Argomento: EXPORT

  • 23 giugno 2017

    Ortofrutta fresca e trasformata primo comparto dell’export agroalimentare

    "L'ortofrutta fresca italiana mostra performance positive, con un valore alla produzione di 12,3 miliardi di euro, pari al 25% della produzione agricola, una dinamica positiva dell'export che prosegue anche nel 2017, con un + 6% su base annua nel primo trimestre, e un saldo del commercio estero che, nel 2016, segna un +40% rispetto all'anno precedente, grazie soprattutto alla riduzione della spesa per le importazioni. Considerando cumulativamente l'export di ortofrutta fresca e trasformata, il settore risulta essere il primo dell'export agroalimentare per un valore di 8,3 miliardi di euro" - ha dichiarato il Direttore Generale di Ismea, Raffaele Borriello, introducendo oggi a Firenze i lavori dell'evento Think Fresh 2017. I numeri del settore mettono in evidenza anche i prodotti più vocati all'export: kiwi (Italia 2° esportatore mondiale dietro alla Nuova Zelanda); nocciole (2° esportatore mondiale dietro la Turchia), mele (3° esportatore mondiale, dietro Cina e Usa); ...
  • 20 giugno 2017

    ISMEA – Export vino italiano I Trim 2017

    Da gennaio a marzo 2017 esportati quasi 5 milioni di ettolitri di vini e mosti, con una progressione del +8% sullo stesso periodo dell'anno precedente; era da molto tempo che non si registravano incrementi percentuali così importanti sul fronte volumi. Un aumento pari al +8% anche del valore dell'export di vini, in linea con la crescita dell'agroalimentare italiano nel suo complesso. Le elaborazioni Ismea su dati Istat descrivono, per il primo trimestre 2017, un settore in buona salute. La nota dolente per il settore vinicolo è che la crescita a volume è pari a quella a valore e ciò evidenzia, di fatto, come non aumenti il valore medio delle esportazioni nazionali e questo non aiuta a ridurre il gap con la Francia che nel primo trimestre 2017 ha messo a segno un +15% a valore a fronte di una crescita dei quantitativi pari al +6%. Ragionando in termini di valore medio si ha un netto miglioramento anche della Spagna che, nonostante un lieve calo dei volumi esportati ...
  • 16 giugno 2017

    Levoni confermato alla guida di Assica: “export traino irrinunciabile”

    Nonostante gli scenari internazionali non favorevoli e una crisi dei consumi interni che persiste ormai da anni, il comparto dei salumi italiani riesce ad avere sui mercati esteri sbocchi interessanti registrando numeri positivi: a evidenziarlo è Assica che nel corso della sua Assemblea annuale ha presentato i dati economici del settore. Anche sul fronte interno, gli italiani non rinunciano ai salumi: la produzione e fatturato infatti sono sostanzialmente stabili. Le aziende associate ad Assica rappresentano oltre 80% del fatturato industriale della produzione delle carni trasformate (salumi, carni in scatola, grassi suini lavorati) pari a circa 8 miliardi. Di questi, 1,4 miliardi di euro sono provenienti dall’export. Nicola Levoni, Presidente di Assica dal 2015 e riconfermato alla presidenza per un altro biennio, ha commentato: “il 2016 è stato un anno ancora molto complesso per i produttori di salumi. Il settore, come il resto del comparto alimentare, ha continu...
  • 15 giugno 2017

    ISMEA – Scenario mondiale e posizionamento all’estero dei salumi italiani

    Con un valore complessivo di quasi 1,38 miliardi di euro, nel 2016, l'Italia ha conquistato la leadership mondiale per le esportazioni di preparazioni e conserve suine, superando la Germania. Lo storico sorpasso è avvenuto soprattutto grazie alla crescita della quota detenuta dall'Italia nei primi tre mercati di sbocco - Germania, Francia e Regno Unito - che, complessivamente, rappresentano quasi la metà del valore generato dalle vendite all'estero dei salumi nostrani. "I salumi italiani vincono il confronto competitivo, pur posizionandosi su una fascia alta di prezzo - ha dichiarato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell'Ismea, intervenuto il 13 giugno all'Assemblea Generale di Assica, l'Associazione degli industriali delle carni e dei salumi -:  il posizionamento dei prodotti italiani è nel segmento premium, ma lo scenario competitivo è più articolato e soprattutto con notevoli prospettive di espansione anche in considerazione dell'apertura di due mercati ...
  • 15 giugno 2017

    Pecorino Toscano DOP: crescono produzione ed export

    Il Pecorino Toscano DOP vola all’estero e si consolida sul mercato italiano. A dirlo sono i dati che fotografano il 2016 del Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP, con oltre 1 milione e 500 mila forme prodotte e 1 milione e 125 mila forme vendute, tra tenero e stagionato, per un fatturato di circa 24,2 milioni di euro, cresciuto del 2,02 per cento rispetto all'anno precedente. Il fatturato complessivo al consumo è di oltre 50 milioni di euro. Sul fronte export, l'incremento è stato pari al 28,64 per cento, che si traduce in quasi 4,4 milioni di euro di fatturato e vede una forte ascesa del prodotto sui mercati europei. Il trend positivo ė confermato anche nei primi quattro mesi del 2017, dove la produzione registra un aumento del 2,77 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. I dati, gli obiettivi e le prospettive del Consorzio sono stati presentati oggi, mercoledì 14 giugno presso la Regione Toscana, alla presenza del presidente e del direttore del Consorzio, ...
  • 13 giugno 2017

    Vini DOP UE: nel 2016 le esportazioni sono aumentate in valore del +0,3%

    La ricchezza e la varietà delle denominazioni enoiche d’Italia è, insieme alla sterminata quantità di vitigni autoctoni, uno dei principali punti di forza del nostro Paese: ma quando si parla di mercati non si può dare niente per scontato, e a confermarlo arriva un’analisi sul tema di International Wine and Spirits Research. Le esportazioni di vini a denominazione dall’Ue nel 2016 sono calate in volume del -0,8% (126,2 milioni di casse da nove litri) ma aumentate in valore del +0,3% (a 6,99 miliardi di euro): Bordeaux (25,8%) e Rioja (19,2%) fanno la parte del leone, ma l’Italia può vantare un rispettabile 24,5% nella top 10, grazie a Toscana (10,9%), Veneto (8,4%) e Trentino Alto Adige (5,2%). Trentino che è stata la Regione top performer (+32% in volume sul 2015, a 6,07 milioni di casse), mentre Veneto, Bordeaux e Toscana hanno registrato le prestazioni peggiori: i vini a denominazione veneti hanno lasciato sul campo il 3% in volume, quasi il 6% dal 2011 (a ...
  • 6 giugno 2017

    Vino made in Italy cresce in Russia del +5,5%: Italia importatore leader

    Nonostante l’embargo commerciale che si è fatto sentire sull'export Wine & Food italiano, il mercato russo mostra segni di ripresa: nel 2016 le importazioni di vino tricolore sono cresciute in quantità (+1%) e in valore (+5,5%, 660 milioni di euro), consolidando la leadership italiana tra i Paesi importatori, con una quota di mercato del 29%, e consolidato la crescita sul 2015 (+4,1%, a 189 milioni di euro, per 609.000 ettolitri, +5,2%). Inoltre aumenta il divario con la Francia, la cui quota di mercato è ora del 18% (-5%), al pari della Spagna: un trend notevole, se si considera che era di ben il 28% in valore, e quella italiana solo del 22%. I vini fermi imbottigliati fanno la parte del leone (70% dell’import in valore), mentre è negli spumanti che il “testa-a-testa” con la Francia è comprensibilmente più acceso: il Belpaese vale il 58% del mercato complessivo, contro il 32% francese e il 6% spagnolo, e mantiene tassi positivi (+3,5% in valore e +2,5% in ...
  • 31 maggio 2017

    Dal Ceta una spinta potenziale all’export alimentare italiano

    Bene. Noi pensiamo di poter raddoppiare le vendite in Canada. Ma dipende: adesso che cosa cambierà davvero per le quote di importazione dei formaggi "Made in Italy"? Perché è vero che crescono le tonnellate di formaggio europeo che potranno entrare in Canada senza dazi, ma chi potrà acquistarle? Solo la Gdo? Anche i distributori minori? Gli importatori per hotel e ristoranti? O anche le cooperative e i produttori locali che vogliono diversificare l'offerta?». Per Paolo Ganzerli, International Sales direcotor di Parmareggio (330 milioni di fatturato globale) la sfida è tutta qui. Ovvero, capire come il Ceta - l'accordi di libero scambio dalla UE con il Canada (ma anche il più ambizioso mai sottoscritto) - potrà tradursi in concreti vamtaggi per il comparto alimentare europeo, e soprattutto italiano. Esplorare come trasformare l'intesa in concrete opportunità di business è stato l'obiettivo della delegazione europea in Canada - recentemente guidata dal Commissario ...
  • 30 maggio 2017

    EUROPEAN COMMISSION – Valore record per l’export agroalimentare

    Le esportazioni agroalimentari dell'UE hanno raggiunto un valore record di quasi 12,7 miliardi di euro nel marzo 2017, secondo l'ultimo rapporto sugli scambi commerciali pubblicato dalla Commissione europea a maggio. Il risultato è superiore di 1,31 miliardi di euro (+ 11,3%) rispetto a marzo 2016 e rappresenta il più alto valore mensile di esportazione degli ultimi cinque anni. I maggiori aumenti nelle esportazioni mensili su base annua (marzo 2017 su marzo 2016) sono stati registrati per USA (+199 milioni di euro), Giappone (+112 milioni di euro), Russia (+98 milioni di euro) e Svizzera (+82 milioni di euro). A seguito del forte aumento delle esportazioni, il saldo commerciale nel marzo 2017 è stato di 1,8 miliardi di euro. Nei dodici mesi da aprile 2016 a marzo 2017 le esportazioni agroalimentari dell'UE hanno raggiunto un valore di 133,5 miliardi di euro, con un aumento del +3,6% in termini di valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le cifre ...
  • 26 maggio 2017

    Paesi Terzi: vino export primo trimestre 2017 a +6,3%

    L’export di vino italiano cresce del 6,3% sui mercati extra UE e, nel primo trimestre del 2017, tiene il passo della media mondiale degli scambi (+6,1%), e vince il confronto con tutti i principali competitor, ad eccezione del Cile (+17,8%), ora davanti alla Spagna per valore, mentre la Francia chiude a +3,9%. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Paesi Terzi di Business Strategies nei top 12 mercati, che rappresentano una quota pressoché totale (96%) delle importazioni extra UE di vino, l’inizio del 2017 si è rivelato in generale favorevole per gli scambi enologici, con la Francia sempre top player con un valore di 1,27 miliardi di euro, seguita dall’Italia a 710 milioni di euro. “Tra le note positive - commenta la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - c’è sicuramente la performance in Cina, dove a fronte di una fase di riflessione della domanda (+1,3%), l’Italia, con un incremento del +15,9%, fa meglio di gran parte dei suoi competitor. È presto ...
  • 25 maggio 2017

    ISMEA – Export agroalimentare: focus mercato USA

    Gli Stati Uniti si confermano un mercato di sbocco molto importante per i prodotti agroalimentari italiani: dopo Germania (17,5%) e Francia (10,9%), è il Paese oltre atlantico a costituire una delle mete principali dei prodotti italiani, con una quota del 10% dell'export. Guardando allo scambio con gli Usa, il surplus per l'Italia nel 2016 è stato di 2,9 miliardi di euro, 350 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente: importiamo dagli Stati Uniti meno di quanto esportiamo, come confermato anche dai primi due mesi del 2017. In controtendenza rispetto al resto dell'agroalimentare italiano, che ha mostrato un peggioramento del deficit rispetto a gennaio/febbraio 2016, la bilancia commerciale con gli Usa vede una crescita del surplus di +24 milioni di euro in avvio del 2017, grazie all'aumento delle esportazioni (+4,2%) e alla stabilità delle importazioni (-0,3%). Negli ultimi due anni la crescita degli acquisti Usa dall'Italia è stata maggiore rispetto all'espa...
  • 23 maggio 2017

    Asparago Verde di Altedo IGP: convegno sui trend di mercato

    L’andamento del mercato in Italia e all’estero e le opportunità delle certificazioni DOP e IGP. Questi i temi al centro del convegno sull’asparago che si terrà il 26 maggio ad Altedo in occasione della 48esima Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP: i lavori si apriranno alle 10 con i saluti del sindaco di Malalbergo Monia Giovannini e del presidente del Consorzio di tutela Gianni Cesari, a seguire diversi operatori del settore parleranno di normative vigenti applicate alle certificazioni DOP e IGP, tracciabilità nelle filiere di qualità e il ruolo e le funzioni dei consorzi di tutela. In Italia, in questi ultimi anni, l’andamento tendenzialmente positivo dell’asparago ha fatto aumentare le superfici dedicate alla coltivazione arrivate ormai a 9mila ettari. Uno sviluppo favorito dall’incremento della coltivazione di asparagi verdi in Puglia che hanno raggiunto livelli superiori ai 3.500 ettari, da quelli verdi e bianchi coltivati in Veneto (1.600 ...
  • 19 maggio 2017

    Asiago DOP record di esportazioni e crescita nei consumi

    Per l'Asiago DOP nel 2016 cresciuti consumi interni ed export.  E'un bilancio positivo quello tracciato nei giorni scorsi dall'assemblea del Consorzio di tutela Asiago DOP. Nel 2016 infatti grazie al piano di programmazione dell'offerta la produzione è calata del -3,35% mentre i consumi sono cresciuti del +2,1% in volume e del +1,3% in valore.  Un risultato, quest'ultimo, in netta controtendenza con la flessione fatta registrare dal comparto dei formaggi semiduri (secondo Gfk-Esirisko il calo 2016 è stato del -1,7% in valore e del -1,3% in volume). In particolare i consumi di Asiago DOP sono cresciuti del +2,1% presso le famiglie e del +2,3% presso la GDO. I positivi effetti del piano di programmazione della produzione si sono fatti sentire anche sul fronte degli stock che a fine 2016 hanno fatto registrare un arretramento rispetto al 2015. “Aspetto quest'ultimo - confermano al Consorzio - che ci ha consentito di avviare il 2017 con premesse migliori rispetto a quelle ...
  • 18 maggio 2017

    Commercio estero, vola il Made in Italy agroalimentare

    Commercio estero: secondo una recente analisi basata su dati Istat, nel primo trimestre del 2017 si evidenziano incrementi che arrivano fino al 29,1% per l’alimentari italiani in Spagna e al 22,5% in Cina. Si tratta di un vero e proprio record per il Made in italy agroalimentare all’estero. Quasi i due terzi delle esportazioni nel 2017 interessano i Paesi dell’Unione Europea con il mercato comunitario che aumenta del 5,9%, ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica all’Asia fino all’Oceania. Un balzo del 45% si registra in Russia, dove tuttavia i valori restano contenuti a causa dell’embargo che ha colpito gran parte dei prodotti alimentari ad eccezione del vino e della pasta, ma gli Stati Uniti con una crescita del 6,8% sono di gran lunga il principale mercato fuori dai confini dall’Unione, ed il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. Sul successo del Made in Italy ...
  • 7 maggio 2017

    CSQA a Tuttofood, standard di certificazione innovativi per le aziende

    CSQA Certificazioni rilancia il proprio impegno come centro di innovazione nel settore delle certificazioni agroalimentari made in Italy con un servizio gratuito di assistenza informativa alle aziende in occasione di Tuttofood, la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano, che si svolgerà dall’ 8 al 11 maggio 2017. Dai prodotti "free from" alle filiere sostenibili, dall'export in USA alla certificazione di origine: tre giorni di assistenza informativa alle aziende All’interno delle tematiche strategiche di sviluppo del settore - autenticità, sostenibilità e benessere - gli esperti di CSQA saranno disponibili per fornire chiarimenti sugli standard di certificazione più innovativi e trovare soluzioni per specifiche esigenze. Il programma realizzato per supportare le imprese avrà quattro focus principali, individuati grazie al costante monitoraggio delle necessità del settore. Lunedì 8 Maggio lo stand CSQA - Padigl...
  • 2 maggio 2017

    Grana Padano DOP: quel semaforo della Ue attacca un mercato da 1,5 mld di euro l’anno

    Cambiare tutto per restare uguale a se stesso. È così che il Grana Padano DOP continua a essere il prodotto di denominazione di origine protetta più venduto al mondo. E infatti il Consorzio di tutela che ne gestisce la marchiatura e l'intera filiera si da un gran da fare tra pubblicità, ricerche, lotta alla contraffazione per preservare intatta una ricetta unica: 282 caseifici (di cui 129 produttori e gli altri stagionatori) che producono Grana per un valore di 1,5 miliardi di euro. Il sistema Grana Padano DOP impiega 40 mila persone e dà lavoro a 5 mila stalle. Un business enorme e in crescita: «Nell'assemblea di fine aprile abbiamo tracciato le linee guida per i prossimi mesi. Due le priorità: comunicazione ed export», dice Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio e capo della Cooperativa Plac, il quarto più grande caseificio del Consorzio Grana Padano DOP che rappresenta 92 allevatori di Cremona «Il 70% dell' attività del Consorzio è promozione, ...