Argomento: MADE IN ITALY

  • 19 aprile 2017

    Formaggi: oltre 1 milione di tonnellate tracciate con etichetta d’origine

    Da oggi scatta l'obbligo di indicare la provenienza delle materie prime impiegate per la produzione di latte, yogurt, burro, formaggi, latticini e altri derivati prodotti e commercializzati in Italia (vedi news): con l'indicazione del Paese di mungitura e di quello di condizionamento o trasformazione si sancisce una maggiore trasparenza tra produzione e consumo nel sistema agroalimentare. Si tratta di un cambiamento fondamentale soprattutto nel mercato italiano dei formaggi in cui sinora l'origine era tutelata solo per i formaggi DOP e IGP, e che ora vedrà complessivamente tutelati oltre un milione di tonnellate di formaggi prodotti e commercializzati in Italia. Secondo i dati di Ismea, infatti, il provvedimento consentirà al consumatore di conoscere l'origine delle materie prime di potenziali ulteriori 510.000 tonnellate di formaggi non DOP prodotti e commercializzati in Italia, che si aggiungeranno alle 513.000 tonnellate di formaggi già certificati. Nell'ambito degli ...
  • 19 aprile 2017

    Salumi, ottime prospettive in Cina e India

    Dopo un balzo del 4,8% del valore dell'export, arrivato nel 2016 a quota 1,4 miliardi, l'industria dei salumi guarda con ottimismo alle prospettive di crescita oltre confine nonostante le incognite che pesano sull'espansione nel mercato statunitense, dopo l'annuncio di nuove misure protezionistiche da parte dell'amministrazione Trump, e la chiusura dello sbocco russo, che fino a quattro anni fa valeva 55 milioni di euro e rappresentava il 4% del totale delle esportazioni. La nuova frontiera, capace di neutralizzare il calo della domanda interna e di alcuni sbocchi esteri, è costituita dall'Asia. In Paesi come Taiwan, Corea del Sud, India e Cina l'industria del settore parte da numeri piccoli. Ma la previsione che nel medio e lungo termine possano aprirsi ampi spazi è condivisa, soprattutto dopo la rimozione da parte della Cina delle barriere che bloccavano l'importazione di carni suine fresche e di prodotti di breve stagionatura. A rallentare ancora la corsa in Asia è la ...
  • 18 aprile 2017

    Latte, burro e formaggi da domani scatta l’obbligo dell’indicazione di origine

    "Una svolta storica per latte burro e formaggi, che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori". Il ministro Maurizio Martina ha licenziato con soddisfazione il decreto che introduce l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine dei prodotti lattiero-caseari, operativo a partire da domani. In scia al Ministero, peana assortiti di associazioni e industria. In realtà, la dicitura: "Origine del latte Italia" dice davvero troppo poco a chi compra e tutela ancora meno chi produce, soprattutto chi produce bene. Purtroppo la crisi incancrenita del sistema latteario italiano (e agricolo più in generale) non si esaurisce con l'assioma: noi tutti buoni, gli altri tutti scadenti. Perché semplicemente non è vero. Intanto, non tutto il latte italiano è uguale. Tra allevamenti intensivi e quelli di pascolo, le differenze sono enormi, in termini di qualità organolettiche e nutrizionali. Peccato che al momento di ...
  • 14 aprile 2017

    OPO Veneto: sempre più prodotti DOP e IGP

    Il cibo sta subendo una vera e propria “trasformazione intellettuale” ed in tale contesto sta crescendo l'interesse per i prodotti con i marchi europei DOP IGP che garantiscono l'origine e quindi la qualità delle produzioni. E' una richiesta dei consumatori sempre più attenti al territorio, alla sicurezza alimentare e agli aspetti salutistici. Ma è anche una garanzia di successo per i coltivatori che si possono presentare sui mercati con prodotti di qualità. E' quanto sta rilevando OPO Veneto che sottolinea come la stessa Gdo cominci ad essere molto attenta a questi prodotti di qualità garantita. Lo ha constatato con i radicchi invernali IGP nella stagione produttiva/commerciale che si sta concludendo. Segnali positivi arrivano anche per le insalate di Lusia e per gli asparagi, i cui Consorzi di tutela stanno intensificando l'attività promozionale con risultati positivi. Le produzioni DOP IGP  rappresentano, tra l'altro, importanti esempi di agricoltura sostenibile, ...
  • 13 aprile 2017

    Agroalimentare, il record italiano con 814 marchi DOP e IGP

    Agroalimentare: dall'Australia agli Stati Uniti, in tutto il mondo il cibo italiano è sempre tra i primi 3 preferiti. Ma proprio il vento che spira dagli USA rischia di frenare la corsa delle esportazioni alimentari italiane che negli ultimi 1o anni, dal 2007, sono cresciute del 37%. «C'è molta preoccupazione per l'allarme dazi - spiega Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, che quest'anno ha lanciato il nuovo format Cibus connect, sostenuto da Crédit Agricole Italia, con 400 espositori selezionati e quasi altrettanti rimasti in lista di attesa - perché se è vero che il made in Italy esporta in tutto il mondo è altrettanto vero che le esportazioni verso gli USA superano il 16%. Il rischio è che i venti del protezionismo blocchino il ciclo virtuoso degli ultimi 1o anni». Le esportazioni alimentari italiane negli USA sono cresciute in dieci anni del 37% nessuno se lo augura. Lo sbarco negli USA risolve, però, solo in parte l'eventuale problema ...
  • 13 aprile 2017

    I formaggi Made in Italy sfidano i big

    Formaggi italiani più attenti al valore che ai volumi. E questo spiega la crescita del Made in Italy in un settore presidiato da tedeschi, olandesi e francesi. Del resto i mercati esteri sono una via obbligata per le nostre imprese che sul mercato nazionale registrano, nel periodo 2011-2016, una veloce erosione dei consumi stimabile nell'11% (a volume). È quanto emerge da uno studio di Agrifood Monitor presentato ieri a Parma in occasione dell'inaugurazione di Cibus Connect. Ma, all'estero, come va il braccio di ferro nel lattiero-caseario? Nell'ultimo decennio, il valore dell'export è quasi raddoppiato: +92%, più veloce del +72% delle esportazioni agroalimentari totali. Protagonisti indiscussi sono i formaggi, che grazie ai 2,4 miliardi di vendite estere, che incidono per l'82% sul valore totale dell'export lattiero-caseario, mostrano tassi di crescita ancor più positivi, sia nel lungo periodo (+96% nel 2006/2016) che nell'ultimo anno. Il mercato mondiale dei formaggi ...
  • 12 aprile 2017

    Mipaaf, al via la campagna istituzionale a sostegno dell’Olio extra vergine d’oliva

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che questa mattina, in concomitanza all'inaugurazione del salone Sol&Agrifood, all'interno di Vinitaly 2017, è stata presentata la campagna di comunicazione istituzionale del Mipaaf "Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna" per promuovere il consumo di Olio extra vergine di oliva e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell'etichetta per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l'origine e la tracciabilità del prodotto. La campagna, che partirà alla fine di aprile, avrà come testimonial gli chef Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani e la food blogger Chiara Maci. Il 22 e il 23 aprile, inoltre, nei principali centri commerciali di Roma, Milano, Bergamo, Napoli, Benevento, Torino, Alessandria, Bari, Genova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Venezia, Verona, Padova, Treviso e Palermo saranno allestiti degli spazi per degustare e scoprire le proprietà ...
  • 12 aprile 2017

    Origo Global Forum: DOP e IGP ricchiezza per i territori italiani

    DOP e IGP confermano il proprio ruolo strategico di traino dell'export del Made in Italy: +9,6%. I prodotti food e wine del sistema sono 814, con un valore alla produzione di 13, 8 miliardi Parma, Modena e Reggio le prime 3 province. L'Italia è leader mondiale per numero di DOP e IGP con 814 prodotti Food e Wine raggiunge 13,8 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2015, per una crescita del +2,6% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell'industria agroalimentare nazionale. Lo rivela il XIV Rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP e IGP (Fonte Ismea e Fondazione Qualivita). Le Indicazioni Geografiche continuano a rappresentare un fattore chiave della crescita del Made in Italy nel mondo, con un valore all'export di 7,8 miliardi di euro, pari al 21% delle esportazioni del settore agroalimentare e un trend positivo che sfiora la doppia cifra con un +9,6%. Il settore Food - composto da oltre 80mila operatori - vale 6,35 miliardi di ...
  • 12 aprile 2017

    Vino orizzonte 2020: Italia leader produttiva e crescita per l’export

    L’Italia continuerò a contendersi con la Spagna il primato di Paese leader nell’export enoico anche nel 2020, mentre la Francia sarà ancora lontanissima in termini di valori, con gli Stati Uniti che si confermeranno come il più remunerativo dei mercati. Ecco i risultati dello studio di Ismea “Outlook vino 2020”, presentato lunedì 10 aprile a Vinitaly dal direttore generale Ismea Raffaele Borriello. Un’analisi che prende le mosse innanzitutto dagli sviluppi più recenti, a partire da una stabilizzazione dei consumi complessivi, che nasconde però una consistente riorganizzazione tra aree geografiche. Passando alle spedizioni dei maggiori Paesi produttori, la sfida tra Francia e Italia sui grandi mercati registra il primato del Belpaese in Usa, Germania, Svizzera e Russia, mentre la Francia si colloca meglio in Paesi comunque importanti come Canada e Gran Bretagna. Sulla qualità e sui prezzi all'esportazione si gioca probabilmente la partita decisiva del ...
  • 3 aprile 2017

    DOP e IGP, quei dazi invocati da Trump che accontentano solo le lobby americane

    Tutto ciò che sembrava rappresentare un pezzo rilevante della nuova America fortemente voluta da Obama, dalle politiche di salvaguardia ambientale alla cultura del cibo sano fino alle timide aperture del trattato di libero scambio commerciale, sono state spazzate via dalle misure adottate dal presidente Usa Trump in questo inizio di mandato. Con le nuove politiche protezionistiche annunciate proprio in questi giorni si potrebbero accendere scontri commerciali capaci di mandare in tilt l'asse internazionale del commercio agroalimentare mettendo in seria difficoltà tutte le imprese europee - soprattutto italiane e francesi - che hanno puntato sul mercato a stelle e strisce. "Servono nuove garanzie - ha dichiarato il ministro Maurizio Martina - per la tutela dell a distintività delle produzioni, libere di circolare nel mondo senza essere imitate, non una nuova stagione di chiusure" Nel settore agroalimentare gli Stati Uniti infatti, sono il terzo mercato di destinazione ...
  • 3 aprile 2017

    DOP e IGP le più colpite dalla nuova politica protezionistica americana

    Incredulità e preoccupazione: sono i due sentimenti che gli imprenditori italiani manifestano dopo la minaccia americana di imporre dazi fino al 100% su 90 prodotti importati, di cui 75 Indicazioni Geografiche o preparati alimentari. Un documento del Dipartimento Usa per il Commercio (Ustr) risalente alla fine dello scorso anno fa riferimento a due liste sotto osservazione. La prima comprende 80 prodotti "monitorati" su cui possono scattare aumenti di dazi fino al 100 per cento. La seconda è una lista di prodotti europei già sottoposti a dazi. C'è solo l'imbarazzo della scelta: dai prosciutti alla Vespa, dai fiori alle cipolle, dal tessile ai succhi di frutta e al pomodoro in qualsivoglia versione. Non si fa (almeno per ora) cenno a pasta, mozzarella, olio e vino, ma l'allarme è scattato anche in questi comparti. Prodotti a base di carne. «Siamo preoccupatissimi esordisce Vittore Beretta, presidente dell'omonimo gruppo degli insaccati -. Abbiamo negli Stati Uniti due ...
  • 31 marzo 2017

    Dazi USA, Consorzio Prosciutto di Parma DOP: “si rischiano danni fino a 80 milioni di euro”

    «Speriamo di rimanerci fuori. Gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato di esportazione, è un mercato che cresce molto. È stato aperto venticinque anni fa, continua a crescere, ci dà tante soddisfazioni. Se fossimo colpiti per noi sarebbe un grandissimo problema», spiega Stefano Fanti, direttore generale del Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma. Quanto vale per voi il mercato americano? «Vale il 22-23 per cento del totale delle nostre esportazioni: parliamo di 623 mila prosciutti a fronte di una produzione totale di 8,7 milioni di pezzi. Corrisponde ad un controvalore di 80 milioni di euro». Preoccupato per un'eventuale escalation? «Beh, auspichiamo che gli americani non vogliano privarsi della possibilità di mangiare un prodotto come il nostro che è unico e che da loro non si trova. Perché prodotti un poco più generici, come possono essere la pasta, l'acqua minerale o le passate di pomodoro, possono anche essere di produzione locale, ma i prodotti ...
  • 30 marzo 2017

    Varietà, lifestyle e turismo: driver per il successo del vino made in Italy

    Creare valore, soprattutto all'estero, per il vino made in Italy. È il principale obiettivo del mondo produttivo italiano, secondo quanto emerso durante la tavola rotonda alla scuola di dirigenti d'azienda della Bocconi, nel corso della quale esponenti della filiera vitivinicola hanno discusso i risultati della ricerca effettuata dal Wine Management Lab di Sda Bocconi proprio sulle leve per lo sviluppo del vino italiano. L'indagine ha esplorato, in collaborazione con l'ICE, il posizionamento del vino italiano in 21 Paesi attraverso l'opinione di 17o tra importatori esteri e distributori e ha cercato di mettere a fuoco gli orientamenti strategici di 50o produttori italiani. Incrociando i dati delle due survey sono emerse tre chiare linee d'azione, secondo quanto spiegato da Armando Cirrincione, docente della Bocconi: «per il futuro del vino italiano bisogna puntare sulla varietà, intesa come differenziazione d'offerta e non solo come vitigni autoctoni, sul lifestyle ...
  • 27 marzo 2017

    Censis, Attento, sofisticato e non omologato: l’evoluzione del consumatore italiano

    Dimmi come mangi e ti dirò chi sei». Questo il sottotitolo con cui si potrebbe ben efficacemente chiosare l'evento tenutosi giovedì scorso nell'accogliente cornice di Villa Necchi Campiglio a Milano. E anche se lo slogan di presentazione della ricerca effettuata dal Censis, il centro studi che dall'ormai lontano 1964 rappresenta la più completa interpretazione della realtà e degli stili di vita degli italiani, monitorandone a 360 gradi cambiamenti ed abitudini. E' altrettanto vero che lo scopo della tavola rotonda e i risultati della ricerca hanno detto qualcosa di più e di diverso da una pur interessante statistica alimentare. Nella ricerca “Il futuro dell'alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione”, che l'Istituto ha condotto per Nestlé Italia e presentato ieri a Milano si sostiene che gli alimentari tornano al centro dei consumi degli italiani: il cibo incide sul 14,3% della spesa delle famiglie, una quota che supera di quasi ...
  • 24 marzo 2017

    ISMEA – Export agroalimentare e bilancia commerciale 2016

    Nel 2016 la bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari italiani ha evidenziato una significativa riduzione del deficit in valore grazie alla crescita dell'export che ha raggiunto 38,4 miliardi di euro nel 2016, in aumento del +4% sull'anno precedente. Il dato riflette un aumento annuo delle vendite all'estero dei prodotti agricoli (+3% sul 2015) e una crescita ancor più consistente dell'export dei prodotti alimentari trasformati (+4,2%). Al contrario, le importazioni rimangono stabili a 42,9 miliardi di euro, a causa di una domanda interna che è rimasta debole nel 2016, consentendo il recupero del disavanzo per un valore di poco inferiore a 1,5 miliardi di euro. L'export agroalimentare, che in valore rappresenta una quota del 9% sul totale delle esportazioni nazionali, si conferma come una delle componenti più dinamiche di quest'ultimo, cresciuto lo scorso anno a un tasso decisamente più contenuto (+1,2% sul 2015). Fonte: Ismeaservizi.it SCARICA LA ...
  • 23 marzo 2017

    Tempesta perfetta contro l’agrolimentare a denominazione di origine

    Dopo il fallimento delle trattative sul TTIP, dagli Stati Uniti arrivano notizie preoccupanti per le nostre denominazioni di origine più famose. E intanto a Bruxelles si pensa al sistema del «semaforo» nutrizionale. Industria lattiero-casearia americana sprona il presidente Donald Trump a fare la guerra alle DOP e alle IGP. Sei multinazionali dell'industria alimentare sposano un modello di etichettatura nutrizionale «a semaforo» che fa «vedere rosso» a tutta la filiera nazionale, e lo vorrebbero come moello armonizzato di etichettatura nuizionale in tutte l'UE. La procedura di infrazione contro un tipo molto simile, anche se non identico, di etichettatura a semaforo adottato nel Regno Unito potrebbe essere sul punto di essere archiviata, anche se dalla Commissione arrivano segnali contrastanti. Sempre la Commissione UE dà un anno di tempo ai produttori di bevande alcoliche, vini compresi, per trovare un accordo su un'etichetta obbligatoria che indichi ingredienti e ...