l’accesso ai prestiti con strumenti finanziari UE e alcune norme in materia di giovani agricoltori. L’iter è molto lungo e non si completerà prima del 2018, ma intanto ci sono i primi dati relativa alla capacità di spesa delle regioni italiane. Si parte dal dato complessivo, con 855 milioni di euro di spese già rendicontate, dei quali 427 dalla Commissione europea. La percentuale media di avanzamento di spesa è pari al 4% sia per il Nord che per il Sud, con buone performance a Bolzano, Trento, in Veneto e in Sardegna. La più effici...
  • 12 January 2017

    Il piano Ice spinge il made in Italy in Usa

    Mozzarella di Bufala Campana DOP e Prosecco DOP davvero made in Italy sugli scaffali di Walmart, una delle più pervasive catene di ipermercati Usa? Quanto è riuscita la scommessa lanciata, quasi 2 anni fa, dall'allora vice (e oggi ministro per lo Sviluppo Economico) Carlo Calenda? I primi dati li snocciola l'Ice, braccio operativo del Mipaaf. Se, complessivamente, nel biennio 2015-2016, per il complessivo Piano Straordinario per il made in Italy il plafond è stato di circa 200 milioni di euro l'anno, ai soli interventi dedicati al Nord America sono andati 103 milioni: il 92% agli Usa e l'8% al Canada. Spiega l'Ice: a fronte di un investimento promozionale di 3,5 milioni di dollari, l'acquisto di prodotti food&beverage italiani è cresciuto, in media, del +18% rispetto al 2015, per un valore complessivo di acquisti di 24,milioni di dollari. Proprio quest'anno, infatti, sono stati siglati accordi con importanti player della grande distribuzione organizzata a stelle e ...
  • 16 December 2016

    Pomodoro, proposta l’Indicazione Geografica per il rilancio

    L'oro rosso gioca la carta IGP. E un patto più forte con gli agricoltori che servirà a recuperare quote sui mercati esteri. Il blasonato Pomodoro San Marzano dellAgro-Sarnese Nocerino DOP non basta Perché per quanto pregiato, e unico al mondo, anche un pomodoro a Denominazione di origine protetta non può rilanciare le sorti di un'intera filiera agroindustriale. Che per quanto collaudata fatica a reggere la concorrenza sempre più agguerrita degli altri player mondiali. Questione di volumi produttivi. Ma anche di costi che negli altri paesi sono decisamente più bassi rispetto a quelli dell'Italia E così all'assemblea annuale dell'Anicav (Associazione mzionale delle industrie conserviere) che si è tenuta il 2 dicembre scorso a Napoli tra i punti evidenziati per ridare smalto al pomodoro made in Italy c'è la proposta di un IGP (Indicazione geografica protetta). Il progetto prevede l'avvio di un percorso di tutela del pomodoro pelato che possa fare leva sul brand San ...
  • 12 December 2016

    USA, ha vinto l’hamburger, ha perso l’orto

    Con l'elezione di Trump alla Casa Bianca hanno perso i foodies, i farmer market, i contadini del biologico, ha perso la cultura di Michael Pollan e Marion Nestlé, ha perso l'orto di Michelle. Tutto ciò ha rappresentato in questi anni un pezzo rilevante della nuova America fortemente voluta da Obama, quella che ha cercato di combattere l'imbarazzante piaga dell'obesità, vero tallone d'Achille del Paese dal punto di vista sanitario; ha perso anche Eataly New York se ci pensiamo bene, perché il ritorno al protezionismo sbandierato dal neo eletto Presidente in campagna elettorale non promette niente di buono soprattutto per chi vuole vendere prodotti alimentari stranieri nel mercato a stelle e strisce. Ha vinto invece quell'America di provincia che ha in casa il frigo pieno di calorie, fa la spesa a suon di cola, hamburger e patatine e non pensa che sia male avere qualche decina di chili di troppo. Qualcuno ipotizza anche il ritorno del junk food nelle mense scolastiche, ma ...