Argomento: CONTRAFFAZIONE

  • 31 ottobre 2012

    E anche il pecorino romano diventa patacca

    Italia Oggi Ancora una contraffazione per il pecorino romano Dop. Ad architettare la contraffazione è stato stavolta il marchio statunitense, BelGioioso, che alla fiera di Parigi ha propinato il «Romano cheese», senza conformità al disciplinare di produzione. A denunciare il fatto sono stati gli avvocati del Consorzio di tutela del pecorino romano Dop, che ha sede a Macorner, in provincia di Nuoro. Un fatto molto grave in quanto l'ennesimo falso per un prodotto del made in Italy arriva proprio dalla Francia, dove l'export del «romano» Dop ha raggiunto il fatturato di 6.640.000 euro nel 2011, con un +38,8% in valore sul 2010. Belgioioso ha presentato il «Romano cheese» non conforme al disciplinare all'interno dello spazio della società austriaca Schreiber & Rupp Gmbh. 20121031_Italia_Oggi_NL.pdf
  • 29 ottobre 2012

    Brazzale: che grana, la guerra ai Dop

    Affari & Finanza Le sue 15 mila mucche pascolano, beate, su dolci colline verdi tappezzate di fiori e irrigate naturalmente dalla pioggia che fa crescere il foraggio. Ogni capo di bestiame ha a disposizione, in media, 5 ettari, viene allevato con stabulazione libera o con una cuccetta individuale, nelle settanta fattorie che costituiscono un comprensorio. Nel complesso si producono 380 mila litri di latte al giorno, che vanno a costituire la materia prima di un formaggio molto - troppo simile al parmigiano. Peccato che tutto questo paradiso non si trovi in Italia ma in Moravia, regione della Repubblica Ceca da cui il formaggio prende il nome per essere venduto, in seguito, anche in Italia. A produrlo, però è un'azienda italiana, la più antica nel settore del latte, ancora oggi a struttura familiare, la Brazzale. 20121029_Affari_e_FinanzaNL.pdf
  • 26 ottobre 2012

    Salone del gusto al via. Ecco l’olio tutto italiano

    L'Unità Si chiamerà «Assieme» e sarà un extravergine d'oliva «nazionale» al cento per cento: materia prima, produzione, trasformazione, rete di vendita e distribuzione. L'obiettivo è chiaro: cambiare i modelli di produzione e di consumo per raggiungere uno stile di vita e di sviluppo sostenibile. Anche il campo d'azione è stato individuato: l'agricoltura, che a livello globale si gioca la sfida per nutrire gli oltre 9 miliardi di persone che vivranno nel 2050, e per i quali la produzione agricola dovrebbe aumentare del 60%. «Se riuscissimo a ridurre della metà gli sprechi, avremmo cibo per un miliardo di persone» ha spiegato il direttore della Fao, Graziano Da Silvia. Una sfida che a livello locale si declina in mille forme diverse, quanti sono i progetti che puntano a rinnovare ed accorciare la filiera alimentare. 20121026_Unita.pdf
  • 25 ottobre 2012

    I Nuclei Antifrodi Carabinieri al Salone Internazionale del Gusto

    In occasione del Salone Internazionale del Gusto previsto a Torino dal 25 al 29 ottobre 2012, i NAC, Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari saranno presenti con un proprio stand espositivo nell’area dedicata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Nel corso della manifestazione, il 27 ottobre p.v. alle ore 11,30 i NAC partecipano anche al convegno organizzato dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti agroalimentari sul tema: “Il valore della qualità nei prodotti ad indicazione geografica”. Durante l’iniziativa sarà presentato il “DECALOGO per il consumatore”, contenente utili consigli per evitare le frodi consultando bene le informazioni contenute sulle etichette dei prodotti. Fonte: Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari 20121025_CS_NAC_NL.pdf 20121025_CS_NAC_ALL_NL.pdf
  • 25 ottobre 2012

    Basta con le bufale sulla nostra mozzarella

    il GiornaleIl giornalista del New York Times Sam Anderson, ha definito il sontuoso latticino campano «la grande balena bianca dei formaggi», come Moby Dick. Tanti i capitani Achab che cercano di conquistarla oltreoceano. Tra questi il più «in fissa» è tale Craig Ramini, che vuole realizzare il sogno della sua vita: fare con le sue mani una mozzarella degna di cotanto nome. Per ora, malgrado gli sforzi, il risultato è deludente e il prezzo alto. Eppure questo italianissimo oggetto del desiderio di tutto il mondo, non se la passa troppo bene. Colpa delnostrano talento per la zappa sui piedi, che si appalesa nei continui attacchi mediatici che raccontano la bianca delizia divolta involta come oggetto degli appetiti non solo gastrici della malavita organizzata o come frutto di contraffazioni da magliari. 20121025_IL_GIORNALE_MTC.pdf
  • 24 ottobre 2012

    Lucisano: più tracciabilità per la Mozzarella di Bufala Campana DOP

    Italia OggiMozzarelle di bufala taroccate lombarde, venete e un po' di tutta Italia. Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop ha deciso di correre ai ripari. «Da un lato modificando il disciplinare attraverso provvedimenti per migliorare la tracciabilità e dall'altra producendo linee specifiche di prodotto per il canale della ristorazione, tra i più soggetti alla contraffazione», spiega Antonio Lucisano, direttore del Consorzio. Ma non basta visto che «la Grande distribuzione organizzata cavalca il fenomeno». Una truffa che arriva a costare fino a 100 mln l'anno di danni secondo le stime del Consorzio di tutela. Domanda. «Che in Cina copiassero la mozzarella di bufala è risaputo, ma che la pratica fosse in uso anche nel lombardo-veneto è una novità». 20121024_Italia_Oggi.pdf
  • 23 ottobre 2012

    L’industria dei falsi marchi un fatturato da 7 miliardi

    Il MessaggeroNon più solo borse e accessori: boom di farmaci, alimentari e cosmetici. Il Censis: la contraffazione brucia 110mila posti lavoro. Non c'è niente che non possa essere imitato, contraffatto, copiato, importato illegalmente. Non ci si ferma più - e da un bel pezzo - alle borse con il logo della griffe, ormai si riproduce tutto: dagli accessori dell'abbigliamento ai gioielli, alle calzature, agli oggetti di design, ai giocattoli, perfino i medicinali. E non è solo un problema etico, un'offesa alla creatività e all'impegno di chi produce, ma è un vero e proprio danno economico all'intero Paese e ai lavoratori. Il fatturato del falso in Italia vale 6,9 miliardi, è così esteso che «non esiste prodotto che non possa essere imitato e venduto», come dimostra la ricerca del ministero dello Sviluppo economico con il Censis. 20121023_Il_Messaggero_NL.pdf
  • 21 ottobre 2012

    È il pane di Altamura il più imitato nel mondo

    La Gazzetta del Mezzogiorno Gusto della tradizione, tutela della salute e poca chiarezza nelle etichette creano confusione e quando andiamo a comprare il pane non è facile scegliere. «Quasi la metà (45%) del pane in vendita in Italia è ottenuto con grano proveniente da altri Paesi - afferma la Coldiretti - ed anche extracomunitari, dove è possibile utilizzare prodotti vietati in Europa che mettono a rischio la salute». L'unica garanzia certa è l'acquisto del pane con marchio Dop o Igp, che garantisce l'utilizzo di grani locali, che sono sempre più facilmente reperibili. La curiosità? Il più contraffatto d'Italia è proprio il pugliese pane di Altamura Dop dove i grani del circondario giocano un ruolo determinante nella sua squisitezza. In Italia ci sono cinque pani con riconoscimento comunitario, fra i quali appunto quello di Altamura.
  • 21 ottobre 2012

    Contro i pirati dell’agroalimentare scende in campo anche l’Interpol

    La StampaIl made in Italy tra i marchi più taroccati. Allarme per il diffondersi dei Wine kit. Contro i pirati agroalimentari che scippano all'Italia 60 miliardi euro l'anno e che mettono a rischio 300 mila posti di lavoro (Coldiretti dixit) scende in campo l'Interpol. Il primo fronte è quello dell'olio d'oliva: entro la fine dell'anno l'Unaprol organizzerà corsi di formazione per i nuclei anti-frode di 22 paesi comunitari ed extra Ue. Sono stati i Naf del corpo Forestale dello Stato a chiedere, e ottenere, di allargare il desk anticontraffazione che già lavora nella sede di Lione al settore agroalimentare. «Il numero dei Paesi che ha deciso di collaborare - spiega il vicecomandante Amedeo De Franceschi - sta crescendo. Siamo partiti in quattro e adesso ci siamo moltiplicati di sei volte.
  • 18 ottobre 2012

    Dop e Igp: le pene per le contraffazioni sono troppo miti

    Il Corriere della SeraLa catena dei falsi cibi made in Italy sembra inarrestabile. Più si accentua la crisi e più si scoprono prodotti i cui marchi di garanzia - Dop e Igp - risultano contraffatti. Da giugno a oggi ecco una allarmante sequenza: migliaia di litri d'olio, spacciati per bio o per extravergine, sequestrati in Italia, 2.30o prosciutti col marchio Dop bloccati nel triangolo Modena-Parma-San Daniele. Quintali di limoni argentini posti in vendita col marchio Igp di Sorrento. Migliaia di pizze le cui etichette sbandierano ingredienti come la cipolla di Tropea o il pomodoro San Marzano, ovviamente assenti o comunque non di quelli originali e certificati. Una infinità di bottiglie di Barolo, Chianti, Valpolicella, Nero d'Avola, Montepulciano, tutte false. Le sigle che assicurano la genuinità dei nostri cibi sono tre: Dop, Igp, Stg. 20121018_Corriere_della_sera_NL.pdf
  • 14 ottobre 2012

    Conserve tra i topi e gli insetti 4 mila tonnellate sequestrate

    Il Messaggero Blitz dei Nas in 300 aziende, frutta con muffa per i succhi. Da Milano a Foggia. Attraversa tutta l'Italia l'ispezione dei carabinieri del Nas che si è conclusa con un bilancio allarmante: quattromila tonnellate di conserve alimentari sequestrate nelle ultime settimane nelle aziende di produzione e distribuzione del settore. Valore della merce quattro milioni di euro. Sono state circa 300 le ispezioni eseguite dai militari che nel 25 per cento dei casi hanno riscontrato irregolarità nelle strutture controllate. E adesso i verbali di contestazione saranno esaminati dalla magistratura, dalle autorità sanitarie e amministrative. Sono 70 in tutto le persone denunciate dai 38 nuclei intervenuti nell'operazione in tutt'Italia. Le sanzioni, per le cento violazioni alle normative di settore riscontrate, sono sui 75mila euro. 20121015_Il_Messaggero_NL.pdf