Argomento: LEGISLAZIONE

  • 13 maggio 2015

    UE: la riforma del biologico alle strette

    Il Consiglio agricoltura di giugno potrebbe essere l'ultima occasione per arrivare a una riforma sulle regole di produzione e commercializzazione del settore Biologico in Europa. Nell'incontro tenuto lunedì a Bruxelles i ministri dell'agricoltura dei 28 non sono riusciti a raggiungere un compromesso per definire una posizione comune sulla riforma con cui andare a negoziare con il Parlamento. I punti controversi del progetto di revisione delle regole sul BIO presentato ormai più di un anno fa dalla Commissione Europea sono gli stessi che bloccano il dossier da mesi: l'introduzione a livello UE di una soglia di «declassamento» che impedisca a un prodotto di essere venduto come BIO in caso di filiera, con l'obbligatorietà o meno delle ispezioni una volta l'anno. Giugno potrebbe essere l'ultima possibilità per la presidenza lettone di mantenere la promessa di compiere «progressi sostanziali» sul dossier e scongiurare in questo modo il ritiro della proposta da parte ...
  • 13 maggio 2015

    Si riapre la partita dell’indicazione di origine in etichetta

    Secondo la Commissione Europea, per molti alimenti sarebbe sufficiente indicare la provenienza comunitaria o non comunitaria, anziché quella del Paese. Anche se con mesi di ritardo la Commissione Europea sta per pubblicare due rapporti molto attesi sull'origine obbligatoria in etichetta per alcune categorie di prodotti alimentari. Secondo il regolamento 1169/2011, testo di riferimento per l'UE sull'etichettatura dei cibi e le informazioni ai consumatori, le relazioni dovevano essere presentate entro dicembre 2014. A parte il semestre del passaggio di consegne delle istituzioni europee (elezioni, nonnina nuova Commissione e nuovo presidente del Consiglio UE), il ritardo sembra anche dovuto a una scelta fatta dall'Esecutivo a fronte di forti pressioni da parte delle lobby della filiera alimentare e degli Stati. I due studi vertono rispettivamente sull'opportunità di prevedere per legge l'indicazione del luogo di provenienza dei «prodotti non trasformati, tuono-ingredi...
  • 6 maggio 2015

    La Ciliegia di Vignola IGP supera indenne lo scoglio UE

    Il primo gradino ormai è superato: i 90 giorni obbligatori di pubblicazione, quelli fissati dall'Unione europea, si sono conclusi il 1° maggio. E, cosa più importante, nessuno in quell'arco di tempo ha depositato osservazioni sul nuovo disciplinare, che allarga la denominazione Ciliegia di Vignola IGP a quasi tutte le varietà prodotte sul nostro territorio. Arrivando, di fatto, a doppiarle. Una sola osservazione, al contrario, avrebbe potuto far saltare il banco: la catena burocratica si sarebbe allungata e l'ok definitivo all'ampliamento del marchio sarebbe arrivato fuori tempo massimo per il raccolto 2015 - che inizierà a giorni - e anche per l'Expo. La corsa contro il tempo, invece, può continuare: non appena Bruxelles avrà messo nero su bianco il suo via libera sulla Gazzetta Ufficiale Ue, la palla passerà al Ministero delle politiche agricole per l'ok definitivo. Un iter, quest'ultimo, che in teoria si può ottenere in 2-3 settimane, ma che in pratica sfora ...
  • 24 aprile 2015

    TTIP, AICIG: tutela delle IG, abolizione di quote e dazi per i formaggi, armonizzazione standard sanitari

    Chiaro messaggio lanciato da AICIG ai negoziatori comunitari e americani. Per favorire un corretto sviluppo del mercato agroalimentare è necessario che il TTIP risolva alcune questioni fondamentali. In primo luogo il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche. Le discussioni sono aperte e riguardano alcune denominazioni (Asiago, Gorgonzola, Romano, Fontina, Grana, Parmesan e Bologna) ma anche i costi che devono sopportare i singoli Consorzi per sorvegliare e proteggere i marchi corrispondenti alle rispettive denominazioni sul territorio americano (valori che ammontano a diversi milioni di Euro all’anno). Ma anche l’abolizione di quote e dazi per i formaggi e la richiesta di armonizzazione degli standard microbiologici. Si tratta di questioni che limitano la crescita delle esportazioni dei prodotti DOP e IGP italiani verso gli Stati Uniti. Queste le richieste avanzate da AICIG al tavolo degli stakeholder che si è tenuto nell’ambito del 9° round negoziale sul ...
  • 23 aprile 2015

    Riforma OGM, a rischio l’accordo commerciale USA-UE

    Non è solo il fatto che la riforma proposta, che dovrà essere discussa dal Parlamento di Strasburgo e poi dal Consiglio Europeo, tende a creare un patchwork di regole per il quale chi esporta prodotti OGM in Europa rischia di non raccapezzarsi in contraddizione con il mercato unico europeo, che rappresenta la ragione per la quale l'America (ma chiunque altro) negozia con il blocco dei 28 Paesi e non con uno per volta. Il fatto è che la proposta di Junker e dei commissari sembra fatta apposta, nei contenuti e nella tempistica, per creare problemi ai negoziatori europei, in questi giorni impegnati a New York nella trattativa. E mette in difficoltà il TTIP. Sin dall'inizio del negoziato transatlantico, la UE ha detto agli americani che gli OGM sarebbero stati fuori dagli argomenti sui quali si può trovare un accordo: l'Europa, infatti, è divisa tra chi è contrario a tutto tondo ad esempio Francia, Austria e in buona misura Germania e Italia e chi è favorevole Gran ...
  • 22 aprile 2015

    Aicig, negoziati TTIP: l’importanza di un accordo sulla questione IG.

    Un impulso all'agricoltura sostenibile e occupazione a lungo termine, così come informazioni veritiere fornite ai consumatori, sono i principali vantaggi che scaturirebbero da un'intesa sulle Indicazioni Geografiche (IG), nell'ambito delle trattative in corso per un accordo di libero scambio commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti (TTIP). Questo è quanto emerge dalla conferenza stampa organizzata presso l'Ambasciata d'Italia a Washington DC, dall'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG) dall'alleanza globale delle IG (orIGin) e dall'American Origin Products Association (AOPA). In questi giorni a New York è in corso il 9° round negoziale e la discussione sta entrando nel vivo. La discussione è stata aperta da S.E. Claudio Bisogniero, Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti: "Salvaguardare le IG è una priorità del Governo italiano. Il TTIP è l'occasione per un dialogo tra l'UE e gli Stati Uniti su soluzioni adeguate e pragmatiche. L'evento ...
  • 22 aprile 2015

    L’Europa ancora contro l’origine

    La Commissione europea ha invitato le autorità italiane ad abrogare (a partire dal 13 aprile) le norme nazionali che stabiliscono la definizione di «effettiva origine» e di «luogo di origine» ai fini dell'etichettatura dei prodotti alimentari, in particolare di quelli trasformati, e ad allinearle con la legislazione Ue. Stando ai documenti in possesso di ItaliaOggi, questo è il risultato del «pilot», l'indagine esplorativa che precede l'apertura di una procedura di infrazione, sulla conformità delle leggi n. 4/2011 e n. 350/2003 con le norme sull'etichettatura Ue contenute nel regolamento 1169/2011. Bruxelles agisce coerentemente con quanto fatto all'inizio del 2011, durante il dibattito parlamentare sulla legge n. 4. Nell'occasione, gli allora commissari Ue Dacian Ciolos (agricoltura) e John Dalli (salute e tutela dei consumatori) presero carta e penna e scrissero a Roma, rilevando l'inopportunità di approvare norme nazionali sull'indicazione di origine mentre a ...
  • 22 aprile 2015

    Reati agroalimentari, istituita commissione per la riforma

    È stata istituita presso l'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su proposta del Ministro Andrea Orlando, la Commissione di studio perl'elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare. Un fenomeno sempre più diffuso che mina l'eccellenza del made in Italy nel settore enogastronomico e favorisce l'infiltrazione di organizzazioni criminali. Il gruppo di lavoro sarà guidato dall'ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli che attualmente presiede il Comitato scientifico dell'osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare Fonte: Il Giornale SCARICA L'ARTICOLO COMPLETO
  • 21 aprile 2015

    Ttip? Partita strategica per le pmi. E per l’Italia in primis

    Le 150 mila piccole e medie imprese europee che esportano negli Usa rappresentano il 28% in valore dell'export (che diventa il 41% se si conta l'export indiretto) Ue oltreoceano. Forti soprattutto in settori quali agroalimentare, tessile, pelletteria e chimica, vorrebbero vedere eliminate 1.200 misure che considerano barriere non tariffarie al commercio applicate dalle dogane di Washington. L'Italia guida la classifica europea per numero di pmi che esportano verso il paese stelle e strisce (30 mila per 11,2 miliardi di euro) ed è terza in valore dopo Germania e Regno Unito. Sono i dati che emergono dal rapporto sul ruolo delle aziende medie e piccole nel Ttip (il negoziato commerciale tra Unione europea e Stati Uniti), pubblicato ieri dalla Commissione europea sulla scorta di statistiche Eurostat e di un sondaggio che ha visto la partecipazione di 869 imprese europee con meno di 250 dipendenti, attive in tutti i settori. Cifre che secondo il commissario Ue al commercio ...
  • 20 aprile 2015

    Agrifood: Il Made in Italy all’attacco delle tavole (non solo) americane

    Con un accordo si aprirebbero grandi spazi per il Made in Italy di DOP e IGP, ma Washington non ci sta. II paradosso dei «parmesan» e dell'Asiago fatto nel Wisconsin. Il prossimo round di negoziati si terrà questa settimana a New York. I delegati USA e UE si incontreranno per discutere i termini del Trattato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip). L'attenzione, da parte dell'agro-alimentare italiano, è altissima. Soprattutto per i produttori di DOP e IGP, perché Washington, per difendere i produttori caseari nazionali rappresentati dalla lobby del Dairy Export Council, non vuole riconoscere il concetto di indicazione geografica a favore di un sistema fondato sui marchi d'impresa e si oppone alla richiesta europea di limitare l'utilizzo del nome generico di formaggi europei con indicazione protetta. «Negli Stati Uniti per la tutela si aziona il marchio - spiega il segretario generale dell'Aicig (Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) Pier ...
  • 16 aprile 2015

    Informazioni in più in etichetta?

    L'operatore o l'organizzazione che intende apporre l'etichetta nella carne bovina con informazioni facoltative desumibili direttamente o indirettamente dalla documentazione ufficiale deve garantire il riscontro della veridicità delle informazioni. Mettendo a disposizione, secondo le indicazioni dell'autorità competente, una banca dati dalla quale è possibile risalire ai codici di rintracciabilità riportati sulla documentazione ufficiale medesima e inserita nella banca dati nazionale dell'anagrafe bovina. In caso di lotti di carne bovina con codici o numeri di rintracciabilità della carne bovina diversi, da quelli contenuti nella banca dati nazionale , gli operatori o le organizzazioni che commercializzano carni bovine devono mettere a disposizione tutti i codici di rintracciabilità delle carni che costituiscono il lotto. Queste le precisazioni contenute nella circolare del Ministero delle Politiche Agricole e  Forestali del 13 aprile 2015 prot. n. 7770. contenente ...
  • 15 aprile 2015

    Ttip, Bruxelles chiede più tutele

    La Commissione Agricoltura del Parlamento UE approva a larga maggioranza le raccomandazioni per il settore. Paolo De Castro: passaggio fondamentale, l'esecutivo UE sia più aggressivo sul dossier agricolo. Se l'export è l'unica strada per crescere, per l'agroalimentare italiano è vitale superare gli ostacoli che ancora frenano la «conquista» del grande mercato americano. Un primo passo in questa direzione è stato fatto ieri a Bruxelles. Con una maggioranza più ampia del previsto (27 sì contro 18 no) la Commissione Agricoltura dell'Europarlamento ha dato il via libera a una serie di «raccomandazioni» relative al capitolo agricolo del negoziato per un accordo commerciale di vasta portata tra UE e USA, il cosiddetto Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership). Il voto di ieri rappresenta la prima tappa di un percorso che dovrebbe portare alla decisione finale di giugno quando sul negoziato si esprimerà la plenaria. La commissione competente è quella per gli ...
  • 9 aprile 2015

    Oggi la fine dei diritti d’impianto dei vigneti

    Saranno pubblicati oggi dalla Commissione europea gli atti formali che sanciscono la fine del sistema dei diritti di impianto dei vigneti. Istituiti nel 1976, dal 2016 i diritti saranno sostituiti da un regime di autorizzazioni non trasferibili che durerà fino al 2030. Il nuovo sistema fissa una crescita limitata all'1% l'anno delle superfici vitate del territorio nazionale. Per l'Italia, la percentuale si traduce in circa 6.500 ettari l'anno di vigneti. Per quanto riguarda le nuove autorizzazioni, inoltre, gli atti adottati oggi definiscono nei dettagli un regime di controllo più stringente, attraverso criteri di ammissibilità e priorità da parte di stati e regioni. Fonte: Italia Oggi SCARICA L'ALLEGATO COMPLETO
  • 4 aprile 2015

    Origine in etichetta, italiani a favore

    Si è chiuso con una schiacciante maggioranza a favore dell'origine in etichetta il sondaggio online promosso dal Ministero delle politiche agricole sull'importanza per i consumatori della tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Fonte: Il Sole 24 Ore SCARICA ARTICOLO COMPLETO
  • 3 aprile 2015

    Usa-Ue, per i prodotti DOP e IGP serve una “strategia d’attacco”

    In vista dell'accordo di libero scambio Usa-Ue i prodotti a denominazione d'origine devono adottare una "strategia d'attacco". Ne è convinto il Viceministro allo sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenuto ad un incontro che si è tenuto al Mipaaf in occasione dell'Assemblea dell'Aicig, l'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. "Dobbiamo tenere alta l'attenzione - ha spiegato Calenda - anche sugli altri accordi commerciali che stiamo negoziando noi come Europa, ma anche quelli stretti dagli Usa con altri partner commerciali. Dobbiamo cioè vigilare che in tutti questi negoziati Usa-Ue non ci siano passi indietro o involuzioni sul fronte delle IG". E il pensiero va in particolare agli accordi in calendario con Vietnam e Giappone. "Ma poi una strategia d'attacco - ha aggiunto Calenda- deve riguardare anche l'aspetto della valorizzazione dei prodotti a IG. Dobbiamo cioè spiegare ai consumatori stranieri il valore aggiunto che c'è dietro i prodotti a ...
  • 3 aprile 2015

    Etichetta obbligatoria a “singhiozzo”

    Etichetta: si tratta di sicurezza in tavola, di tutela dei consumatori e, perché no, di salvaguardia di un comparto, quello agroalimentare, che rappresenta uno dei motori principali dello sviluppo dell'Umbria e dell'Italia. Dal primo aprile è entrato in vigore il regolamento europeo che impone l'indicazione del Paese d'origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali di specie suina, caprina, ovina o dei volatili». Una "benedizione", accolta con grande favore dalle organizzazione di settore, soprattutto in funzione della tutela del made in Italy. Specie per un «settore, quello della suinicoltura - spiegava nei giorni scorsi il presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti - che nel periodo 2000/2010 ha scontato un calo delle aziende di circa il 90% e dei capi del 24% (circa 750 le aziende rimaste con poco più di 180mila capi) in conseguenza anche di una insufficiente trasparenza sul mercato, che ha raggiunto livelli preoccup...